Accolto in pieno il ricorso promosso da USB, contro la precettazione messa in atto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Salvini.

Nazionale -
  • Centralità dei servizi pubblici essenziali;
  • Superamento dei penalizzanti salari d'ingresso garantendo l'applicazione contrattuale di primo e secondo livello ai neo assunti; salario minimo per legge a 10 euro l’ora contro la pratica dei contratti atipici e precariato;
  • Sicurezza dei lavoratori e del servizio, introduzione del reato di omicidio sul lavoro;
  • Necessità di modificare l'ossessionante e vizioso criterio che, inneggiando al risparmio, vede bruciare fior di soldi pubblici attraverso appalti e subappalti ad aziende che offrono servizi di scarsa qualità e lavoro sottopagato, garantendo ad esse profumati profitti;
  • Libero esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali;
  • Una legge sulla rappresentanza che superi il monopolio costruito sulle complicità tra le OO.SS. e le associazioni datoriali di categoria;
  • Blocco delle spese militari, maggiori investimenti per tutti i servizi pubblici essenziali.

Queste le motivazioni delle mobilitazioni dei lavoratori autoferrotranvieri negli scioperi che ripetutamente il ministro Matteo Salvini ha colpito con interventi illegittimi abusando dei suoi poteri a partire dal 29 settembre 2023.

Scioperi di carattere politico, per questo molto scomodi in quanto hanno messo in discussione le politiche di questo governo; una intera categoria di lavoratori imbavagliata, privata di un diritto costituzionale che oltre a rivendicare salari e condizioni di lavoro dignitosi e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, si mobilitava proprio per evidenziare la necessità di combattere l’attuale legge sulla regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali.

Da quel 29 settembre e fino a metà dicembre è stato un susseguirsi di interventi arroganti che volevano imporre una legge ormai da tempo nelle teste delle associazioni datoriali di categoria e dello stesso Salvini.

Il governo più che prestare attenzione alle rivendicazioni di un settore in profonda crisi e dal quale si fugge, ha preferito dare ascolto a chi propone nuove restrizioni all'esercizio del diritto di sciopero per fare tacere i lavoratori.

MA I LAVORATORI ZITTI NON CI STANNO!

Furono le manifestazioni dei lavoratori a Roma - Mestre, Venezia, Bologna, Napoli, Perugia, Modena, Torino, Vicenza e Bari che hanno acceso i riflettori su una chiara emergenza democratica a fronte del nuovo intervento repressivo del governo; con grande determinazione hanno rilanciato la mobilitazione sfidando il palese abuso di potere che il Ministro Salvini si assumeva a nome di tutto il governo arrivando a precettare la categoria per ben 4 volte consecutive.

E' la data del 15 dicembre 2023 che segna il giro della boa; la disobbedienza all'ordinanza di precetto scelta dall'Unione Sindacale di Base, che conferma la mobilitazione di sciopero nazionale di 24 ore,  trasforma una vertenza di settore in patrimonio della società civile.

Una scelta politica che ha restituito ai lavoratori autoferrotranvieri di tornare ad esercitare il loro diritto costituzionale di scioperare.

Siamo consapevoli che, al di là di una sentenza di tribunale che ci rende giustizia, il governo Meloni/Salvini continuerà a tentare di aggredire in qualsiasi modo il principio fondante dell'esercizio del diritto ma, ad affrontarlo, non troverà i soli autoferrotranvieri. 

Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL

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