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            <title>Rss Feed trasporti.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di trasporti.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 21:46:05 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 21:46:05 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Thu, 22 Oct 2026 01:22:21 +0200</pubDate>
                        <title>Caro carburanti, la crisi dei trasporti e le responsabilità di una politica che ignora il paese.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/caro-carburanti-la-crisi-dei-trasporti-e-le-responsabilita-di-una-politica-che-ignora-il-paese-0131.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Basta soldi per la guerra e il riarmo. Servono risposte concrete al lavoro, ai servizi e all'economia reale.</strong></p>
<p class="text-justify">Il blocco degli autotrasportatori e le difficoltà di approvvigionamento del carburante e dei beni di prima necessità rappresentano l'ennesimo segnale di un malessere economico e sociale che il Governo continua a sottovalutare. Una crisi che non riguarda soltanto l’autotrasporto, ma investe l’intero sistema della mobilità, della logistica, del trasporto pubblico e privato, della distribuzione delle merci e delle attività produttive collegate, con pesanti conseguenze per lavoratori e cittadini.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non siamo di fronte a una semplice emergenza da gestire, ma al risultato di politiche economiche incapaci di tutelare il lavoro e i bisogni reali del Paese.</strong></p>
<p class="text-justify">Eppure, di fronte a segnali sempre più evidenti di sofferenza sociale, le istituzioni continuano a intervenire con la repressione sulle conseguenze senza affrontarne le cause, ignorando un malcontento che attraversa settori sempre più ampi dell’economia.</p>
<p class="text-justify">Mentre crescono i costi dell’energia, dei trasporti e della vita quotidiana, si continuano a destinare risorse ingenti al riarmo e alle politiche di guerra. Una scelta di priorità che contrasta apertamente con le necessità di un Paese che chiede salari dignitosi, servizi efficienti, tutela del lavoro e sostegno alle attività produttive.</p>
<p class="text-center"><strong>Non bastano misure tampone. Serve un cambiamento radicale delle priorità economiche e politiche.</strong></p>
<p class="text-justify">Occorre contrastare la speculazione sui prezzi energetici, garantire la continuità dei trasporti e della catena logistica, tutelare l’occupazione e impedire che i costi della crisi vengano ancora una volta scaricati sui lavoratori e sui cittadini. Per USB, la protesta degli autotrasportatori non può essere liquidata come un problema di viabilità o di ordine pubblico. È un segnale politico e sociale che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare, prima che le conseguenze si estendano ulteriormente all’intero sistema economico.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il Paese non ha bisogno di un’economia di guerra, ma di una politica economica al servizio del lavoro e della collettività.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Basta soldi per le armi. Le risorse devono andare ai salari, ai trasporti, ai servizi pubblici e ai bisogni reali del Paese.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>IL 30 OTTOBRE&nbsp; È&nbsp;SCIOPERO GENERALE!</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Comparto Trasporti</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 20:26:07 +0200</pubDate>
                        <title> Assemblea USB in TPER Bologna: dal rinnovo del contratto allo sciopero generale del 30 ottobre</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/assemblea-usb-in-tper-bologna-dal-rinnovo-del-contratto-allo-sciopero-generale-del-30-ottobre-2035.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La grande partecipazione delle Lavoratrici e dei Lavoratori TPER all’assemblea USB di ieri, 19 ottobre presso il deposito Ferrarese, dà forza al lavoro sindacale e alla volontà di cambiare le condizioni di chi garantisce ogni giorno il trasporto pubblico.</p>
<p class="text-justify">Al centro del confronto, insieme a due delegati del Gruppo Nazionale TPL, la piattaforma USB per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri. La questione contrattuale investe il futuro dell’intero settore: anni di politiche orientate al mercato, esternalizzazioni e contenimento dei costi hanno scaricato sui Lavoratori e sull’utenza le contraddizioni del trasporto pubblico. Per questo rivendichiamo il recupero del potere d’acquisto dei salari, un meccanismo di adeguamento al costo della vita, maggiori tutele e una gestione pubblica che rimetta al centro il diritto alla mobilità.</p>
<p class="text-justify">La discussione ha affrontato anche la vertenza ferie e la vittoria ottenuta in appello contro la condotta antisindacale di TPER. Un risultato che rafforza la nostra iniziativa per il pieno rispetto dei diritti sindacali e delle ragioni dei Lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Da questi temi passa la costruzione dello <strong>sciopero generale USB del 30 ottobre</strong>, contro la guerra, il riarmo e il carovita. Non accettiamo che si trovino miliardi per gli armamenti mentre salari e servizi pubblici vengono sacrificati.</p>
<p class="text-justify">Per i trasporti, il 30 ottobre sarà anche una giornata di lotta contro i vincoli della <strong>legge 146/90</strong>, che comprimono la possibilità di esercitare il diritto di sciopero. Di fronte al richiamo della Commissione di garanzia alle franchigie, USB ha confermato la partecipazione del comparto: chi lavora nei trasporti deve poter prendere parte a una mobilitazione generale e internazionale che riguarda direttamente le proprie condizioni di vita e di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Ringraziamo tutte le Lavoratrici e tutti i Lavoratori che hanno partecipato. La presenza e il confronto nell’assemblea sono la forza da cui partire per sostenere le vertenze e costruire lo sciopero.</p>
<p class="text-center"><strong>Per conquistare salario e diritti dobbiamo poter lottare.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il 30 ottobre portiamo queste rivendicazioni nella mobilitazione generale.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, TPER</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 18 Oct 2026 16:18:37 +0200</pubDate>
                        <title>Sicurezza sul lavoro: USB apre una breccia nazionale sulle tutele di chi lavora davanti ad un monitor.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-sul-lavoro-usb-apre-una-breccia-nazionale-sulle-tutele-degli-operatori-addetti-alla-videosorveglianza-1633.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Dalla vertenza degli Agenti di Stazione ANM di Napoli all&#039;Interpello ministeriale n. 3/2026. Un chiarimento di rilevanza nazionale sulla sicurezza delle postazioni di controllo. USB: «Ora dalle interpretazioni normative si passi alle tutele concrete».</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Una vertenza nata nelle stazioni della metropolitana di Napoli porta a un chiarimento ministeriale di rilevanza nazionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.</strong></p>
<p class="text-justify">È il risultato dell'iniziativa promossa da <strong>USB Lavoro Privato Campania</strong>, che ha portato all'attenzione del Ministero del Lavoro le condizioni operative degli Agenti di Stazione ANM, ottenendo una risposta ufficiale attraverso l'<strong>Interpello n. 3/2026</strong>, già ripreso da numerose testate specializzate.</p>
<p class="text-justify">La questione interessa potenzialmente migliaia di lavoratori impegnati nella videosorveglianza, nel controllo degli impianti tecnologici e nella supervisione di sistemi attraverso monitor.</p>
<p class="text-justify">Il chiarimento stabilisce che le disposizioni del Titolo VII del D.Lgs. 81/2008 trovano applicazione anche a queste attività, indipendentemente dalla tipologia del lavoro svolto o dalla natura delle immagini visualizzate, quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, tra cui l'utilizzo sistematico o abituale dei videoterminali per almeno venti ore settimanali, al netto delle interruzioni previste dalla legge.</p>
<p class="text-justify"><strong>Un principio importante: non è il contenuto delle immagini visualizzate a escludere un lavoratore dalle tutele, ma sono le condizioni e i tempi effettivi di utilizzo delle apparecchiature a dover essere valutati. </strong>L'Interpello richiama inoltre le disposizioni applicabili ai locali di lavoro, comprese quelle relative ad altezza, cubatura, superficie, aerazione, illuminazione e microclima.</p>
<p class="text-justify">All'origine dell'iniziativa c'è anche il lavoro svolto dall'<strong>RLS USB di ANM</strong>, che ha contribuito a individuare e portare all'attenzione sindacale e istituzionale le criticità delle postazioni degli Agenti di Stazione. Questo risultato dimostra il valore di una rappresentanza sindacale per la sicurezza che non si limita agli adempimenti formali, ma parte dalla conoscenza delle condizioni reali di lavoro, individua le criticità e utilizza tutti gli strumenti disponibili per ottenere risposte concrete.</p>
<p class="text-justify">Per USB Lavoro Privato Campania, aver trasformato una problematica aziendale in un chiarimento interpretativo di interesse nazionale rappresenta un risultato significativo, <strong>a beneficio di tutti i lavoratori interessati, indipendentemente dall'appartenenza sindacale</strong>.</p>
<p class="text-justify">La rilevanza dell'Interpello è testimoniata anche dall'attenzione ricevuta dalla stampa specializzata in salute e sicurezza sul lavoro, tra cui BibLus, InSic, Vega Engineering, EC News e Quale Sicurezza.</p>
<p class="text-justify"><strong>ORA DALLE NORME SI PASSI AI FATTI</strong></p>
<p class="text-justify">La vertenza nasce dalle condizioni operative degli Agenti di Stazione delle metropolitane napoletane, impegnati in turni compresi tra 9 ore e 10 ore e 20 minuti, durante i quali presidiano gli impianti e sorvegliano le banchine attraverso sistemi di videosorveglianza.</p>
<p class="text-justify">Le stesse istruzioni operative aziendali attribuiscono agli Agenti compiti di sorveglianza costante dei passeggeri e responsabilità di intervento immediato in situazioni di pericolo, fino all'attivazione della chiusura urgente della circolazione ferroviaria.</p>
<p class="text-justify">USB ha inoltre segnalato criticità ergonomiche dei Banchi Agenti, tra cui monitor privi di adeguata regolazione in altezza e inclinazione, assenza di poggiapiedi e necessità di verificare le condizioni posturali e ambientali durante i turni prolungati.</p>
<p class="text-justify"><strong>«Ora ANM deve fornire risposte documentate. Vogliamo conoscere come siano stati valutati i tempi effettivi di utilizzo dei monitor, come vengano garantite le interruzioni dell'attività e quali verifiche ergonomiche e ambientali siano state effettuate sulle postazioni di lavoro».</strong></p>
<p class="text-justify">L'Interpello non costituisce un accertamento di violazioni aziendali, ma fornisce un chiarimento interpretativo che rende ancora più importante verificare concretamente l'adeguatezza della valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione adottate.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Non abbiamo chiesto nuove norme, ma il rispetto e la corretta applicazione di quelle esistenti. Abbiamo sollevato una questione che meritava risposte, ottenendo un chiarimento utile ben oltre i confini di ANM.</strong>&nbsp;<strong>Adesso pretendiamo che ai principi seguano i fatti: tutela della salute, postazioni di lavoro adeguate e piena applicazione dei diritti previsti dalla normativa. Perché la sicurezza non può fermarsi alle interpretazioni ministeriali, ma deve trovare concreta applicazione nei luoghi di lavoro.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Campania</em></p>
<p class="text-justify"><em>*Riferimento: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Interpello n. 3/2026, Commissione per gli interpelli, seduta del 24 settembre 2026.</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 19:11:36 +0200</pubDate>
                        <title>30 ottobre, sciopero generale: contro la guerra, il carovita; per il lavoro, per il diritto di sciopero</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/30-ottobre-sciopero-generale-contro-la-guerra-il-carovita-per-il-lavoro-per-il-diritto-di-sciopero-1913.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB conferma lo sciopero generale in tutti i settori, <strong>trasporti compresi.</strong> La mobilitazione internazionale contro la guerra e la militarizzazione dei porti si intreccia con la difesa della piena libertà di sciopero.</p>
<p class="text-justify"><strong>La guerra avanza attraverso scelte economiche e politiche che tolgono risorse a salari, sanità, istruzione e servizi pubblici per darle agli armamenti. </strong></p>
<p class="text-justify">Porti, aeroporti, ferrovie, strade e reti logistiche sono infrastrutture essenziali per il Paese: vederle subordinate alle esigenze militari riguarda chi ci lavora e l’intera collettività. Difendere la pace significa rivendicare un modello di sviluppo fondato sui bisogni sociali, non sull’economia di guerra.</p>
<p class="text-center"><strong>Ma proprio ai lavoratori dei trasporti vogliono impedire di scioperare!</strong></p>
<p class="text-justify">Con delibera del 13 ottobre 2026, la Commissione di garanzia richiama i periodi di franchigia, tra cui quello dal 30 ottobre al 5 novembre (Ognissanti e commemorazione dei defunti), e invita a escludere dalla proclamazione i trasporti.</p>
<p class="text-center"><strong>USB ne ha confermato la partecipazione.</strong></p>
<p class="text-justify">Una scelta dal preciso significato politico e sindacale, che riapre una questione irrisolta: fino a che punto si può limitare un diritto costituzionale senza svuotarlo?</p>
<p class="text-justify">I diritti degli utenti e la garanzia dei servizi essenziali sono esigenze reali ma non possono diventare un sistema di vincoli che comprime, passo dopo passo, la possibilità di scioperare collettivamente. Il caso del 30 ottobre lo mostra bene: una giornata internazionale, pensata per unire lavoratori di Paesi e settori diversi, in Italia trova ostacoli che impediscono la partecipazione di intere categorie.</p>
<p class="text-justify">Da oltre trentacinque anni la legge 146/1990 e le sue modifiche regolano lo sciopero nei servizi essenziali con procedure, obblighi e limiti che USB contesta per i loro effetti concreti. Su questo terreno pesa la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali (Consiglio d’Europa), nata da un ricorso di USB: ha riconosciuto profili di incompatibilità tra la disciplina italiana e la Carta sociale europea ponendo alle istituzioni una questione che non possono più ignorare:<strong> </strong>il diritto di sciopero deve essere realmente esercitabile e ogni limite deve rispondere a criteri di necessità e<strong> </strong>proporzionalità.</p>
<p class="text-justify"><strong>Lo sciopero del 30 ottobre vale quindi due volte:</strong> è la partecipazione dei lavoratori italiani a una mobilitazione internazionale contro il carovita, la guerra, il riarmo e militarizzazione, per salari dignitosi, servizi pubblici e giustizia sociale ed è la riaffermazione dello sciopero come strumento di partecipazione democratica e di tutela degli interessi collettivi; perché il diritto di sciopero non può ridursi a una protesta ammessa solo finché non disturba le scelte politiche ed economiche che si vogliono contestare.</p>
<p class="text-justify">Lavoro dignitoso e libertà di sciopero non sono battaglie separate: sono un’unica rivendicazione di democrazia, diritti e giustizia sociale.</p>
<p class="text-justify"><strong>I lavoratori dei trasporti non rinunciano né al loro ruolo contro la guerra né ai propri diritti fondamentali.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Comparto Trasporti </em></p>
<p class="text-justify"><strong><em>*locandina in allegato</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:08:11 +0200</pubDate>
                        <title>I lavoratori dei trasporti a fianco dei portuali: verso la giornata internazionale di lotta e lo sciopero generale del 30 ottobre</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/i-lavoratori-dei-trasporti-a-fianco-dei-portuali-verso-la-giornata-internazionale-di-lotta-e-lo-sciopero-generale-del-30-ottobre-1419-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Il 30 ottobre giornata internazionale di lotta nei porti. In Italia sciopero generale contro guerra, riarmo e carovita.</strong></p>
<p class="text-justify">Il 12 e 13 ottobre si è riunito a Roma il gruppo nazionale USB Trasporti, che ha confermato il massimo sostegno alla giornata internazionale di lotta dei porti contro la guerra e la militarizzazione.</p>
<p class="text-justify">Una mobilitazione che mette al centro il ruolo strategico dei lavoratori portuali nel contrastare l'utilizzo delle infrastrutture logistiche e dei trasporti a sostegno delle guerre, del traffico di armi e delle politiche di riarmo.</p>
<p class="text-justify">Politiche che hanno conseguenze dirette sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone: alimentano il carovita e l'inflazione, sottraggono risorse a salari, pensioni e servizi pubblici e si accompagnano a un progressivo restringimento degli spazi di democrazia e agibilità sindacale.</p>
<p class="text-justify">Il 30 ottobre sarà una giornata internazionale di lotta senza precedenti, con 10 Paesi coinvolti, 11 organizzazioni sindacali e oltre 50 porti aderenti, secondo i dati della mobilitazione. Un segnale importante che dimostra come, di fronte alla guerra e alla militarizzazione dell'economia, cresca la necessità di costruire una risposta comune e internazionale dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Mentre in Europa si moltiplicano le proteste contro le politiche di guerra e le loro ricadute sociali, USB ha proclamato per la stessa data lo sciopero generale nazionale del 30 ottobre, per unire le lotte contro il carovita, il riarmo, la guerra.</p>
<p class="text-justify">I lavoratori dei trasporti saranno al fianco dei portuali e parteciperanno alla giornata di mobilitazione, mettendo in campo il proprio contributo. Perché trasporti e logistica non possono essere ridotti a strumenti al servizio dell'economia di guerra: sono settori fondamentali per la società e per la vita quotidiana di milioni di persone.</p>
<p class="text-justify">La nostra lotta è contro un sistema che chiede sacrifici ai lavoratori mentre destina risorse crescenti al riarmo, scaricando sulle famiglie il peso dell'inflazione e della perdita del potere d'acquisto. È una lotta per salari adeguati, diritti, sicurezza, servizi pubblici e per un futuro libero dalla guerra.</p>
<p class="text-justify">Il 30 ottobre scioperiamo anche contro la Legge 146/90, che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici essenziali imponendo limitazioni e procedure che comprimono pesantemente l'effettivo esercizio del diritto di sciopero. Una normativa che da anni rappresenta un ostacolo alla possibilità dei lavoratori di incidere realmente nei conflitti sindacali e che va superata.</p>
<p class="text-justify">Dai porti alla logistica, dal trasporto pubblico alle merci, serve una risposta collettiva. Nessun settore può essere lasciato solo: la forza dei lavoratori sta nella capacità di unirsi, superare i confini e costruire una mobilitazione comune.</p>
<p class="text-justify"><strong>La guerra è il carovita. Per difendere i salari, i diritti e la democrazia: il 30 ottobre sciopero generale!</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Comparto Trasporti</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:34:23 +0200</pubDate>
                        <title>Ancora un gravissimo incidente sul lavoro nelle ferrovie</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/ancora-un-gravissimo-incidente-sul-lavoro-nelle-ferrovie-1035.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’ambito ferroviario continua a dimostrarsi sempre più rischioso; per chi vi lavora e per chi usa il treno come soluzione ai problemi della mobilità quotidiana.</p>
<p>Sabato mattina un treno turistico con quattrocento persone a bordo è stato coinvolto in un gravissimo incidente, impattando contro una piattaforma elevatrice su cui erano all’opera tre lavoratori, impegnati nella manutenzione del viadotto che sovrasta la sede ferroviaria della linea storica Sulmona-Carpinone.</p>
<p>La cabina del convoglio ferroviario è rimasta completamente schiacciata dall’enorme struttura in ferro che, evidentemente, ingombrava impropriamente la sede ferroviaria di libero transito dei treni.</p>
<p>Dei tre lavoratori che, sembra, siano dipendenti di una impresa d’appalto Anas, società del Gruppo FSI, uno risulta ricoverato presso l’ospedale dell’Aquila in prognosi riservata mentre gli altri sono stati portati all’ospedale di Castel di Sangro: tutti e tre sono di nazionalità non italiana, tra i cinquanta e i sessant’anni.</p>
<p>Un incidente gravissimo che fortuitamente non ha prodotto l’ennesima nefanda strage di lavoratori e passeggeri in ambito ferroviario.</p>
<p>Abbiamo presenti gli effetti di tali incidenti ferroviari, attraverso i casi emblematici che, da Crevalcore a Brandizzo, passando per Viareggio e Pioltello, hanno funestato la storia di lavoratori, viaggiatori e cittadini residenti nei pressi delle stazioni: casi clamorosi che tuttavia rappresentano i picchi di una dinamica infortunistica che procede continuamente nel quotidiano di questo ganglo strategico dell’assetto socio-produttivo del Paese.</p>
<p>A fronte di questa ennesima mancata strage sul lavoro, ancora una volta assistiamo alla sagra dell’ipocrisia di chi si batte il petto, invocando una generica sicurezza e semplici chiarimenti da parte dei responsabili aziendali, mentre continua a prodigarsi nel favoreggiamento delle più spregiudicate politiche privatistiche managerial-padronali: vale per le istituzioni della Stato come per le centrali sindacali arrogantemente avvinghiate alle loro antidemocratiche posizioni di rendita governativa e confindustriale.</p>
<p>Serve dunque rompere gli indugi sulla ripresa di rivendicazioni politiche e sindacali che restituiscano effettiva facoltà di controllo ai lavoratori sulle loro condizioni di lavoro; soprattutto nelle aziende del Gruppo FSI dove da quasi dodici anni non si rinnovano le rappresentanze sindacali per la sicurezza e per la contrattazione (RLS/RSU) e dove la dirigenza aziendale ha più volte attaccato disciplinarmente quei delegati dei lavoratori che hanno denunciato casi clamorosi di insicurezza sul lavoro: davvero una scandalosa prova del precario stato di salute della democrazia sostanziale nel Paese, scandalo contro cui siamo impegnati nei tribunali come sui posti di lavoro nelle aziende ferroviarie.</p>
<p>Mentre ci prepariamo allo sciopero generale del prossimo 30 ottobre, in concomitanza con lo sciopero internazionale dei portuali contro la guerra e il traffico marittimo di armamenti, in cui la salute e la sicurezza sul lavoro è parte integrante delle rivendicazioni di concrete tutele economiche e sociali per i lavoratori, i pensionati e i cittadini delle fasce popolari non abbienti, rilanciamo la nostra indicazione sulla necessità di una legge che istituisca la fattispecie giuridica di “omicidio sul lavoro”, come aggravante per il reato di mancato rispetto doloso di norme per la salute e la sicurezza sul lavoro da parte dei responsabili aziendali e, contemporaneamente rafforzi sostanzialmente il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), aumentandone il numero e le facoltà di controllo.</p>
<p>In attesa di ulteriori notizie dalle indagini in corso, esprimiamo vicinanza ai lavoratori coinvolti in questo ennesimo gravissimo incidente, auspicando la loro completa riabilitazione fisica e restando a loro disposizione per ogni esigenza di tutela sindacale e legale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 16:15:51 +0200</pubDate>
                        <title>TPER Bologna: salario, diritti e trasporto pubblico. Il 19 ottobre assemblea USB verso lo sciopero generale</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tper-bologna-salario-diritti-e-trasporto-pubblico-il-19-ottobre-assemblea-usb-verso-lo-sciopero-generale-1619.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Gli Autoferrotranvieri tengono in piedi un servizio essenziale, ma continuano a pagare il prezzo di salari erosi dal carovita, carichi di lavoro crescenti e scelte politiche che sacrificano il trasporto pubblico alle logiche di mercato. Vogliamo rimettere al centro il valore del nostro lavoro e il diritto alla mobilità: servono risorse per salari, sicurezza e servizi, mentre il governo destina miliardi al riarmo.<br /> <br /> <strong>Lunedì 19 ottobre, dalle 20:30 alle 23:30, nella sala mensa del deposito Ferrarese, come USB Lavoro Privato Bologna invitiamo le Lavoratrici e i Lavoratori TPER all’assemblea sindacale, con il riconoscimento delle ore ai sensi della legge 300/70.</strong><br /> <br /> Presenteremo insieme ai delegati del Gruppo Nazionale TPL la nostra <strong>piattaforma per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri 2027–2029</strong>: aumenti salariali che recuperino il potere d’acquisto, adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, maggiori tutele e una scelta netta per la gestione pubblica del trasporto.<br /> <br /> Discuteremo gli aggiornamenti sulla <strong>vertenza ferie</strong> e la vittoria ottenuta davanti alla Corte d’Appello di Bologna, che ha condannato TPER per <strong>condotta antisindacale ex art. 28</strong>. Una conquista da far vivere nei luoghi di lavoro, pretendendo il pieno rispetto dell’agibilità sindacale e della rappresentanza dei Lavoratori.<br /> <br /> L’assemblea sarà anche un momento per costruire la partecipazione allo <strong>sciopero generale USB del 30 ottobre</strong>, contro il carovita, la compressione dei salari e le politiche di riarmo. La battaglia dei Lavoratori TPER è parte di una mobilitazione più ampia per restituire risorse al lavoro e ai servizi pubblici.</p>
<p class="text-center"><br /> <strong>Partecipiamo all’assemblea: organizziamo insieme le rivendicazioni e la mobilitazione.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione provinciale Bologna</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:03:50 +0200</pubDate>
                        <title>30 ottobre è sciopero generale</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/30-ottobre-e-sciopero-generale-0818-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche.</p>
<p class="text-justify">Con il prezzo di benzina e gasolio schizzato oltre i 2 euro al litro, l’inflazione dei prodotti della spesa salita in 5 anni dal 30 al 50%, le bollette di luce e gas che subiscono rincari superiori al 30%, la situazione per chi vive di lavoro o pensione è sostenibile solo se c’è un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e se, allo stesso tempo, il governo interviene a calmierare i prezzi o, ancora, ad azzerare l'iva sui beni di prima necessità. Ma il governo Meloni ha deciso di non agire in queste direzioni, lasciando che il paese impoverisca e consentendo alle grandi aziende e alle grandi banche di continuare a speculare sulle nostre vite.</p>
<p class="text-justify">La boutade, assolutamente insufficiente, tardiva e già naufragata, del tetto al prezzo del carburante è la dimostrazione di un governo asservito e complice delle logiche di mercato.<br /> In Europa le proteste divampano, dalla Spagna alla Francia alla Germania. Movimenti giovanili e organizzazioni sindacali stanno promuovendo grandi mobilitazioni per rivendicare diritti sociali e difendere le condizioni di vita e di lavoro. In Italia le grandi organizzazioni sindacali restano a guardare, anzi scelgono di provare a stringere con le organizzazioni padronali un accordo su rappresentanza e salari quando ci sarebbe bisogno di organizzare la protesta.</p>
<p class="text-justify">Diverse organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali hanno lanciato per la data del 30 ottobre uno sciopero internazionale contro il traffico delle armi, contro le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti. Si tratta di un evento di portata storica che sta progressivamente coinvolgendo lavoratori e lavoratrici di sempre più paesi, estendendosi oltre il Mediterraneo e raggiungendo il Nord Europa ma anche l’India, il Messico, il Sudafrica e gli Stati Uniti.</p>
<p class="text-justify"><strong>I lavoratori dei porti stanno chiamando a mobilitarsi contro la guerra e le politiche di aggressione ai popoli portate avanti dagli Stati Uniti e da Israele e contro la complicità dei paesi dell’Unione Europea.</strong></p>
<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base considera la lotta contro il carovita e contro la moderazione salariale strettamente legate alla lotta contro il riarmo. L’enorme spesa pubblica messa a disposizione dell’acquisto e della costruzione di nuovi armamenti, con un balzo di decine di miliardi di euro nel bilancio statale per la difesa, cozza con l’indisponibilità a difendere i nostri salari e le nostre pensioni. E invece di pensare a dare una vera politica industriale all’Italia, il governo smantella quello che è rimasto, dall’ILVA all’automotive, e punta tutto sugli armamenti.</p>
<p class="text-justify"><strong>In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo. C’è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale che unisca tutte le categorie sociali e del lavoro per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi.</strong></p>
<p class="text-justify">Lo scorso anno una grande ondata di mobilitazioni ha scosso la penisola per protestare contro la complicità del governo Meloni con lo stato terrorista di Israele. Il governo ha risposto a quelle proteste con i Decreti sicurezza e ora con una legge che vuole impedire di criticare il genocidio dei palestinesi. Hanno paura che le persone si mobilitino e che i giovani scendano nelle piazze. Hanno paura che le persone si mettano assieme al di là delle differenze e che trovino le parole d’ordine giuste per unirsi. L’Unione Sindacale di Base lancia lo sciopero generale del 30 ottobre per unire le proteste e invita a costruire le mobilitazioni in tutte le città.</p>
<p class="text-center"><br /> <strong>Abbassate i prezzi, abbassate gli affitti e i mutui, abbassate le tariffe, abbassate le armi</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Alzate i salari, alzate le pensioni: il 30 ottobre Blocchiamo tutto</strong></p>
<p class="text-justify"><em>Unione Sindacale di Base</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 16:51:10 +0200</pubDate>
                        <title>AMACO, USB: Nessun trionfalismo; Il servizio continua, ma il futuro dei lavoratori resta appeso alle scelte su AMCAL e sulle gare</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Sulla vicenda AMACO occorre evitare la corsa alle medaglie e riportare la discussione alla realtà.</strong></p>
<p class="text-justify">La continuità del servizio urbano di Cosenza dal 1° ottobre non è stata un miracolo dell’ultima ora. Era un passaggio necessario, per certi aspetti dovuto, perché le linee già esercite da AMACO rientrano nel perimetro dell’affidamento regionale in capo a COMETRA, soggetto titolare dell’obbligo di servizio pubblico.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il servizio, dunque, non poteva essere semplicemente spento.</strong></p>
<p class="text-justify">Allo stesso modo, la salvaguardia occupazionale dei lavoratori impegnati nell’esercizio non può essere raccontata come una concessione benevola. Senza quei lavoratori, senza le loro competenze e senza la loro disponibilità, il servizio non avrebbe potuto continuare.</p>
<p class="text-justify">Va detto con chiarezza: i lavoratori ex AMACO hanno resistito anche perché non volevano essere consegnati a una soluzione privata pura presentata come inevitabile. Il “privato” non è, di per sé, sinonimo di efficienza, stabilità o garanzia occupazionale. Nel TPL finanziato con risorse pubbliche, la vera garanzia dovrebbe essere un governo pubblico del servizio, non la rincorsa al gestore di turno.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per questo oggi non basta dire che il problema è risolto.</strong></p>
<p class="text-justify">La soluzione COMETRA rappresenta un passaggio importante, ma resta una soluzione transitoria dentro un quadro regionale ancora instabile. Già dal 2027, con la futura nascita di AMCAL e l’avvio delle gare per l’affidamento dei servizi, gli stessi lavoratori potrebbero ritrovarsi dentro un nuovo tritacarne fatto di lotti, competizione tra gestori, possibili subappalti, soggetti provenienti da fuori regione o persino da fuori Paese.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questo è lo scenario che la politica dovrebbe avere il coraggio di spiegare.</strong></p>
<p class="text-justify">Il Governo nazionale, nel frattempo, continua a spingere verso le gare, prevedendo decurtazioni delle risorse del Fondo nazionale TPL per le Regioni che non affidano i servizi con procedure di evidenza pubblica o non pubblicano i bandi nei tempi previsti. Un meccanismo che pesa ancora di più su un settore già indebolito da anni di sottofinanziamento, frammentazione e dagli effetti del federalismo fiscale sui territori più deboli.</p>
<p class="text-justify">Questo significa che la Calabria rischia di arrivare alle gare non con un progetto pubblico forte, ma con aziende locali indebolite, lavoratori appena usciti da una crisi drammatica e un sistema esposto alla concorrenza di soggetti più grandi, anche esterni al territorio.</p>
<p class="text-justify">In questo scenario, anche la questione dei beni ex AMACO non è secondaria. Depositi, officine, piazzali e fabbricati possono diventare elementi strategici nella futura organizzazione del servizio. Chi controlla le infrastrutture locali può avere un ruolo decisivo nella fase successiva.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per USB la lezione AMACO è chiara: non servono passerelle, serve verità, servono scelte strutturali.</strong></p>
<p class="text-justify">AMCAL non deve nascere come semplice cabina di regia delle gare o come soggetto che organizza il mercato. Deve diventare lo strumento per costruire un vero governo pubblico regionale della mobilità, capace di integrare i servizi, tutelare il lavoro, garantire continuità, qualità e controllo democratico.</p>
<p class="text-justify"><strong>Chi oggi festeggia dovrebbe spiegare cosa intende fare per evitare che, dal 2027, i lavoratori ex Amaco e tutti gli altri del settore, vengano messi dentro un’altra stagione di incertezza.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato Cosenza</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 16:37:05 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia SITA Nord: accordi “tombali” sulle doppie residenze</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Sono almeno <strong>35 anni che il sindacato “firmaiolo” svende i diritti dei lavoratori</strong>, ma quanto sta accadendo in Busitalia Sita Nord con gli accordi “tombali” sulle doppie residenze è davvero vergognoso.</p>
<p class="text-justify">Pochi giorni fa ci siamo trovati ad assistere a ciò che viene fatto sottoscrivere ai lavoratori. Con l’avallo del conciliatore sindacale e con l’obiettivo di contrastare e ridurre il più possibile il numero delle vertenze promosse da USB Lavoro Privato su <strong>zainetto, ferie, riposi previsti dal Regolamento 561/2006 e trasferte</strong>, l’azienda, attraverso questi accordi “tombali”, sta facendo sottoscrivere ai lavoratori una rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa <strong>dalla data di assunzione fino al giorno della firma</strong></p>
<p class="text-justify">.In cambio viene riconosciuta una <strong>doppia residenza</strong>, anch’essa destinata a essere “seppellita” nello stesso accordo, nonostante le perplessità sulla sua legittimità. In sostanza, attraverso questa operazione, <strong>per tutti viene di fatto individuata una nuova data di assunzione</strong>, quella dalla quale decorrono gli effetti dell’accordo.</p>
<p class="text-justify">Questo meccanismo, a quanto ci risulta, viene utilizzato <strong>da almeno quattro anni</strong>, attraverso una firma apposta dal lavoratore dopo la lettura dell’accordo. Un accordo che, tra le righe, nasconde però una rinuncia che può essere difficile da valutare per il singolo lavoratore, ma che <strong>non dovrebbe poter sfuggire a chi siede al tavolo come rappresentante sindacale e garante della tutela dei diritti dei propri iscritti</strong>.</p>
<p class="text-justify">Lo scorso <strong>29 settembre</strong>, la nostra O.S. &nbsp;in qualità di conciliatrice, ha assistito alla lettura di uno di questi accordi. La lettura plenaria è stata effettuata dal funzionario di Confindustria e, arrivati al punto 6, veniva esplicitamente evidenziato che il lavoratore <strong>non avrebbe più avuto nulla da pretendere dalla data di assunzione fino alla data della firma dell’accordo</strong>. A quel punto abbiamo sollevato il problema, non solo della legittimità di quanto si stava chiedendo di sottoscrivere, ma anche dell’incongruenza di subordinare l’assegnazione di una residenza di servizio alla rinuncia a eventuali diritti e rivendicazioni maturati nel corso degli anni.</p>
<p class="text-justify">Dopo un’attenta valutazione insieme alla nostra iscritta, abbiamo deciso di sottoscrivere l’accordo, anche considerando che, nel suo caso specifico, la possibile rivendicazione economica riferita ai soli quattro anni di servizio avrebbe potuto tradursi in poche centinaia di euro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ma il problema è tutt’altro che marginale.</strong></p>
<p class="text-justify">Ci sono lavoratori con <strong>decine di anni di anzianità</strong> che, attraverso quella stessa firma, possono aver lasciato sul tavolo la possibilità di recuperare somme che, complessivamente, possono arrivare a <strong>decine di migliaia di euro</strong>.</p>
<p class="text-justify">E allora la domanda è inevitabile: <strong>quale tutela viene garantita ai lavoratori quando, per ottenere una condizione di servizio, viene loro chiesto di rinunciare a tutto ciò che potrebbero rivendicare per gli anni precedenti?</strong></p>
<p class="text-justify">Dopo anni, siamo venuti casualmente a conoscenza di quello che riteniamo essere un meccanismo grave, costruito attraverso accordi “tombali” sottoscritti tra azienda e lavoratori con l’avallo del sindacato.</p>
<p class="text-justify">Ancora una volta ci troviamo davanti a un sindacato che, invece di stare dalla parte dei lavoratori, <strong>finisce per svolgere un ruolo funzionale agli interessi dell’azienda</strong>.</p>
<p class="text-justify">Per tutelare gli utili aziendali e i propri interessi, si fa pagare il prezzo ai lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>Come sempre, l’azienda fa utili sulle spalle dei lavoratori grazie alla complicità dei sindacati firmatari.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 15:19:20 +0200</pubDate>
                        <title>ATC Capri; sospese le procedure di sciopero: resta alta l’attenzione sul rispetto degli impegni assunti dall’Azienda</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/atc-capri-sospese-le-procedure-di-sciopero-resta-alta-lattenzione-sul-rispetto-degli-impegni-assunti-dallazienda-1527.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato comunica la sospensione della procedura di raffreddamento e delle conseguenti iniziative di sciopero avviate nei confronti di ATC Capri, a seguito dell’incontro tenutosi oggi, sei ottobre, con l’Azienda.</p>
<p class="text-justify">Nel corso del confronto sono stati affrontati i principali temi posti da USB, a partire dalla regolarità nel pagamento delle retribuzioni, dal riconoscimento del maggiore impegno sostenuto dai lavoratori durante una stagione turistica particolarmente intensa e prolungata e dalle ulteriori questioni riguardanti le condizioni economiche e di lavoro del personale.</p>
<p class="text-justify">Inoltre è stato posto all’attenzione dell’Azienda la questione relativa al lavaggio degli indumenti da lavoro e dei DPI del personale addetto alla manutenzione e al lavaggio dei mezzi, chiedendo che la materia venga affrontata in uno specifico confronto, anche ai fini dell’eventuale riconoscimento della relativa indennità di lavaggio.</p>
<p class="text-justify">La decisione di sospendere la procedura rappresenta un atto di responsabilità, assunto alla luce degli impegni manifestati dall’Azienda e della disponibilità a proseguire il confronto entro le prossime settimane; USB Lavoro Privato precisa, tuttavia, che la vertenza non può considerarsi conclusa. L’Organizzazione Sindacale verificherà il concreto rispetto degli impegni assunti e l’effettiva apertura di un confronto capace di fornire risposte alle legittime aspettative dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">La sospensione dello sciopero rappresenta quindi una disponibilità al confronto, non una rinuncia alle rivendicazioni.</p>
<p><em>USB Lavoro Privato – Esecutivo Provinciale e RSA</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:16:17 +0200</pubDate>
                        <title>Tavolo Enac aperto dal Commissario Mearelli nel segno della discontinuità</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tavolo-enac-aperto-dal-commissario-mearelli-nel-segno-della-discontinuita-1123.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto in data 1° ottobre l’incontro convocato dal Commissario Enac Carlo Mearelli subentrato al Presidente Pierluigi Di Palma. All'incontro sono state chiamate a partecipare tutte le sigle sindacali per un’analisi sulla struttura dell’Ente, sullo lo stato dei contratti, sulla gestione interna e su varie tematiche di amministrazione. Durante la riunione è stata inoltre tracciata una sintesi delle attuali problematiche del Trasporto Aereo Nazionale, sulla scorta del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 varato a luglio scorso dal Ministro dei Trasporti Salvini. La delegazione di USB era presente con Carlo Del Villano Nazionale PI e Cleofe Tolotta Esecutivo Trasporto Aereo.</p>
<p>In premessa registriamo una netta e positiva discontinuità nella volontà del Commissario Mearelli di comunicare e condividere le questioni poste sul tavolo. Quest'ultimo ha descritto il trasporto aereo come un ingranaggio interconnesso, sottolineando come in effetti la liberalizzazione del mercato e alcuni limiti delle direttive UE abbiano spinto verso un’eccessiva frammentazione nei vari settori del trasporto aereo.</p>
<p>Si procederà alla pianificazione di un tavolo congiunto per la gestione di emergenze nazionali come quella che ora coinvolge gli aeroporti siciliani.</p>
<p>Da anni USB denuncia che la liberalizzazione incontrollata del sistema ha portato a dumping contrattuale e salariale, dismissioni, societarizzazioni e licenziamenti. Questi pesanti esiti sono evidenti nei settori dell’Handling aeroportuale, del catering, dei servizi di pulizia e nei vettori operanti in Italia, a partire dai gruppi Alitalia ed Airitaly, con la dismissione di servizi di handling e di manutenzione e migliaia di licenziamenti. Tali dinamiche mostrano oggi un’ulteriore fragilità che colpisce l'indotto, i servizi e la sicurezza della logistica aeroportuale. Si assiste ancora alla proliferazione di contratti deregolamentati in un ambito in cui le normative dovrebbero invece rappresentare un punto fermo per l'intera catena di esercizio. In questo contesto, le gestioni aeroportuali mantengono inalterata una crescita che rinforza solo le aziende, legata allo sviluppo degli aeroporti e all'incessante ripresa del traffico passeggeri e merci destinato a raggiungere una previsione di circa 300 milioni di passeggeri nel 2035.</p>
<p>I limiti sono rappresentati dalle mancate applicazioni dei sistemi di tutela contrattuali; dalle difformità e dai limiti delle normative di attuazione dei masterplan aeroportuali. Risulta inoltre fondamentale approfondire le delicate questioni legate alla <em>safety</em> e alla <em>security</em>, puntando al superamento dell'eccessiva frammentazione dei 41 siti nazionali attraverso la pianificazione di un'efficiente logistica di connettività e mobilità per i collegamenti territoriali. A tutto ciò si aggiunge l’urgenza di applicare normative adeguate a garantire un'effettiva transizione ecologica nel settore.</p>
<p>Le sfide saranno ancora più ardue se si considera l’attuale scenario geopolitico di guerra, che rischia di trascinare il sistema in una nuova crisi. Basti pensare alle possibili carenze di carburante (<em>shortage</em>) che possono ripercuotersi sull’intera filiera.</p>
<p>Per ciò che attiene alla riorganizzazione interna dell’Ente, USB ha evidenziato come il rinnovo contrattuale sottoscritto in Aran abbia recuperato solo in minima parte la perdita di potere d'acquisto dovuta all’inflazione. Da qui deriva la necessità di trovare formule innovative di welfare e di aumenti indiretti che possano servire anche ad aumentare l’attrattività dell’Ente per nuove assunzioni. Le altre tematiche evidenziate riguardano l'impellente necessità di incrementare il personale, la richiesta di aumentare il lavoro agile e introdurre il coworking, le criticità organizzative. Abbiamo inoltre sottolineata la necessità di rivedere l’impianto organizzativo, dal momento che le ultime riorganizzazioni hanno aumentato la burocratizzazione dei processi e complicato i flussi procedurali, introducendo passaggi superflui e rallentando l’azione dell’Ente.</p>
<p>Le proposte venute nei vari interventi sono state registrate dal Commissario che le ha fatte proprie e a breve proseguirà il lavoro di analisi su un tavolo permanente appena istituito e che si riunirà con cadenza trimestrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego - USB Lavoro Privato Trasporto Aereo</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 10:53:54 +0200</pubDate>
                        <title>Referendum EasyJet sul Contratto Aziendale: USB passa il sì all’accordo attraverso una consultazione opaca adesso avanti con lo sciopero 16 ottobre.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/referendum-easyjet-sul-contratto-aziendale-usb-passa-il-si-allaccordo-attraverso-una-consultazione-opaca-adesso-avanti-con-lo-sciopero-16-ottobre-1057.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore, con un ritardo estremo, considerati i sistemi di funzionamento delle piattaforme per sondaggi on line, oltre un giorno dalla chiusura del voto, le rappresentanze sindacali hanno pubblicato i dati di adesione alla consultazione gestita direttamente dalle sigle coinvolte, in cui emerge l’accettazione del rinnovo contrattuale. Ci ha messo meno il Brasile con i suoi 100 mln di cittadini.<br /> <br /> USB aveva chiesto per trasparenza di poter conoscere il metodo e partecipare ad una visura, ma i numeri per le due categorie, piloti e assistenti di volo, danno percentuali che ci lasciano molto dubbiosi sugli esiti, per non aver risposto positivamente alla richiesta di accesso al controllo e per il ritardo nella pubblicazione.<br /> In ogni caso commentiamo che i numeri dicono come ci sia una percentuale di colleghi, pari al 45.07 %, chiede a gran voce un’altra rappresentanza.<br /> <br /> La grande sfiducia e la critica dei dipendenti sulle modalità della trattativa e sui contenuti infatti, non si vede nel risultato reso noto da Cgil Cis Uil Ug TA Anpac e pensiamo che la sonora bocciatura sia solo rimandata al 16&nbsp;ottobre&nbsp;prossimo.<br /> <br /> Ci aspettiamo che a brevissimo la macchina sindacale inizierà con le conciliazioni in sede protetta. USB se sarà richiesto dai dipendenti, sarà presente e nessuno potrà togliere questa possibilità, nessuno sarà lasciato solo.<br /> <br /> La prova del nove sulla sostenibilità dell’accordo firmato il 15&nbsp;settembre&nbsp;la vedremo presto, dopo che nessuno ha avuto la faccia di sostenerne i contenuti se non nell’unica assemblea svolta.<br /> <br /> Nell’intesa si svilisce il diritto alla tredicesima, ottenuto attraverso le cause e secondo i calcoli riconosciuti dai giudici di appello e che gli aumenti reali siano ridotti a percentuali risibili; la vacanza contrattuale, apparentemente sostanziosa, è quasi del tutto assorbita dai ratei della tredicesima conglobati, risultando ben poca cosa; i due soldini rendono il rinnovo ben poca cosa e non “il miglior accordo possibile”.<br /> <br /> Questo passaggio dunque è sono un altro tornante della vicenda EasyJet dove si sta combattendo una per la rappresentanza, per la democrazia sindacale la trasparenza ed il diritto dei cittadini di scegliere i propri referenti sindacali.<br /> <br /> Annunciamo le assemblee per affrontare questa fase, lo sciopero del 16&nbsp;ottobre&nbsp;e impegno per le verifiche legali e dove saremo tutti in campo.<br /> USB Lavoro Privato Trasporto Aereo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte immagine: Wikipedia, qua il link originale:</em>&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/EasyJet#/media/File:EasyJet,_G-EZDP,_Airbus_A319-111_(20817392802).jpg" target="_blank" rel="noreferrer">https://it.wikipedia.org/wiki/EasyJet#/media/File:EasyJet,_G-EZDP,_Airbus_A319-111_(20817392802).jpg</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 02 Oct 2026 16:10:58 +0200</pubDate>
                        <title>Miccolis Matera: i Lavoratori scelgono USB, primo sindacato in azienda! Ventuno adesioni alla USB Lavoro Privato e costituita la RSA: pronti a rivendicare diritti, salario e dignità</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/miccolis-matera-i-lavoratori-scelgono-usb-primo-sindacato-in-azienda-ventuno-adesioni-alla-usb-lavoro-privato-e-costituita-la-rsa-pronti-a-rivendicare-diritti-salario-e-dignita-1615-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ventuno Lavoratori della Miccolis SpA di Matera hanno scelto di aderire alla USB Lavoro Privato, facendola diventare il primo sindacato in azienda. Una scelta che dà forza a un percorso di organizzazione e partecipazione, costruito a partire dalle esigenze di chi ogni giorno garantisce il trasporto pubblico.</p>
<p>I Lavoratori hanno visto il lavoro portato avanti dalla USB Lavoro Privato nel settore degli Autoferrotranvieri e del TPL in Puglia e nella città di Matera. Hanno riconosciuto una presenza sindacale capace di prendere posizione, sostenere le rivendicazioni e mettere al centro la difesa del salario, della salute e sicurezza e della dignità nei luoghi di lavoro. Su queste basi hanno deciso di affidare alla USB la propria rappresentanza e di diventare parte attiva di questo percorso.</p>
<p>La fiducia ricevuta ci impegna fin da subito. <strong>Abbiamo costituito la Rappresentanza Sindacale Aziendale e siamo già pronti a lavorare insieme ai Lavoratori per rivendicare i loro diritti e migliorare le condizioni di lavoro.</strong> Ascolto, confronto e partecipazione saranno il punto di partenza per costruire le richieste e sostenerle nei confronti dell’azienda.</p>
<p><strong>Salari adeguati, rispetto dei riposi, turni sostenibili, sicurezza e piena applicazione delle tutele contrattuali devono essere al centro della vita aziendale.</strong> Chi garantisce ogni giorno il diritto alla mobilità deve poter lavorare in condizioni dignitose, senza pagare sulla propria salute e sulla propria vita il prezzo dell’organizzazione del servizio.</p>
<p>La crescita della USB nel TPL rafforza un sindacalismo indipendente, conflittuale e fondato sul protagonismo dei Lavoratori. È questa la strada che porteremo avanti anche in Miccolis: costruire forza collettiva, dare voce alle esigenze di chi lavora e tradurre la fiducia in iniziativa sindacale.</p>
<p>Ai ventuno Lavoratori che hanno scelto la USB diamo il benvenuto. Da oggi abbiamo una forza in più per organizzare le rivendicazioni e affrontare insieme le battaglie che ci attendono.</p>
<p><strong>SEMPRE DALLA STESSA PARTE, QUELLA DEI LAVORATORI!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 19:26:09 +0200</pubDate>
                        <title>SASA, sciopero di 24 ore sul buono pasto: adesione del 75-80% a Bolzano e del 50-60% a Merano</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/sasa-sciopero-di-24-ore-sul-buono-pasto-adesione-del-75-80-a-bolzano-e-del-50-60-a-merano-1931.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Prima di ogni altra cosa, a nome di tutti i lavoratori SASA, esprimiamo il più profondo cordoglio alla famiglia della giovanissima vittima del tragico incidente avvenuto ieri a Bolzano. Oggi è un giorno di dolore e lo diciamo con rispetto.</strong></p>
<p class="text-justify">Ma chi ferma un servizio pubblico ha il dovere di spiegare alla città le proprie ragioni. È quello che facciamo.</p>
<p class="text-center"><strong>Uno sciopero con un'adesione importante</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Un servizio essenziale non può reggersi su turni massacranti non lasciando neanche il tempo per un pasto.</strong></p>
<p class="text-justify">Lo sciopero di oggi ha registrato un'adesione del <strong>75-80% nel deposito di via Buozzi a Bolzano e del 50-60% a Merano</strong>. Un dato che conferma la partecipazione registrata il 7 settembre, quando, in uno sciopero di tre ore, l'adesione aveva raggiunto il 50% a via Buozzi, coinvolgendo tutti i settori.</p>
<p class="text-justify">Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno scelto di fermarsi e quanti hanno contribuito a informare i colleghi, anche attraverso volantini tradotti in spagnolo e nelle lingue dei lavoratori stranieri.</p>
<p class="text-justify"><strong>La trattativa sul buono pasto è aperta da otto mesi. </strong>Il 26 agosto il tentativo di conciliazione davanti al Commissariato del Governo si è concluso con esito negativo. Il 1° settembre SASA ha proposto un buono pasto da 8 euro, motivandolo con l'allineamento ai dipendenti provinciali.</p>
<p class="text-justify">Le organizzazioni sindacali hanno chiesto <strong>8,50 euro da subito e 10 euro da gennaio 2027</strong>. Dopo la consultazione dei lavoratori, il 2 settembre è stato comunicato all'azienda che non esistevano le condizioni per accettare la proposta e che la mobilitazione sarebbe proseguita.</p>
<p class="text-justify">Il confronto con i dipendenti provinciali non regge. Gli autisti SASA lavorano su turni spezzati e sempre più lunghi, con inizi alle 5:45 e termine anche alle 15:00. È un lavoro riconosciuto come usurante e ad alto livello di stress.</p>
<p class="text-justify">Con pause spesso insufficienti, molti autisti non riescono nemmeno a consumare correttamente un pasto. Chiedere un buono pasto adeguato non è un privilegio: significa garantire condizioni minime di dignità e sicurezza a chi guida per ore un mezzo pubblico.</p>
<p class="text-justify">SASA svolge un servizio essenziale per la comunità di Bolzano, a fronte di un carico di lavoro sempre maggiore, e ha prodotto un utile superiore al milione di euro. Sono risultati che nascono dal lavoro quotidiano di chi garantisce il servizio e che è giusto vengano riconosciuti anche alle lavoratrici e ai lavoratori che li rendono possibili.</p>
<p class="text-center"><strong>Ora serve una risposta</strong></p>
<p class="text-justify">USB ha scelto di metterci la faccia: dopo aver fermato, seppur per una giornata, un servizio essenziale, riteniamo doveroso spiegare pubblicamente le ragioni della protesta e rispondere ai cittadini e ai giornalisti.</p>
<p class="text-justify">Ci scusiamo con la cittadinanza per i disagi provocati dallo sciopero, tanto più in una giornata segnata dal dolore per la tragedia di ieri.</p>
<p class="text-justify">Oggi si è riunito il Consiglio di Amministrazione. Ci auguriamo che l'azienda comprenda che quella dei lavoratori <strong>non è una richiesta capricciosa, ma una necessità</strong>, e riapra un confronto concreto.</p>
<p class="text-justify"><strong>Siamo pronti a sederci al tavolo, ma non a rinunciare a un buono pasto adeguato.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>RSU SASA – USB Lavoro Privato Bolzano</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 18:55:24 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Puglia: dodici mesi per cambiare la rotta. USB chiede un&#039;azienda regionale pubblica della mobilità.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-puglia-dodici-mesi-per-cambiare-la-rotta-usb-chiede-unazienda-regionale-pubblica-della-mobilita-1905-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il rinvio delle gare deve aprire un percorso di pubblicizzazione dei servizi. Servono risorse adeguate, sicurezza, tutela delle retribuzioni e una programmazione condivisa del trasporto scolastico.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la USB Lavoro Privato Puglia ha partecipato all’incontro presso l’Assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Puglia, convocato sul Piano Triennale dei Servizi del Trasporto Pubblico Locale 2024-2026.</p>
<p>Nel corso della riunione la Regione ha fornito un’informativa sul rinvio delle gare e sulla proroga dei contratti di servizio del TPL su gomma per ulteriori dodici mesi, richiamando le difficoltà economiche del settore, anche in relazione all’aumento dei costi del gasolio e degli altri costi di esercizio.</p>
<p>Per la USB LP Puglia questo passaggio deve aprire una discussione sul futuro del trasporto pubblico regionale. Limitarsi a spostare le scadenze, lasciando irrisolte le contraddizioni dell’attuale sistema, significherebbe ritrovarsi tra un anno con gli stessi problemi, ancora una volta scaricati sui Lavoratori e sull’utenza.</p>
<p>Nel nostro intervento abbiamo ribadito che il costo chilometrico assunto nella programmazione regionale non rappresentava adeguatamente il costo reale dei servizi. Una criticità che avevamo già posto alla Regione e che riguarda direttamente l’organizzazione del lavoro e la sicurezza.</p>
<p>Nelle realtà da noi segnalate, il servizio continua a essere organizzato senza garantire il pieno rispetto del Regolamento europeo n. 561/2006, laddove applicabile. Per i servizi regolari di linea con percorso superiore ai cinquanta chilometri, la programmazione deve tenere conto delle disposizioni sui tempi di guida, sulle interruzioni e sui riposi.</p>
<p>Il loro rispetto richiede organici adeguati e risorse coerenti con i fabbisogni effettivi. Se per garantire le corse e i riposi servono più conducenti, quel costo deve entrare nella programmazione e nel finanziamento del servizio. Il risparmio ottenuto attraverso la compressione dei riposi o l’intensificazione dei turni viene pagato dai Lavoratori e mette a rischio la sicurezza di tutti.</p>
<p><strong>La sicurezza deve essere finanziata e garantita. Non può dipendere dalla disponibilità del personale a compensare le carenze del sistema.</strong></p>
<p>Abbiamo inoltre evidenziato le conseguenze che la suddivisione degli affidamenti negli Ambiti Territoriali Ottimali potrebbe produrre sulle condizioni economiche del personale. L’assorbimento nella stessa azienda subentrante di Lavoratrici e Lavoratori provenienti da imprese diverse porterebbe con sé trattamenti retributivi e accordi aziendali differenti, con il rischio di consolidare disparità anche tra chi svolge le stesse mansioni.</p>
<p>Per questo chiediamo l’apertura di un percorso di <strong>contrattazione regionale del TPL</strong>, capace di tutelare integralmente i diritti e i trattamenti maturati e di costruire un miglioramento comune delle condizioni economiche e normative. L’armonizzazione deve avvenire verso l’alto: nessun Lavoratore deve perdere salario o diritti in nome della riorganizzazione dei servizi.</p>
<p>La questione decisiva rimane però la scelta politica del modello di gestione.</p>
<p><strong>La USB LP Puglia rivendica il superamento del sistema delle gare e l’istituzione di un’Azienda Regionale Pubblica della Mobilità</strong>, attraverso un percorso di pubblicizzazione del TPL che riporti la gestione dei servizi sotto una responsabilità pubblica diretta.</p>
<p>Un’azienda regionale a capitale interamente pubblico consentirebbe di affrontare con una visione unitaria la programmazione delle reti, gli organici, il parco mezzi, gli investimenti e l’integrazione tra i servizi. È questa la prospettiva che chiediamo di costruire: servizi adeguati ai bisogni del territorio, occupazione stabile, retribuzioni tutelate e regolarmente corrisposte, piena applicazione delle norme sulla sicurezza.</p>
<p>La gestione pubblica deve accompagnarsi a trasparenza e partecipazione delle Lavoratrici, dei Lavoratori e degli utenti. Le risorse destinate alla mobilità devono sostenere il servizio, il lavoro e gli investimenti, sottraendoli alla ricerca del profitto e alla frammentazione delle gestioni.</p>
<p>Raggiungere una scuola, un luogo di lavoro o una struttura sanitaria è una condizione concreta per esercitare diritti costituzionali. La Regione deve assumersi la responsabilità di garantire questi collegamenti anche nelle aree interne e nei territori dove il servizio è meno remunerativo, ma altrettanto necessario.</p>
<p>Resta inoltre da affrontare la gestione del trasporto pubblico durante il periodo scolastico. Calendari e orari differenti, senza un coordinamento sufficiente con i servizi di trasporto, rendono più difficile programmare corse, mezzi e personale, con conseguenze sugli studenti, sulle famiglie e sui turni dei conducenti.</p>
<p>La USB LP Puglia ribadisce quindi la richiesta di un tavolo tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, aziende e organizzazioni sindacali, per armonizzare la programmazione scolastica e quella dei trasporti, nel rispetto dell’autonomia delle scuole. In questo confronto va valutata anche la proposta già avanzata dalla nostra organizzazione sulla settimana scolastica dal lunedì al venerdì, laddove compatibile con le esigenze didattiche, garantendo i collegamenti necessari e condizioni di lavoro rispettose dei riposi.</p>
<p>Per quanto riguarda la proroga dei servizi su gomma per dodici mesi, <strong>la USB Lavoro Privato Puglia sta già lavorando a una serie di proposte da trasmettere alla Regione Puglia</strong>, affinché questo periodo produca interventi concreti e apra un percorso di cambiamento.</p>
<p>Chiediamo che il confronto prosegua con tempi definiti e impegni verificabili. I Lavoratori e i cittadini pugliesi hanno bisogno di un trasporto realmente pubblico, sicuro, accessibile e dignitoso.</p>
<p><strong>Le gare possono essere rinviate. La sicurezza, i salari e il diritto alla mobilità richiedono risposte adesso.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 16:48:33 +0200</pubDate>
                        <title>Napoli, ANM in Commissione Trasporti: passi avanti su sicurezza e pulizia, ma resta inaccettabile il silenzio sugli Agenti di Stazione</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nella Commissione Trasporti del Comune di Napoli del 28 settembre, presieduta dal consigliere Aniello Esposito, ANM ha manifestato la volontà di dotare i verificatori di bodycam e di organizzare controlli con il supporto delle forze dell’ordine.</p>
<p class="text-justify">Una proposta che accogliamo favorevolmente e che chiediamo venga estesa a tutto il personale di esercizio a contatto con il pubblico. Positiva anche la disponibilità ad attivare una task force composta da responsabili aziendali, Commissione Trasporti e RLS aziendali, con il compito di verificare le condizioni di pulizia, igiene e decoro di mezzi, stazioni e ambienti di lavoro.</p>
<p class="text-justify">USB denuncia da tempo condizioni spesso inaccettabili. Non è soltanto una questione di decoro, ma di tutela della salute e della sicurezza di lavoratori e utenti. Gli appalti sono pagati con risorse pubbliche e devono quindi essere accompagnati da controlli effettivi e puntuali.</p>
<p class="text-justify">La ormai nota “scusa” dell’acqua con eccesso di calcare, <em>soprannominata “calcarite”</em> sembra aver contagiato tutti i depositi autobus, arrivando persino ai treni della metropolitana. È evidente che il problema non può essere ricondotto semplicemente alla qualità dell’acqua o agli addolcitori: siamo di fronte a diffuse carenze nell’organizzazione e nel controllo delle attività di pulizia, interne ed esterne. Le responsabilità, in ogni caso, non possono essere scaricate sui lavoratori degli appalti.</p>
<p class="text-justify">Resta invece grave l’assenza di una data certa per il confronto sulle rivendicazioni degli <strong>Agenti di Stazione delle Linee 1 e 6</strong>, nonostante l’eccezionale partecipazione allo sciopero del 15 settembre.</p>
<p class="text-justify">Comprendiamo le difficoltà legate al contratto di servizio, ma questioni come pulizia, postazioni ergonomiche, servizi igienici dignitosi, disponibilità di acqua potabile, organizzazione del lavoro, sicurezza e riconoscimenti economici non possono essere ulteriormente rinviate.</p>
<p class="text-justify"><strong>ANM interrompa il silenzio e convochi immediatamente il confronto con le lavoratrici e i lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Regionale Camapnia, settoreTPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:18:31 +0200</pubDate>
                        <title>Veneto, USB Lavoro Privato settore TPL in audizione sui nuovi bacini territoriali: programmazione pubblica, diritto alla mobilità e tutela del lavoro</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/veneto-usb-lavoro-privato-settore-tpl-in-audizione-sui-nuovi-bacini-territoriali-programmazione-pubblica-diritto-alla-mobilita-e-tutela-del-lavoro-1324.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato – settore TPL ha partecipato all'audizione presso la Seconda Commissione consiliare del Consiglio regionale del Veneto sulla proposta di ridefinizione dei bacini territoriali del trasporto pubblico locale: dagli attuali sette bacini provinciali a quattro nuovi ambiti (Belluno, Venezia, Rovigo-Verona, Padova-Vicenza-Treviso).</p>
<p class="text-justify"><strong>Superare la frammentazione della programmazione può essere utile, ma la ridefinizione dei bacini non può essere una semplice operazione amministrativa né puntare solo a economie di scala.</strong></p>
<p class="text-justify">La dimensione dei bacini deve servire prima di tutto la qualità del servizio e il diritto alla mobilità, con attenzione alle aree montane e rurali e alle periferie. L'allargamento dei bacini non deve tradursi in grandi lotti di gara o maggiore concentrazione del mercato: bacino di programmazione e lotto di affidamento restano due piani distinti, e le eventuali economie vanno reinvestite nel servizio (frequenze, mezzi, manutenzione, organici), non tradotte in tagli o esternalizzazioni.</p>
<p class="text-justify"><strong>Un sistema unico e una governance pubblica</strong></p>
<p class="text-justify">Per USB serve un quadro regionale realmente integrato tra bus, treno, tram e navigazione, con orari coordinati, tariffe integrate e bigliettazione interoperabile, con particolare attenzione ai territori montani come Belluno. Le future Agenzie del TPL devono essere strumenti pubblici in grado di programmare e controllare il servizio con trasparenza, non semplici strutture per la gestione delle gare — e la partecipazione di lavoratori e territori non può restare occasionale: USB ha criticato il fatto che i sindacati siano stati coinvolti solo nella fase consiliare, a differenza di enti ed aziende.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il riassetto non può scaricarsi sul lavoro</strong></p>
<p class="text-justify">La riorganizzazione dei bacini inciderà su affidamenti, assetti societari e organizzazione del lavoro: per questo le garanzie occupazionali non possono essere rinviate alla fase delle gare. USB chiede continuità occupazionale vincolante, applicazione del CCNL Autoferrotranvieri e degli accordi di miglior favore, conservazione di anzianità, retribuzione e sede.</p>
<p class="text-justify">Il punto di partenza deve essere il rafforzamento della gestione pubblica: USB non condivide privatizzazioni e affidamenti esterni come strumenti ordinari, e chiede che si proceda prioritariamente con affidamenti diretti e in house.</p>
<p class="text-justify"><strong>Solo in via eccezionale, per eventuali affidamenti esterni, dovrà valere una clausola sociale regionale uniforme, con continuità occupazionale, CCNL di settore e confronto sindacale preventivo.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Trasparenza e parere condizionato</strong></p>
<p class="text-justify">USB chiede che prima della riforma siano resi pubblici i dati alla base della scelta dei quattro bacini (domanda e offerta di mobilità, costi, livelli di servizio, ricadute occupazionali) e che la nuova perimetrazione sia sottoposta a monitoraggio periodico, con possibilità di correggere le scelte in caso di peggioramento del servizio.</p>
<p class="text-justify">Alla Seconda Commissione USB ha chiesto un parere non limitato a una presa d'atto, ma che stabilisca condizioni e indirizzi vincolanti: piano regionale integrato gomma-ferro-tram-navigazione, livelli minimi di servizio finanziati, distinzione tra bacini e lotti, clausola sociale regionale, partecipazione permanente dei sindacati e monitoraggio pubblico annuale.</p>
<p class="text-justify"><strong>La riorganizzazione deve avere come obiettivo il rafforzamento del trasporto pubblico, non la concentrazione del mercato.</strong></p>
<p class="text-justify">Il TPL è un servizio essenziale e uno strumento di uguaglianza territoriale: i nuovi bacini possono essere un'opportunità solo se miglioreranno la mobilità, rafforzeranno la regia pubblica e tuteleranno il lavoro. Per questo USB Lavoro Privato ha chiesto alla Commissione un parere condizionato al recepimento delle garanzie proposte, mantenendo aperto il confronto sindacale sui prossimi passi: Agenzie, piani di bacino e affidamenti.</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale, USB Lavoro Privato settore TPL</em></p>
<p class="text-justify"><strong><em>In allegato il documento presentato alla Seconda Commissione consiliare del Consiglio regionale del Veneto.</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 10:25:59 +0200</pubDate>
                        <title>Accordo CLA easyJet firmato da organizzazioni non rappresentative - USB chiede pubblicazione del testo sottoscritto e referendum certificato, immediato e vincolante.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/comunicato-stampa-accordo-cla-easyjet-firmato-da-organizzazioni-non-rappresentative-usb-chiede-pubblicazione-del-testo-sottoscritto-e-referendum-certificato-immediato-e-vincolante-1029.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 settembre Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo e Anpac, a quanto annunciato, hanno sottoscritto un accordo integrativo del Contratto di lavoro aziendale. Ad&nbsp;oggi&nbsp;21&nbsp;settembre&nbsp;non si ha visibilità di questo documento rimasto nei cassetti dell’azienda e delle parti sociali. Tale comportamento del sindacato è totalmente inaccettabile nei confronti dei lavoratori impegnati da oltre un anno in una vertenza rivendicativa sul rinnovo, con particolare riferimento ad alcuni istituti come quello della tredicesima, sulla quale sono state avviate cause che hanno visto l’azienda soccombente in appello.<br /> <br /> USB escluso dalla trattativa pur avendo la maggior rappresentatività della categoria su tutti gli scali, alla faccia della democrazia sindacale, chiede l’immediata pubblicazione del testo, l’avvio di una serie di assemblee aperte di tutti i lavoratori.<br /> <br /> USB chiede inoltre l’avvio immediato del referendum certificato universale di tutti i dipendenti, e sostiene la raccolta delle firme promossa dai lavoratori. I sindacati sottoscrittori devono sottoporre questo accordo alla valutazione accettando il vincolo, in caso di bocciatura di riaprire la negoziazione.<br /> In pochi giorni già sono state raccolte centinaia di firme.<br /> <br /> Questo rinnovo si sta definendo mentre si apre uno scenario di cessione della società. EasyJet, infatti, ha annunciato nell’ultimo mese di aver accettato formalmente un'offerta di acquisizione da 5,7 miliardi di sterline (6,6 miliardi di euro) da parte del fondo di private equity statunitense Apollo Global Management, con un prezzo offerto di 7,15 sterline (circa 8,35 euro) in contanti per azione EasyJet. Il concorrente Castlelake avrebbe annunciato il ritiro dalla corsa per l’acquisizione.<br /> L'operazione dovrebbe essere completata entro il primo trimestre del 2027 e anche se la quota di Apollo dovrebbe essere limitata al 49,9% delle azioni per rispettare le norme britanniche ed europee è del tutto evidente che questo nuovo assetto può cambiare le politiche imprenditoriali, prospettive industriali con ripercussioni sui dipendenti.<br /> <br /> USB al fianco dei lavoratori chiede la massima trasparenza e correttezza sull’accordo. È già stato indetto uno sciopero di 24 ore il 16 ottobre. Non permetteremo che nulla passi sulla testa di nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Nazionale Trasporto Aereo</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 19 Sep 2026 20:38:46 +0200</pubDate>
                        <title>Lazio: RSU ATAC -COTRAL; la democrazia resta una chimera per i lavoratori</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/lazio-rsu-atac-cotral-la-democrazia-resta-una-chimera-per-i-lavoratori-2050.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo circa <strong>otto anni di attesa e di mancata democrazia</strong> nelle aziende ATAC e COTRAL, il 22 e 23 settembre si sarebbero dovute finalmente svolgere le elezioni per il rinnovo delle cariche <strong>RSU/RLS</strong>.</p>
<p class="text-justify">I lavoratori hanno accolto immediatamente e positivamente la possibilità di cambiare un sistema ormai fallito. Lo hanno dimostrato con una <strong>eccezionale raccolta di firme</strong>.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Ma qualcuno ha avuto paura. </strong></p>
<p class="text-justify">Le solite organizzazioni sindacali, quelle che attraverso <strong>accordi peggiorativi e contratti al ribasso hanno contribuito a compromettere la qualità della vita lavorativa dei lavoratori</strong>, temono di perdere le rappresentanze nei luoghi di lavoro, rappresentanze mantenute per otto anni attraverso proroghe che hanno ormai dell’assurdo.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>È ora di dare la parola ai lavoratori. </strong></p>
<p class="text-justify">Non si può cancellare questo diritto con <strong>mezzucci da rubagalline</strong>.</p>
<p class="text-justify">Le organizzazioni sono sempre le stesse: quelle che firmano accordi che peggiorano le condizioni di lavoro. Oggi, probabilmente, stanno dando indicazioni ai propri referenti all’interno della Commissione Elettorale per trovare qualche scusa e <strong>tentare di eliminare i candidati delle organizzazioni sindacali che hanno raccolto le firme dei lavoratori</strong>.</p>
<p class="text-justify"><u><strong>Ricordiamolo:</strong></u></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>le firme sono state controllate e accettate dalla Commissione Elettorale;</strong>  <strong>le liste dei candidati sono state controllate e accettate;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>tutto è avvenuto nel rispetto dell’accordo e del regolamento previsti per la partecipazione alle elezioni.</strong></li> </ul><p class="text-justify"><strong>E allora perché si cerca di fermare il voto? </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Perché la possibilità di un cambiamento fa paura alle organizzazioni che da anni firmano accordi peggiorativi per i lavoratori. </strong></p>
<p class="text-justify">Così si sono messi all'opera, studiando il modo per escludere i candidati delle organizzazioni sindacali che hanno raccolto le firme tra i lavoratori, <strong>fregandosene della democrazia nei luoghi di lavoro</strong>.</p>
<p class="text-justify">Come Organizzazione Sindacale, se questa situazione antidemocratica dovesse perdurare, <strong>metteremo in campo ricorsi e mobilitazioni</strong>; useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per difendere il diritto dei lavoratori ad essere rappresentati.</p>
<p class="text-center"><u><strong>Il primo appuntamento sarà sotto Prenestina, per rivendicare il diritto alla democrazia.</strong></u></p>
<p class="text-center"><strong>I CANDIDATI LI SCELGONO I LAVORATORI, NON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CHE DA ANNI ROVINANO LA LORO VITA LAVORATIVA</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato – Trasporti Regione Lazio</em></p>
<p class="text-center">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 18 Sep 2026 09:07:22 +0200</pubDate>
                        <title>TPL MARCHE NO ALLE GARE, DIFENDIAMO IL SERVIZIO PUBBLICO il 23 Settembre SCIOPERO USB TPL REGIONALE</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-marche-no-alle-gare-difendiamo-il-servizio-pubblico-0914-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>SCIOPERO REGIONALE di 24 ore Mercoledi 23 Settembre 2026 *** MANIFESTAZIONE presso la sede della REGIONE MARCHE ore 11:30 </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La volontà politica della Regione è quella di affidare il Trasporto Pubblico Locale tramite gara, archiviando definitivamente la proposta di USB di una gestione totalmente pubblica mediante affidamento in-house.</p>
<p class="text-justify">Fare la gara significa aprire la porta ai privati, il cui unico obiettivo è il profitto, in contrasto con i principi che devono ispirare un servizio pubblico essenziale. Ad oggi non esiste alcuna certezza sul mantenimento delle attuali condizioni contrattuali ed economiche. La clausola sociale, pur prevista nel TPL, non garantisce il mantenimento dei livelli retributivi.</p>
<p class="text-justify">Le norme europee, infatti, limitano fortemente la possibilità di conservare le condizioni esistenti, anche solo dopo il primo anno di affidamento, con il concreto rischio di riduzione dei salari, peggioramento degli orari e delle turnazioni, peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro. Inoltre, la Regione ha anche deliberato la possibilità di introdurre il servizio a chiamata, una scelta estremamente pericolosa perché rappresenta il primo passo verso una ulteriore riduzione dei servizi offerti ai cittadini.</p>
<p class="text-justify">A tutto ciò si aggiunge la totale mancanza di sicurezza a bordo durante l’attività lavorativa da parte degli autisti sempre più oggetto di aggressioni e atti di violenza USB DICE NO! No alle gare. No alla privatizzazione del Trasporto Pubblico Locale.</p>
<p class="text-center"><strong>No al peggioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza degli autoferrotranvieri. </strong></p>
<p class="text-center"><strong>SCIOPERO REGIONALE di 24 ore Mercoledi 23 Settembre 2026 </strong></p>
<p class="text-center"><strong>MANIFESTAZIONE presso la sede della REGIONE MARCHE ore 11:30</strong></p>
<p class="text-justify">MODALITA’ DI SCIOPERO Per gli impiegati: intero turno/intera giornata. Personale amministrativo, di terra, di officina e lavaggio, addetti ai servizi interni (Operai ed impiegati): intero turno/intera giornata nel rispetto delle norme vigenti con la salvaguardia dei servizi minimi essenziali. Personale Viaggiante: dalle ore 08:30 alle ore 16:59. Dalle ore 20:00 sino a fine servizio con rientro delle vetture nei depositi di appartenenza. ESCLUSIONI: sono esclusi dallo sciopero i servizi per disabili e i servizi scuolabus.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 16 Sep 2026 11:39:56 +0200</pubDate>
                        <title>TPER condannata per condotta antisindacale: la Corte d’Appello di Bologna accoglie il ricorso di USB</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tper-condannata-per-condotta-antisindacale-la-corte-dappello-di-bologna-accoglie-il-ricorso-di-usb-1143-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La Corte d’Appello di Bologna ha condannato TPER S.p.A. per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, accogliendo integralmente il ricorso presentato dall’Unione Sindacale di Base (USB).</p>
<p class="text-justify">La sentenza, depositata il&nbsp;10 settembre 2026&nbsp;dal collegio presieduto dalla dott.ssa Marcella Angelini, ribalta le posizioni aziendali e accerta l’illegittimità del comportamento tenuto dalla dirigenza di TPER, rea di aver negato il corretto svolgimento delle relazioni sindacali e di aver ostacolato l’agibilità della rappresentanza aziendale di USB.</p>
<p class="text-justify">Questa sentenza rappresenta una vittoria fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori di TPER e ripristina la legalità e la libertà di associazione sindacale. Resta però un fatto politico e gestionale di estrema gravità: in un’azienda a capitale pubblico, partecipata da Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, si è dovuto ricorrere alla magistratura per far valere diritti costituzionali ed elementari norme contrattuali, calpestati sistematicamente dai vertici aziendali nel tentativo di escluderci dal confronto.</p>
<p class="text-justify">L'Unione Sindacale di Base, nell’esprimere piena soddisfazione per la pronuncia giudiziaria, ringrazia le lavoratrici e i lavoratori che hanno sostenuto con coerenza e determinazione questa vertenza e ribadisce che continuerà a vigilare affinché la sentenza trovi immediata e piena applicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Coordinamento Provinciale Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 16 Sep 2026 08:47:25 +0200</pubDate>
                        <title>ANM Napoli: sciopero sopra ogni aspettativa; linea 1 e linea 6 completamente chiuse</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/anm-napoli-sciopero-sopra-ogni-aspettativa-linea-1-e-linea-6-completamente-chiuse-0853.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Erano anni che gli agenti di stazione della metropolitana di Napoli non partecipavano a uno sciopero con questa forza e determinazione.</p>
<p class="text-justify">Nonostante la macchina del fango messa in moto dai soliti sindacati e le pressioni esercitate sui lavoratori fino all’ultimo minuto, la mobilitazione di sciopero di ieri, 15 settembre proclamata da USB Lavoro Privato, <strong>ha prodotto effetti concreti fin dalle prime ore.</strong></p>
<p class="text-justify">In una prima fase la Linea 6 è stata completamente chiusa, mentre sulla Linea 1 sono rimaste aperte soltanto 11 stazioni su 20, con la circolazione limitata alla tratta Piscinola–Salvator Rosa.</p>
<p class="text-justify">Al cambio delle ore 14:45 la partecipazione allo sciopero è ulteriormente aumentata. Dalle ore 15:10 anche la circolazione della Linea 1 è stata sospesa sull’intera tratta.</p>
<p class="text-justify">Linea 1 e Linea 6 completamente chiuse per sciopero: un risultato straordinario, oltre ogni aspettativa.</p>
<p class="text-justify"><strong>Grande stima e rispetto va ai colleghi che hanno scioperato, rinunciando a una parte del proprio salario per chiedere più sicurezza, più personale, dignità professionale, riconoscimenti economici, postazioni pulite e adeguate, acqua fresca da bere e servizi igienici decenti; non si sono lasciati intimidire, isolare o convincere che fosse tutto inutile. Hanno scelto di esporsi anche nell’interesse di chi non ha partecipato alla mobilitazione ma potrà beneficiare dei risultati eventualmente conquistati.</strong></p>
<p class="text-justify">Scioperare è un diritto, non un obbligo; ma anche non scioperare rappresenta una scelta politica: significa indebolire i colleghi, rafforzare gli accordi già sottoscritti e accettare che nulla cambi. Nessuna caccia alle streghe e nessun attacco personale ma bisogna avere la consapevolezza che le aziende non temono chi si lamenta,<strong> temono chi si unisce e lotta.</strong></p>
<p class="text-justify">Adesso l’ANM e le altre organizzazioni sindacali devono ascoltare il grido, rimasto fino a oggi inascoltato, dei lavoratori che chiedono:</p>
<p class="text-justify">- più sicurezza e più personale;</p>
<p class="text-justify">- due agenti per turno;</p>
<p class="text-justify">- il riconoscimento del parametro 175 per agenti di stazione e OPI;</p>
<p class="text-justify">- un’indennità adeguata per lo sviluppo della rete e delle stazioni;</p>
<p class="text-justify">- il giusto riconoscimento economico di tutti i prolungamenti e dei tempi accessori, senza alcun numero minimo mensile di quattro prestazioni;</p>
<p class="text-justify">- postazioni di lavoro pulite, sicure ed ergonomicamente adeguate;</p>
<p class="text-justify">- acqua fresca da bere in tutte le stazioni;</p>
<p class="text-justify">- spogliatoi e servizi igienici dignitosi;</p>
<p class="text-justify">- il superamento degli abusi e delle disparità tra Linea 1 e Linea 6.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non chiediamo privilegi. Chiediamo diritti, sicurezza, equità e condizioni di lavoro dignitose per tutti.</strong></p>
<p>Attraverso lo sciopero di ieri, 15 settembre, gli agenti di stazione hanno parlato con una voce forte e chiara, che nessuno potrà più ignorare. Ora l’Azienda apra un confronto serio e dia risposte concrete alle rivendicazioni avanzate.</p>
<p>USB continuerà a portare avanti con ancora maggiore determinazione tutte le ragioni dello sciopero.</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Federazione di Napoli</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 13 Sep 2026 02:10:17 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Calabria, USB: AMCAL Rischia di diventare la scatola Pubblica del mercato Privato</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-calabria-usb-amcal-rischia-di-diventare-la-scatola-pubblica-del-mercato-privato-0213.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>La riforma del trasporto pubblico locale licenziata dalla IV Commissione chiarisce finalmente quale futuro la Regione Calabria immagina per il settore.</strong></p>
<p class="text-justify">Una società pubblica, AMCAL, che programma, divide il territorio in lotti, prepara le gare, stipula i contratti e controlla i servizi. Ma a gestire il trasporto saranno gli operatori che vinceranno quegli affidamenti.</p>
<p class="text-justify"><strong>In altre parole: il pubblico organizza il mercato, il privato compete per gestire il servizio. È questo il cuore della riforma.</strong></p>
<p class="text-justify">Il testo approvato dalla Commissione prevede infatti che AMCAL organizzi le procedure di affidamento nell’intero bacino regionale e che lo articoli in più lotti, oggetto di gara e di contratti di servizio. La legge contempla inoltre affidamenti mediante finanza di progetto e servizi svolti a condizioni di mercato.</p>
<p class="text-justify">Dopo settimane di audizioni, emendamenti e discussioni, il paradigma non cambia: il TPL continua a essere concepito come un mercato da organizzare, non come un servizio pubblico da gestire.</p>
<p class="text-justify"><strong>Eppure il trasporto pubblico vive prevalentemente di risorse pubbliche.</strong></p>
<p class="text-justify">Lo finanziano lo Stato, la Regione e gli enti locali. Sono pubbliche le risorse che garantiscono i contratti di servizio e saranno pubblici anche il capitale e il funzionamento della nuova AMCAL.</p>
<p class="text-justify"><strong>La domanda è quindi inevitabile: se il pubblico finanzia, programma, organizza e controlla il servizio, perché deve rinunciare a gestirlo?</strong></p>
<p class="text-justify">È la domanda che manca nel dibattito politico regionale.</p>
<p class="text-justify">La maggioranza difende AMCAL. L’opposizione contesta ritardi, metodo, costi e tempi delle gare.</p>
<p class="text-justify">Ma quasi nessuno mette in discussione il punto di partenza: che alla fine debbano esserci comunque una gara, un lotto e un gestore che compete sul mercato.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per USB Lavoro Privato il problema sta proprio qui.</strong></p>
<p class="text-justify">Non basta aggiungere una clausola sociale per proteggere i lavoratori dopo ogni cambio di gestore. Non basta convocare le organizzazioni sindacali in una Commissione permanente se i loro pareri rimangono non vincolanti e non possono incidere sulle procedure di affidamento.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il lavoro non può essere chiamato in causa dopo che sono stati decisi mercato, lotti e gare. Deve essere uno degli elementi su cui costruire il modello.</strong></p>
<p class="text-justify">E mentre la Regione prepara questa nuova architettura, resta aperta una questione ancora più pesante: chi pagherà il sistema?</p>
<p class="text-justify">AMCAL avrà costi permanenti per personale, organi societari, strutture, sistemi informatici, gare, controlli e bigliettazione. Ma il suo finanziamento a regime non è automatico: per il 2027 e 2028 la legge individua un tetto massimo e lo stanziamento effettivo dovrà essere determinato annualmente nel bilancio regionale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nel frattempo anche il Fondo nazionale TPL entra in una fase di forte incertezza.</strong></p>
<p class="text-justify">Si rischia quindi un paradosso: più struttura, più gare, più mercato e meno certezza sulle risorse.</p>
<p class="text-justify">E quando le risorse non bastano sappiamo già dove viene presentato il conto: ai lavoratori attraverso organici, turni, produttività e subaffidamenti; agli utenti attraverso meno corse, servizi peggiori e aumento dei costi; ai territori più deboli attraverso la progressiva riduzione dei collegamenti meno remunerativi.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB Lavoro Privato propone l’esatto contrario.</strong></p>
<p class="text-justify">Ripubblicizzare il trasporto pubblico. Costruire un soggetto regionale pubblico capace di gestire e integrare ferro e gomma. Garantire finanziamenti strutturali. Mettere il lavoro al centro della programmazione. Inserire tutto dentro un Piano Nazionale della Mobilità che riconosca la mobilità come diritto universale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non abbiamo bisogno di una nuova società pubblica che faccia meglio le gare. Abbiamo bisogno di un pubblico che torni a fare il proprio mestiere: garantire direttamente un servizio essenziale.</strong></p>
<p class="text-justify">Perché il trasporto pubblico non è un mercato da spartire in lotti. È un diritto da garantire.</p>
<p class="text-justify">Se la sinistra di opposizione vuole essere davvero alternativa alla destra che governa la Regione, deve smettere di contendere alla maggioranza la gestione dello stesso modello. Non basta chiedere gare più rapide, più trasparenti o meglio organizzate: bisogna rompere con l’impostazione liberista che considera il TPL un mercato da affidare e tornare a considerarlo un servizio pubblico da gestire nell’interesse collettivo.</p>
<p class="text-justify"><strong>NON SI PUÒ BATTERE LA DESTRA CON LE IDEE DELLA DESTRA</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 16:56:27 +0200</pubDate>
                        <title>USB Lavoro Privato Lombardia - Licenziamenti immotivati: presidio a Malpensa il 15 settembre</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/usb-lavoro-privato-lombardia-licenziamenti-immotivati-presidio-a-malpensa-il-25-settembre-2702-2-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nel pieno del mese di agosto due lavoratori SEA, entrambi iscritti a USB e uno dei quali componente del Coordinamento Provinciale di USB Varese, sono stati licenziati per motivazioni estremamente futili. Non è stato possibile avviare azioni di protesta immediate a causa della Legge 146, la legge ammazzasciopero, che blocca le attività di protesta e conflitto nel mese di agosto nel trasporto aereo (la tempistica del licenziamento non è un fattore irrilevante), ma USB Lombardia ha utilizzato questo tempo per raccogliere le forze e ha indetto un presidio per il 15 settembre alle ore 10 alle partenze del Terminal 2.</p>
<p class="text-justify">Due lavoratori con un ruolino ineccepibile ai quali è stata chiaramente tesa una “trappola” lavorativa finalizzata a trovare una scusa, incredibilmente labile, per avviare un percorso disciplinare chiuso ad una velocità inusuale con un licenziamento.</p>
<p class="text-justify">USB non può accettare un atteggiamento simile da parte della dirigenza SEA che dimostra la sua totale incapacità di gestione dei dipendenti, della struttura e dei rapporti sindacali. Per questo USB chiede</p>
<p class="text-justify">Il REINTEGRO IMMEDIATO dei due lavoratori ingiustamente licenziati e la verifica dell’operato della dirigenza SEA che negli ultimi anni ha abbassato salari e qualità del lavoro, ha appaltato ed esternalizzato una notevole parte delle attività operando tagli di personale, ha diviso i lavoratori attraverso almeno cinque trattamenti contrattuali diversi a parità di mansioni, ha indebolito notevolmente la dimensione sociale e collettiva del lavoro con la distruzione del CRAL attraverso l’associazione NoiSEA, ha chiuso le mense interaziendali fornendo un buono pasto comunque inadeguato ai costi reali e all’inflazione galoppante.</p>
<p class="text-justify">Chiediamo al Comune di Milano, azionista di maggioranza di SEA, un intervento fermo e deciso contro gli abusi messi in atto dalla dirigenza SEA e culminati con questa azione ritorsiva verso i due lavoratori licenziati e nei confronti della nostra organizzazione sindacale che rifiuta ogni tipo di connivenza o di accordo sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Sono già arrivati attestati di solidarietà e la comunicazione di una audizione sul caso da parte di alcuni consiglieri comunali. Ci attendiamo quindi una presa di posizione forte e concreta da parte del consiglio e della giunta.</p>
<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base della Lombardia invita lavoratrici, lavoratori e cittadini a partecipare quindi al presidio del 15 settembre dalle ore 10 all’area partenze del terminal 2 di Malpensa.</p>
<p class="text-justify">Tocca uno, tocca tutti!</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato Lombardia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 17:46:58 +0200</pubDate>
                        <title>EAV istituisce il premio antisciopero grazie ai &quot;sindacati firmaioli&quot;</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/eav-istituisce-il-premio-antisciopero-grazie-ai-sindacati-firmaioli-1752.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato non ha sottoscritto l’accordo sul premio di risultato firmato il 31 agosto 2026 da EAV con FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti, UGL e FAISA-CISAL.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il punto è chiaro e riguarda direttamente l’esercizio del diritto di sciopero.</strong></p>
<p class="text-justify">L’articolo 6 dell’accordo considera come presenza effettiva esclusivamente quella prestata per l’intero turno assegnato, mentre lo sciopero non viene equiparato alla presenza.</p>
<p class="text-justify">La conseguenza è evidente: un lavoratore che svolga regolarmente una parte del turno e successivamente aderisca anche soltanto ad alcune ore di sciopero non subisce soltanto la normale trattenuta sulla retribuzione relativa alle ore non lavorate<strong>. Ai fini del premio, perde infatti l’intera giornata di presenza, comprese le ore effettivamente lavorate.</strong></p>
<p class="text-justify">Una singola adesione non determina automaticamente la perdita del premio, ma può far scendere il lavoratore al di sotto delle soglie previste dall’accordo, con una riduzione progressiva fino all’azzeramento.</p>
<p class="text-justify">Il messaggio che arriva ai lavoratori è semplice: <strong>vuoi scioperare? Perderai altri soldi.</strong></p>
<p class="text-justify">Non è necessario vietare formalmente lo sciopero per renderne più difficile l’esercizio. È sufficiente introdurre un costo economico aggiuntivo, capace di scoraggiare la partecipazione e alimentare il timore di perdere una quota della propria retribuzione. <strong>Ed è proprio questo il punto che USB Lavoro privato contesta.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Il diritto di sciopero non può essere formalmente riconosciuto e, nello stesso tempo, reso economicamente più oneroso attraverso un meccanismo contrattuale che penalizza il lavoratore oltre la normale trattenuta per le ore di astensione.</strong></p>
<p class="text-justify">Non è una questione marginale. L’articolo 40 della Costituzione riconosce il diritto di sciopero e ne demanda l’esercizio alla legge. Nei servizi pubblici essenziali tale diritto è già sottoposto a un sistema particolarmente articolato di limitazioni e garanzie: preavviso, procedure di raffreddamento e conciliazione, rarefazione, franchigie, fasce di garanzia, prestazioni indispensabili, poteri di ordinanza e sanzioni.</p>
<p class="text-justify"><strong>E proprio su questo terreno il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha recentemente assunto una posizione tutt’altro che irrilevante.</strong></p>
<p class="text-justify">Nella decisione sulla reclamazione collettiva <strong>USB contro Italia, n. 208/2022</strong>, adottata nel settembre 2025 e pubblicata nel marzo 2026, il Comitato ha riconosciuto che alcune delle restrizioni previste dalla legge n. 146/1990 violano la Carta sociale europea, compromettendo l’effettività dell’azione collettiva. In particolare, il Comitato ha censurato l’applicazione delle regole sui servizi minimi ai settori che non costituiscono servizi essenziali in senso stretto, l’obbligo di indicare preventivamente la durata dello sciopero e le regole sul cosiddetto “distanziamento oggettivo” e sui periodi esclusi.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il principio che emerge è preciso: le limitazioni al diritto di sciopero devono essere proporzionate e non possono svuotare di efficacia il diritto alla mobilitazione collettiva.</strong></p>
<p class="text-justify">È difficile, allora, non interrogarsi su quale sia la coerenza di un sistema nel quale, accanto alle limitazioni già previste dalla legge, si introduce anche un meccanismo contrattuale che può rendere economicamente più costosa la scelta di scioperare.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ma il problema dell’accordo EAV non riguarda soltanto il diritto di sciopero.</strong></p>
<p class="text-justify">Riguarda anche la salute e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti; legare il premio alla presenza effettiva spinge, di fatto, i lavoratori a presentarsi al lavoro anche quando <strong>non</strong> si trovano nelle condizioni fisiche adeguate, pur di non correre il rischio di una penalizzazione economica.</p>
<p class="text-justify">Allo stesso tempo, collegare una parte significativa del premio alla puntualità dei treni e all’aumento dei chilometri percorsi dagli autobus, senza prevedere adeguate garanzie a tutela della sicurezza, rischia di trasformare gli obiettivi produttivi in una pressione a garantire il servizio a ogni costo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ma la sicurezza non può essere subordinata alla produttività.</strong></p>
<p class="text-justify">Macchinisti, autisti, capitreno, operatori e manutentori non possono essere messi davanti alla scelta tra tutelare la propria sicurezza e quella degli utenti oppure difendere il proprio premio di risultato.</p>
<p class="text-justify"><strong>La salute di chi lavora e la sicurezza di chi viaggia vengono prima della puntualità, dei chilometri percorsi e dei risultati economici.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Questo non è un sistema che valorizza il lavoro;&nbsp;È un sistema che mira a premiare la rinuncia alla mobilitazione e la produzione a ogni costo.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:31:29 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Calabria, USB: Destra e Sinistra litigano sulle gare, ma nessuno mette in discussione il mercato</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-calabria-usb-destra-e-sinistra-litigano-sulle-gare-ma-nessuno-mette-in-discussione-il-mercato-1734.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo le audizioni del 3 agosto e del 31 agosto, la IV Commissione ha esaminato e approvato a maggioranza la proposta di legge che istituisce AMCAL e supera ART-CAL, intervenendo sul testo con numerosi emendamenti.</p>
<p class="text-justify">In attesa di conoscere il testo definitivo che arriverà in Consiglio regionale, un dato appare però evidente: l’impianto generale della riforma resta quello già delineato nella proposta originaria. AMCAL sarà il soggetto regionale chiamato a organizzare i servizi, definire gli affidamenti, gestire i contratti e governare il bacino unico del TPL calabrese.</p>
<p class="text-justify">Il dibattito politico continua invece a concentrarsi prevalentemente sui ritardi accumulati dalla Regione, sulla mancata effettuazione delle gare, sulla costituzione di AMCAL, sui tempi necessari a renderla operativa e sulla sostenibilità economica della nuova Agenzia.</p>
<p class="text-justify">Questioni importanti, ma che rischiano di lasciare sullo sfondo quella decisiva.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per USB Lavoro Privato il problema non è soltanto sapere quando partiranno le gare, quanti saranno i lotti o quale Agenzia dovrà organizzarli.</strong></p>
<p class="text-justify">La domanda da porre è un’altra: perché il trasporto pubblico locale deve continuare a essere pensato come un mercato da affidare attraverso la competizione tra operatori?</p>
<p class="text-center"><strong>Su questo terreno la distanza tra maggioranza e opposizione si riduce drasticamente.</strong></p>
<p class="text-justify">La destra regionale costruisce AMCAL come soggetto pubblico destinato a programmare e organizzare gli affidamenti; l’opposizione contesta i ritardi, il metodo seguito e le contraddizioni tra il vecchio e il nuovo assetto, ma continua sostanzialmente a muoversi dentro lo stesso modello fatto di gare, lotti e concorrenza per il mercato.</p>
<p class="text-justify">Si discute dunque di come organizzare il mercato, non se quel mercato rappresenti davvero la soluzione migliore per garantire il diritto alla mobilità.</p>
<p class="text-center"><strong>USB ritiene che sia arrivato il momento di cambiare paradigma.</strong></p>
<p class="text-justify">Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, finanziato prevalentemente con risorse pubbliche, indispensabile nelle città quanto nelle aree interne e nei territori a domanda debole. Non può essere organizzato mettendo al centro la redditività dei contratti e lasciando che il lavoro diventi la variabile attraverso cui recuperare margini ed efficienza.</p>
<p class="text-justify"><strong>La tutela dei lavoratori non può esaurirsi nelle clausole sociali da applicare ogni volta che cambia un affidatario.</strong></p>
<p class="text-justify">Occorre evitare a monte che lavoratori e servizi siano continuamente sottoposti a cambi di gestione, gare, subaffidamenti e riorganizzazioni dettate dalle esigenze economiche degli operatori.</p>
<p class="text-justify">Per questo USB rivendica la ripubblicizzazione del TPL, la costruzione di un soggetto pubblico capace di integrare ferro e gomma e una programmazione che parta dai bisogni di mobilità dei cittadini, dalle condizioni di lavoro e dall’equilibrio territoriale, non dal mercato.</p>
<p class="text-justify">Una scelta ancora più urgente mentre, a livello nazionale, il finanziamento del TPL viene rimesso in discussione dalla fiscalizzazione del Fondo nazionale e dal rischio di minori e meno certe risorse per Regioni e Comuni.</p>
<p class="text-justify">Se diminuiscono le risorse pubbliche e contemporaneamente si affida al mercato l’organizzazione dei servizi, il risultato è prevedibile: meno corse dove il servizio è meno redditizio, maggiore pressione sui costi del lavoro, incremento dei subaffidamenti e progressivo arretramento del pubblico.</p>
<p class="text-center"><strong>La Calabria ha bisogno dell’esatto contrario.</strong></p>
<p class="text-justify">Ha bisogno di un progetto che consideri il trasporto pubblico un diritto sociale e uno strumento di riequilibrio territoriale, inserito dentro una strategia nazionale.</p>
<p class="text-justify">Per questo USB continua a rivendicare un Piano Nazionale della Mobilità, capace di superare la frammentazione regionale, garantire livelli uniformi di servizio sull’intero territorio nazionale, assicurare finanziamenti strutturali e ricondurre il trasporto collettivo sotto una forte responsabilità pubblica.</p>
<p class="text-center"><strong>Il problema non è fare prima le gare.<br /> Il problema è continuare a pensare che la gara sia l’unico futuro possibile del trasporto pubblico.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:09:20 +0200</pubDate>
                        <title>Regione Umbria; gare del tpl e salari: ancora una volta a pagare sono i lavoratori</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/regione-umbria-gare-del-tpl-e-salari-ancora-una-volta-a-pagare-sono-i-lavoratori-1715.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo quanto fatto dall’assessore Melasecche, la politica ci diceva che le gare non potevano essere cancellate per riaffidare i servizi a un’azienda pubblica regionale. Poi, magicamente, a maggio la nuova Giunta cancella il bando predisposto dalla precedente amministrazione e ne emana uno nuovo.</p>
<p class="text-justify">Ancora una volta si gioca sulla pelle dei lavoratori. Ancora una volta emerge l’idea che il trasporto pubblico possa essere governato esclusivamente secondo le logiche dell’economia di mercato. E ancora una volta, a pagare il prezzo delle scelte politiche saranno i conducenti, messi a gara insieme ai servizi.</p>
<p class="text-justify">Le gare, lo abbiamo denunciato da tempo, producono precarietà, compressione dei salari, aumento dei carichi di lavoro e della produttività. A questo si aggiunge il <strong>subappalto, possibile fino al 49% del servizio messo a gara</strong>, che continua a incombere sulle teste dei lavoratori come una vera e propria spada di Damocle.</p>
<p class="text-justify">Quando, durante l’ultima campagna elettorale, il centrosinistra e la FILT-CGIL, in veste di sponsor ufficiale, annunciavano un possibile cambiamento, nessuno avrebbe immaginato che alla fine sarebbe cambiato così poco…una fiducia tradita.</p>
<p class="text-justify">Tolti gli slogan elettorali, infatti, è comparso il nuovo bando di gara che, con qualche aggiustamento, sembra riproporre la possibilità di affidare i servizi ad aziende che, troppo spesso, fanno carta straccia delle regole e continuano a realizzare profitti grazie alle risorse pubbliche.</p>
<p class="text-center"><strong>Il cambiamento promesso, dunque, si è rapidamente polverizzato.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>I SALARI SI ALZANO ALZANDO I SALARI</strong></p>
<p class="text-justify">Da anni questa categoria subisce una progressiva e indiscriminata riduzione del potere d’acquisto. Una situazione aggravata da una contrattazione nazionale e di secondo livello che, troppo spesso, offre pochi centesimi in cambio di sempre maggiore produttività. <strong>Una condizione particolarmente evidente in Busitalia Sita Nord.</strong></p>
<p class="text-justify">Mentre l’azienda celebra i risultati di una gestione dai numeri milionari, i sindacati maggioritari e firmatari non riescono a cambiare una situazione economica che porta salari ormai prossimi, e in molti casi inferiori, alla soglia di una vita dignitosa.</p>
<p class="text-justify">La soluzione proposta ai lavoratori sembra essere sempre la stessa: <strong>lavorare di più per guadagnare qualcosa in più</strong>. Straordinari, aumento delle ore e maggiore produttività diventano così necessari per riuscire ad arrivare alla fine del mese.</p>
<p class="text-center"><u><strong>È un meccanismo che non possiamo accettare.</strong></u></p>
<p class="text-justify"><strong>I salari da fame si combattono andando a prendere le risorse nei milioni di euro di utili prodotti anche grazie al lavoro quotidiano di chi manda avanti l’azienda.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Non servono più ore di lavoro per sopravvivere.&nbsp;Servono salari più alti. I salari si alzano alzando i salari, non aumentando le ore di lavoro.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>ANNULLARE LA GARA DI APPALTO, RESTITUIRE IL TPL AI CITTADINI ATTRAVERSO L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO ALL’AZIENDA PUBBLICA REGIONALE</strong></p>
<p class="text-justify"><u><strong>Martedì 22 settembre 2026:</strong></u></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>sciopero di 24 ore in tutta Busitalia Umbria;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>presidio alle ore 9.30 sotto il Palazzo della Regione, in Piazza Italia a Perugia</strong>.</li> </ul><p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB – Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 18:31:01 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria; ancora una volta un autobus in fiamme. USB: “la sicurezza non può essere affidata alla fortuna”</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-ancora-una-volta-un-autobus-in-fiamme-usb-la-sicurezza-non-puo-essere-affidata-alla-fortuna-1834.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Un altro autobus di Busitalia prende fuoco. Ancora una volta non ci sono feriti, ma soltanto perché la sorte ha evitato, per l’ennesima volta, conseguenze ben più gravi. Quando gli autobus continuano a bruciare con questa frequenza, non si può più parlare di episodi isolati: è la sicurezza di lavoratori e passeggeri a essere messa sistematicamente a rischio.</strong></p>
<p class="text-justify">Come organizzazione sindacale e come RLS di USB Lavoro Privato, siamo ancora in attesa di conoscere la relazione finale della commissione d’inchiesta sul rogo che, nel febbraio 2025, nei pressi di Tavernelle, distrusse completamente l’autobus Temsa 73188.</p>
<p class="text-justify">Un’attesa che diventa ancora più grave alla luce di quanto accaduto lo scorso 28 giugno, quando un autobus di ritorno da Montalto di Castro prese fuoco in piena marcia. Anche in quell’occasione, solo la prontezza e la professionalità dei conducenti, insieme alla fortuna, evitarono che si dovesse piangere una vittima o un ferito.</p>
<p class="text-justify"><strong>Quello di oggi è dunque l’ennesimo episodio di una lunga sequenza che continua a ripetersi con una frequenza ormai inaccettabile.</strong></p>
<p class="text-justify">Da anni USB Lavoro Privato denuncia una situazione che non può più essere ignorata: manutenzioni insufficienti, investimenti inadeguati e una gestione nella quale la sicurezza sembra continuare a essere considerata una voce di costo anziché una priorità.</p>
<p class="text-justify">Ogni giorno conducenti e passeggeri vengono esposti a rischi che non possono essere considerati inevitabili. <strong>La sicurezza non può essere una questione di fortuna. Non può essere una roulette russa alla quale lavoratori e cittadini sono costretti a partecipare ogni volta che salgono su un autobus.</strong></p>
<p class="text-justify">Quanto altro dovrà accadere? Quanti autobus dovranno ancora prendere fuoco prima che si intervenga concretamente? Quanti altri episodi dovranno verificarsi prima che la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini diventi una priorità assoluta?</p>
<p class="text-justify">Ancora più grave è il comportamento dell’azienda nei confronti degli RLS. Nonostante le formali richieste di acquisire le relazioni delle commissioni d’inchiesta sui precedenti episodi analoghi, la documentazione non è stata ancora consegnata. Si impedisce così, di fatto, agli RLS di svolgere pienamente il proprio ruolo e di verificare le cause degli incidenti e le misure adottate per impedirne il ripetersi.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, mentre l’azienda rivendica risultati economici e di immagine legati ai grandi eventi, dalle Olimpiadi invernali ai Giochi del Mediterraneo ancora in corso, sulla sicurezza continua a pesare una logica che non possiamo accettare.</p>
<p class="text-justify"><strong>La sicurezza non è un costo da comprimere. È un diritto fondamentale dei lavoratori e dei cittadini e, per l’azienda, un preciso obbligo.</strong></p>
<p class="text-justify">Nessun bilancio, nessun utile e nessun risultato di immagine possono valere più della vita e dell’incolumità di chi lavora e di chi ogni giorno utilizza il trasporto pubblico.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato – Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 19:35:56 +0200</pubDate>
                        <title>Terzo anniversario della strage di Brandizzo</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/terzo-anniversario-della-strage-di-brandizzo-1940.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il terzo anniversario della strage di Brandizzo cade alla vigilia dell’apertura del processo, con l’udienza preliminare fissata per il 30 settembre prossimo presso il Palazzo di Giustizia di Ivrea.</p>
<p class="text-justify">Alle 23.49 del 30 agosto 2023, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo, Giuseppe Aversa e Kevin Laganà, dipendenti dell’impresa appaltatrice Sigifer, vengono travolti da un treno in piena corsa mentre lavorano sul binario sul quale devono sostituire un tratto di rotaia. Muoiono tutti, orribilmente, sul colpo.</p>
<p class="text-justify"><strong>In quei mesi stava prendendo forma quella che, nei mesi successivi, sarebbe diventata la più grande mobilitazione dei ferrovieri della manutenzione infrastrutture di RFI degli ultimi trent’anni.</strong></p>
<p class="text-justify">Quei lavoratori rivendicavano innanzitutto effettive garanzie per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, in un settore segnato da una cronica crisi organizzativa: gravissime carenze di personale e di adeguate figure professionali, insieme al crescente ricorso alle imprese private attraverso gli appalti ordinari e quelli legati al PNRR.</p>
<p class="text-justify"><strong>L’innesco della grande mobilitazione fu l’accordo nazionale di riorganizzazione della manutenzione infrastrutture di RFI, firmato il 10 gennaio 2024, che avrebbe ulteriormente peggiorato le condizioni di lavoro e l’efficacia del sistema manutentivo. Una mobilitazione che, a distanza di due anni, è ancora pienamente in corso.</strong></p>
<p class="text-justify">A confermare l’attualità di questa crisi organizzativa è anche la lunga lista di incidenti gravi, gravissimi e mortali nei cantieri di RFI e durante il servizio ferroviario: una sequenza che continua a registrare decine di casi ogni anno.</p>
<p class="text-justify">Le indagini della Procura di Ivrea sulla strage di Brandizzo hanno evidenziato gravi irregolarità nella gestione dei processi manutentivi di RFI. Sono state formulate imputazioni per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, con la richiesta di rinvio a giudizio per le società RFI, Sigifer e CLF e per ventuno persone, tra cui Giampiero Strisciuglio, all’epoca amministratore delegato di RFI e oggi amministratore delegato del Gruppo FSI.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, è di questi giorni la notizia dell’apertura, da parte della Procura di Ivrea, di un nuovo fascicolo d’inchiesta sulla strage, con undici indagati, tra cui nuovamente l’ad Strisciuglio, per il mancato aggiornamento dei sistemi organizzativi relativi alle lavorazioni sui binari di RFI.</p>
<p class="text-justify"><strong>È questo il contesto nel quale ci accingiamo a ricordare il III anniversario della strage di Brandizzo. Un contesto segnato anche dal paradosso di una lista di imputati nella quale compare il lavoratore Antonio Massa, preposto di RFI nelle attività che sfociarono nella strage, licenziato in tronco dallo stesso Giampiero Strisciuglio, suo coimputato, mentre quest’ultimo viene promosso ai vertici del Gruppo FSI.</strong></p>
<p class="text-justify">Come nei due anni precedenti, il prossimo 30 agosto saremo nella piazza della stazione di Brandizzo per ricordare i cinque lavoratori uccisi, ma soprattutto per rappresentare quella parte della storia che continua a riguardare decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori delle ferrovie, sottoposti alle più bieche pretese degli apparati manageriali e imprenditoriali che governano il sistema ferroviario del Paese. Pretese che si manifestano anche in questi ultimi giorni, con la scelta di far viaggiare treni regionali privi del sistema di estinzione incendi.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non dimenticare la strage di Brandizzo, come tutte le altre stragi che hanno funestato l’Italia, significa schierarsi senza ambiguità per la verità, la giustizia e la sicurezza di tutti.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Significa denunciare senza indugi gli interessi lucrativi degli apparati manageriali e imprenditoriali quando vengono anteposti al bene comune. Significa costruire la forza organizzativa dei lavoratori e dei cittadini per un fronte popolare di opposizione alla violenza dei poteri politici ed economici e per affermare condizioni di vita e di lavoro realmente rispettose della salute, della sicurezza e della piena dignità della persona</strong>.</p>
<p class="text-justify"><em>Unione Sindacale di Base Lavoro Privato/Coordinamento Nazionale Ferrovieri</em></p>]]></content:encoded>
			
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