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            <title>Rss Feed trasporti.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di trasporti.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Mon, 11 May 2026 11:07:47 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Mon, 11 May 2026 11:07:47 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Sun, 10 May 2026 18:56:03 +0200</pubDate>
                        <title>La guerra non è lontana. È già qui: autoferrotranvieri verso lo sciopero generale del 18 maggio ’26</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>La guerra non è lontana. È già qui; </strong>è&nbsp;nei salari che non bastano più. Nei pronto soccorso svuotati, nei bus che non passano, nelle scuole che cadono a pezzi. È nell'affitto e nel pieno di benzina che ogni mese pesano di più.</p>
<p class="text-center"><strong>Ogni euro che va alle armi è un euro tolto al tuo salario, alla tua sanità, alla tua pensione.</strong></p>
<p class="text-justify">Non è una crisi passeggera. È una scelta politica precisa: comprimere i salari, privatizzare i servizi, precarizzare il lavoro, piegarlo agli interessi militari e industriali.</p>
<p class="text-justify">Siamo dentro un ultraliberismo più feroce, più autoritario, più armato. Le risorse pubbliche vengono spostate dai bisogni delle persone alle spese militari. La ricchezza che produciamo con il nostro lavoro finisce nelle mani di grandi gruppi finanziari, energetici, tecnologici e bellici.</p>
<p class="text-center"><strong>Alle lavoratrici e lavoratori restano sacrifici, precarietà, servizi sempre peggiori.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Per questo il 18 maggio anche i lavoratori dei trasporti scioperano per 24 ore&nbsp;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>nello sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base.</strong></p>
<p class="text-justify">Rompiamo la complicità dell'Italia con la guerra, fermiamo il riarmo; blocchiamo ogni catena — economica, industriale, logistica, tecnologica, accademica — che alimenta genocidio, occupazione e conflitti.</p>
<p class="text-justify"><strong>Vogliamo che quelle risorse tornino ad essere investite nei salari dignitosi, nei servizi pubblici, pensioni, sicurezza sul lavoro, diritto alla casa, sanità territoriale, scuola pubblica, ricerca libera.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il 18 maggio fermiamo il Paese</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Contro: guerra, genocidio, riarmo e repressione.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Per: salari, servizi pubblici essenziali, diritti, democrazia.</strong></p>
<p class="text-justify"><u>Il mondo del lavoro è chiamato a scegliere da che parte stare: dalla parte di chi produce guerra, o dalla parte di chi la subisce.</u></p>
<p class="text-center"><strong>23 maggio — Roma: manifestazione nazionale</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>
<p>*volantino sciopero generale settore TPL in allegato</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 03 May 2026 18:03:09 +0200</pubDate>
                        <title>ANM Napoli toglie le cassette di primo soccorso dai treni. USB: Una scelta irresponsabile immediato esposto ad ASL, ANFISA e Procura </title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/anm-napoli-toglie-le-cassette-di-primo-soccorso-dai-treni-usb-una-scelta-irresponsabile-immediato-esposto-ad-asl-anfisa-e-procura-1805.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato denuncia la decisione gravissima adottata da ANM S.p.A. di rimuovere le cassette di primo soccorso dai treni CAF della Linea 1con la motivazione che non sono previste nel piano do emergenza. Poco sembra interessare all’azienda che tale scelta indebolisce concretamente la sicurezza a bordo dei convogli.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Non viene considerato che, la maggior parte delle volte, nella linea il macchinista si ritrova a lavorare da solo ed è l’unico formato per intervenire in caso di emergenza a fronte di centinaia di passeggeri trasportati; togliere il kit di primo soccorso significa impedire qualsiasi intervento immediato in caso di malore, trauma o incidente, scaricando tutto sui soccorsi esterni e accettando consapevolmente il rischio di ritardi proprio nei momenti decisivi.</strong></p>
<p class="text-justify">Anche nelle stazioni il personale è ridotto all’osso, spesso ad agente unico, con il concreto rischio di ritardi nei primi interventi e nelle comunicazioni; in questo contesto, la rimozione dei presidi di primo soccorso non è una scelta neutra, ma un passo indietro evidente nella capacità di gestione delle emergenze.</p>
<p class="text-justify"><strong>A rendere tutto ciò ancor più grave è il fatto che l’azienda ha proceduto senza consultare i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza ignorando le normative vigenti.&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">USB evidenzia inoltre una contraddizione clamorosa; mentre si dispone la rimozione delle cassette, al macchinista continua ad essere richiesto di verificare la presenza del kit di primo soccorso prima della partenza. Un cortocircuito organizzativo che dimostra l’improvvisazione e la superficialità con cui si stanno assumendo decisioni che incidono direttamente sulla sicurezza.</p>
<p class="text-justify">Per queste ragioni USB ha presentato una segnalazione urgente con valore di esposto ad ASL Napoli e ANSFISA, trasmessa per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Napoli, affinché vengano accertate eventuali responsabilità e verificate le condizioni reali di sicurezza del servizio richiedendo, inoltre, l’immediata sospensione del provvedimento e l’apertura di un confronto vero.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">In assenza di risposte, saranno attivate tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori e dell’utenza.<br /> La sicurezza non si taglia. Si garantisce.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania&nbsp;</em></p>
<p class="text-justify"><strong>* In allegato richiesta intervento organi competenti</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:34:37 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord: venerdì 15 maggio sciopero 24 ore </title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-venerdi-15-maggio-sciopero-24-ore-0940.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">A seguire lo sciopero di quattro ore dello scorso 10 aprile che ha coinvolto tutte le unità produttive delle regioni Veneto, Umbria e Campania le lavoratrici e lavoratori della società Busitalia Sita Nord, rilanciano con determinazione una giornata di mobilitazione con uno sciopero di 24 ore per la giornata di venerdì 15 maggio.</p>
<p class="text-justify">Una tappa scontata di fronte all’assordante silenzio della società e delle sigle sindacali, firmatarie del rinnovo del Contratto Collettivo Aziendale, che si limitano giustificarsi con la vergognosa affermazione del <strong>“</strong><strong>m</strong><strong>eglio che </strong><strong>n</strong><strong>iente”</strong>; il solito “mantra” che negli anni ha portato questo settore ad essere sottopagato legittimando aumenti dei carichi di lavoro, sempre maggiori penalizzazioni per i nuovi assunti, completa inerzia sulla sicurezza del lavoro e del servizio.</p>
<p class="text-justify">Un accordo, quello sottoscritto l’undici febbraio scorso, arrivato dopo sei anni di inutile attesa, rappresentato agli addetti al servizio come un accordo “ricco da leccarsi le dita” ma che in realtà si limita a ad elargire pochi spiccioli di elemosina.</p>
<p class="text-center"><strong>Chiediamo dignità per i lavoratori di Busitalia Sita Nord</strong></p>
<p class="text-center"><strong>basta girare le tasse delle aziende in Welfare aziendale</strong></p>
<p class="text-center"><strong>i salari si aumentano aumentando i salari</strong></p>
<p class="text-justify">Le lavoratrici e i lavoratori si rifiutano di prestarsi a questo ennesimo scippo, esigono che venga riaperta una trattativa reale che rispecchi le loro giuste rivendicazioni:</p><ul> 	<li class="text-justify">aumenti reali e applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori senza ulteriori penalizzazioni dei parametri più bassi;</li> 	<li class="text-justify">una seria e credibile organizzazione del lavoro che non si basi sui continui carichi di lavoro;</li> 	<li class="text-justify">il superamento dei turni a nastro disumani <em>(da buio a buio);</em></li> 	<li class="text-justify">un reale piano di assunzioni che vada ad equilibrare l’eccesivo ricorso ai turni a straordinario oggi trasformati in turni strutturali;</li> 	<li class="text-justify">il giusto riconoscimento dell’indennità di guida per i mezzi di 18 metri.</li> </ul><p class="text-justify">Busitalia da anni è diventata l’azienda che gioca nei servizi a mercato, con la conseguenza di abbandonare i servizi di TPL. Dai servizi a mercato Busitalia va ad incassare proventi vertiginosi, un gioco che produce un enorme flusso economico penalizzando un servizio pubblico essenziale e gli stessi operatori del servizio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ancora truffe che impoveriscono tutti e che producono pochi soldi di aumento per lavoratori con una perdita di salario indiretto vertiginosa.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Venerdì 15 maggio 2026 </strong></p>
<p class="text-center"><strong>sciopero 24 ore Busitalia Sita Nord</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Rivendichiamo un lavoro e una vita dignitosa!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>MANDIAMO A CASA CHI CONTINUA A FIRMARE ACCORDI SULLA NOSTRA PELLE.</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:35:52 +0200</pubDate>
                        <title>Ampia partecipazione allo sciopero in AIR Campania: USB strappa l&#039;impegno sulla graduatoria, ma è scontro sui subaffidamenti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/ampia-partecipazione-allo-sciopero-in-air-campania-usb-strappa-limpegno-sulla-graduatoria-ma-e-scontro-sui-subaffidamenti-1548-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Si chiude con un bilancio di forte partecipazione la giornata di mobilitazione indetta dal sindacato USB in AIR Campania; lo sciopero ha registrato una grande adesione tra gli operatori d'esercizio, a testimonianza del profondo malessere che attraversa l'azienda.&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">La mobilitazione di sciopero è stata accompagnata da un folto presidio &nbsp;davanti alla sede della Giunta della Regione Campania per chiedere risposte urgenti su organico, sicurezza e &nbsp;gestione aziendale ribadendo la ferma opposizione all'affidamento di linee e tratte a società private motivato dalla &quot;falsa carenza di conducenti&quot; per i quali ribadiamo la richiesta di scorrimento delle graduatorie esistenti.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Inoltre, L'Unione Sindacale di Base, lavoro Privato, boccia l'utilizzo di guardie giurate a bordo dei mmezzi, ritenuto uno spreco di fondi pubblici ed uno &quot;slogan&quot; privo di efficacia.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La proposta sindacale è chiara: utilizzare personale interno AIR Campania con decreto di Polizia Amministrativa, l’unico in grado di esercitare poteri reali di identificazione e deterrenza contro le aggressioni e di contrasto all'evasione dei ticket, congiuntamente ad altre misure di prevenzione strutturali.</p>
<p class="text-justify">Grazie alla determinazione dei lavoratori, l’USB ha chiesto ed ottenuto un incontro con l'assessorato ai trasporti della Regione Campania per la quale è intervenuto il Presidente della IV Commissione Trasporti, Luca Cascone.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Durante il tavolo, Cascone ha assunto l'impegno politico della Regione di procedere con lo scorrimento della graduatoria degli operatori d’esercizio, riservandosi di comunicare a breve il numero dei lavoratori interessati; ha garantito la possibilità di proroga della stessa, vista la scadenza imminente fissata a dicembre.</p>
<p class="text-justify">Nonostante l’apertura sulle graduatorie, è stato necessario ribadire con forza la nostra ferma opposizione ad ogni forma di subaffidamento dei servizi, anche se temporaneo; un tema per il quale, la nostra O.S. e i lavoratori tutti, non faranno un solo passo indietro evidenziando la&nbsp;netta contrapposizione con la volontà politica ed aziendale di procedere ad esternalizzazioni prima e/o dopo l’approvazione del bilancio.</p>
<p class="text-center"><strong>Non permetteremo che il trasporto pubblico venga svenduto ai privati!</strong></p>
<p class="text-justify">​L’USB Lavoro Privato, forte della adesione allo sciopero di oggi manterrà alta la guardia vigilando affinché gli impegni assunti sulla graduatoria si trasformino in assunzioni concrete.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:04:21 +0200</pubDate>
                        <title>TPL al collasso: il Governo smantella il diritto alla mobilità mentre finanzia l’economia di guerra.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-al-collasso-il-governo-smantella-il-diritto-alla-mobilita-mentre-finanzia-leconomia-di-guerra-1508.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Ancora una volta il Governo dimostra nei fatti quale sia la propria idea di trasporto pubblico: meno risorse, ritardi nei trasferimenti, scarico dei costi su Regioni e Comuni, peggioramento dei servizi per cittadini e condizioni sempre più pesanti per i lavoratori del settore.</p>
<p class="text-justify">Le amministrazioni territoriali vengono lasciate sole a sostenere economicamente un servizio essenziale, mentre autobus, tram, metropolitane e treni regionali continuano a funzionare grazie a interventi tampone e sacrifici degli addetti al settore. È una gestione irresponsabile che mette a rischio la continuità del servizio e scarica sulle famiglie il prezzo delle scelte del Governo.</p>
<p class="text-justify">Tutto questo avviene mentre si trovano miliardi per il riarmo, per l’aumento delle spese militari e per una vera e propria economia di guerra. Quando si tratta di investire nei servizi pubblici essenziali, nella mobilità collettiva, nella qualità della vita e nel lavoro, improvvisamente le risorse spariscono. Quando invece si tratta di alimentare logiche belliche e grandi operazioni propagandistiche, i soldi si trovano sempre.</p>
<p class="text-justify">Le conseguenze sono evidenti: mezzi obsoleti, linee insufficienti, carenza di personale, peggioramento della sicurezza, territori isolati, tariffe sempre più pesanti e condizioni di lavoro insostenibili per autisti, ferrovieri, manutentori e addetti del comparto accentuando, inoltre, le logiche aziendalistiche e di mercato, senza garantire né risorse certe né una visione nazionale della mobilità come diritto universale.</p>
<p class="text-justify"><strong>Come organizzazione sindacale diciamo con chiarezza che il Paese ha bisogno dell’esatto contrario:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">trasporto pubblico come diritto sociale universale;</li> 	<li class="text-justify">centralità della gestione pubblica e stop alle privatizzazioni;</li> 	<li class="text-justify">finanziamento strutturale e stabile del settore;</li> 	<li class="text-justify">rinnovo dei mezzi e sviluppo delle reti urbane, suburbane e regionali;</li> 	<li class="text-justify">integrazione ferro-gomma e intermodalità reale;</li> 	<li class="text-justify">tutela dell’occupazione e valorizzazione salariale del personale;</li> 	<li class="text-justify">riduzione dell’inquinamento e riequilibrio territoriale tra Nord e Sud;</li> 	<li class="text-justify">mobilità accessibile per studenti, anziani, lavoratori e aree interne.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>È necessario</strong> che si investi nei servizi pubblici essenziali, nel lavoro, nella giustizia sociale e nella conversione ecologica del sistema dei trasporti; contrastare lo smantellamento del Trasporto Pubblico Locale per costruire un modello pubblico, partecipato, sostenibile, capace di unire i territori invece di dividerli e di garantire diritti invece di produrre disuguaglianze.</p>
<p class="text-justify"><strong>È necessario</strong> mettere in protezione salari e pensioni in modo concreto davanti alla nuova fiammata inflazionistica dovuta alla guerra;</p>
<p class="text-justify"><strong>È necessaria</strong> una nuova scala mobile, il salario minimo a 2000 euro mensili, un sistema contrattuale che non vincoli più i rinnovi all’inflazione programmata e consenta di recuperare le gravi perdite accumulate in questi anni.</p>
<p class="text-center"><strong>Per questi motivi l’Unione Sindacale di Base lancia le mobilitazioni del</strong></p>
<p class="text-center"><strong>29 aprile presidio a Roma, ore 15:00 Piazza Capranica</strong></p>
<p class="text-center"><strong>il prossimo 23 maggio, manifestazione nazionale a Roma</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavor o Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:30:40 +0200</pubDate>
                        <title>Atti di guerriglia urbana contro il TPL, in Campania la sicurezza è ancora un optional; USB: subito un protocollo unico!</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/atti-di-guerriglia-urbana-contro-il-tpl-in-campania-la-sicurezza-e-ancora-un-optional-usb-subito-un-protocollo-unico-1542.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Ennesimo, gravissimo episodio di violenza ai danni del trasporto pubblico locale a Napoli. Ieri, 21 aprile, intorno alle ore 18:20, un autobus ANM in servizio sulla linea 116 (Napoli–Cercola) è stato colpito da una pietra lanciata in via Galileo Ferraris.</p>
<p class="text-justify">Il vetro anteriore è stato sfondato e il corpo contundente è penetrato nell’abitacolo, mettendo a rischio il conducente e i passeggeri. Alcuni frammenti hanno ferito un utente. <strong>Solo per puro caso non si è verificata una tragedia.</strong></p>
<p class="text-justify">Il conducente è stato costretto a interrompere il servizio e a richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine. Non si tratta di un semplice atto vandalico: siamo di fronte a un vero e proprio attentato alla sicurezza pubblica e dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Aggressioni, minacce, insulti e violenze sono ormai quotidiane. Il personale del TPL — conducenti, verificatori, macchinisti, agenti di stazione — è lasciato solo, esposto a rischi continui e inaccettabili. In troppi casi si lavora senza alcuna tutela reale.</p>
<p class="text-justify">La verità è sotto gli occhi di tutti: alle dichiarazioni di circostanza non seguono interventi concreti. Si continua a ignorare un’emergenza che sta diventando strutturale. È inaccettabile che chi garantisce un servizio pubblico essenziale debba mettere a rischio la propria vita ogni giorno.</p>
<p class="text-justify">Ad oggi, i mezzi ANM e gran parte del sistema regionale sono privi di cabine anti-aggressione e di sistemi di allarme collegati in tempo reale con le Forze dell’Ordine per la geolocalizzazione immediata. Nelle stazioni e sui treni, il personale opera con strumenti del tutto inadeguati. Servono subito bodycam, presidi delle Forze dell’Ordine sulle linee e nelle stazioni più esposte, e un piano serio di prevenzione, soprattutto nelle fasce orarie più critiche.</p>
<p class="text-justify">Non servono più parole: servono atti. La Regione Campania deve assumersi le proprie responsabilità e imporre un Protocollo Unico di Sicurezza vincolante per tutte le aziende del TPL. Basta gestione frammentata, basta scaricabarile: siamo di fronte a un problema sistemico che richiede risposte immediate, coordinate e obbligatorie tra istituzioni, Prefetture, Questure e aziende.</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato Trasporti Campania lancia un nuovo, fermo appello: si passi immediatamente dagli annunci ai fatti; <strong>ogni ulteriore ritardo sarà una responsabilità precisa.</strong></p>
<p class="text-justify">Esprimiamo piena solidarietà al conducente aggredito, al passeggero ferito e a tutti i lavoratori che ogni giorno operano in condizioni sempre più pericolose.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nel ribadire la disponibilità a un confronto immediato, senza ulteriori rinvii, torniamo ad affermare che&nbsp; le misure di sicurezza non sono più negoziabili perchè&nbsp;Il diritto alla mobilità non può esistere senza il diritto alla sicurezza. E oggi, quel diritto viene sistematicamente negato.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155328</guid>
                        <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:09:34 +0200</pubDate>
                        <title>Trasporto Pubblico Locale -  AIR Campania: 27 aprile 4 ore di sciopero e presidio </title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/trasporto-pubblico-locale-air-campania-27-aprile-4-ore-di-sciopero-e-presidio-1714.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 27 aprile 2026 sciopero di 4 ore che interesserà il personale dipendente di AIR Campania, dalle 8:30 alle 12:30.</p>
<p>Nella stessa giornata è previsto un presidio dei lavoratori, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, presso la Direzione Generale per la Mobilità della Regione Campania, situata al Centro Direzionale di Napoli – Isola C3.</p>
<p><strong>Attraverso questa mobilitazione si vuole:</strong></p><ul> 	<li>manifestare ferma opposizione al subaffidamento di parte del servizio di Trasporto Pubblico Locale a società private; una scelta che indebolisce il servizio pubblico, peggiora le condizioni di lavoro degli addetti al settore e la qualità del servizio offerto ai cittadini.</li> 	<li>esprimere piena convinzione che la carenza di operatori d’esercizio non può essere affrontata con il ricorso ai privati, bensì risolta attraverso lo scorrimento immediato della graduatoria vigente degli operatori vincitori di concorso pubblico, garantendo trasparenza, legalità e continuità del servizio pubblico</li> 	<li>Denunciare la crescente preoccupazione per la sottoscrizione di accordi capestro che peggiorano progressivamente le condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, incidendo negativamente su turni, carichi di lavoro e qualità della vita, senza offrire soluzioni strutturali ai problemi del settore.</li> 	<li>richiamare l’attenzione delle istituzioni regionali sulla necessità di avviare un piano straordinario di assunzioni, indispensabile per colmare la grave carenza di personale e assicurare un trasporto pubblico efficiente, sicuro e accessibile.</li> </ul><p>“Il servizio pubblico non si svende: servono assunzioni subito, non subaffidamenti ai privati e non accordi che peggiorano le condizioni di lavoro”.</p>
<p class="text-center"><strong>La difesa del trasporto pubblico è un impegno di tutela non solo per i lavoratori ma per l’intera collettività.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Lunedì 27 aprile 2026 sciopero di 4 ore </strong></p>
<p class="text-center"><strong>dalle 8:30 alle 12:30.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 20:39:39 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia e sicurezza TPL: altra sconfitta in appello, prossima tappa Cassazione</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-e-sicurezza-tpl-altra-sconfitta-in-appello-prossima-tappa-cassazione-2048.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo la sentenza di primo grado a favore della nostra RSU in Busitalia Umbria, lo scorso 13 aprile la corte d’appello di Roma ha confermato il verdetto a favore di Gianluca Liviabella, assistito dall’avvocato Bartolo Mancuso; il contendere era una sospensione dal servizio di 30 giorni per aver rifiutato l’ordine di effettuare una manovra a dir poco pericolosa.</p>
<p class="text-justify">I fatti risalgono ad aprile 2023; Gianluca denunciava formalmente la problematica della pericolosità della manovra ai giardini Oberdan del comune di Todi; non trovò nessun appoggio dalle RSU delle altre sigle sindacali probabilmente intimorite dalle incandescenze del direttore, al quale fu evidenziato che la pericolosità di quella manovra sarebbe stata la causa per la quale il nostro delegato avrebbe fermato il servizio.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Detto fatto; sabato 3 giugno, la nostra RSU, veniva comandato a svolgere il turno sulla linea E di Todi e, giunto ai giardini Oberdan, arrestava il servizio in attesa che l’azienda comandasse personale di sussidio alla manovra.</strong></p>
<p class="text-justify">L’azienda forte dei 5 rapporti disciplinari sulla materia, apriva una contestazione che sfociava in 30 giorni di sospensione che, ovviamente, portammo difronte al giudice della sezione lavoro di Roma.</p>
<p class="text-justify">La sentenza di primo grado fu già una grande vittoria, il giudice sentenziò che il lavoratore aveva fatto bene a non effettuare manovre contro il codice della strada, in più sottolineò la giustezza del lavoratore a non rispettare l’ordine di servizio definendolo illegittimo; nonostante una sentenza così chiara e determinata, la società Busitalia decise di ricorrere in appello e così lo scorso 13 aprile, la corte d’appello di Roma sezione lavoro, ha confermato la legittimità della sentenza di primo grado sottolineando, inoltre, &nbsp;che il datore di lavoro non può emettere ordini di servizio in netto contrasto con il codice della strada.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Una sentenza </strong>che mette in evidenza quanto poco sia di interesse per l’azienda Busitalia Sita Nord il fattore sicurezza, sia per quanto riguarda gli addetti al servizio sia per l’utenza e cittadini tutti.</p>
<p class="text-center"><strong>Una sentenza </strong>che fa cornice all’arroganza di un sistema corrotto di relazioni sindacali dimostrando che fare sindacato in modo vero e determinato si può, e porta anche i risultati. &nbsp;&nbsp; &nbsp;<br /> <strong>Una sentenza che riguarda tutti!&nbsp;</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria</em><br /> &nbsp; &nbsp;<br /> <br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:24:34 +0200</pubDate>
                        <title>Ancora morte sul lavoro!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/ancora-morte-sul-lavoro-1929.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base (USB) esprime profondo dolore e le più sentite condoglianze alla famiglia del lavoratore morto nei pressi dello svincolo autostradale di Caserta poco dopo la mezzanotte, durante la protesta degli autotrasportatori. È un sentimento che si trasforma immediatamente in rabbia: ribadiamo con forza che non si può morire mentre si rivendica il diritto a un lavoro dignitoso e sostenibile. Questa ennesima tragedia è il risultato diretto di un clima di esasperazione alimentato da Governo e istituzioni che, con cinica indifferenza e sterili comportamenti di facciata, lasciano lavoratori e cittadini ad affrontare da soli i costi della loro economia di guerra.</p>
<p class="text-justify">Misure inefficaci e un’inerzia colpevole del Governo, hanno lasciato spazio alla morsa della speculazione finanziaria che, ancora prima che partissero i primi missili dell’aggressione all’Iran, faceva schizzare i prezzi ai distributori di carburante. L’assenza di interventi concreti per calmierare i prezzi e la mancanza di controlli lungo la filiera stanno portando anche l’autotrasporto al collasso.</p>
<p class="text-justify">Come se non bastasse, le misure di inizio 2026 sull’<strong>allineamento delle accise del gasolio</strong>, introdotte con il pretesto della transizione ecologica, si stanno dimostrando non solo inefficaci, ma rappresentano il colpo di grazia per le piccole imprese, favorendo viceversa la concentrazione monopolistica nel settore. È evidente la volontà del Governo di compensare l’aumento delle spese militari anche attraverso il mantenimento del gettito delle accise. Si tratta di logiche sciagurate che stanno determinando ricadute a catena, aggravando ulteriormente il carovita per le famiglie, e pesando direttamente sulla spesa quotidiana dei cittadini.</p>
<p class="text-justify">Una menzione a parte merita la Commissione di Garanzia sugli scioperi che, nei giorni precedenti alla tragedia, ha contribuito a mistificare i fatti e esacerbare i toni. La Commissione si è permessa in dichiarazioni preventive, non solo di delegittimare la protesta con un approccio distorto, scorretto e al di fuori delle proprie competenze, ma — come spesso accade — ne ha contrastato le forme scelte. L’operato di questo organismo appare sempre più come un elemento incostituzionale, volta a soffocare il conflitto nel mondo del lavoro e privare i lavoratori dei loro diritti.</p>
<p class="text-justify">USB, sulla <strong>Legge 146/90</strong> e sulle decisioni di questa Commissione, ha più volte intrapreso battaglie concrete, l’ultima delle quali ha prodotto il recente pronunciamento del <strong>Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS)</strong>.</p>
<p class="text-justify">Ribadiamo che il diritto alla difesa dei propri interessi e al conflitto non può essere limitato da chi ignora le ragioni dei lavoratori e agisce solo a sostegno di Governo e padroni. Stavolta siamo noi a gettarlo in faccia a chiunque voglia fermarci: “VE <strong>LO DICE PERFINO L’EUROPA CHE IL DIRITTO DI SCIOPERO IN ITALIA VIENE VIOLATO”.</strong></p>
<p class="text-justify">Le nostre rivendicazioni:</p><ul> 	<li class="text-justify">introduzione di misure immediate per il <strong>blocco dei prezzi</strong> dei carburanti a partire dalla sospensione di tutte le <strong>accise</strong> sui carburanti</li> 	<li class="text-justify">contrasto reale e concreto alle logiche speculative su <strong>energia e carburanti</strong></li> 	<li class="text-justify">intervento immediato contro l'azione irregolare e repressiva della <strong>Commissione Scioperi</strong>.</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Rilanciamo inoltre le iniziative che USB ha già in calendario contro gli inefficaci decreti del governo a fronte della pesante emergenza salariale; servono misure strutturali, una nuova scala mobile come strumento reale di adeguamento&nbsp;all’inflazione dei salari e delle pensioni .</strong></p>
<p class="text-center"><strong>29 aprile presidio a Roma, ore 15:00 Piazza Capranica</strong></p>
<p class="text-center"><strong>il prossimo 23 maggio, manifestazione nazionale a Roma</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Comparto Trasporti</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 21:22:41 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: sempre meno sicurezza, sempre più profitti!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-sempre-meno-sicurezza-sempre-piu-profitti-2125.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La ASL di Città di Castello ha messo a conoscenza la nostra federazione Regionale umbra di quanto emerso dall’ispezione nel sopralluogo dello scorso 9 febbraio presso il deposito Busitalia di Città di Castello; l’ispezione faceva riferimento all’assenza dei dispositivi antiscivolo nella scala di servizio; un dato da noi segnalato al Dipartimento di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro lo scorso 20 gennaio 2026 proprio a seguito di un infortunio subito da un lavoratore.</p>
<p class="text-justify">Dopo la completa indifferenza del Dipartimento di Prevenzione, anche l’intervento delle ASL è risultato decisamente superficiale ed increscioso in quanto, in sintonia con la posizione del RLS della FAISA (Di Girolamo Cristian), negava l’evidenza del pericolo.</p>
<p class="text-justify">Riteniamo che l’intera vicenda sia semplicemente ridicola, se non offensiva:</p><ul> 	<li class="text-justify">Un’azienda che continua a incassare utili milionari ma si rifiuta di investire poche centinaia di euro per mettere in sicurezza una scala di servizio;</li> 	<li class="text-justify">un Dipartimento di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro che preferisce voltarsi dall’altra parte;</li> 	<li class="text-justify">una ASL che si arrampica su scuse tanto assurde quanto inaccettabili pur di non intervenire;</li> 	<li class="text-justify"><strong>come se non bastasse</strong>, un Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza che, <em>persino dopo un infortunio avvenuto proprio su quella scala</em>, ha pensato bene di gettare acqua sui gradini e percorrerli per dimostrarne la presunta sicurezza.</li> </ul><p class="text-center"><strong>Il risultato? È caduto</strong>, <strong><em>offrendo la prova più evidente e incontestabile dell’esatto contrario.</em></strong></p>
<p class="text-justify">L’ultima novità è arrivata in piena notte di ieri: <strong>improvvisamente la RLS FAISA riconosce il rischio di scivolamento della scala del deposito di Città di Castello, che non riteneva esserci, e ne chiede formalmente la chiusura.</strong></p>
<p class="text-justify">Può essere accettabile una tragicomica come questa al solo scopo di evitare di applicare dei semplici adesivi antiscivolo ad una scala cha ha prodotto un infortunio sul lavoro e potrebbe provocarne ancora?!</p>
<p class="text-justify">Può essere accettabile che dei lavoratori, tra l’altro sottopagati, possono trovarsi a rischio infortunio perché una società che fattura milioni non ritiene utile intervenire in una situazione così elementare?</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato - Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 21:10:37 +0200</pubDate>
                        <title>Giù le mani da AMT Genova: il diritto alla mobilità non è in vendita!</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/giu-le-mani-da-amt-genova-il-diritto-alla-mobilita-non-e-in-vendita-2116.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nella giornata del 16 Aprile 2026 si è svolta in Piazza dei Truogoli di Santa Brigida a Genova l’assemblea pubblica promossa da USB e Potere al Popolo sul futuro di AMT. Un’assemblea partecipata, che ha visto la presenza di Lavoratrici, Lavoratori, cittadin* e utenti, determinati a non subire passivamente l’ennesimo attacco al trasporto pubblico.</p>
<p class="text-justify">Un momento politico vero, in cui è emersa con chiarezza una consapevolezza diffusa: <strong>la crisi del trasporto pubblico non è casuale, è il prodotto di scelte politiche precise</strong>.</p>
<p class="text-justify">Si è discusso delle condizioni della categoria degli autoferrotranvieri, oggi stretta tra salari sempre più bassi e condizioni di lavoro sempre più pesanti. Una situazione che non è frutto del caso, ma di anni di politiche che hanno sistematicamente impoverito il settore, scaricando sui lavoratori il costo delle scelte sbagliate.</p>
<p class="text-justify">Al centro del confronto il tema delle privatizzazioni: un processo che viene presentato come inevitabile, ma che in realtà è una precisa scelta politica funzionale a trasformare un diritto in merce. Ovunque il privato è entrato nel trasporto pubblico locale abbiamo visto lo stesso schema: tagli ai servizi, peggioramento delle condizioni di lavoro, riduzione della sicurezza e aumento delle tariffe.</p>
<p class="text-justify">Per questo abbiamo ribadito con forza che <strong>il diritto alla mobilità è un diritto costituzionale e non negoziabile</strong>.!</p>
<p class="text-justify">E non è un diritto isolato: fa parte di un equilibrio più ampio. Se viene meno il diritto alla mobilità viene colpito il diritto allo studio, perché senza trasporto pubblico migliaia di studenti non possono raggiungere scuole e università, così come viene colpito il diritto al lavoro, perché siamo noi a garantire quotidianamente gli spostamenti delle lavoratrici e dei lavoratori. <strong>Difendere il trasporto pubblico significa quindi difendere un modello di società!</strong></p>
<p class="text-justify">Sulla situazione di AMT Genova, l’assemblea ha espresso una posizione netta: <strong>non esiste alcuna “crisi neutra”!</strong></p>
<p class="text-justify">Quella che viene raccontata come emergenza tecnica è in realtà il risultato di anni di scelte politiche e gestionali funzionali a costruire il terreno per la privatizzazione, come denunciato anche recentemente nel dibattito pubblico e dalle prese di posizione USB.</p>
<p class="text-justify">Bilanci poco trasparenti, narrazione dell’inefficienza del pubblico, progressivo sottofinanziamento: sono tutti elementi di una strategia già vista altrove, che punta a consegnare ai privati un servizio essenziale.</p>
<p class="text-center"><strong>Noi diciamo chiaramente che questa operazione non passerà.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>AMT non è un’azienda qualsiasi: è un presidio sociale, un servizio pubblico essenziale, un diritto! </strong>E come tale va difeso, rifinanziato e sottratto alle logiche di mercato.</p>
<p class="text-center"><strong>È il momento di rompere la passività e costruire una risposta collettiva e conflittuale.</strong></p>
<p class="text-justify">USB è pronta a mettere in campo ogni iniziativa di lotta e mobilitazione necessaria affinché AMT resti pubblica. Ma è altrettanto chiaro che questa battaglia non può essere lasciata solo ai lavoratori del settore.</p>
<p class="text-justify"><strong>Serve un fronte largo, popolare e sociale. Serve il coinvolgimento diretto di studenti, cittadini, utenti. LA CRISI DI AMT RIGUARDA TUTTI!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>O si difende insieme il trasporto pubblico, oppure si accetta che un diritto venga trasformato definitivamente in profitto.</strong></p>
<p>Coordinamento Nazionale, USB Lavoro Privato – Settore TPL</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:25:01 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord- sciopero del 10 aprile: i lavoratori hanno incrociato le braccia.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-sciopero-del-10-aprile-i-lavoratori-hanno-incrociato-le-braccia-1035.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Venerdì 10 aprile, i lavoratori di Busitalia Sita Nord — nelle regioni Campania, Umbria e Veneto — hanno incrociato le braccia per 4 ore. Un segnale forte e inequivocabile: <strong>nessuna resa su salari, diritti e dignità.</strong></p>
<p class="text-justify">Tutti i sindacati firmatari hanno presentato il rinnovo del CCNA come un risultato storico. La realtà è un'altra: si tratta di un contratto scaduto da <strong>sei anni</strong>, rinnovato con aumenti irrisori che non reggono il confronto con il costo della vita. L'ennesima presa in giro.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, i salari vengono penalizzati, i finanziamenti ai servizi pubblici essenziali vengono tagliati, e le famiglie fanno i conti con prezzi che non smettono di salire — aggravati da un conflitto in Medio Oriente che scarica i suoi costi sui lavoratori; non certo su chi questo conflitto lo ha scelto e/o favorito.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questa guerra e questo tipo di accordi non appartengono ai lavoratori che tornano a rivendicare:</strong></p><ol> 	<li class="text-justify"><strong>Aumenti salariali reali</strong>, applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori, senza ulteriori penalizzazioni per le categorie con i parametri più bassi.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Organizzazione del lavoro seria e sostenibile</strong>, che smetta di scaricare tutto sulle spalle di chi è già al limite.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Abolizione dei turni a nastro</strong> da buio a buio: orari disumani che non hanno nulla a che fare con una gestione civile del lavoro.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Piano assunzioni concreto</strong>, per uscire dalla logica degli straordinari strutturali e costruire un organico adeguato.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Indennità di guida per i mezzi di 18 metri</strong>, per tutte e tutti, senza distinzioni.</li> </ol><p class="text-justify"><strong>Non faremo un passo indietro.</strong></p>
<p class="text-justify">La mobilitazione non si ferma qui; saremo nei depositi, nelle assemblee, nelle piazze utilizzeremo ogni forma di lotta utile a far sentire la voce di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale.</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 18:25:12 +0200</pubDate>
                        <title>AMT Genova: quale futuro? giovedì 16 aprile 2026 USB chiama lavoratori e cittadini all&#039;assemblea pubblica</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/amt-genova-quale-futuro-giovedi-16-aprile-2026-usb-chiama-lavoratori-e-cittadini-allassemblea-pubblica-1829.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato – Settore Trasporto Pubblico Locale promuove un’assemblea pubblica dal titolo <strong>“Quale futuro per AMT?”</strong>, che si terrà <strong>giovedì 16 aprile 2026 alle ore 18:30 in Piazza dei Truogoli di Santa Brigida a Genova</strong>, con l’obiettivo di aprire un confronto vero e pubblico sul destino del trasporto cittadino e sul futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori.</p>
<p class="text-justify">L’iniziativa nasce in un momento estremamente delicato per <strong>AMT</strong> di Genova, oggi attraversata da una crisi che non può essere raccontata come un evento improvviso o inevitabile. <strong>Quella che viene definita “crisi aziendale” è, nei fatti, il risultato di anni di scelte politiche e gestionali sbagliate, quando non deliberatamente orientate a dimostrare che il pubblico non funziona. Una narrazione costruita ad arte per preparare il terreno a soluzioni già scritte: apertura ai privati, esternalizzazioni, smantellamento progressivo del servizio pubblico.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NOI NON CI STIAMO!</strong></p>
<p class="text-justify">La condizione di crisi che sta attraversando AMT non è altro che il risultato del sistematico sottofinanziamento del trasporto pubblico, utilizzato come terreno di consenso politico e gestito senza una visione coerente con il suo ruolo sociale. <strong>E mentre si costruisce il racconto della “inefficienza del pubblico”, si tenta di far passare il messaggio che l’unica soluzione sia affidarsi ai privati.</strong></p>
<p class="text-justify">Ma i Lavoratori e i cittadini sanno bene come è andata ogni volta che il privato è entrato nel trasporto pubblico: tagli ai servizi, peggioramento delle condizioni di lavoro, riduzione della sicurezza, aumento delle tariffe e nessun reale investimento strutturale.</p>
<p class="text-justify">È più che mai necessario respingere con chiarezza ogni ipotesi di “soluzione automatica” basata sull’ingresso di soggetti privati, riaffermando invece il ruolo centrale del pubblico nella gestione del trasporto locale, che deve essere adeguatamente finanziato, pianificato e reso efficiente attraverso strumenti trasparenti e partecipati.</p>
<p class="text-justify"><strong>Di fronte a questo scenario, rilanciamo con forza la necessità di una mobilitazione che tenga insieme lavoratori e cittadini, uniti in una battaglia generale per il diritto alla mobilità, per la qualità del servizio e per la sicurezza di chi lavora e di chi utilizza il trasporto pubblico ogni giorno!</strong></p>
<p class="text-justify">L’assemblea pubblica del 16 aprile sarà un primo momento di confronto aperto alla città, in cui discuteremo di bilanci, investimenti, organizzazione del servizio e prospettive future, ribadendo alcuni punti chiari: il trasporto pubblico è un bene comune e non una merce, non deve essere svenduto ai privati e deve essere gestito con trasparenza e responsabilità.</p>
<p class="text-justify">USB chiama quindi alla partecipazione lavoratori, cittadini, utenti e tutte le realtà sociali che non accettano che il futuro di AMT venga deciso nelle stanze chiuse della politica e della concertazione.</p>
<p class="text-center"><strong>Il futuro di AMT può essere solo pubblico, ma davvero pubblico!</strong></p>
<p class="text-justify">Basta opacità, basta scaricare la crisi sui lavoratori: vogliamo chiarezza immediata sul piano di rilancio e sul futuro dell’azienda.</p>
<p class="text-center"><strong>Il trasporto pubblico non si vende, si difende.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>AMT È UN BENE COMUNE, NON UNA MERCE!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il trasporto pubblico non può essere ridotto a terreno di profitto: deve restare un servizio pubblico, accessibile, sicuro e garantito!</strong></p>
<p class="text-justify"><em>*locandina in allegato</em></p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale,USB Lavoro Privato – Settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:59:11 +0200</pubDate>
                        <title>USB: Indagine della Guardia di finanza sulla gestione Ita Airways dell’AD Lazzerini</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/usb-indagine-della-guardia-di-finanza-sulla-gestione-ita-airways-dellad-lazzerini-1700.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Scambi di favori per sanzioni leggere, riconosciuti con l’attribuzione di tessere executive Volare, è su questi aspetti che verte l’ipotesi di reato contestata all’AD Lazzerini, ora iscritto nel registro degli indagati. Prosegue su questa linea l’indagine della Guardia di finanza che ha portato il Garante della Privacy ad essere accusato e che rivelerebbe un sistema corrotto, con elargizioni dell’ordine di 6 mila euro a tessera, ancora una volta a scapito di migliaia di lavoratori i cui dati personali sono transitati dalle aziende del gruppo Alitalia Sai in AS a Ita Airway.</p>
<p>Il provvedimento del Garante del 4 marzo scorso a firma del presidente Pasquale Stanzione, aveva tardivamente comminato delle sanzioni alle due aziende pari a 250.000 euro per Alitalia e un milione di euro ad Ita Airways. Stanzione era stato a sua volta indagato insieme a tutti i componenti del Collegio Scorza, Ferroni e Ghiglia per peculato e corruzione.</p>
<p>La vicenda della chiusura della Compagnia di bandiera Alitalia sta facendo finalmente intravedere il percorso opaco finalizzato dai governi Draghi prima e Meloni poi, difeso da un intero sistema politico economico e condiviso dalla parte sindacale con la sottoscrizione degli accordi: una vicenda che ha sgretolato uno dei tanti beni industriali del Paese.</p>
<p>Questo destino&nbsp;oggi&nbsp;riguarda da vicino Ilva e l’Automotive, secondo le pratiche di deindustrializzazione e arretramento della capacità imprenditoriale italiana. I lavoratori di Alitalia hanno per anni gridato in solitudine l’ingiustizia e la miopia di questa operazione pagata soltanto da loro. USB sosterrà ogni percorso di resistenza teso alla chiarezza che prima o poi arriverà su questa pagina nera di rinuncia e declino produttivo.&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:03:12 +0200</pubDate>
                        <title>Tutti i trasporti di USB a fianco dei lavoratori della logistica: questa è una battaglia di tutti! </title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tutti-i-trasporti-di-usb-a-fianco-dei-lavoratori-della-logistica-questa-e-una-battaglia-di-tutti-1706.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">I lavoratori dei trasporti di USB lavoro privato: aereo, marittimo, tpl, porti e ferroviario, esprimono tutto il loro pieno supporto e solidarietà a fianco dei lavoratori della logistica, impegnati da ieri a bloccare i magazzini contro i licenziamenti nella filiera GLS ma anche contro l’applicazione in questo settore dalla legge antisciopero 146/90 tentata dalla Commissione di Garanzia.&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> I lavoratori dei trasporti possono testimoniare l’abuso dei limiti imposti al diritto di sciopero, ben oltre le tutele costituzionali, fatte in più di 30 anni da parte del padronato e istituzioni con la complicità dei sindacati storici. Ciò ha permesso la sterilizzazione delle rivendicazioni e il conseguente impoverimento di tutti i settori.&nbsp;<br /> I ferrovieri, che fanno parte della catena di trasporto delle merci insieme ai porti, sono gli ultimi &nbsp;testimoni di una vertenza che ha visto il ripetersi nel 2024/25 di scioperi con adesioni fino al 90% ma che sono stati “gestiti” dalle controparti proprio a causa per l’imposizione illegittima del limite alla durata massima di 24 ore.&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> Il tentativo tardivo di imporre limiti al diritto di sciopero nella logistica che ha nulla a che fare con i diritti della persona costituzionalmente tutelati è un altro abuso che tutela gli interessi solo delle controparti ed è teso a stroncare gli scioperi in un settore dove spesso ci si scontra anche con l’illegalità. &nbsp;<br /> Infatti, non sfugge la coincidenza della delibera della Commissione con il cambio di passo della GLS e i licenziamenti. E se passa nella logistica questo abuso passerà anche nei porti&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> Proprio il 12 marzo scorso il Comitato Europeo per i Diritti Sociali (CEDS) ha deciso che porre limiti alla durata degli scioperi e l’estensione arbitraria dei limiti a settori che non hanno niente a che fare con le tutele costituzionali, sono abusi della normativa italiana in contrasto con la Carta dei Diritti Sociali Europei e che vanno pertanto rimossi.&nbsp;<br /> Quindi, il diritto di sciopero va liberato dei lacci e lacciuoli prodotti da più di 30 anni di abusi, come ci chiede l’Europa, altro che ulteriormente ristretto! &nbsp;<br /> Le indicazioni della CEDS vanno recepite e questa è la campagna che tutti insieme lanciamo contro padronato e istituzioni.&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> <strong>Questa è una battaglia di tutti; &nbsp;i ferrovieri e i portuali insieme agli altri lavoratori e lavoratrici dei trasporti sono pronti a sostenere la logistica contro la 146/90 e contro i licenziamenti illegittimi della GLS. &nbsp;&nbsp;</strong><br /> &nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale Comparto Trasporti</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 17:00:07 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord: Veneto -Umbria -Campania; Venerdì 10 aprile è sciopero di 4 ore</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-veneto-umbria-campania-venerdi-10-aprile-e-sciopero-di-4-ore-1705.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Anno dopo anno, contratto dopo contratto, abbiamo visto continuamente peggiorare le condizioni di lavoro sia in termini di continui aumenti di produttività che in termini economici.</strong></p>
<p class="text-justify">La politica della Società Busitalia e dei sindacati compiacenti non sembra assolutamente raccogliere le istanze dei lavoratori; non accennano a desistere minimamente al puntare tutto sui profitti aziendali senza tener conto della qualità del lavoro, del salario e del servizio reso alla cittadinanza.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Un ulteriore conferma ne è l’accordo siglato lo scorso 11 febbraio, del CCA Busitalia scaduto 6 anni fa; un accordo che doveva segnare un incremento economico significativo che ha invece segnato l’ennesima perdita economica, fuori da ogni contesto accettabile a fronte dell’attuale inflazione.</p>
<p class="text-justify"><strong>FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, UGLAUTOFERRO, FAISA-CISAL oltre a sottoscrivere questo becero accordo ne hanno rivendicato l’enorme risultato raggiunto; sempre la stessa storia e sempre la stessa situazione, le firme servono solamente a garanzia delle agibilità sindacali di chi firma mentre, per i lavoratori, solo aumento di carichi di lavoro e pochi spiccioli.</strong></p>
<p class="text-justify">Nell’ultima busta paga, quella di marzo, dove si è potuto toccare con mano l’adeguamento tanto sbandierato, i lavoratori pur sforzandosi, non sono riusciti a trovare il <strong>“grande aumento”; </strong>dopo oltre 11 anni <strong>l’adeguamento per i parametri 140 è stato di solo 4 euro</strong> mensili nonostante che l’azienda Busitalia Sita Nord può sbandierare bilanci con attivi milionari. Significative le olimpiadi invernali di Milano Cortina da poco trascorse, per le quali la società ha riportato a casa un bel gruzzolo di profitti mentre per i lavoratori pochi soldi seppur con una bella medaglietta metallica da mettere al collo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le lavoratrici e i lavoratori si rifiutano di prestarsi a questo ennesimo scippo, esigono che venga riaperta una trattativa reale che rispecchi le loro giuste rivendicazioni;</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">aumenti reali e applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori senza ulteriori penalizzazioni dei parametri più bassi;</li> 	<li class="text-justify">una seria e credibile organizzazione del lavoro che non si basi sui continui carichi di lavoro;</li> 	<li class="text-justify">il superamento dei turni a nastro disumani <em>(da buio a buio);</em></li> 	<li class="text-justify">un reale piano di assunzioni che vada ad equilibrare l’eccessivo ricorso ai turni a straordinario oggi trasformati in turni strutturali;</li> 	<li class="text-justify">il giusto riconoscimento dell’indennità di guida per i mezzi di 18 metri per tutti;</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Per tutti questi motivi diamo vita ad un primo sciopero di 4 ore che anticipa lo sciopero dell’intera giornata per vedere riconosciuta la dignità del nostro lavoro e il riconoscimento delle nostre rivendicazioni.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Venerdì 10 aprile è sciopero di 4 ore</strong></p>
<p class="text-center">per tutto il personale dipendente della società Busitalia Sita Nord s.r.l. – Trenitalia Gruppo FS –</p>
<p class="text-center"><strong>nelle unità produttive delle regioni </strong><strong>Veneto – Umbria- Campania</strong></p>
<p class="text-center"><strong>dalle ore 20:01 alle ore 24:00 del giorno 10 aprile 2026</strong></p>
<p class="text-center">NULLA DI QUELLO CHE È STATO SOTTOSCRITTO IN QUESTO RINNOVO CONTRATTUALE AZIENDALE RAPPRESENTA LE ASPETTATIVE DEI LAVORATORI</p>
<p class="text-center"><strong>Partecipa allo sciopero.</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, settore TPL -&nbsp;</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 19:34:34 +0100</pubDate>
                        <title>La sentenza CEDS e trentacinque anni di compressione del diritto di sciopero in Italia</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/la-sentenza-ceds-e-trentacinque-anni-di-compressione-del-diritto-di-sciopero-in-italia-1949.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Il Comitato Europeo dei Diritti Sociali – CEDS, organo del Consiglio d’Europa deputato alla verifica del rispetto della Carta Sociale Europea da parte degli Stati membri – ha dato ragione a USB.</strong></p>
<p class="text-justify">Il ricorso presentato nel 2022 con l’assistenza del professor Giovanni Orlandini, docente di Diritto del Lavoro all’Università di Siena, e degli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo, ha prodotto una pronuncia che censura esplicitamente tre pilastri fondamentali della legge 146/1990 e successive modificazioni, la legge che in Italia regola l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.</p>
<p class="text-justify">Questa non è una questione tecnico-giuridica di interesse per addetti ai lavori. È una questione politica di prima grandezza, che riguarda il rapporto tra lo Stato e i lavoratori, tra le istituzioni e il conflitto sociale, tra chi detiene il potere e chi ha il diritto – costituzionalmente garantito e internazionalmente riconosciuto – di manifestare il proprio dissenso attraverso lo sciopero. Per comprenderla appieno è necessario ripercorrere la storia di questa legge, il modo in cui è stata usata e abusata nel corso di trentacinque anni, e il significato politico profondo della pronuncia del CEDS.</p>
<p class="text-justify">La legge 12 giugno 1990, n. 146, “Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati”, nasce in un contesto specifico degli anni ottanta per contrastare una stagione di scioperi nel trasporto pubblico, nelle poste e nei servizi ospedalieri.</p>
<p class="text-justify">Viene inserita la definizione per legge dei servizi minimi da garantire durante lo sciopero, la procedura di raffreddamento e conciliazione preventiva, l’obbligo di preavviso. <strong>La Commissione di Garanzia</strong> veniva istituita come organo di vigilanza e regolamentazione, con il compito di valutare la congruenza delle proclamazioni di sciopero rispetto ai criteri di legge; tuttavia, la Commissione di Garanzia, nel corso degli anni, ha sistematicamente esercitato il suo ruolo in una sola direzione: <strong>quella dell’estensione e dell’irrigidimento per via interpretativa.</strong></p>
<p class="text-justify">La storia della legge 146 è la storia di un paradosso istituzionale che merita di essere nominato con chiarezza: ogni volta che i lavoratori di un settore essenziale hanno esercitato il diritto di sciopero in modo ampio, coinvolgendo un numero significativo di lavoratori e producendo un impatto visibile sul servizio, la risposta politica e istituzionale non è stata quella di affrontare le cause del conflitto (<em>salari inadeguati, i carichi di lavoro insostenibili, i contratti scaduti da anni</em>) ma quella di restringere ulteriormente lo spazio di esercizio del diritto stesso.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il meccanismo è semplice nella sua brutalità:</strong> si disegna un quadro normativo che limita lo sciopero entro confini che si ritengono accettabili; quando i lavoratori, spinti da condizioni di lavoro sempre più intollerabili, riempiono quello spazio fino ai bordi e talvolta lo varcano, si stringono i confini. Non si risolve il problema che ha prodotto il conflitto: <strong>si rende il conflitto più difficile da esercitare. È la logica del cappio progressivo: più il lavoratore spinge, più il cappio si stringe.</strong></p>
<p class="text-justify">Tra gli strumenti più pervasivi introdotti dalla normativa e dalla regolamentazione della Commissione vi è il meccanismo della cosiddetta “rarefazione oggettiva”: il principio secondo cui tra uno sciopero e il successivo deve intercorrere un intervallo minimo di tempo, indipendentemente dall’esistenza di vertenze diverse, di rivendicazioni distinte, di soggetti sindacali differenti. In alcuni settori, questo intervallo è stato fissato in misura tale da rendere materialmente impossibile l’esercizio continuativo del conflitto sindacale anche in presenza di problemi gravi e urgenti.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il CEDS ha censurato esplicitamente questo meccanismo, riconoscendo ciò che l’Unione Sindacale di Base denunciava da anni: la rarefazione oggettiva non bilancia il diritto di sciopero con i diritti degli utenti, lo elimina di fatto in determinati periodi e condizioni. Non è una limitazione ragionevole: è una soppressione mascherata da regolazione.</strong></p>
<p class="text-justify">A completare il quadro, la previsione di periodi in cui lo sciopero è escluso: le grandi festività, i periodi elettorali, le giornate di particolare rilevanza civile, le consultazioni referendarie. Il dato reale è che, sommando i periodi di esclusione, gli intervalli di rarefazione, i termini di preavviso, le procedure di raffreddamento e le eventuali sospensioni disposte dalla Commissione, il calendario delle date utili per proclamare uno sciopero si riduce a poche finestre nell’anno.</p>
<p class="text-justify">Il risultato paradossale è che un sindacato che intende proclamare uno sciopero in risposta a una situazione di crisi acuta – un mancato rinnovo contrattuale, una ristrutturazione, un taglio occupazionale – può trovarsi costretto ad attendere mesi prima di trovare una data non preclusa da qualche disposizione. E nel frattempo la vertenza si indebolisce, i lavoratori si scoraggiano, l’azienda prende tempo. <strong>La legge, nata per regolare il conflitto, è diventata uno strumento per dilazionarlo fino all’irrilevanza.</strong></p>
<p class="text-justify">Va sottolineato con forza un elemento che la pronuncia rende esplicito: <strong>il CEDS censura non solo il legislatore, ma anche l’operato della Commissione di Garanzia </strong>che, sostituendosi al Parlamento attraverso delibere e regolamentazioni di settore, ha inasprito ulteriormente le restrizioni previste dalla legge e persegue l’obiettivo di estendere la propria sfera di applicazione <strong>oltre i confini che la stessa legge le assegna</strong>. La Commissione di Garanzia non è un organo neutro di bilanciamento: <strong>è diventata nel tempo un attore sistematicamente orientato alla restrizione del conflitto sindacale.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>In oltre la pronuncia del CEDS contiene un elemento che non va sottovalutato</strong>: la censura non si rivolge solo allo Stato italiano come legislatore, ma riguarda anche l’intero sistema di relazioni industriali che ha accompagnato <strong>e talvolta promosso l’inasprimento delle restrizioni</strong>. I tre pilastri demoliti dal CEDS sono stati costruiti con il consenso – esplicito o implicito – delle grandi confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, che in più occasioni hanno partecipato alla definizione delle regole e talvolta hanno visto nelle restrizioni al diritto di sciopero uno strumento per limitare la concorrenza delle organizzazioni di base.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questo non è un giudizio di carattere moralistico:</strong> è una constatazione politica necessaria per capire come si è arrivati fin qui. Un diritto costituzionale non viene compresso in trentacinque anni solo per l’azione unilaterale di un governo ostile: viene compresso quando chi avrebbe dovuto difenderlo non lo ha fatto, o ha accettato compromessi che nel breve termine sembravano ragionevoli e nel lungo termine si sono rivelati devastanti. La pronuncia del CEDS è anche un giudizio su quella storia.</p>
<p class="text-justify">Per USB, che non ha firmato quegli accordi e ha sistematicamente denunciato quelle restrizioni, la pronuncia del CEDS ha un valore particolare: è la conferma che la posizione mantenuta nel corso degli anni era giuridicamente corretta e politicamente fondata. <strong>Non è un motivo di autocompiacimento: è un punto di partenza per chiedere conto, a chi ha il potere di farlo, di quella storia e delle sue conseguenze sui lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato,Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 17:01:40 +0100</pubDate>
                        <title>Sicurezza in porto: elezione RLS di sito, eletto un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dell&#039;Unione Sindacale di Base</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-in-porto-elezione-rls-di-sito-eletto-un-rappresentante-dei-lavoratori-per-la-sicurezza-dellunione-sindacale-di-base-1706.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno 11&nbsp;marzo&nbsp;si sono svolte le elezioni degli RLS di sito nel porto di Livorno. Sono stati eletti tre nuovi rappresentanti, al primo mandato in questo ruolo, che vanno a sostituire i precedenti tre membri in carica da diversi anni:tra di loro anche il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza della società ALP S.r.l, società articolo 17 dello scalo Livornese, sindacalista iscritto e dirigente di USB Porti.<br /> Pensiamo che questa nomina sia importante per molti aspetti. Primo tra tutti il fatto che il RLS di sito sia anche un lavoratore della società di somministrazione del nostro porto che, proprio per questo motivo, conosce la stragrande maggioranza dei terminal ed è in grado di rapportarsi con diverse realtà lavorative; in seconda battuta la sua esperienza, ormai al secondo mandato come RLS aziendale, che è un valore aggiunto.</p>
<p><br /> Il porto di Livorno è tornato al centro delle cronache per i numerosi infortuni, purtroppo anche mortali, che si sono susseguiti. L' USB ha sempre svolto un lavoro puntuale di denuncia, segnalazione e mobilitazione rispetto alle tematiche della salute e della sicurezza, e continueremo a farlo con la stessa attenzione e determinazione. Come organizzazione sindacale, oltre che a ringraziare i precedenti RLS per il lavoro svolto, si congratula con i nuovi membri e ribadisce il proprio sostegno.<br /> <br /> <br /> Usb Mare e Porti</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 17:17:39 +0100</pubDate>
                        <title>Sciopero Easyjet del 18 Marzo 2026</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/sciopero-easyjet-del-18-marzo-2026-1719.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>CS USB: Alta adesione allo sciopero del personale navigante di EasyJet di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00. Si è svolto&nbsp;oggi&nbsp;18 marzo, lo sciopero del personale navigante di EasyJet sui voli in partenza da tutte le basi - Malpensa, Linate, Fiumicino, Capodichino- USB denuncia l’uso massiccio di equipaggi spagnoli in sostituzione degli scioperanti con l’intento di minimizzare l’effetto delle adesioni dei lavoratori.</p>
<p>L’azione di lotta è legata al mancato riconoscimento dell’organizzazione e della rappresentanza aziendale in relazione alla richiesta di partecipazione al tavolo negoziale per il rinnovo del contratto scaduto nel 2025.. USB chiede di aprire il tavolo di confronto con l’azienda. Tra i contenuti anche la mancata soluzione delle vertenze aperte da oltre un anno sulle tematiche di categoria non più rinviabili. Carichi di lavoro e fatica, avvicendamenti notturni, rotazioni pesanti, adeguamenti salariali e recupero dell’inflazione sono solo alcune delle rivendicazioni poste da USB. È possibile trovare le soluzioni tenuto conto anche di un aumento della domanda nel mercato del trasporto aereo, in costante crescita. Gli investimenti aziendali non possono pesare sui dipendenti che da anni fanno la loro parte. La vertenza non si fermerà se non a fronte dell’apertura di negoziati che risolvano i problemi già posti.</p>
<p>USB Lavoro Privato Trasporto Aereo</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 20:14:38 +0100</pubDate>
                        <title>STEAT S.p.A., indennità ferie: anche la Corte di Appello di Ancona  dà ragione ai lavoratori autoferrotranvieri</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/steat-spa-indennita-ferie-anche-la-corte-di-appello-di-ancona-da-ragione-ai-lavoratori-autoferrotranvieri-2019-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo la Sentenza favorevole ai lavoratori emessa del Tribunale di Fermo, anche la Corte di Appello di Ancona cui la società Steat Spa si era appellata, ha confermato la Sentenza di primo grado ribadendo che&nbsp; agli autoferrotranvieri hanno diritto di percepire durante le ferie tutte le indennità percepite durante lo svolgimento dell’attività lavorativa; un pronunciamento della che, insieme alle numerose altre sentenze sul territorio nazionale promosse dal sindacato USB Lavoro Privato, rafforza la rivendicazione di tale diritto.</p>
<p class="text-justify">Sulla base di questo principio, già sancito dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Suprema Corte di Cassazione, la Corte di Appello di Ancona ha nuovamente condannato la società Steat Spa, al pagamento, sin dal 2007, delle indennità per ferie in favore dei lavoratori che, assistiti dalla USB Lavoro Privato e dall’Avv. Giuseppe Camaioni del Foro di Ascoli Piceno, avevano adito le vie legali, resistendo anche nel secondo grado di giudizio.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Al contrario di altre OO.SS. che hanno preferito siglare un accordo Regionale per sanare in via “forfettaria” la rivendicazione di questo legittimo diritto, i lavoratori ricorrenti riceveranno il pagamento delle indennità di ferie per il loro reale valore economico. &nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato esprime soddisfazione per questo ulteriore positivo risultato rimanendo a disposizione con il proprio legale per quanti, non avendo sottoscritto il verbale di conciliazione, volessero verificare la fattibilità del proprio caso specifico.</p>
<p class="text-center">IL DIRITTO ALL’INDENNITÀ DI FERIE VA RIVENDICATO PER QUELLO CHE VALE!!</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Marche</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:15:35 +0100</pubDate>
                        <title>Comunicato Stampa: USB incontra ITA AIRWAYS sui contenuti del Contratto aziendale- Rinvio sciopero 4 ore del 18 marzo </title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/comunicato-stampa-usb-incontra-ita-airways-sui-contenuti-del-contratto-aziendale-rinvio-sciopero-4-ore-del-18-marzo-1018.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Prende il via il confronto con l’Azienda, in data&nbsp;6 marzo 2026, si è tenuto l'incontro tra la delegazione USB (rappresentata dai settori Terra e Volo) e i vertici HR di ITA Airways.</p>
<p>L'obiettivo del tavolo è quello di esaminare i contenuti per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto ormai da oltre un anno, una situazione non più sostenibile per le lavoratrici e i lavoratori.</p>
<p>I punti chiave della nostra posizione:</p>
<p>• Adeguamento Salariale: abbiamo ribadito l'urgenza di un aumento che restituisca potere d'acquisto ai salari, fermi da troppo tempo.</p>
<p>• Revisione Normativa: necessità di intervenire sulle tutele e sull'organizzazione del lavoro per migliorare la qualità della vita professionale.</p>
<p>• Metodo: USB aveva già da tempo presentato le rivendicazioni di base con l’invio della sua piattaforma.</p>
<p>Clima e prossimi passi:</p>
<p>nell'incontro abbiamo registrato un’ apertura e disponibilità all'ascolto da parte dei rappresentanti aziendali. Un segnale positivo che dovrà ora tradursi in fatti concreti.</p>
<p>A breve verrà comunicata la calendarizzazione ufficiale dei prossimi incontri tecnici per entrare nel vivo della negoziazione. In considerazione di questa possibilità dopo valutazioni collegiali, lo sciopero di 4 ore previste il 18 marzo è stato differito ad altra data.</p>
<p>Coordinamento Nazionale Trasporto Aereo USB Lavoro Privato</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 18:01:24 +0100</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: un incidente annunciato</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-un-incidente-annunciato-1805.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nella tarda mattinata di sabato 7 marzo, due conducenti diretti a Cortina per lavoro presso i giochi olimpici, sono stati coinvolti in un bruttissimo incidente; per fortuna salvi se pur con gravi conseguenze; <strong>a loro il nostro forte augurio di pronta e veloce guarigione.</strong></p>
<p class="text-justify">Il bruttissimo incidente ha visto sfiorare il peggio per i due nostri colleghi riproponendo<strong>, nel peggiore dei modi,</strong> il problema delle lavoratrici e lavoratori che, sempre più spesso, si vedono costretti a lavorare fuori residenza per intere settimane svolgendo turni di 10 o 12 ore di nastro rasentando spesso l’impegno giornaliero di lavoro; spesso saltando i riposi prestando servizi che non richiedono la scheda tachigrafica.</p>
<p class="text-justify">Un fenomeno troppo diffuso nel settore e da noi sempre denunciato; in particolar modo nelle aziende private dove si concentrano maggiormente accordi e contratti penalizzanti, salari da fame a beneficio degli enormi profitti aziendali; un vero e proprio “sistema “che spinge a produrre sempre di più anche in barba alle norme basilari sulla sicurezza del lavoro e del servizio reso alla cittadinanza.</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato è dal giugno del 2022 che ha aperto questo contenzioso con la società Busitalia Umbria; ogni tentativo di affrontare la problematica sul rispetto delle normative che regolamentano la guida dei mezzi di trasporto persone, <strong>è stato vano.&nbsp; </strong>L’azienda ha continuato a perseverare nel suo modus operandi e, per questo, a maggio 2023, abbiamo segnalato il tutto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di competenza; <strong>anche da quest’ultimo abbiamo registrato un assordante silenzio.</strong></p>
<p class="text-justify">Ma cosa deve ancora accadere per poter intervenire su una gestione corretta delle normative sulla sicurezza sul lavoro e sulla gestione di un servizio pubblico essenziale?</p>
<p class="text-justify">Dove vuole arrivare la società Busitalia? Nei suoi profitti, quanto pesa la vita dei lavoratori e quanto l’incolumità dei cittadini?</p>
<p class="text-justify">Chiameremo in causa anche l’INAIL, si farà vedere? Si farà sentire?</p>
<p class="text-justify">L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di competenza, cosa fa? Quale funzione svolge se difronte a tutto ciò preferisce tapparsi occhi e orecchie?</p>
<p class="text-justify">La politica tanto indaffarata alla sua visibilità nei periodi di campagna elettorale, difronte a tutto questo cosa fa? Esiste?</p>
<p class="text-justify"><strong>È necessario che le lavoratrici e lavoratori si organizzino per rispondere alla negligenza dell’azienda, all’inerzia delle istituzioni, alla poltroneria della politica.</strong></p>
<p><em>&nbsp;USB Lavoro Privato -&nbsp;Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 18:06:59 +0100</pubDate>
                        <title>Busitalia: rinnovo del Contratto Collettivo Aziendale; l’azienda può ritenersi soddisfatta, i lavoratori tornano ad incrociare le braccia</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-rinnovo-del-contratto-collettivo-aziendale-lazienda-puo-ritenersi-soddisfatta-i-lavoratori-tornano-ad-incrociare-le-braccia-1815.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Si apre la mobilitazione in tutte le sedi della società Busitalia, Campania, Umbria e Veneto per contestare un accordo contrattuale che non restituisce dignità ai lavoratori né potere d’acquisto ai salari.</p>
<p class="text-justify">Retribuzioni da fame che non rispecchiano minimamente il valore del lavoro svolto, le responsabilità che comporta, tantomeno l’inflazione economica che pesa sulla vita delle famiglie.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ancora una volta un accordo che continuerà a spingere verso la fuga da questo lavoro e soprattutto da questa azienda sapendo, inoltre, che a breve si andrà a trattare la parte normativa; come sempre succede negli accordi di secondo livello, gli stessi firmatari andranno a cedere produttività in cambio di pochi euro.</p>
<p class="text-justify">Le lavoratrici e i lavoratori si rifiutano di prestarsi a questo ennesimo scippo, esigono che venga riaperta una trattativa reale che rispecchi le loro giuste rivendicazioni;</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>aumenti reali e applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori senza ulteriori penalizzazioni dei parametri più bassi; </strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>una seria e credibile organizzazione del lavoro che non si basi sui continui carichi di lavoro;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il superamento dei turni a nastro disumani <em>(da buio a buio);</em></strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>un reale piano di assunzioni che vada ad equilibrare l’eccesivo ricorso ai turni a straordinario oggi trasformati in turni strutturali;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il giusto riconoscimento dell’indennità di guida per i mezzi di 18 metri;</strong></li> </ul><p class="text-justify">È questo il contesto nel quale gli addetti al settore della società Busitalia rigettano l’elemosina elargita attraverso meccanismi che vedono pochi spiccioli muoversi tra buoni pasto, indennità ed articoli contrattuali vari fino ad arrivare al welfare aziendale.</p>
<p class="text-justify"><strong>NULLA DI QUELLO CHE È STATO SOTTOSCRITTO IN QUESTO RINNOVO CONTRATTUALE AZIENDALE RAPPRESENTA LE ASPETTATIVE DEI LAVORATORI.</strong></p>
<p class="text-justify">È inaccettabile che queste aziende private che ricevono milioni di euro di denaro pubblico continuino a saccheggiare i cittadini con tariffe alte, tagli al servizio, aggredendo, tra l'altro, la qualità della vita di ogni singola lavoratrice e lavoratore, oltretutto senza alcun intervento utile per la sicurezza del personale front line.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB Lavoro Privato e ADL Cobas raccolgono e rilanciano le legittime rivendicazioni dei lavoratori della società Busitalia; </strong>provvederanno ad aprire formalmente le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalle normative e leggi che regolamentano l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali; un passaggio obbligato che darà la possibilità all’azienda e alle sigle sindacali che con essa hanno condiviso questo accordo contrattuale di fare un attento esame di quanto sottoscritto.</p>
<p class="text-center"><strong>LE LAVORATRICI, I LAVORATORI NON FARANNO UN PASSO INDIETRO;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>USB Lavoro Privato – ADL Cobas sono al loro fianco</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>&nbsp;USB Lavoro Privato -Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>
<p class="text-justify"><strong><em>* documento pdf in allegato</em></strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 21:29:03 +0100</pubDate>
                        <title>Tram deragliato a Milano: sicurezza, salute e dignità del lavoro non possono essere variabili secondarie</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tram-deragliato-a-milano-sicurezza-salute-e-dignita-del-lavoro-non-possono-essere-variabili-secondarie-2134.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">In merito al drammatico incidente avvenuto a Milano, che ha causato due morti e decine di feriti, esprimiamo il nostro più profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e la nostra vicinanza a tutte le persone coinvolte.</p>
<p class="text-justify">Sulle cause del deragliamento sarà necessario attendere l’esito delle indagini. Tuttavia, al di là delle responsabilità che verranno accertate, una questione deve essere affrontata con chiarezza e senza ipocrisie: autisti e macchinisti del trasporto pubblico devono poter lavorare esclusivamente in condizioni di salute ottimali, <strong>sempre.</strong></p>
<p class="text-justify">Chi conduce un mezzo pubblico non ha tra le mani soltanto un volante o una cloche: ha la responsabilità della propria vita e di quella di centinaia, talvolta migliaia di passeggeri ogni giorno. Sui mezzi pubblici viaggiano i nostri figli, le nostre madri, i nostri padri, studenti e lavoratori. La sicurezza collettiva non può essere subordinata a logiche di produttività o di risparmio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le parti datoriali, con l’avallo di CGIL, CISL, UIL, UGL e FAISA CISAL, devono smetterla di criminalizzare i lavoratori che restano a casa perché ammalati. È inaccettabile che chi segnala un malessere venga trattato come un problema organizzativo, subisca pressioni o rischi decurtazioni salariali. Non si può pretendere che chi svolge una mansione ad altissima responsabilità, peraltro sottopagata a causa di rinnovi contrattuali inadeguati, si presenti in servizio anche con sintomi che potrebbero comprometterne lucidità e riflessi.</strong></p>
<p class="text-justify">Troppo spesso, quando accade una tragedia, il primo bersaglio è il conducente. Si punta il dito sull’anello più esposto, mentre si dimenticano turnazioni massacranti, carenze di personale, pressioni organizzative e un sistema che scarica sui lavoratori ogni criticità. E solo dopo, a tragedia avvenuta, si torna a parlare di possibili malori, stress, condizioni psicofisiche.</p>
<p class="text-center"><strong>È tardi, sempre troppo tardi</strong>.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza nel trasporto pubblico locale non può essere affrontata solo dopo gli incidenti. Servono investimenti concreti e strutturali: organici adeguati, turni sostenibili, tutela piena del diritto alla malattia senza penalizzazioni economiche o disciplinari, rinnovi contrattuali che restituiscano dignità salariale a chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale.</p>
<p class="text-center"><strong>La salute dei lavoratori è un presidio di sicurezza per l’intera collettività;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>ignorarlo significa mettere a rischio tutti.</strong></p>
<p class="text-justify">L’USB, nel rinnovare il proprio cordoglio per le vittime di Milano, chiede un cambio di paradigma immediato: la sicurezza del servizio passa prima di tutto dal rispetto, dalla tutela e dalla valorizzazione di chi quel servizio lo svolge ogni giorno.</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale&nbsp; USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 10:42:16 +0100</pubDate>
                        <title>Sicurezza sul lavoro, USB: grave l’immobilismo del Governo sulla Commissione Interpelli.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-sul-lavoro-usb-grave-limmobilismo-del-governo-sulla-commissione-interpelli-1052.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato denuncia il perdurante immobilismo del Governo sulla mancata ricostituzione della Commissione per gli interpelli prevista dall’art. 12 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.</p>
<p class="text-justify">Nel dicembre 2024 USB ha presentato un interpello per ottenere il riconoscimento delle corrette tutele per il personale agente di stazione che opera in postazioni complesse, con utilizzo continuativo di monitor multipli, sistemi di controllo e attività di monitoraggio con responsabilità diretta sulla sicurezza di utenti e terzi.</p>
<p class="text-justify"><strong>A seguito delle modifiche introdotte dalla Legge 13 dicembre 2024, n. 203, l’iter è stato sospeso per la ricostituzione della Commissione; ad oggi, però, nulla è cambiato.</strong></p>
<p class="text-justify">La mancata operatività della Commissione impedisce alle organizzazioni sindacali di ottenere risposte ufficiali su questioni decisive per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, bloccando di fatto uno strumento fondamentale di tutela. Nel frattempo, i lavoratori restano privi del pieno riconoscimento delle misure ergonomiche e preventive previste per chi opera ai videoterminali, con rischi concreti per la salute e per la sicurezza dell’utenza.</p>
<p class="text-justify">USB chiede l’immediata ricostituzione della Commissione, più controlli nei luoghi di lavoro e il rafforzamento dei poteri degli RLS.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza non può attendere la burocrazia: la salute delle lavoratrici e dei lavoratori è un diritto che va garantito subito.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato</em></p>
<p class="text-justify"><em>* in allegato la nota inviata al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 20:59:35 +0100</pubDate>
                        <title>Società Vicentina Trasporti: lavoratori e cittadini difendono il servizio di Trasporto Pubblico Locale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/societa-vicentina-trasporti-lavoratori-e-cittadini-difendono-il-servizio-di-trasporto-pubblico-locale-2106.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nella giornata del 28 febbraio è sciopero di 4 ore nella società SVT; uno sciopero proclamato da USB Lavoro Privato e le proprie RSU in concomitanza con la manifestazione pubblica promossa da studenti e genitori esasperati da un servizio di trasporto pubblico ormai inadeguato, inefficiente e penalizzante per l’intera collettività.</p>
<p class="text-justify">Una valutazione del servizio pienamente condivisa dai lavoratori della Società Vicentina Trasporti che da anni denunciano con forza la mal gestione aziendale che penalizza i cittadini e gli stessi addetti al servizio:</p>
<p class="text-justify">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>cronica carenza di personale;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; carichi di lavoro eccessivi;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; turnazioni gravose e spezzate;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; condizioni di sicurezza insufficienti per operatori e utenti; </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; salari non adeguati alla crescente complessità e responsabilità del servizio svolto.</strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p class="text-justify">Criticità che non hanno ottenuto alcuna attenzione concreta dalla Direzione aziendale né dalla&nbsp; proprietà, <strong>Comune e Provincia di Vicenza</strong> che, al contrario, hanno scelto di gravare ulteriormente su&nbsp;&nbsp; studenti e famiglie attraverso l’aumento di abbonamenti e biglietti, senza alcun intervento migliorativo del servizio, tanto meno sulle condizioni di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Il risultato è sotto gli occhi di tutti: corse soppresse, disservizi quotidiani, sovraffollamento, ritardi sistematici. Un progressivo impoverimento del trasporto pubblico che colpisce in primo luogo studenti e lavoratori pendolari.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Oggi il trasporto pubblico vicentino versa in una condizione di evidente criticità e non è più in grado di garantire risposte adeguate alle esigenze di mobilità della provincia.</strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p class="text-justify">La vertenza aperta dai lavoratori non riguarda soltanto aspetti tecnici o organizzativi: è una questione di dignità del lavoro e di qualità del servizio pubblico. Gli autoferrotranvieri garantiscono ogni giorno un servizio essenziale, operando dalle prime ore del mattino fino alla sera, nei fine settimana e nei festivi. Tuttavia, la loro quotidianità è segnata da turni discontinui, pause insufficienti, tempi di recupero compressi e una crescente difficoltà nel conciliare tempi di vita e tempi di lavoro.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Un’organizzazione del lavoro che ignora il fattore umano produce inevitabilmente stress, logoramento psicofisico e demotivazione, con ripercussioni dirette anche sulla qualità e sulla sicurezza del servizio reso all’utenza.&nbsp;</strong> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>I lavoratori rivendicano condizioni di lavoro dignitose, sicurezza, rispetto e un’organizzazione che metta al centro la persona.</strong></p>
<p class="text-justify">Le scelte aziendali e della proprietà configurano precise responsabilità datoriali e certificano il fallimento di un modello gestionale che avrebbe dovuto risollevare un servizio oggi in evidente stato di sofferenza. USB continuerà a sostenere con determinazione la mobilitazione dei lavoratori, nella consapevolezza che la difesa delle condizioni di lavoro coincide con la difesa di un servizio pubblico efficiente, accessibile e sicuro per tutta la cittadinanza lo sciopero si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia con le seguenti modalità:</p>
<p>Personale viaggiante: dalle ore 17.30 alle ore 21.30&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p>Personali impianti fissi, biglietteria, officina e uffici: dalle ore 8.00 alle ore 12.00&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>IL 28 FEBBRAIO ALLE ORE 15,00 PRESIDIO DAVANTI LA SEDE DELLA SOCIETA’&nbsp; VICENTINA TRASPORTI</strong></p>
<p><em>USB Lavoro Privato, federazione di Vicenza</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Feb 2026 10:13:15 +0100</pubDate>
                        <title>Continua il nostro impegno per il riconoscimento del Premio di Risultato ai lavoratori della STP Bari, mai erogato per gli anni 2021 e 2023.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/continua-il-nostro-impegno-per-il-riconoscimento-del-premio-di-risultato-ai-lavoratori-della-stp-bari-mai-erogato-per-gli-anni-2021-e-2023-1016-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:start"><div><p>La&nbsp;posizione della USB&nbsp;è stata chiara fin dal primo giorno:&nbsp;il Premio di Risultato deve essere riconosciuto a chi ha realmente lavorato&nbsp;e contribuito al raggiungimento degli obiettivi,&nbsp;secondo i criteri di ripartizione previsti dagli accordi aziendali allora vigenti. Una proposta seria, coerente e giuridicamente fondata, che avrebbe evitato distribuzioni “a pioggia” indistinte e garantito il rispetto delle regole sottoscritte.</p>
<p>Nella riunione sindacale del&nbsp;24 febbraio 2026, la STP Bari ci ha comunicato che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, per il 2021, l’erogazione di una quota pari a 850 euro a tutti i lavoratori, senza alcuna distinzione. Per il Premio di Risultato 2023, invece, è emersa l’opposizione di un membro del Collegio Sindacale, secondo cui – a seguito della disdetta del Testo Unico del 2015 intervenuta in quell’anno – non sarebbe dovuta essere riconosciuta alcuna erogazione.</p>
<p>Come USB abbiamo ribadito con forza un principio fondamentale:&nbsp;per il 2021 si applichino integralmente i criteri previsti dagli accordi aziendali, evitando soluzioni generalizzate che rischiano persino di comportare un esborso superiore rispetto a quanto realmente dovuto. Le regole valgono sempre, non solo quando conviene.</p>
<p>Quanto al 2023, respingiamo con decisione il tentativo di cancellare diritti maturati!<strong>&nbsp;</strong>La disdetta citata fu un atto unilaterale imposto dall’azienda su accordi che dovevano ritenersi vigenti per ultrattività, ossia fino alla sottoscrizione di un nuovo accordo aziendale, come peraltro sostenuto e messo nero su bianco in una nota del 27 luglio 2023 da quelle stesse Organizzazioni Sindacali che&nbsp;oggi&nbsp;rivendicano criteri di ridistribuzione differenti.</p>
<p>Non solo: un analogo tentativo era già fallito nel 2019.&nbsp;Nei verbali sindacali del&nbsp;4 ottobre 2017&nbsp;e del&nbsp;27 novembre 2017, la stessa STP dichiarava che tutti gli aspetti economici e normativi del Testo Unico, scaduti il&nbsp;31 dicembre 2017, sarebbero rimasti in vigore fino alla loro rinegoziazione. Inoltre, se quella disdetta fosse stata realmente efficace, l’azienda non avrebbe potuto continuare a riconoscere le altre voci retributive previste dagli stessi accordi, che invece sono state regolarmente erogate.</p>
<p>A questo punto è legittimo chiedersi perché chi&nbsp;oggi&nbsp;invoca quella disdetta in modo selettivo, e solo per negare il Premio di Risultato 2023, in passato non abbia sollevato alcuna obiezione sulle altre voci retributive erogate sulla base dei medesimi accordi, rendendosi di fatto “complice” di eventuali irregolarità nelle erogazioni che&nbsp;oggi&nbsp;si vorrebbero considerare non dovute, con possibili&nbsp;profili di responsabilità&nbsp;anche sul piano erariale.</p>
<p>Per la&nbsp;USB&nbsp;la&nbsp;coerenza non è un dettaglio, ma è una&nbsp;responsabilità.&nbsp;Una responsabilità&nbsp;politica&nbsp;che&nbsp;ricade interamente sul Consiglio di Amministrazione e su quei componenti del Collegio Sindacale che, da un lato, ostacolano il riconoscimento di retribuzioni maturate legittimamente dai lavoratori con il proprio impegno quotidiano e, dall’altro, non ci risulta abbiano mosso eccezioni rispetto ai 21 mila euro di premi corrisposti ad alcuni dirigenti come&nbsp;da fonti di&nbsp;stampa del&nbsp;4 dicembre 2024.</p>
<p>Il principio per noi è semplice e non negoziabile: ai lavoratori va riconosciuto ciò che spetta!<br /> Senza interpretazioni strumentali. Senza doppi pesi e doppie misure.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se la posizione del CdA e del Collegio Sindacale non cambierà sul Premio di Risultato 2023, siamo pronti ad aprire una nuova fase di mobilitazione, mettendo in campo ogni iniziativa sindacale e di lotta necessaria a difendere salario, diritti e dignità dei lavoratori della STP Bari.</p></div></div><div style="text-align:start"><div><p>&nbsp;</p></div><div class="gmail_signature"><div><div><div><div><div><div><div><div><div><div><div><div><div><div><p><em>USB Lavoro Privato - Settore TPL</em></p></div></div><div><p><em>USB Lavoro Privato Puglia</em></p></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:40:56 +0100</pubDate>
                        <title>I lavoratori di Busitalia Umbria rifiutiamo la logica imprenditoriale: “troppi utili per le aziende e pochi spiccioli per i lavoratori”.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Busitalia può ritenersi soddisfatta delle relazioni industriali intraprese, ma i lavoratori potranno ritenersi ugualmente soddisfatti?</strong></p>
<p class="text-justify">Dopo 7 anni di vacanza contrattuale, lo scorso 11 febbraio, è stato sottoscritto l’adeguamento economico del nuovo CCA Busitalia; a porre la loro firma, il solito insignificante esercito di sigle sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, FAISA-CISAL E UGL Autoferro, insomma all’azienda Busitalia <strong>“piace vincere facile”.</strong></p>
<p class="text-justify">L’aumento della quota welfare da 110 a 200 euro torna a segnare l’ennesima perdita di servizi nel raggiro delle tassazioni; <strong>tipica speculazione da parte delle aziende private. </strong></p>
<p class="text-justify">Ancora una volta sentiamo riecheggiare la fatidica frase <strong>“meglio questo che niente”;</strong> una frase che ha accompagnato ininterrottamente le lavoratrici e i lavoratori negli ultimi 35 anni producendo una enorme perdita di potere d’acquisto dei salari trascinandoli ad affermarsi tra i più bassi d’Europa.</p>
<p class="text-justify"><strong>A condire il tutto la grande beffa;</strong> mentre l’Europa cammina verso la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali, noi ci troviamo a fare i conti con chi, sul tavolo della contrattazione, cede con estrema leggerezza <strong>l’aumento progressivo di produttività.</strong></p>
<p class="text-justify">Tutto questo ha aggredito pesantemente i lavoratori della società Busitalia, la loro qualità della vita, quella delle loro famiglie attraverso salari bassi e la completa assenza di un dignitoso equilibrio di conciliazione <strong>vita-lavoro </strong>ma, nel contempo abbiamo visto diventare Busitalia, <em>già facente parte del gruppo FS</em>, da società controllata di Trenitalia, oggi, a tutti gli effetti un’azienda parte integrante.</p>
<p class="text-justify">Questa vicenda imprenditoriale, all’inizio, aveva fatto ben sperare nel futuro i lavoratori “poveri” del gruppo FS ma ci hanno pensato da subito gli stessi sindacati firmatari a mettere le cose in chiaro; hanno firmato economie diverse per i lavoratori dei due vettori di trasporto, creando volutamente lavoratori di classe A e lavoratori di classe B.</p>
<p class="text-justify">Non è certamente così che si mette un argine alla fuga di lavoratori dal settore autoferrotranvieri, da questo lavoro si scappa proprio a seguito del fatto di essere una categoria sottopagata con una flessibilità e disponibilità oraria che impegna l’intera giornata,</p>
<p class="text-justify">Supponiamo sia per non smentirsi che, anche in questo rinnovo contrattuale, le sigle firmatarie hanno confermato la determinazione di due regimi salariali; a partire dai buoni pasto i quali, a regime da gennaio 2027, sarà di 8 euro per gli uni e di 10,5 euro per gli altri fino ad arrivare all’aumento ridicolo per i lavoratori del movimento, <strong>soprattutto dei più poveri al parametro 140</strong>, che a fronte di un’inflazione&nbsp; mediamente intorno al 6/7% annuo, si ritroveranno un aumento in busta paga di poco superiore a 50 euro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Basta!</strong>&nbsp;è necessario da subito andare a redistribuire la ricchezza che le aziende private continuano ad incassare dai finanziamenti pubblici, è necessario da subito che i salari, come da sempre affermiamo, vedano un adeguamento reale al costo della vita.</p>
<p class="text-center"><strong>Rivendichiamo che il salario minimo sia adeguato al costo reale della vita.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Subito 2000 euro netti in busta paga come salario minimo!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 13:12:09 +0100</pubDate>
                        <title>Conciliazione vita-lavoro: la grande emergenza silenziosa degli Autoferrotranvieri</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dietro il dibattito sull’ultimo rinnovo del <strong>CCNL Autoferrotranvieri</strong> si nasconde una questione che per migliaia di Lavoratrici e Lavoratori è tutt’altro che teorica: <strong>la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.</strong></p>
<p class="text-justify">Una difficoltà quotidiana, spesso invisibile all’esterno, ma pesantissima per chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale come la mobilità.</p>
<p class="text-justify">Dentro questo quadro si inserisce il cosiddetto <strong>“trattamento integrativo”</strong> introdotto dall’ultimo rinnovo: 40 euro lordi mensili per dodici mensilità in caso di accordo aziendale; 20 euro in caso di mancato accordo. Una cifra che non rientra nella retribuzione normale, che non incide sul TFR, comprensiva di tutti gli istituti diretti e indiretti, passati e futuri. <strong>Una voce economica marginale, strutturalmente fragile con buona pace della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro degli Autoferrotranvieri.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Si è scelto di monetizzare un diritto fondamentale con l’ennesimo rinnovo contrattuale farsa dove il trattamento integrativo concentra in sé tutte le contraddizioni di chi oggi si siede ai tavoli di trattativa pronto a firmare la qualunque senza sapere né leggere e né scrivere e soprattutto senza una reale volontà di difendere gli interessi delle Lavoratrici e dei Lavoratori!</strong><br /> 20 euro rappresentano il valore attribuito a una condizione di stress che si ripercuote quotidianamente sul personale di front line. Una “mancetta” che pretende di compensare ciò che compensabile non è: la qualità della vita, la sicurezza, la dignità del lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>E la realtà ha già smascherato la retorica del rinnovo: gli accordi sottoscritti in Italia per il riconoscimento pieno dei 40 euro sono una percentuale residuale, quasi millesimale.</strong> In molte aziende il riconoscimento dell’importo maggiore è stato subordinato a incrementi di produttività spesso superiori al valore economico riconosciuto. Si chiede più efficienza, più flessibilità, più carichi di lavoro in cambio di briciole. Un meccanismo che ribalta completamente il senso di una misura che avrebbe dovuto riguardare il contemperamento dei tempi di vita e di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nel testo contrattuale il principio è scritto nero su bianco, Ma nei fatti è stato svuotato di contenuto!</strong><br /> Le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali firmatarie hanno chiuso un accordo che lascia intatta, quando non peggiora, l’organizzazione del lavoro: ancora una volta si è scelto di firmare e celebrare un risultato, senza incidere realmente sulle condizioni materiali delle persone.<br /> Intanto la vita quotidiana degli autoferrotranvieri continua a essere segnata da orari discontinui, turni spezzati, tempi di recupero compressi. Si lavora dalle prime ore del mattino fino a tarda sera, nei festivi, nei fine settimana, garantendo il diritto alla mobilità di migliaia di cittadini, in una realtà fatta di difficoltà nel programmare la propria giornata, di assenze forzate dalla vita familiare, di equilibrio sempre più fragile tra lavoro e sfera privata. E tutto questo mentre il principio della conciliazione resta una formula astratta, incapace di incidere concretamente sulla qualità e sulla sicurezza del lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non è soltanto una questione di fatica fisica. È una questione di salute, di sicurezza, di dignità!</strong> Un’organizzazione del lavoro che ignora il fattore umano produce stress, logoramento, demotivazione e inevitabili ricadute anche sulla qualità e sulla sicurezza del servizio.<br /> <br /> <strong>Chi guida autobus, tram, metro e treni, chi opera ogni giorno in prima linea, non chiede trattamenti speciali: chiede di poter svolgere il proprio lavoro senza dover rinunciare alla propria vita. E questo non è uno slogan, ma una necessità non più rinviabile!</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento nazionale settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 31 Jan 2026 17:46:11 +0100</pubDate>
                        <title>Bolzano, SASA S.p.A.: Grande determinazione dei lavoratori autoferrotranvieri; blocco completo per le 24 ore di sciopero di ieri 30 gennaio. </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Hanno incrociato le braccia, tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della società di trasporto pubblico locale SASA di Bolzano; </strong>una società che sta perdendo anche quella poca credibilità che aveva, scegliendo il braccio di ferro con gli addetti al servizio al fine di imporre ritmi di lavoro inaccettabili, percorrenze delle linee impossibili da rispettare con conseguente penalizzazione del verso i cittadini; sottoponendo il personale a turni estremamente pesanti rifiutando, inoltre, un riconoscimento economico adeguato.</p>
<p class="text-justify">Come se non bastasse l'azienda e la provincia non vogliono riconoscere l’esito del referendum nel quale i lavoratori hanno bocciato l’accordo di secondo livello del 27 novembre ultimo scorso, sottoscritto da alcune OO.SS. senza alcun consenso delle stesse RSU; un fatto, quest’ultimo, che vedrà impegnato tutto il personale in una ulteriore giornata di mobilitazione con sciopero di 24 ore per la giornata di venerdì 13 febbraio prossimo.</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato, le RSU tutte, si augurano che le parti chiamate in causa siano in grado di aprire un confronto costruttivo nel merito delle problematiche poste, rispettando la volontà espressa dagli addetti al servizio attraverso lo strumento del referendum e dall’esercizio del diritto di sciopero.</p>
<p class="text-center"><strong>Non permetteremo ne all’azienda ne alle istituzioni di intimidire e/o strumentalizzare i lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, settore TPL - Bolzano</em></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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