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            <title>Rss Feed trasporti.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di trasporti.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:26:00 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:26:00 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 19:35:56 +0200</pubDate>
                        <title>Terzo anniversario della strage di Brandizzo</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/terzo-anniversario-della-strage-di-brandizzo-1940.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il terzo anniversario della strage di Brandizzo cade alla vigilia dell’apertura del processo, con l’udienza preliminare fissata per il 30 settembre prossimo presso il Palazzo di Giustizia di Ivrea.</p>
<p class="text-justify">Alle 23.49 del 30 agosto 2023, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo, Giuseppe Aversa e Kevin Laganà, dipendenti dell’impresa appaltatrice Sigifer, vengono travolti da un treno in piena corsa mentre lavorano sul binario sul quale devono sostituire un tratto di rotaia. Muoiono tutti, orribilmente, sul colpo.</p>
<p class="text-justify"><strong>In quei mesi stava prendendo forma quella che, nei mesi successivi, sarebbe diventata la più grande mobilitazione dei ferrovieri della manutenzione infrastrutture di RFI degli ultimi trent’anni.</strong></p>
<p class="text-justify">Quei lavoratori rivendicavano innanzitutto effettive garanzie per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, in un settore segnato da una cronica crisi organizzativa: gravissime carenze di personale e di adeguate figure professionali, insieme al crescente ricorso alle imprese private attraverso gli appalti ordinari e quelli legati al PNRR.</p>
<p class="text-justify"><strong>L’innesco della grande mobilitazione fu l’accordo nazionale di riorganizzazione della manutenzione infrastrutture di RFI, firmato il 10 gennaio 2024, che avrebbe ulteriormente peggiorato le condizioni di lavoro e l’efficacia del sistema manutentivo. Una mobilitazione che, a distanza di due anni, è ancora pienamente in corso.</strong></p>
<p class="text-justify">A confermare l’attualità di questa crisi organizzativa è anche la lunga lista di incidenti gravi, gravissimi e mortali nei cantieri di RFI e durante il servizio ferroviario: una sequenza che continua a registrare decine di casi ogni anno.</p>
<p class="text-justify">Le indagini della Procura di Ivrea sulla strage di Brandizzo hanno evidenziato gravi irregolarità nella gestione dei processi manutentivi di RFI. Sono state formulate imputazioni per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, con la richiesta di rinvio a giudizio per le società RFI, Sigifer e CLF e per ventuno persone, tra cui Giampiero Strisciuglio, all’epoca amministratore delegato di RFI e oggi amministratore delegato del Gruppo FSI.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, è di questi giorni la notizia dell’apertura, da parte della Procura di Ivrea, di un nuovo fascicolo d’inchiesta sulla strage, con undici indagati, tra cui nuovamente l’ad Strisciuglio, per il mancato aggiornamento dei sistemi organizzativi relativi alle lavorazioni sui binari di RFI.</p>
<p class="text-justify"><strong>È questo il contesto nel quale ci accingiamo a ricordare il III anniversario della strage di Brandizzo. Un contesto segnato anche dal paradosso di una lista di imputati nella quale compare il lavoratore Antonio Massa, preposto di RFI nelle attività che sfociarono nella strage, licenziato in tronco dallo stesso Giampiero Strisciuglio, suo coimputato, mentre quest’ultimo viene promosso ai vertici del Gruppo FSI.</strong></p>
<p class="text-justify">Come nei due anni precedenti, il prossimo 30 agosto saremo nella piazza della stazione di Brandizzo per ricordare i cinque lavoratori uccisi, ma soprattutto per rappresentare quella parte della storia che continua a riguardare decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori delle ferrovie, sottoposti alle più bieche pretese degli apparati manageriali e imprenditoriali che governano il sistema ferroviario del Paese. Pretese che si manifestano anche in questi ultimi giorni, con la scelta di far viaggiare treni regionali privi del sistema di estinzione incendi.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non dimenticare la strage di Brandizzo, come tutte le altre stragi che hanno funestato l’Italia, significa schierarsi senza ambiguità per la verità, la giustizia e la sicurezza di tutti.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Significa denunciare senza indugi gli interessi lucrativi degli apparati manageriali e imprenditoriali quando vengono anteposti al bene comune. Significa costruire la forza organizzativa dei lavoratori e dei cittadini per un fronte popolare di opposizione alla violenza dei poteri politici ed economici e per affermare condizioni di vita e di lavoro realmente rispettose della salute, della sicurezza e della piena dignità della persona</strong>.</p>
<p class="text-justify"><em>Unione Sindacale di Base Lavoro Privato/Coordinamento Nazionale Ferrovieri</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 16:31:48 +0200</pubDate>
                        <title>13 settembre 2026 sciopero del trasporto aereo; aeroporti di Firenze e Pisa</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/13-settembre-2026-sciopero-del-trasporto-aereo-aeroporti-di-firenze-e-pisa-1638.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><em><strong>CONTRO TOSCANA AEROPORTI, GH TOSCANA E CONSULTA.&nbsp;</strong></em></p>
<p class="text-center"><em><strong>UNA VERTENZA INEDITA NEL COMPARTO AEREO TOSCANO LANCIATA DA USB Lavoro Privato PER UN’AZIONE SINDACALE “COMPATTA” CHE RIUNISCA GESTORE E HANDLERS.&nbsp;</strong></em></p>
<p><strong>LE RAGIONI DELLO SCIOPERO:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>DISPARITÀ ECONOMICA TRA GESTORE E HANDLERS</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">Toscana Aeroporti SpA ha dichiarato di aver registrato ricavi totali consolidati del primo semestre 2026 pari a €76,3 milioni. Alla fine di luglio 2026, il management del gestore aeroportuale ha proceduto alla distribuzione del dividendo (relativo all’esercizio 2025) per un ammontare di €7 milioni. <strong>Fa impressione confrontare questi numeri</strong> con quelli delle società di <em>handling</em> GH Toscana Srl e Consulta SpA. Negli ultimi bilanci disponibili al pubblico (2024) si evince che il fatturato di GH Toscana è di €24,8 milioni con un utile netto di €43,9 mila, mentre il fatturato di Consulta è di €10,1 milioni con un utile netto pari a €105,3 mila. Da questo parallelo si conclude che GH Toscana e Consulta, al pari di tutti gli <em>handlers</em>, fanno leva sulla compressione del costo del lavoro per competere in un mercato sempre più concorrenziale.<strong> </strong>Per questo<strong> USB sostiene la necessità di una riforma completa del trasporto aereo</strong>: è urgente un intervento politico pubblico, esplicito e coraggioso.</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>CATTIVE CONDIZIONI LAVORATIVE E SALARIALI</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">«Chi carica e scarica i bagagli dalle stive, chi guida e assiste l’aereomobile a terra, chi accoglie i passeggeri al check-in e al gate: <strong>i lavoratori e le lavoratrici dell’handling </strong>tengono in piedi uno dei sistemi di trasporto più redditizi al mondo. Eppure <strong>vivono nell’insicurezza, non godono delle migliori tutele in termini di salute e sicurezza, guadagnano stipendi al limite della povertà, sono vittime di forte stress lavoro-correlato e patiscono le conseguenze del caldo estremo</strong>» — dichiara Lorenzo Robin Frosini, RLS presso GH Toscana e membro del Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana.</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>INADEGUATI INVESTIMENTI IN INFRASTRUTTURE E MEZZI</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">Per Paola Marchi, rappresentante del Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana, «<strong>le carenze delle infrastrutture nelle aerostazioni di Firenze e Pisa sono gravi</strong>. È palese l’inadeguatezza degli interventi messi in atto nelle aree Airside, nelle zone imbarchi e ai varchi di sicurezza. <strong>È intollerabile la vetustà del parco mezzi</strong> attraverso cui lavoratori e lavoratrici ogni giorno e notte operano procedure complesse. Gli unici investimenti infrastrutturali? L’implementazione di postazioni <em>self bag drop</em> per il check-in automatico, pericolosamente avvenuta senza alcuna comunicazione, silenziando la <strong>minaccia dei livelli occupazionali</strong>».</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong><u>ESTERNALIZZAZIONI SELVAGGE E APPALTI DISASTROSI</u></strong></li> </ul><p class="text-justify">«Scarsi investimenti sulla formazione del personale, eccessivo utilizzo del part-time, carenze nell’organizzazione del lavoro. <strong>L’esternalizzazione dei servizi di handling ha reso i piazzali di Firenze e Pisa caotici e insicuri</strong>». Per Vania Meloni, portavoce del Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana, «oggi assistiamo alle <strong>rovinose conseguenze di una liberalizzazione selvaggia</strong>: il <em>dumping</em> non è più solo un rischio potenziale, e il<em> pooling</em> dei mezzi non assicura i più alti standard di <em>safety</em> e <em>security</em>. Per non parlare delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto a cui viene applicato il CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, notoriamente povero; o dell'appalto dei passeggeri a mobilità ridotta, il cui personale viene retribuito con il CCNL Cooperative Sociali pur operando su mezzi aeroportuali complessi».&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, settore Trasporto Aereo</em></p>
<p class="text-justify"><strong><em>*Volantino e locandina sciopero in allegato</em></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 15:15:14 +0200</pubDate>
                        <title>SEA S.P.A - LICENZIATI DUE LAVORATORI CON OLTRE 25 ANNI DI ANZIANITÀ DI SERVIZIO: UN ATTACCO INACCETTABILE</title>
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                        <description>Dipendenti SEA e iscritti USB licenziati. SEA punisce chi rivendica i propri diritti?</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div class="WordSection1"><p class="text-justify">Nella notte tra il 2 e 3 agosto SEA ha effettuato un’ispezione che si è rivelata una caccia alle streghe contro due lavoratori, aggrediti verbalmente con una cattiveria e ferocia mai viste prima.</p>
<h4 class="text-justify"><strong>Il giorno successivo i due dipendenti sono stati raggiunti da una sospensione cautelare, seguita da una contestazione disciplinare e il giorno 6 agosto è arrivata la lettera di licenziamento senza preavviso</strong>.</h4>
<p class="text-justify">Anche se tentassimo di metterci nei panni dell’azienda, la sanzione comminata ai due lavoratori risulta manifestamente sproporzionata sia sulla base delle accuse mosse (infondate e non dimostrate), sia sulla base dei precedenti. Altri dipendenti SEA, contestati di mancanze ben più gravi, non hanno ricevuto neanche un richiamo o sono stati sanzionati con multe e, al massimo, sospensioni di breve durata, senza mai alcuna sospensione cautelativa.</p>
<p class="text-justify"><strong>Da cosa nasce, quindi, questo accanimento? </strong>Forse dal fatto che i due dipendenti avevano deciso di portare avanti un ricorso con USB per il riconoscimento dei tempi di cambio tuta e per il corretto riconoscimento del danno per il lavaggio DPI, poiché non hanno accettato di sottoscrivere la conciliazione a seguito dell’accordo sindacale sottoscritto da tutte le altre OO.SS.?</p>
<p class="text-justify"><strong>Quello che è accaduto non può essere qualificato come una normale misura disciplinare. Per noi si tratta di un attacco feroce contro due lavoratori. </strong>Due lavoratori con una vita di lavoro alle spalle sono stati “trattati come persone da punire” e sottoposti a un procedimento che riteniamo sproporzionato e persecutorio. Gli stessi lavoratori che in questi oltre 25 anni di servizio hanno svolto le loro attività in modo professionale, risolvendo problemi su problemi e in alcuni casi anche lavorando senza le attrezzature idonee.</p>
<p class="text-justify">Se mai SEA avesse deciso di licenziarne due per educare tutti gli altri e dare un chiaro messaggio politico a USB, sindacato conflittuale sui posti di lavoro, nelle piazze e nei tribunali, noi risponderemo che non accetteremo che chi rivendica i propri diritti venga isolato, sospeso e licenziato. Non accetteremo in silenzio che l’azienda possa, prima, creare le condizioni che impediscono o rendono più difficile a un lavoratore svolgere la propria attività e, successivamente, utilizzare quella stessa situazione come motivo per giustificare il licenziamento. Questa vicenda non riguarda soltanto due lavoratori. Riguarda tutti i lavoratori di Malpensa e il diritto di ciascuno di loro a lavorare senza intimidazioni, pressioni o ritorsioni. <strong>Perché se passa l’idea che chi rivendica un diritto può essere messo sotto pressione, sospeso e licenziato, il problema è di tutti noi e di tutti i lavoratori.</strong></p></div><p class="text-justify">L’azione punitiva contro i nostri iscritti è stata portata avanti nel pieno del periodo estivo, quando per i lavoratori degli aeroporti non è possibile mobilitarsi con lo sciopero, in linea con la codardia delle modalità di verifica del lavoro svolto dai due dipendenti e delle intimidazioni che hanno preceduto il provvedimento di licenziamento. Anche una denuncia e richiesta di intervento da parte del Comune di Milano, primo azionista di SEA, è resa impossibile dal periodo di ferie.</p>
<p class="text-justify">L’intera USB esprime oggi la massima solidarietà ai due lavoratori e alle loro famiglie, confermando che seguirà il percorso di impugnazione del licenziamento con i propri legali, ma non si limiterà a questo.</p>
<p class="text-justify">Per quanto il periodo impedisca le azioni di protesta, SEA e questa dirigenza non possono e non devono dormire sonni tranquilli.</p>
<p class="text-justify">L’estate servirà a pianificare le azioni sindacali in tutela dei diritti dei nostri due iscritti, compagni di lotta, e di ogni singolo lavoratore che spaventano tanto SEA.</p>
<p class="text-justify">Perché il conflitto non va in ferie.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB chiede il reintegro dei due lavoratori licenziati ingiustamente!</strong></p>
<p class="text-justify">Forse è arrivato il momento di chiedersi se non sia la stessa dirigenza SEA a dover essere messa sotto esame per le scelte compiute in questi anni: abbassare il costo del lavoro a discapito dei salari, dividere i lavoratori con almeno cinque trattamenti contrattuali diversi a parità di mansioni, privatizzare ed esternalizzare attività e riducendo, in alcuni reparti, il personale all’osso, indebolire la dimensione sociale e collettiva del lavoro distruggendo il CRAL dei lavoratori passando per l’associazione “Noi Sea”, chiudendo per sempre le mense interaziendali (se gli stipendi fossero in linea con l’inflazione e l’aumento del costo della vita oggi i lavoratori non sarebbero costretti a preferire un misero ticket restaurant che permetta di fare la spesa o la benzina e arrivare a fine mese), per poi vantarsi, anche di fronte alla proprietà, di dare un premio di produzione ai propri dipendenti di circa 1.700,00 euro/anno a fronte di un utile netto nel 2025 di 190,6 milioni di euro. Adesso però si è superato il limite, non si gioca con la vita dei lavoratori e delle loro famiglie dopo oltre 25 anni di attività svolta in modo professionale.</p>
<p class="text-justify"><strong>CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIERÀ TEMPESTA</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 01:54:14 +0200</pubDate>
                        <title>Aeroporto di Firenze: giovedì 13 agosto 2026. Ore 10:00 conferenza stampa</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/aeroporto-di-firenze-giovedi-13-agosto-2026-ore-1000-conferenza-stampa-0159.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il Coordinamento regionale USB Lavoro privato, trasporto aereo-Toscana invita i giornalisti e le giornaliste alla conferenza stampa del 13 agosto 2026 che si terrà all’esterno dell’area partenze dell’Aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Questa sarà l’occasione per presentare la mobilitazione a cui i lavoratori e le lavoratrici degli aeroporti di Pisa e Firenze daranno forma a partire da settembre 2026.</p>
<p class="text-justify"><strong>Caldo estremo, cattive condizioni lavorative, rischio dumping, mancate garanzie di redditi dignitosi </strong>sono le cause più evidenti della protesta, al netto del fallimento delle relazioni industriali con le rispettive aziende.</p>
<p class="text-justify">La vertenza che sarà presentata durante la conferenza stampa di giovedì 13 agosto è una <strong>novità nel settore del trasporto aereo</strong>.</p>
<p class="text-justify">Nonostante il settore aereo italiano si articoli in una filiera estremamente frammentata, l’azione sindacale che colpirà gli aeroporti di Firenze e Pisa riguarderà sia il gestore aeroportuale Toscana Aeroporti SpA, che le aziende che forniscono in appalto i servizi di assistenza a terra GH Toscana Srl e Consulta SpA.</p>
<p class="text-justify">Il Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana ritiene necessario agire attraverso uno sciopero compatto per denunciare gli <strong>effetti negativi dell’esternalizzazione</strong> dei servizi di assistenza a terra.</p>
<p class="text-justify"><em>Unione Sindacale di Base — Lavoro Privato — Firenze-Pisa</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 17:12:35 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL Attività Ferroviarie: FILT, FIT e UILT parlano ai lavoratori, ma rassicurano il padronato.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-ccnl-attivita-ferroviarie-filt-fit-e-uilt-parlano-ai-lavoratori-ma-rassicurano-il-padronato-1715.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Le cosiddette <em>&quot;Linee di indirizzo per la stagione dei rinnovi contrattuali 2027-2029&quot;</em> diffuse da FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI rappresentano un esercizio di evidente ambiguità politica e sindacale.</p>
<p class="text-justify">Da una parte si parla di salari dignitosi, diritti, sicurezza e tutela del lavoro; dall'altra si afferma che il contratto dovrà sostenere la competitività delle imprese e accompagnarne le strategie industriali. <strong>È una contraddizione di fondo: quando gli interessi del profitto entrano nel contratto, i diritti dei lavoratori finiscono inevitabilmente in secondo piano.</strong></p>
<p class="text-justify">Le stesse organizzazioni che oggi dichiarano di voler difendere il potere d'acquisto continuano infatti a sostenere un modello contrattuale che, negli ultimi decenni, ha prodotto un progressivo impoverimento delle retribuzioni. <strong>Difendono il mantenimento dei contratti triennali e confermano il ricorso all'indice IPCA, che continua a non recuperare integralmente l'inflazione reale sopportata dalle famiglie dei lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora più paradossale è il richiamo alla rappresentanza certificata e alla diffusione delle RSU, quando nel Gruppo FS il rinnovo delle rappresentanze sindacali è fermo da anni. A ciò si aggiunge la proposta di far pagare ai lavoratori non iscritti il costo della contrattazione, trasformando un diritto collettivo in una prestazione da acquistare.</p>
<p class="text-justify">Questa impostazione conferma una visione del sindacato sempre più orientata alla compatibilità con le esigenze delle imprese e sempre meno alla difesa degli interessi dei lavoratori.</p>
<p class="text-center"><strong>USB continua invece a sostenere una linea completamente diversa.</strong></p>
<p><strong>Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale deve avere come unico obiettivo il recupero del potere d'acquisto, il miglioramento delle condizioni di lavoro, la riduzione dell'orario, la sicurezza e la piena tutela della dignità di chi lavora, senza subordinare questi diritti alle logiche della produttività e della competitività aziendale.</strong></p>
<p>In un contesto economico e sociale sempre più difficile, è necessario ricostruire un sindacalismo realmente conflittuale e indipendente, capace di rappresentare esclusivamente gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, senza mediazioni con le logiche del profitto. È questo l'impegno che USB porta avanti ogni giorno nei luoghi di lavoro e che continuerà a sostenere nella prossima stagione contrattuale.</p>
<p class="text-center"><strong>Avanti con l'organizzazione dei lavoratori e con la lotta per la dignità nel lavoro e nell'esistenza sociale.</strong></p>
<p>Per consultare e scaricare il nostro documento programmatico per i rinnovi contrattuali ambito ferroviario&nbsp;<a href="https://trasporti.usb.it/fileadmin/archivio/trasporti/Immagini/documento_programmatico_CCNL_della_Mobilit%C3%A0Area_Contrattuale_Attivit%C3%A0_Ferroviarie.pdf" target="_blank">Clicca QUI</a></p>
<p><em>USB Lavoro Privato Attività Ferroviarie</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 17:53:20 +0200</pubDate>
                        <title>USB LP attività ferroviarie lancia la sfida: consegnata la piattaforma per il rinnovo del CCNL</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/usb-lp-attivita-ferroviarie-lancia-la-sfida-consegnata-la-piattaforma-per-il-rinnovo-del-ccnl-1759.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La piattaforma nasce dal confronto diretto con lavoratrici e lavoratori di Trenitalia, Mercitalia e RFI. Non è un documento calato dall'alto: è costruita dal basso, per riportare centralità ai lavoratori e contrastare l'erosione degli spazi di agibilità sindacale (RSU, RLS, diritto di assemblea ex art. 20 Statuto dei Lavoratori).</p>
<p class="text-justify"><strong>I nodi strutturali del Gruppo FS</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">Modelli organizzativi tarati sulla compressione dei costi: carichi di lavoro crescenti, organici insufficienti, professionalità non riconosciute</li> 	<li class="text-justify">Nastri lavorativi allungati, riposi ridotti, straordinario e notturno in aumento</li> 	<li class="text-justify">Esternalizzazioni che frammentano il perimetro produttivo e indeboliscono contratto e tutele</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Sicurezza: non un capitolo a parte, ma il cuore del problema</strong><br /> Infortuni e aggressioni non sono eventi isolati ma spie di un sistema che va cambiato alla radice. La sicurezza deve essere organizzazione del lavoro, non adempimento normativo — passa da salari adeguati, turni corretti, riduzione d'orario, riposi rispettati.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le rivendicazioni chiave</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">Riconoscimento della natura usurante del lavoro ferroviario</li> 	<li class="text-justify">Pensione a 35 anni di contributi o 60 di età</li> 	<li class="text-justify">Opposizione netta alla spesa militare che sottrae risorse a sanità, scuola, trasporto pubblico</li> 	<li class="text-justify">Solidarietà esplicita al popolo palestinese</li> 	<li class="text-justify">Mobilità come diritto della persona, non merce: le FSI devono tornare ente pubblico sotto controllo di cittadini e lavoratori</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Il quadro economico</strong><br /> Inflazione, aumento energia e materie prime, assenza di meccanismi automatici di adeguamento salariale: trent'anni di compressione salariale che hanno allontanato i lavoratori italiani dalla media europea. Il rinnovo del CCNL non può essere un semplice adeguamento — deve essere un'inversione di rotta.</p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Il rinnovo contrattuale è il terreno su cui si gioca il cambio di paradigma: qualità del lavoro, sicurezza, dignità professionale, redistribuzione della ricchezza. Senza questo salto, le criticità sono destinate ad aggravarsi — con conseguenze dirette su sicurezza del servizio e vita dei lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>*i<strong>n allegato:</strong>Documento Programmatico per il Rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Mobilità/Area Contrattuale Attività Ferroviarie - Contratto Aziendale di Gruppo FSI&nbsp;(CCNL 2027–2029)</em></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Attività Ferroviarie</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:47:10 +0200</pubDate>
                        <title>STATO DI AGITAZIONE NEGLI AEROPORTI DI PISA E FIRENZE MAXI PROFITTI DI POCHI, DISAGI E CATTIVE CONDIZIONI LAVORATIVE PER MOLTI.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/stato-di-agitazione-negli-aeroporti-di-pisa-e-firenze-maxi-profitti-di-pochi-disagi-e-cattive-condizioni-lavorative-per-molti-1448.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sciopero contro le 3 principali aziende del Galilei e del Vespucci &nbsp;In data 5 agosto 2026, USB ha chiuso negativamente la seconda fase delle procedure di raffreddamento contro le principali aziende degli aeroporti toscani, espletando così tutti i passaggi &nbsp;previsti &nbsp;dalla &nbsp;legge &nbsp;per &nbsp;indire &nbsp;uno &nbsp;sciopero &nbsp;contro &nbsp;Toscana &nbsp;Aeroporti &nbsp;SpA, &nbsp;GH Toscana Srl e Consulta SpA negli aeroporti di Pisa e Firenze. &nbsp;Il 4 agosto si è svolto un incontro presso la Prefettura di Firenze che sarebbe dovuto servire a conciliare le distanze tra le posizioni della scrivente o.s. e quelle delle tre aziende. Il confronto purtroppo &nbsp;è &nbsp;andato &nbsp;male: &nbsp;le &nbsp;aziende &nbsp;non &nbsp;si &nbsp;sono &nbsp;mostrate &nbsp;in &nbsp;grado &nbsp;di &nbsp;intervenire &nbsp;per risolvere le problematiche che denunciamo da tempo. &nbsp;</p>
<p>Toscana Aeroporti &nbsp;nega &nbsp;che &nbsp;ci &nbsp;siano &nbsp;criticità, &nbsp;e &nbsp;rifiuta &nbsp;di &nbsp;assumere &nbsp;un &nbsp;ruolo &nbsp;“materno” &nbsp;nei confronti &nbsp;delle &nbsp;altre &nbsp;aziende &nbsp;presenti &nbsp;negli &nbsp;aeroporti. &nbsp;Il &nbsp;problema &nbsp;è &nbsp;che &nbsp;se &nbsp;in &nbsp;un &nbsp;sistema aeroportuale &nbsp;viene &nbsp;a &nbsp;mancare &nbsp;il &nbsp;coordinamento &nbsp;dell’operato &nbsp;dei &nbsp;diversi &nbsp;enti, &nbsp;allora &nbsp;le condizioni lavorative diventano carenti, il servizio erogato non si rivela essere di qualità, non &nbsp;si &nbsp;assicurano &nbsp;i &nbsp;più &nbsp;alti &nbsp;livelli &nbsp;di &nbsp;Safety &nbsp;e &nbsp;Security, &nbsp;si &nbsp;innesca &nbsp;un &nbsp;pericoloso meccanismo di dumping salariale/contrattuale, e soprattutto non si garantiscono le migliori condizioni in termini di Salute e Sicurezza. &nbsp;Anche &nbsp;Consulta &nbsp;e &nbsp;GH &nbsp;Toscana &nbsp;negano &nbsp;l’evidenza &nbsp;di &nbsp;particolari &nbsp;criticità &nbsp;negli &nbsp;aeroporti &nbsp;di Firenze &nbsp;e &nbsp;Pisa. &nbsp;</p>
<p>Peccato &nbsp;che &nbsp;nel &nbsp;mentre &nbsp;si &nbsp;sono &nbsp;registrati &nbsp;alcuni &nbsp;incidenti &nbsp;e &nbsp;— &nbsp;senza &nbsp;alcun preavviso &nbsp;— &nbsp;al &nbsp;Galilei &nbsp;è &nbsp;stato &nbsp;attivato &nbsp;il &nbsp;sistema &nbsp;di &nbsp;check-in &nbsp;automatico &nbsp;(voluto &nbsp;dal &nbsp;vettore RyanAir), &nbsp;e &nbsp;al &nbsp;Vespucci &nbsp;sono &nbsp;comparse &nbsp;nuove &nbsp;colonnine &nbsp;per &nbsp;il &nbsp;self &nbsp;bag &nbsp;drop. &nbsp;Pare &nbsp;che &nbsp;la priorità &nbsp;delle &nbsp;tre &nbsp;aziende &nbsp;sia &nbsp;ridurre &nbsp;i &nbsp;costi &nbsp;di &nbsp;addetti &nbsp;e &nbsp;addette &nbsp;aeroportuali, &nbsp;piuttosto &nbsp;che investire in infrastrutture, mezzi, formazione e informazione. &nbsp;Per &nbsp;molti &nbsp;anni &nbsp;abbiamo &nbsp;assistito &nbsp;ad &nbsp;un &nbsp;generale &nbsp;disimpegno &nbsp;da &nbsp;parte &nbsp;di &nbsp;Toscana Aeroporti, &nbsp;ossia &nbsp;l’azienda &nbsp;che, &nbsp;secondo &nbsp;quanto &nbsp;previsto &nbsp;dall’articolo &nbsp;705 &nbsp;del &nbsp;Codice &nbsp;della Navigazione, dovrebbe gestire il coordinamento di quelle unità produttive complesse che sono gli aeroporti di Firenze e Pisa. Invece di fungere da collante tra i vari operatori aeroportuali, Toscana Aeroporti continua a macinare record su record mentre ignora le richieste di tutte &nbsp;le &nbsp;lavoratrici &nbsp;e &nbsp;di &nbsp;tutti &nbsp;i &nbsp;lavoratori &nbsp;dell’indotto, &nbsp;perché &nbsp;continua &nbsp;a &nbsp;trascurare l’inadeguatezza &nbsp;delle &nbsp;infrastrutture &nbsp;che &nbsp;mette &nbsp;loro &nbsp;a &nbsp;disposizione, &nbsp;e &nbsp;soprattutto &nbsp;continua &nbsp;a sottovalutare i rischi per la salute di chi lavora in pista derivanti dalle ondate di calore estremo.</p>
<p>&nbsp;Secondo &nbsp;USB, Toscana Aeroporti &nbsp;avrebbe &nbsp;dovuto &nbsp;seguire &nbsp;l’esempio &nbsp;di &nbsp;altre &nbsp;aziende &nbsp;che &nbsp;si occupano &nbsp;di &nbsp;gestione &nbsp;aeroportuale &nbsp;in &nbsp;Italia, &nbsp;le &nbsp;quali &nbsp;hanno &nbsp;accolto &nbsp;positivamente &nbsp;le &nbsp;istanze delle &nbsp;delle &nbsp;organizzazioni &nbsp;sindacali &nbsp;e &nbsp;hanno &nbsp;adottato &nbsp;soluzioni &nbsp;immediate &nbsp;per &nbsp;mitigare &nbsp;le conseguenze negative causate dal microclima caldo. &nbsp;Toscana Aeroporti predica “pazienza”, citando la possibilità di costruire un tavolo di confronto a settembre 2026. Il fatto è che settembre sarà tardi per risolvere i problemi di salute e sicurezza causati dalle elevate temperature dell’estate in corso. Sarà &nbsp;forse &nbsp;quella &nbsp;l’occasione &nbsp;di &nbsp;ricomporre &nbsp;una &nbsp;piattaforma &nbsp;di &nbsp;analisi &nbsp;e &nbsp;discussione condivisa con la Regione Toscana per la pianificazione di interventi concreti per migliorare le condizioni lavorative a Pisa e Firenze? &nbsp;In ogni caso, noi dobbiamo rispettare il mandato ricevuto dalle assemblee svolte nei mesi scorsi con i lavoratori e le lavoratrici. Perciò, in assenza di soluzioni immediate e in attesa&nbsp;di &nbsp;settembre, &nbsp;USB &nbsp;va &nbsp;verso &nbsp;lo &nbsp;sciopero &nbsp;contro &nbsp;Toscana &nbsp;Aeroporti, &nbsp;GH &nbsp;Toscana &nbsp;e Consulta.&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 00:36:45 +0200</pubDate>
                        <title>Sicurezza sul lavoro: il governo costruisce lo scudo per le imprese</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/sicurezza-sul-lavoro-il-governo-costruisce-lo-scudo-per-le-imprese-0040.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Mentre i lavoratori continuano a morire, diventa più difficile accertare le responsabilità aziendali</strong></p>
<p class="text-justify">Il Governo sceglie ancora una volta da che parte stare. E non è quella di chi ogni giorno entra in fabbrica, in un cantiere, in un deposito, su un autobus, su un treno o lungo una linea ferroviaria senza sapere se tornerà a casa.</p>
<p class="text-justify">Con il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri sulla responsabilità delle imprese, l’esecutivo interviene sul decreto legislativo 231 del 2001 rendendo più difficile dimostrare la responsabilità aziendale per i reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’impresa.</p>
<p class="text-justify">Non basterà più accertare che l’azienda abbia tratto un beneficio dall’illecito. L’accusa dovrà individuare e dimostrare anche la specifica carenza del modello organizzativo adottato dall’impresa.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una scelta tutt’altro che neutrale.</strong></p>
<p class="text-justify">In un sistema produttivo fondato sempre più su appalti, subappalti, esternalizzazioni e catene societarie nelle quali responsabilità e controlli vengono continuamente frammentati, aumentare gli oneri a carico di chi indaga significa offrire nuove vie d’uscita alle imprese committenti e ai grandi gruppi economici.</p>
<p class="text-justify">Il rischio è che l’adozione formale di procedure, protocolli e modelli organizzativi diventi uno scudo dietro cui nascondere ciò che avviene realmente nei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Un modello può essere perfetto sulla carta e completamente disatteso nella pratica. Può prevedere controlli che nessuno effettua, procedure che nessuno rispetta e sistemi di vigilanza incapaci di impedire turni insostenibili, formazione insufficiente, manutenzioni rinviate, lavoro nero, sfruttamento e violazioni delle norme di sicurezza.</p>
<p class="text-justify">Ancora più grave è che i modelli costruiti sulla base delle linee guida elaborate dalle stesse associazioni imprenditoriali possano essere considerati, in partenza, adeguati. In questo modo, il controllato rischia di diventare anche colui che stabilisce i criteri attraverso i quali valutare l’efficacia del controllo.</p>
<p class="text-justify">A completare il quadro vi è la possibilità per l’impresa di evitare la condanna modificando successivamente il proprio modello organizzativo, riparando le conseguenze dell’illecito e restituendo il profitto ottenuto.</p>
<p class="text-justify">La prevenzione rischia così di essere sostituita dalla riparazione successiva: prima si risparmia sulla sicurezza, si riducono i controlli o si chiudono gli occhi lungo la catena degli appalti; poi, quando il sistema viene scoperto, si correggono le carte e si restituisce quanto indebitamente guadagnato.</p>
<p class="text-justify">Ma una vita spezzata non si restituisce. Un lavoratore mutilato non può essere risarcito con l’aggiornamento tardivo di un protocollo aziendale. Una strage non può essere cancellata approvando, dopo i fatti, un nuovo modello organizzativo.</p>
<p class="text-justify">Le tragedie di Brandizzo, del cantiere Esselunga di Firenze e le tante morti quotidiane nei luoghi di lavoro dimostrano che il problema italiano non è un eccesso di responsabilità delle imprese, ma l’insufficienza dei controlli, la debolezza delle sanzioni e un’organizzazione del lavoro che subordina sistematicamente la sicurezza ai tempi, ai costi e al profitto.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non siamo di fronte a una riforma tecnica. Siamo davanti a una precisa scelta politica, rivendicata apertamente dal Governo come risposta alle richieste di Confindustria.</strong></p>
<p class="text-justify">Prima vengono le esigenze di chi produce profitto. Dopo, <strong>molto dopo,</strong> la vita e la salute di chi quel profitto lo rende possibile con il proprio lavoro.</p>
<p class="text-justify">USB ritiene inaccettabile qualsiasi intervento che possa indebolire la responsabilità delle imprese committenti e appaltatrici nei casi di infortuni, sfruttamento, caporalato, evasione contributiva e violazione delle norme poste a tutela dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Chiediamo che il Parlamento respinga ogni forma di scudo e rafforzi, al contrario, la responsabilità lungo tutta la catena degli appalti, i poteri degli organi ispettivi, le strutture pubbliche di controllo e le tutele per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza non è un adempimento burocratico e non può essere affidata all’autocertificazione delle imprese.</p>
<p class="text-justify"><strong>Chi decide l’organizzazione del lavoro, impone i tempi, controlla gli appalti e incassa i profitti deve rispondere pienamente anche delle conseguenze delle proprie scelte.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 20:05:42 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Napoli: ANM sanzionata e obbligata a ripristinare le cassette di primo soccorso</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-napoli-anm-sanzionata-e-obbligata-a-ripristinare-le-cassette-di-primo-soccorso-2009.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>La sicurezza non è una questione di opinioni, ma di responsabilità.</strong></p>
<p class="text-justify">Quando ANM decise di rimuovere le cassette di primo soccorso dai treni CAF della Linea 1, USB Lavoro Privato e il RLS ANM denunciarono immediatamente quella scelta, ritenendola incompatibile con i principi di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Prima di rivolgerci agli organi di vigilanza abbiamo manifestato la nostra piena disponibilità ad affrontare e risolvere la problematica nell'ambito del confronto aziendale, privilegiando il dialogo e la prevenzione rispetto al contenzioso. Tale disponibilità, tuttavia, non ha trovato alcun riscontro concreto, costringendoci a richiedere l'intervento dell'ASL Napoli 1 Centro.</p>
<p class="text-justify">A seguito della nostra segnalazione, l'ASL ha effettuato le necessarie verifiche ispettive, accertando le criticità evidenziate da USB. L'esito dell'ispezione ha comportato l'adozione di una sanzione nei confronti di ANM e di una prescrizione con cui è stato imposto il ripristino delle cassette di primo soccorso a bordo dei treni CAF della Linea 1.</p>
<p class="text-justify"><strong>Si tratta di un provvedimento che conferma la fondatezza delle nostre segnalazioni e ribadisce un principio semplice ma fondamentale: la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori non può essere subordinata a scelte organizzative.</strong></p>
<p class="text-justify">Riteniamo che questa vicenda rappresenti anche un elemento di riflessione sul sistema di gestione della salute e sicurezza in ANM. Quando una criticità può essere risolta attraverso il confronto interno ma diventa necessario l'intervento dell'organo di vigilanza per ottenere il ripristino di una misura di tutela, emerge, a nostro giudizio, una evidente difficoltà del sistema aziendale nel recepire tempestivamente le segnalazioni e nel valorizzare il ruolo della prevenzione e della consultazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza..</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:32:11 +0200</pubDate>
                        <title>Privacy e dati personali: USB-TAXI porta Uber con il suo “grande fratello” all’attenzione dell’Europa. Il Garante italiano per la protezione dei dati personali (PRIVACY) attiva la procedura di cooperazione europea.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/privacy-e-dati-personali-usb-taxi-porta-uber-con-il-suo-grande-fratello-allattenzione-delleuropa-il-garante-italiano-per-la-protezione-dei-dati-personali-privacy-attiva-la-procedura-di-cooperazione-europea-1043.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>ome USB-TAXI il 1 giugno 2026 abbiamo richiesto al Garante per la protezione dei dati personali, la valutazione di un’istruttoria relativamente alla procedura di Uber denominata &quot;<em><strong>Audio Recording</strong></em>&quot;. Un meccanismo che riguarda il sistema di registrazione audio e tracciamento della piattaforma statunitense.</p>
<p>Ora il Garante italiano ha deciso di attivare la procedura di cooperazione europea (Art. 60 GDPR), riguardo il trattamento transfrontaliero di dati personali, trasferendo gli atti all'Autorità di controllo capofila (spagnola). È un primo importante passaggio in quanto formalizza che questa modalità deve essere “<em>fattivamente attenzionata</em>”.<br /> USB-TAXI, ha confermato l’interesse a procedere, portando la contestazione su scala continentale.<br /> La <em>non archiviazione</em> di questa nostra segnalazione, ma anzi l’ampliamento dei soggetti coinvolti, è un risultato importante e implica che ci sono aspetti sui quali non si può tacere.</p>
<p>Tra l’altro, in questo momento è una vicenda che per certi versi travalica il settore del TPL non di linea e investe la libertà di tutti i cittadini. Viviamo in un clima di progressiva erosione dei diritti, e chi governa dimostra uno <em>strabismo paradossale</em>. Da un lato un’ossessiva attenzione nel restringere le libertà individuali, arrivando ad azioni di controllo e schedatura preventiva dei cittadini — perfino prima delle manifestazioni di piazza —, poi però si <em>chiudono entrambi gli occhi</em> di fronte alle multinazionali che accumulano profitto (spesso trasferito in paradisi fiscali) e catalogano vite, usi e abitudini anche personali dei cittadini, con trasferimento d’informazioni sensibili su server esteri (extra UE) con giurisdizioni sovranazionali e norme come l'U.S. CLOUD Act, con buona pace delle affermazioni di una <em>sovranità nazionale</em>, che invece si rivela succube di interessi finanziari sovranazionali.</p>
<p>Rischiamo di ritrovarci in un “<em>grande fratello orwelliano”</em> perfino <em>privato</em>, che cataloga le persone in funzione della loro capacità di spesa e seleziona l’accesso ai servizi pubblici in maniera scandalosa. Rispetto a questo modello USB-TAXI rispedisce al mittente qualsiasi ipotesi di compromesso, non ci sono mezze misure o accordi.</p>
<p>La prospettiva di una schedatura digitale è qualcosa che non possiamo accettare in nessuna forma.</p>
<p>Nel confermare quindi la nostra richiesta di procedere, abbiamo ribadito l’assoluta contrarietà a qualsiasi profilazione e/o acquisizione, attraverso qualunque modalità, di conversazioni o informazioni relative ai passeggeri e ai loro spostamenti. Ribadendo la necessità di verifica attraverso “<em>audit pubblici</em>” del rispetto di tutte le norme, comprese quelle riguardanti la cancellazione certa (Art. 17 GDPR).</p>
<p>USB-TAXI non intende fare nessun passo indietro e presteremo la massima attenzione su ogni ulteriore passaggio in attesa degli sviluppi. Nelle piazze o dentro un'automobile, la profilazione o schedatura dei cittadini va impedita.</p>
<p>La privacy è un diritto fondamentale, non merce di scambio.</p>
<p><br /> <em>“Affermare di non aver nulla da temere dalla violazione della privacy equivale a rinunciare alla libertà di parola perché tanto non si ha nulla da dire.”</em></p>
<p>USB-Taxi</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:16:58 +0200</pubDate>
                        <title>Federalismo Fiscale, USB:a rischio finanziamento TPL, contratto e diritto alla mobilità</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/federalismo-fiscale-usba-rischio-finanziamento-tpl-contratto-e-diritto-alla-mobilita-1022.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La trasformazione del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale in una compartecipazione regionale all’IRPEF non è un semplice intervento contabile, ma una modifica che rischia di rendere più incerto e diseguale il finanziamento del settore.<br /> Nel nuovo impianto mancherebbero circa 240 milioni di euro stanziati per sostenere il rinnovo del CCNL degli autoferrotranvieri. Costi contrattuali permanenti verrebbero così affidati a risorse non strutturali, con il rischio che gli effetti ricadano sui lavoratori attraverso riduzione degli organici, aumento dei carichi di lavoro, maggiore flessibilità ed esternalizzazioni.<br /> Ancora più grave è la possibile perdita del vincolo di destinazione. Le risorse del TPL confluirebbero nei bilanci generali delle Regioni, entrando in competizione con altre voci di spesa e rendendo il diritto alla mobilità dipendente dalle condizioni finanziarie e dalle scelte politiche dei singoli territori.<br /> Anche i Comuni rischiano una maggiore incertezza. I finanziamenti per i servizi urbani potrebbero diventare oggetto di una contrattazione continua con le Regioni, con possibili ritardi nei trasferimenti, crisi di liquidità delle aziende, riduzione delle corse e peggioramento della manutenzione.<br /> Per USB Lavoro Privato è concreto anche il rischio di un aumento delle disuguaglianze territoriali. Senza una perequazione integrale, le Regioni con minore capacità fiscale, a partire da quelle del Mezzogiorno, potrebbero essere penalizzate proprio dove il trasporto pubblico è più necessario e più difficile da garantire.<br /> Il risultato sarebbe un TPL sempre più diseguale: più servizi nei territori più ricchi e meno collegamenti nelle aree interne, con aumento delle tariffe, riduzione delle corse e peggioramento delle condizioni di lavoro.<br /> Il Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL chiede il mantenimento di un finanziamento nazionale strutturale e vincolato, il consolidamento dei 240 milioni per il rinnovo contrattuale, l’adeguamento delle risorse all’inflazione e ai costi del settore, una quota certa per i Comuni e una clausola di salvaguardia che impedisca riduzioni rispetto al sistema attuale.<br /> Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale e un diritto universale. Non può dipendere dal reddito prodotto in una Regione né dalla capacità di un Comune di negoziare risorse.<br /> Il Governo fermi l’accelerazione sul decreto e apra un confronto vero con Regioni, enti locali e organizzazioni sindacali.<br /> <br /> Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato – settore Trasporto Pubblico Locale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:13:39 +0200</pubDate>
                        <title> TPL Calabria, metodo opaco e discriminatorio: USB Lavoro Privato esclusa dal confronto</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-calabria-metodo-opaco-e-discriminatorio-usb-lavoro-privato-esclusa-dal-confronto-1320.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale denuncia il metodo opaco e discriminatorio con cui la Regione Calabria sta conducendo l’esame della proposta di legge sulla nuova disciplina del trasporto pubblico locale.</p>
<p class="text-justify">Il 27 luglio la Quarta Commissione del Consiglio regionale ha convocato per il 3 agosto istituzioni, aziende, associazioni e numerose organizzazioni sindacali, escludendo USB Lavoro Privato, Confederazione rappresentativa a livello nazionale e presente anche presso il CNEL. Tre giorni dopo ha invece esteso l’invito a una sigla dalla presenza limitata territorialmente e settorialmente.</p>
<p class="text-justify">Non contestiamo il diritto di altri a partecipare, ma la discrezionalità con cui la Regione sceglie gli interlocutori: così il confronto rischia di ridursi a una pratica di amichettismo politico e sindacale.</p>
<p class="text-justify">A conti fatti, però, è stato un bene non essere stati convocati, perché altrimenti saremmo stati chiamati a ratificare un percorso già avviato e a offrire copertura formale a decisioni già orientate.</p>
<p class="text-justify">Nel merito, la proposta di legge non è una semplice riorganizzazione amministrativa.</p>
<p class="text-justify">La legge istituisce AMCAL, una società per azioni interamente pubblica, alla quale vengono accentrate la programmazione operativa, la scelta delle modalità di affidamento, la costruzione dei lotti, le procedure di gara, la stipula dei contratti e il controllo dei servizi.</p>
<p class="text-justify">Dietro la forma pubblica dell’Agenzia emerge però con chiarezza l’indirizzo politico della riforma: partenariato pubblico-privato, investimenti privati, affidamenti mediante finanza di progetto, articolazione del servizio in lotti e autorizzazione di servizi a libero mercato.</p>
<p class="text-justify">Si costruisce così una regia pubblica non per realizzare un gestore regionale pubblico, ma per organizzare il mercato e predisporre gli affidamenti agli operatori.</p>
<p class="text-justify">La Regione sceglie quindi di mantenere in mano programmazione e controllo, lasciando al mercato l’esercizio dei servizi. Il pubblico finanzia e garantisce i ricavi; il privato ricerca il profitto, con il rischio che i costi vengano scaricati sui lavoratori e sulla qualità del servizio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questa impostazione è ancora più grave alla luce di quanto sta accadendo a livello nazionale.</strong></p>
<p class="text-justify">Il Governo intende trasformare il Fondo nazionale TPL in una compartecipazione regionale all’IRPEF, con il rischio di una decurtazione di circa 240 milioni, della perdita del vincolo di destinazione e di una crescente incertezza nella distribuzione delle risorse tra Regioni e Comuni<strong>.</strong></p>
<p class="text-justify">La proposta calabrese continua però a fondare il finanziamento dei contratti di servizio proprio sul Fondo nazionale, sulle risorse regionali e su quelle degli enti locali. Per il 2027 e il 2028 vengono confermati soltanto 38,6 milioni annui di risorse autonome regionali, già iscritti in bilancio, senza nuovi stanziamenti capaci di proteggere il sistema dalla possibile riduzione delle risorse statali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Nello stesso testo, persino il perseguimento dei livelli ottimali delle prestazioni viene subordinato alla formula “compatibilmente con le disponibilità di bilancio”.<br /> Il diritto alla mobilità viene quindi proclamato, ma i servizi saranno garantiti solo nei limiti delle risorse disponibili.</strong></p>
<p class="text-justify">In questo scenario, l’apertura al mercato non è una soluzione. È il meccanismo attraverso cui la scarsità di finanziamenti rischia di tradursi in riduzione delle percorrenze, aumento delle tariffe, peggioramento dei turni, compressione degli organici, subaffidamenti e abbandono delle aree interne e dei collegamenti meno redditizi.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB non avallerà questo processo.</strong><br /> Chiediamo la sospensione dell’iter e l’apertura di un confronto reale, con tempi adeguati e criteri trasparenti di partecipazione. Rivendichiamo un gestore unico regionale interamente pubblico, capace di integrare ferro e gomma, tutelare l’occupazione, garantire uniformità contrattuale e assicurare il diritto alla mobilità in tutto il territorio calabrese.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il trasporto pubblico locale non è un mercato da organizzare né uno spazio da distribuire tra interessi politici, aziendali e sindacali selezionati. È un servizio essenziale, finanziato con risorse collettive, che deve essere sottratto alle logiche del profitto e governato nell’interesse dei lavoratori, degli utenti e dei territori.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>USB Lavoro Privato – Trasporto Pubblico Locale Calabria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 20:29:52 +0200</pubDate>
                        <title>Federalismo fiscale: il governo mette a rischio il finanziamento del TPL e il diritto alla mobilità</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/federalismo-fiscale-il-governo-mette-a-rischio-il-finanziamento-del-tpl-e-il-diritto-alla-mobilita-2042.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>La trasformazione del Fondo nazionale trasporti in compartecipazione regionale all'IRPEF non è un tecnicismo contabile: rischia di smantellare uno degli ultimi strumenti nazionali di finanziamento del trasporto pubblico locale, lasciando Regioni, Comuni, aziende e lavoratori in una condizione di crescente incertezza.</strong></p>
<p class="text-justify">Il decreto attuativo sul federalismo fiscale, che il Governo intende approvare in tempi strettissimi nonostante la mancata intesa con Regioni ed enti locali, assorbe l'attuale Fondo nazionale trasporti in una quota della compartecipazione regionale all'IRPEF. Un passaggio tutt'altro che neutrale.</p>
<p class="text-justify">Nella nuova quantificazione mancherebbero circa 240 milioni di euro stanziati per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri: risorse che rischiano di restare affidate a interventi occasionali invece di essere consolidate stabilmente. Ma i costi del contratto sono permanenti, e senza una copertura altrettanto stabile il conto rischia ancora una volta di ricadere sui lavoratori, attraverso aumento della produttività, tagli agli organici, turni peggiori, esternalizzazioni e compressione dei salari.</p>
<p class="text-justify">Trasformato in compartecipazione IRPEF, il finanziamento del TPL perderebbe riconoscibilità e vincolo di destinazione, finendo nel bilancio generale delle Regioni in competizione con sanità, politiche sociali e istruzione. Il diritto alla mobilità non sarebbe più garantito da un fondo nazionale specifico, ma dipenderebbe dalle condizioni finanziarie e dalle scelte politiche di ciascuna Regione.</p>
<p class="text-justify">Per i Comuni, già oggi alle prese con trasferimenti regionali in ritardo, il rischio è una trattativa permanente con le Regioni per ottenere le risorse necessarie ai servizi urbani: una condizione che può tradursi in ritardi nei pagamenti alle aziende, crisi di liquidità, riduzione delle corse, mancata manutenzione dei mezzi e nuove crisi occupazionali.</p>
<p class="text-justify">È un copione che USB Lavoro Privato conosce bene: prima si riducono o si rendono incerte le risorse pubbliche, poi si accusano le aziende — soprattutto quelle pubbliche — di essere inefficienti, infine si presentano privatizzazioni e affidamenti al ribasso come unica soluzione possibile.</p>
<p class="text-justify">Il TPL non può essere finanziato in base alla capacità fiscale dei singoli territori: si allargherebbe il divario tra Regioni ricche e povere, tra grandi aree urbane e aree interne, tra Nord e Mezzogiorno. In territori come la Calabria — popolazione dispersa, numerose aree interne, una domanda di mobilità che non si misura solo con ricavi e numero di passeggeri — gli effetti di una compartecipazione IRPEF priva di un adeguato fondo perequativo sarebbero devastanti.</p>
<p class="text-justify">Il risultato sarebbe un TPL sempre più diseguale: più servizi dove esistono già maggiore capacità fiscale e domanda pagante, meno corse e collegamenti nei territori più fragili. A pagare sarebbero ancora una volta lavoratori e utenti: per i primi riduzione degli organici, blocco delle assunzioni e nuove difficoltà nei rinnovi contrattuali; per i secondi meno corse, tariffe più alte, mezzi più vecchi e abbandono delle aree interne.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il Coordinamento USB lavoro Privato, settore TPL&nbsp; ritiene inaccettabile che una riforma di questa portata venga approvata in piena estate, senza aver prima definito quante risorse saranno garantite, come saranno distribuite e quali vincoli ne impediranno un uso improprio. Rivendichiamo:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">il mantenimento di un finanziamento nazionale strutturale e vincolato al trasporto pubblico locale;</li> 	<li class="text-justify">il consolidamento dei 240 milioni per il rinnovo contrattuale;</li> 	<li class="text-justify">l'adeguamento automatico delle risorse a inflazione, costi energetici e rinnovi del CCNL;</li> 	<li class="text-justify">il riconoscimento del TPL come servizio essenziale su tutto il territorio nazionale;</li> 	<li class="text-justify">un sistema perequativo che copra integralmente i fabbisogni delle Regioni con minore capacità fiscale;</li> 	<li class="text-justify">una quota certa e vincolata da trasferire ai Comuni;</li> 	<li class="text-justify">una clausola di salvaguardia contro qualsiasi riduzione delle risorse attuali;</li> 	<li class="text-justify">piena trasparenza sull'uso dei fondi e sul rispetto dei livelli di servizio, dell'occupazione e del contratto nazionale.</li> </ul><p class="text-justify">Il diritto alla mobilità non può dipendere dal codice di avviamento postale, dal reddito prodotto in una Regione o dalla capacità di un Comune di negoziare risorse con la propria amministrazione regionale. Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale, uno strumento di coesione territoriale e sociale, una componente delle politiche ambientali e un diritto che deve essere garantito dallo Stato.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il Governo fermi questa accelerazione e apra un vero confronto con Regioni, Comuni, lavoratori e organizzazioni sindacali. Senza vincoli e senza garanzie, la fiscalizzazione del Fondo nazionale trasporti rischia di trasformare il federalismo fiscale nella regionalizzazione delle disuguaglianze e nella liquidazione del diritto universale alla mobilità.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:43:29 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Marche: dopo lo sciopero del 24 luglio USB Lavoro Privato rilancia la mobilitazione.  A settembre sciopero di 24 ore e presidio sotto la Regione.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-marche-dopo-lo-sciopero-del-24-luglio-usb-lavoro-privato-rilancia-la-mobilitazione-a-settembre-sciopero-di-24-ore-e-presidio-sotto-la-regione-1248.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Lo sciopero di quattro ore del 24 luglio scorso ha rappresentato una prima azione di protesta dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale delle Marche contro la decisione della Regione Marche di procedere con la gara per l'affidamento del servizio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una scelta che USB L.P. ha contestato con forza negli incontri svolti con l'Assessore competente e con i dirigenti regionali, ribadendo la propria netta contrarietà all'avvio delle procedure di gara.&nbsp; Per USB L.P. mettere a gara il servizio significa aprire la porta ai soggetti privati, il cui obiettivo è inevitabilmente la ricerca del profitto, mettendo in secondo piano la qualità del servizio pubblico e i diritti dei lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify">Le rassicurazioni sinora fornite dalla Regione non eliminano le forti preoccupazioni sul futuro occupazionale e contrattuale del personale poiché la clausola sociale prevista nel settore del TPL non garantisce il mantenimento delle attuali condizioni economiche e normative.</p>
<p class="text-justify">Le stesse disposizioni europee limitano significativamente la possibilità di conservare integralmente i trattamenti esistenti, con il concreto rischio che, anche dopo il primo anno di affidamento, possano verificarsi riduzioni salariali, peggioramenti degli orari di lavoro, delle turnazioni e, più in generale, delle condizioni di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>A rendere ancora più preoccupante il quadro è la recente deliberazione della Regione che prevede la possibilità di introdurre il servizio di trasporto &quot;a chiamata&quot;.</strong></p>
<p class="text-justify">Una scelta che USB L.P. considera estremamente pericolosa perché rappresenta il primo passo verso una progressiva riduzione del servizio pubblico, con il rischio di penalizzare soprattutto le aree interne, le fasce più deboli della popolazione e tutti quei cittadini che quotidianamente utilizzano il trasporto pubblico.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per USB il TPL non può essere trattato come un mercato in quanto si tratta di un servizio pubblico essenziale che deve garantire universalità, continuità, qualità e sicurezza, senza essere subordinato esclusivamente a logiche economiche.</strong></p>
<p class="text-justify">Per queste ragioni lo sciopero del 24 luglio è stato soltanto l'inizio di un percorso di lotta che proseguirà nel mese di settembre con la proclamazione di uno sciopero regionale di 24 ore, accompagnato da un presidio dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale provenienti da tutte le aziende marchigiane davanti alla sede della Regione Marche.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB L.P. invita tutti i lavoratori del settore a partecipare alla mobilitazione e chiede alla Regione di fermare un percorso che rischia di compromettere sia i diritti dei lavoratori sia la qualità del servizio offerto ai cittadini scegliendo una strada diversa, che valorizzi il carattere pubblico del trasporto locale e garantisca occupazione stabile, salari dignitosi e un servizio efficiente per i cittadini.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB Lavoro Privato – Coordinamento Regionale settore TPL</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:24:50 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: il solito copione: i sindacati firmano un PDR da fame, i lavoratori pagano, l’azienda ride.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-il-solito-copione-i-sindacati-firmano-un-pdr-da-fame-i-lavoratori-pagano-lazienda-ride-1230-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Questa mattina è arrivata la convocazione aziendale per la discussione e ratifica del PDR aziendale, firmato pochi giorni fa all'insaputa di tutti i lavoratori e della RSU aziendale dalle segreterie nazionali di CGIL, CISL, UIL, UGL e FAISA, che hanno subito sbandierato il &quot;grande risultato&quot; insieme al nuovo accordo per la prossima manifestazione internazionale dei Giochi del Mediterraneo.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Partiamo dal PDR.</strong></p>
<p class="text-justify">Il risultato raggiunto parla di 500 euro medi a lavoratore, che possono diventare 600 se versati nel Welfare. Per quanto riguarda i Giochi del Mediterraneo, ai lavoratori verrà riconosciuto un premio aggiuntivo di 30 euro giornalieri.</p>
<p class="text-center"><strong>Questo risultato da quale azione sindacale nasce?&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nessuna.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Chi ha accettato queste briciole è mai andato a vedere gli utili che Busitalia continua a incassare?</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Secondo noi no.</strong></p>
<p class="text-justify">Già negli scorsi anni abbiamo denunciato come il lavoro dei dipendenti Busitalia sia mal retribuito e spinto al massimo della produttività, e come le firme continue dei sindacati concertativi continuino a produrre ricchezza per l'azienda e povertà e sfruttamento per i lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Ancora una volta l'azienda ridistribuisce briciole a chi produce utili per milioni di euro. Ancora una volta, tenere salari e retribuzioni sotto la soglia di povertà sembra essere per gran parte del sindacato una condizione &quot;fondamentale&quot;, affinché i lavoratori siano costretti ad aumentare il proprio impegno e la propria produttività nel tentativo di sbarcare il lunario, regalando così all'azienda utili da capogiro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una azione sindacale seria avrebbe dovuto bloccare tutti i servizi a mercato per alzare la posta e ottenere un reale miglioramento delle condizioni economiche e lavorative dei lavoratori. Purtroppo, ancora una volta, chi firma beneficerà di laute ricompense, mentre i lavoratori saranno costretti ad aumentare la produttività in cambio di poche briciole di salario da portare a casa per sfamare le proprie famiglie.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato,&nbsp;<em>Federazione Regionale Umbria </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 18:32:56 +0200</pubDate>
                        <title> Altissima adesione allo sciopero EasyJet, cancellati oltre 50 voli. USB chiede incontro al Ministero dei Trasporti</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/altissima-adesione-allo-sciopero-easyjet-cancellati-oltre-50-voli-usb-chiede-incontro-al-ministero-dei-trasporti-1833.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Altissima adesione allo sciopero di 24 ore del personale navigante di EasyJet che si sta svolgendo con disagi per la cancellazione di oltre 50 voli da tutte le destinazioni da e per Malpensa, Fiumicino e Napoli. Si rivendica la necessità di trovare le risposte alle questioni in ballo da oltre un anno a questa parte: accesso al tavolo di trattativa per CCA; riconoscimento dell’organizzazione sindacale, tematiche di categoria. L’azienda ha proceduto a sostituzioni del personale in sciopero con dipendenti di altri branch provenienti da basi estere, cosa che consideriamo scorretta e antisindacale.<br /> <br /> USB ha chiesto un incontro e l’intervento del Ministero dei Trasporti, che al momento con nostro stupore non sta convocato l’organizzazione sindacale, lasciando la vertenza senza soluzione e senza mediazione. La situazione che sta diventando incandescente si colloca nel quadro del via libera dato dal board della low cost all’offerta di acquisizione da parte di Castlelake, un fondo americano di Minneapolis che ha rilanciato l’interesse a 6,9 sterline ad azione per un valore complessivo, come riferito da diverse fonti stampa.<br /> <br /> USB avrà cura di seguire ogni evoluzione dell’interesse di questo Fondo nella compagnia e di questo nuovo tassello del contesto, seguendo ogni ipotesi di futuri piani industriali e gestione degli assetti. Abbiamo purtroppo esperienza nelle cessioni di compagnie aeree di spezzatini, rivendita di asset per massimizzare i profitti e di solito questi passaggi sono sempre tutti pagati dai lavoratori con trasferimenti di attività e conseguenti licenziamenti collettivi.<br /> La protesta riprenderà finita la fascia di garanzia serale dopo le 21.00. USB non si fermerà finché non ci saranno risposte.<br /> <br /> <strong>Coordinamento Nazionale Trasporto Aereo Vettori</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 18:06:55 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Marche: NO alle gare; difendiamo il trasporto pubblico e i nostri diritti.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/tpl-marche-no-alle-gare-difendiamo-il-trasporto-pubblico-e-i-nostri-diritti-1814.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo diversi incontri tra USB e la Regione Marche, una sola cosa è ormai certa: la volontà politica della Regione è quella di affidare il Trasporto Pubblico Locale tramite gara, archiviando definitivamente la proposta di USB di una gestione totalmente pubblica mediante affidamento in-house.</p>
<p class="text-justify"><strong>Fare la gara significa aprire la porta ai privati, il cui unico obiettivo è il profitto, in contrasto con i principi che devono ispirare un servizio pubblico essenziale.</strong></p>
<p class="text-justify">Ad oggi non esiste alcuna certezza sul mantenimento delle attuali condizioni contrattuali ed economiche. La clausola sociale, pur prevista nel TPL, non garantisce il mantenimento dei livelli retributivi. Le norme europee, infatti, limitano fortemente la possibilità di conservare le condizioni esistenti, anche solo dopo il primo anno di affidamento, con il concreto rischio di riduzione dei salari, peggioramento degli orari e delle turnazioni, peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Inoltre, la Regione ha anche deliberato la possibilità di introdurre il servizio a chiamata, una scelta estremamente pericolosa perché rappresenta il primo passo verso una ulteriore riduzione dei servizi offerti ai cittadini.</p>
<p class="text-center"><strong>USB DICE NO ALLE GARE</strong></p>
<p class="text-center"><strong>No alla privatizzazione del Trasporto Pubblico Locale.<br /> No al peggioramento delle condizioni degli autoferrotranvieri.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Per difendere salario, diritti, occupazione e qualità del servizio pubblico.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>SCIOPERO REGIONALE di 4 ore</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Venerdì 24 luglio 2026&nbsp;</strong><strong>dalle ore 11:30 alle ore 15:30</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Marche</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 18 Jul 2026 19:56:36 +0200</pubDate>
                        <title>Ancora un omicidio sul lavoro nelle ferrovie </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/ancora-un-omicidio-sul-lavoro-nelle-ferrovie-1959.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Verso le 13,00 di ieri, <strong>Maher Ghrasli,</strong> un lavoratore delle ferrovie di circa 45 anni è rimasto ucciso da un treno in transito su un binario di corsa della stazione di S. Giorgio di Nogaro, dove stava effettuando servizio.</p>
<p class="text-justify">Come sempre il primo pensiero va ai familiari e ai compagni di lavoro del ferroviere rimasto ucciso, ai quali tutta USB si unisce in cordoglio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Poi si avanza la nostra rabbia per l’ennesimo incidente mortale sui binari ferroviari del nostro Paese; un ambito lavorativo di grandi rischi e soggetto a rigide norme procedurali ma dove da tempo prevale la sconsiderata pretesa, delle imprese del settore, di piegare i criteri organizzativi alle logiche produttivistiche e ai risultati di profitto finanziario.</strong></p>
<p class="text-justify">Nelle scarne notizie ufficiali si dichiara che, sceso (forse dalla parte bagliata) dal locomotore sui stava svolgendo la manovra, il lavoratore sarebbe scivolato e finito sul binario dove transitava il treno che l’ha travolto; una ricostruzione tanto sommaria quanto assurda che, come accade spesso nella cronaca di questi casi, non tiene conto proprio delle caratteristiche dell’attività in cui si è determinato l’incidente.</p>
<p class="text-justify"><strong>Prima di tutto: </strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>come è possibile che una, eventuale, distrazione del lavoratore possa essergli costata la vita? </strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>perché mentre si stava effettuando una manovra che prevedeva la discesa dal locomotore, sul binario di corsa attiguo è stato fatto transitare un treno a piena velocità? </strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il lavoratore rimasto ucciso era da solo sul locomotore? </strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>perché in una delle ore più calde della giornata il lavoratore (tanto più se era da solo) era impegnato in una attività esposta al sole cocente di questo particolare periodo, malgrado vigano in tutta Italia ordinanze regionali che obbligano alla sospensione delle attività all’aperto, normalmente, dalle 12,00 alle 16,00?</strong></li> </ul><p class="text-justify">Poche preliminari domande che auspichiamo si pongano anche gli organi di inchiesta e inquirenti nel lavoro di indagine sulle cause di questo ennesimo omicidio sul lavoro in ambito ferroviario.</p>
<p class="text-justify">Proprio le proibitive condizioni climatiche di questi giorni devono essere al centro dell’attenzione degli organi ispettivi sui luoghi di lavoro, perché sappiamo che in molte realtà lavorative vengono violate le prescrizioni di legge per la tutela dei lavoratori dal “rischio termico”, innescando così una dinamica dannosa che, oltre al pericolo dell’esposizione al forte calore, incidendo sulla sua condizione psico-fisica, pone il lavoratore in stato di bassa reattività rispetto a tutti gli altri rischi specifici del lavoro.</p>
<p class="text-justify">Per questo USB ha annunciato un pacchetto di 16 ore di sciopero da attuare, senza preavviso, nelle aziende dove vengono segnalate violazioni delle norme per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>A questo annuncio ha risposto perentoria la commissione di garanzia scioperi (commissione antisciopero), indicando il rischio calore come non sufficiente per l’indizione di scioperi senza preavviso (art. 2, comma 7, L. 146/90).</strong></p>
<p class="text-justify">Lo diciamo subito e chiaramente che non saranno le rinfrescate pretese della commissione a farci desistere dalla proclamazione di scioperi in loro violazione, dove necessario anche senza preavviso, perché il nosttro primo obiettivo è la difesa del diritto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori: tutto il resto può attendere. Valuteremo nelle prossime ore l’opportunità di dichiarare uno sciopero per l’incidente in cui è rimasto ucciso il lavoratore<strong> Maher Ghrasli, </strong>mentre seguiremo d’appresso lo svolgimento delle indagini a cui daremo tutto l’apporto di cui abbiamo facoltà, sia come organizzazione sindacale che come lavoratori del settore ferroviario.</p>
<p class="text-justify"><em>UNIONE SINDACALE DI BASE&nbsp;&nbsp; Lavoro Privato - Attività Ferroviarie</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:05:30 +0200</pubDate>
                        <title>La viralità del potere e il rimedio della lotta: sulla nomina del nuovo AD del gruppo FS </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/la-viralita-del-potere-e-il-rimedio-della-lotta-sulla-nomina-del-nuovo-ad-del-gruppo-fs-1106.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la modalità delle cosiddette infezioni virali nei sistemi informatici, anche ai vertici manageriali di FSI si riproducono figure che, per quanto incensate dalla vulgata della stampa padronale e partitica, con la loro continuità progettuale mercatista, di fatto inceppano il sistema ferroviario nella sua funzione di servizio sociale universale, minando la sua capacità industriale dall’interno, depotenziando impianti di produzione e manutenzione, con gli enormi tagli di personale e di tutele contrattuali per i ferrovieri dell’esercizio, operati selvaggiamente nell’ultimo decennio, a tutto vantaggio della penetrazione privata nel settore.</p>
<p>Per altro, la famigerata “panchina corta dei manager che possono dirigere le ferrovie”, così definita dall’allora neo eletto amministratore delegato del Gruppo FSI Stefano Donnarumma, dev’essersi, nel frattempo del suo milionario, incompiuto mandato, ulteriormente accorciata se a sostituirlo arriva, direttamente dalla reggenza di Trenitalia, Giampiero Strisciuglio.</p>
<p>Informazioni sulle magnifiche sorti e progressive del nuovo Amministratore le si può leggere direttamente dai siti delle ferrovie e dalla suddetta stampa amica, dove però manca (ma mica fa meraviglia …) quella sulla sua imputazione per omicidio e disastro ferroviario colposi per la strage di cinque lavoratori della manutenzione infrastrutture in appalto, travolti da un treno nella notte del 30 agosto 2023; imputazioni per le quali la procura di Ivrea ha chiesto il &nbsp;&nbsp;rinvio a giudizio per 21 indagati, tra cui lo stesso, allora amministratore di RFI, Strisciuglio che il 30 settembre prossimo comparirà davanti al giudice per l’udienza preliminare: così l’informazione sul supermanager ci pare, almeno, più trasparente.</p>
<p>Nel frattempo il servizio ferroviario è sempre al centro dell’allarmata attenzione della popolazione che, se non si trova a aspettare un treno che non arriva puntuale, può trovarsi in uno su cui crollano detriti della galleria trivellata dall’esterno; e dei ferrovieri stessi che per i medesimi casi continuano a rischiare quotidianamente la propria salute e incolumità.</p>
<p>E come se niente fosse prosegue pure il disinvolto lavorio delle compagini aziendali e sindacali firmatarie per la contrattazione e lo svolgimento cosiddette relazioni industriali ambito ferroviario, con il quale lavorio, settore per settore, dette compagini vanno procedendo verso ulteriori avvitamenti normativi e gestionali che, al costo di pochi spicci in busta paga, sottrarranno ulteriori tutele esistenziali ai ferrovieri e a cascata ai lavoratori delle imprese private del settore: mentre sono 8 anni che impediscono ai ferrovieri stessi di rinnovare le loro rappresentanze sindacali e per la sicurezza sul lavoro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Lo diciamo ancora una volta che, come per le intere sorti del Paese, non sarà certo un manager o un politico della provvidenza a ridare una prospettiva di recupero della loro funzione sociale alle ferrovie ma l’iniziativa organizzata e coordinata dei lavoratori e dei blocchi popolari, tutti fondamentalmente interessati alla rivendicazione di una visione sociale del lavoro e dei servizi pubblici, della salute, dell’istruzione e della dignità economica e esistenziale della persona lavoratrice e cittadina.</p>
<p>Da parte nostra, dunque, nessuna felicitazione per la nomina del “nuovo” a del Gruppo FSI, quanto il ribadito impegno a promuovere e sostenere la necessaria lotta di lavoratori e cittadini a contrasto delle politiche manageriali di mercato che, a colpi di mano e di involuzione legislativa, stanno pervadendo e contaminando ogni istanza della vita sociale nel nostro Paese.</p>
<p>Continueremo perciò a sostenere ogni iniziativa di mobilitazione ambito ferroviario ritenendo allo stesso tempo necessario un affondo di conflittualità sindacale che a partire da settembre dovrà vedere i ferrovieri compatti nella volontà di sfondamento dei limiti della legge 146/90, recentemente indicati dal Comitato Europeo per i Diritti Sociali, come non conformi ai trattati comunitari sottoscritti dallo Stato italiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ancora agitati! Ancora alla lotta! Ancora più dura! </strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 05 Jul 2026 13:46:10 +0200</pubDate>
                        <title>USB Vettori Aerei - EasyJet sciopero di 24 ore si tutti i voli in partenza dal territorio nazionale 5 luglio 2026</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/usb-vettori-aerei-easyjet-sciopero-di-24-ore-si-tutti-i-voli-in-partenza-dal-territorio-nazionale-5-luglio-2026-1349.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>EasyJet sciopero di 24 ore si tutti i voli in partenza dal territorio nazionale&nbsp;5 luglio 2026&nbsp;- Saranno osservate le fasce di garanzia e voli Enac.</p>
<p>Continua il braccio di ferro tra i lavoratori EasyJet e l’azienda sorda alle richieste che USB porta avanti da un anno, e anche con questo sciopero cancellazioni a monte della maggior parte dei voli schedulati. Alla giornata del 13&nbsp;giugno&nbsp;si aggiunge un nuovo momento di lotta di 24 ore e ci chiediamo chissà cosa aspetti Easyjet a riconoscere USB . A più di un anno dall’inizio della vertenza il management del branch italiano sta sacrificando i risultati operativi sull’altare della difesa di un sistema, volendo ignorare come in questo caso che i lavoratori sono con USB.</p>
<p>Le ragioni dello sciopero sono state le seguenti: 1) riconoscimento dell’organizzazione; 2) richiesta del tavolo per il rinnovo del CCA; 3) stabilizzazioni del personale precario ed aumento degli organici; 4) tematiche di categoria varie. Non capiamo davvero quale sia la strategia aziendale se non quella di subire una serie di azioni che inevitabilmente saranno crescenti. USB è l’organizzazione sindacale più rappresentativa in azienda e EasyJet si sta dimostrando totalmente irragionevole e sorda alle disponibilità da noi già dichiarate di trovare soluzioni negoziali. I numeri parlano chiaro, le organizzazioni al tavolo delle trattative non sono sufficientemente rappresentative della volontà della categoria per sottoscrivere inteste, stante l’esclusione della nostra sigla.</p>
<p>Per queste modalità discriminatorie andremo avanti sindacalmente con tutti gli strumenti ed attendiamo pertanto un’adesione massiccia e senza remore perché i lavoratori possono contare su USB.</p>
<p>Unione Sindacale di Base</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:49:36 +0200</pubDate>
                        <title>Mercitalia Shunting &amp; Terminal: dalla &quot;confluenza immediata&quot; al &quot;forse nel 2029&quot; nel Contratto FS. 6 e 7 luglio sciopero, Martedì 11:30 a presidio Piazza della Croce Rossa, Roma</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nel maggio 2025 era stato promesso ai lavoratori del settore manovra Mercitalia, società del gruppo FSI, che la confluenza economica nel Contratto Aziendale FS sarebbe stata completata entro giugno 2026.</p>
<p>Oggi, invece, si parla di una maturazione graduale del salario di produttività fino al 100% nel 2029. Tradotto: ciò che doveva essere riconosciuto oggi viene rinviato di altri tre anni, sempre che si concretizzi davvero. Nel frattempo, i lavoratori continuano a perdere fino a 400 euro al mese rispetto ai colleghi del Gruppo FS.</p>
<p>Questa non è una conquista: è l'ennesimo rinvio, l'ennesima promessa, l'ennesimo sacrificio chiesto sempre agli stessi.</p>
<p>E mentre si rinvia la piena confluenza economica, si continua a raccontare che &quot; non sono emerse criticità&quot;. Davvero non ci sono criticità quando migliaia di lavoratori percepiscono centinaia di euro in meno ogni mese?</p>
<p>Per USB la risposta è semplice: no! Basta chiedere pazienza a lavoratori che aspettano da troppo tempo il rispetto degli impegni assunti. Il rispetto degli accordi si misura con gli stipendi, non con i comunicati. Per questo la mobilitazione continua. Non accettiamo lavoratori di serie B nel Gruppo Ferrovie dello Stato.</p>
<p>Il 6 e 7 luglio sciopero! Il 7 luglio ore 11.30 tutti al presidio davanti alla sede del gruppo FS – Piazza della Croce Rossa, Roma. Chi lotta conquista diritti. Chi si accontenta dei rinvii continua a pagare il conto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB LAVORO PRIVATO - TRASPORTI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:44:42 +0200</pubDate>
                        <title>AMC:  Intollerabile la regolare sceneggiatura dei disservizi.  Manager e promozioni a go-go per avvalorare l’incapacità di programmare servizi di trasporto locali presentabili!</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/amc-intollerabile-la-regolare-sceneggiatura-dei-disservizi-manager-e-promozioni-a-go-go-per-avvalorare-lincapacita-di-programmare-servizi-di-trasporto-locali-presentabili-1049.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo a più riprese invitato il sindaco di Catanzaro con delega ai trasporti a “dedicarsi” alle esigenze minime degli utenti, che utilizzano i bus, la risposta è sempre stata quella di avere affidato il TPL ad un manager capace!</p>
<p>Un manager che ha ripresentato il piano estivo del trasporto locale fotocopiando quello dell’anno precedente – che era già stato copiato dall’altro anno, uno vero sforzo manageriale.</p>
<p>Ma fosse solo questo potremmo anche sollecitare altro modello di trasporto senza denunciare pubblicamente attraverso la stampa; purtroppo, l’incapacità gestionale colpisce l’utenza ed i lavoratori addetti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>-negli autobus mancano le martelline per una evacuazione in caso di incidente – più volte segnalato più volte conservato nei cassetti dell’azienda;</p>
<p>-il lavaggio dei bus ormai e diventato una chimera, bus in condizioni inammissibili sporchi di dentro e di fuori ( foto allegate ) che con le attuali temperature emanano un olezzo di primule! Lo stesso lavaggio e officina dell’azienda ormai sono chiusi da anni.</p>
<p>-Personale senza abilitazione e formazione su come posizionare i mezzi in sicurezza, utilizzo dei DPI, messa a terra ed erogazione, i divieti da utilizzare nel raggio di erogazione ecc.. - che effettua il caricamento del GAS, perché il manager ha deciso così!</p>
<p>-Soliti ricorsi giudiziari del personale che giustamente ha svolto mansioni non proprie con spese superiori ai centomila €uro, di risarcimento e legali che non finiscono mai; ormai è diventata una prassi perdere in tribunale da parte della AMC! Tutto a carico della comunità indubbiamente.</p>
<p>E come recuperare fondi ? incitando i verificatori che spesso NON sono verificatori ma autisti, ad effettuare più multe possibili almeno cosi NON diamo un servizio di trasporto ma tartassiamo con multe gli utenti!</p>
<p>Ma non contenti ancora oggi altri incarichi senza nessuna organizzazione del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarebbe ora che il sindaco relazionasse ai rappresentati dei lavoratori sul TPL, su quali provvedimenti intende prendere per la nostra città, perché andare avanti girandosi dall’altra parte non è più possibile, ne vale per la dignità della città e dell’utenza.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:42:24 +0200</pubDate>
                        <title>La “panchina corta” e strapagata dei manager ferroviari e la lunga strada della giustizia penale e sociale</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/la-panchina-corta-e-strapagata-dei-manager-ferroviari-e-la-lunga-strada-della-giustizia-penale-e-sociale-0944.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La nostra nota avversione alla galera, per ovvi motivi di classe che non siamo qui a ribadire, non ci impedisce di ritenere fin troppo attenuata la pena della reclusione a cinque anni, confermata ieri dalla Cassazione, all’ex amministratore delegato del Gruppo FSI Mauro Moretti, per il residuo reato di disastro ferroviario nel processo per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 (32 persone rimaste uccise nelle loro case o per strada, nell’incendio provocato dal gas GPL fuoriuscito da uno dei 14 carri cisterna del convoglio ferroviario deragliato presso la stazione di Viareggio).</p>
<p>Processo durato diciassette anni, durante i quali, per le manovre dilatorie delle difese degli imputati, sono caduti in prescrizione più capi di imputazione che, giudicati opportunamente, avrebbero sicuramente reso maggiore giustizia ai familiari delle vittime e all’intera cittadinanza lavoratrice del Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma tant’è: se la realtà del potere ancora derubrica il precetto giuridico della “Legge è uguale per tutti” a norma che “vale fino a un certo punto …”, (cit.), prendiamo atto di quanto resta di questo lungo e doloroso processo come di un avamposto conquistato dalla dura lotta di resistenza dell’associazione di familiari “il Mondo che vorrei” e delle altre associazioni militanti della città e dei ferrovieri, da cui far proseguire l’iniziativa politica e sindacale per la rivendicazione di reali tutele per la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Restando in tema di potere e di amministratori delegati, ieri è stata pure la giornata delle dimissioni dell’a.d. del Gruppo FSI Stefano Donnarumma che, nel ruolo di capro espiatorio per il dissesto del servizio ferroviario italico, si porta in banca 1,5 mln di euri, e forse più, di buona uscita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non è il trasferimento di cotanta finanza pubblica nelle casse private di questo o quel manager che interessa principalmente, quanto capirne il perché.</p>
<p>E qui si torna ai manuali dello smantellamento degli apparati produttivi pubblici a vantaggio della speculazione economico/finanziaria dell’intrapresa privata con annesso abbattimento delle tutele per le lavoratrici e i lavoratori dei settori interessati.</p>
<p>Per quello ferroviario abbiamo a disposizione un vero laboratorio di riscontro di tale manualistica, dove, il Donnarumma ha potuto solo cimentarsi nel rilancio di politiche già garantite, al padronato organizzato, da una lunga sfilza di suoi predecessori.</p>
<p>Un’assetto industriale come le Ferrovie Statali, in cui erano impiegati oltre duecentomila lavoratori, ridotto, da una riserva di manager strapagati, a un’aggregato di società che garantisce la penetrazione dei grandi gruppi di investimento privato nei propri gangli organizzativi e produttivi, esponendo l’intero sistema ai loro criteri di speculazione economica e finanziaria.</p>
<p>Un servizio pubblico, quello ferroviario, da anni nel mirino dell’opinione pubblica per le disavventure che vi possono capitare quotidianamente nella vita da pendolari o anche da occasionali viaggiatori.</p>
<p>Ma è soprattutto il progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza che impattano frontalmente sull’interesse pubblico, innescando un meccanismo di causa/effetto a tutto danno della sfera economico/sociale del Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I ferrovieri sono in stato di mobilitazione e agitazione permanenti da più di due anni per la rivendicazione di effettive tutele per la loro salute e sicurezza sul lavoro, denunciando il potenziale pericolo che il disagio delle loro condizioni di lavoro si possa riversare negativamente sulla stessa produzione del servizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due anni di scioperi fortemente partecipati contro la stipula di contratti e accordi di settore a perdere che, come quello per la riorganizzazione della manutenzione infrastrutture di RFI del 10 gennaio 2024, stanno stravolgendo l’esistenza dei lavoratori e stanno evidentemente danneggiando la capacità organizzativa e produttiva delle aziende; mentre da più di dieci anni gli stessi ferrovieri si vedono negato il diritto di eleggere proprie rappresentanze sindacali e per la sicurezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dunque non sarà un manager della provvidenza a restituire al sistema ferroviario italiano la sua dignità sociale, tanto più se si continua a convocare da quella che lo stesso Donnarumma ha definita “ la panchina corta” di chi può dirigere le ferrovie (il nostro dio ci scampi pure dalla riproposta maggiorata dell’attuale a.d. di Trenitalia Giampiero Strisciuglio alla guida del Gruppo FSI: ci pare già troppo sia ancora in ballo in pendenza del giudizio penale che lo riguarda per la strage di Brandizzo), ma la protratta lotta dei ferrovieri che noi continueremo a promuovere e a sostenere, per ristabilire adeguati rapporti di forza verso il potere combinato politico/padronale/sindacale-complice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, proprio in tema di assetti di potere, non possiamo non riservare un pensiero al ministro Matteo Salvini; un pensiero molto determinato dalla nostra valutazione del suo operato, anche, nel dicastero Trasporti e che per motivi di tempo e di spazio non siamo qui a ri-illustrare; un pensiero che in sintesi dice: DIMISSIONI SUBITO!</p>
<p>Roma 26 giugno 2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:01:02 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: l&#039;azienda nega il cambio del mezzo nonostante anomalie. Il bus a fuoco in superstrada</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-lazienda-nega-il-cambio-del-mezzo-nonostante-anomalie-il-bus-a-fuoco-in-superstrada-010010-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Ancora una volta si è sfiorata la tragedia.</strong></p>
<p class="text-justify">È solo l'ultimo di una lunga serie di episodi che, purtroppo, continuano a ripetersi.&nbsp;Nella serata di ieri, l'autobus proveniente da Montalto di Castro e diretto a Terni ha preso fuoco mentre percorreva la superstrada, per cause ancora in corso di accertamento. A evitare conseguenze ben più gravi è stata la professionalità del personale a bordo, conducente e bigliettaio che, già al momento della presa in servizio, avevano riscontrato evidenti anomalie sul veicolo chiedendone la sostituzione. Una richiesta che l'azienda ha inspiegabilmente respinto, dimostrando una grave sottovalutazione dei rischi e un inaccettabile superficialità nella gestione della sicurezza.</p>
<p class="text-justify">Da anni USB Lavoro Privato denuncia una situazione ormai insostenibile: manutenzioni insufficienti, scarsi investimenti e una gestione che continua a sacrificare la sicurezza di lavoratori e utenti. Ogni giorno conducenti e passeggeri vengono esposti a rischi che non possono più essere considerati inevitabili.<strong> È una vera e propria roulette russa.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Quanto bisognerà rischiare? Quanti altri episodi dovranno verificarsi prima che la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini diventi una priorità assoluta?</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora più grave è il comportamento dell'azienda nei confronti degli RLS. Nonostante le richieste formali di ottenere la relazione della commissione d'inchiesta sui precedenti episodi analoghi, la documentazione non è stata ancora consegnata, impedendo di fatto ogni seria verifica sulle cause e sulle misure adottate per evitare il ripetersi di simili eventi.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza non è un costo da comprimere, ma un diritto fondamentale e un obbligo preciso del datore di lavoro. Nessun bilancio e nessun utile possono valere più della vita e dell'incolumità dei lavoratori e dei cittadini che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regione Umbria.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 26 Jun 2026 20:48:00 +0200</pubDate>
                        <title>Roma, ancora sangue sui bus: basta! il 27 giugno 2026 è sciopero di 4 ore dalle ore 20:30 alle ore 00:30.</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/roma-ancora-sangue-sui-bus-basta-il-27-giugno-2026-e-sciopero-di-4-ore-dalle-ore-2030-alle-ore-0030-2056.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il 23 e il 26 giugno 2026 altri due conducenti ATAC sono stati aggrediti mentre svolgevano il proprio lavoro: uno sulla linea 045 al capolinea Ortona dei Marsi, l'altro sulla linea 773 in via Ramazzini. Non incidenti. Non episodi isolati. L'ennesimo atto di violenza contro lavoratori che hanno il solo torto di fare il loro mestiere.</p>
<p class="text-justify">Chi guida un autobus a Roma non lavora più in condizioni accettabili. Guida con un occhio allo specchio retrovisore e uno alle spalle, in attesa del prossimo colpo. Questa non è sicurezza sul lavoro: è abbandono istituzionale.</p>
<p class="text-justify">Lo sa l’azienda ATAC, lo sa il Comune; lo sa la Prefettura di Roma eppure dopo ogni aggressione arrivano le solite dichiarazioni, le solite promesse, il solito silenzio. <strong>Nessuna misura concreta, nessuna risposta strutturale, nessuna tutela reale per chi ogni giorno sale su quel mezzo e non sa se tornerà a casa intero.</strong></p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato, Trasporti Lazio e Or.S.A. TPL Lazio di fronte a queste ennesime violenze, di fronte all'ennesima inerzia aziendale e istituzionale, <strong>proclamano uno sciopero</strong> di 4 ore per tutti i dipendenti della superficie ATAC SPA, <strong>dalle ore 20:30 alle ore 00:30 del 27 giugno 2026</strong>, ai sensi dell'art. 2 comma 7 della Legge 146/90.</p>
<p class="text-center"><strong>Non è una risposta d'impulso. È l'unica risposta possibile quando chi dovrebbe garantire la sicurezza sceglie sistematicamente di non farlo.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>USB Lavoro Privato,Trasporti Lazio - ORSA TPL Lazio</strong></p>
<p class="text-justify"><strong><u>*prclamazione sciopero con modalità dello sciopero in allegato.</u></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:23:24 +0200</pubDate>
                        <title>Usb-Taxi: uno sciopero contro “la democrazia a senso unico”.  Il campidoglio vuole usare i taxi come parafulmine? Risponderemo con la lotta</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/usb-taxi-uno-sciopero-contro-la-democrazia-a-senso-unico-il-campidoglio-vuole-usare-i-taxi-come-parafulmine-risponderemo-con-la-lotta-0924.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il 27&nbsp;giugno&nbsp;a Roma i taxi scioperano, nel rispetto delle fasce di garanzia con il fermo del servizio dalle 08.00 alle 22.00. La protesta, rappresenta un segnale netto e deciso contro un metodo che ha trasformato il Campidoglio in una stanza degli specchi, un luogo dove l'Amministrazione decide da sola, calando decisioni unilaterali su una Categoria che non viene né concretamente consultata, né rispettata.</p>
<p class="text-justify">Riccardo Cacchione, coordinatore USB Taxi: “L’Amministrazione ha deciso di gestire la mobilità come se fosse un monologo, respingendo ogni nostra istanza prima ancora di ascoltarla. USB sciopera perché non accetta che temi fondamentali come il contrasto all'abusivismo e al Far-West degli NCC siano trattati con totale disinteresse, mentre al contempo vengono imposti dall’alto diktat su qualsiasi decisione. Siamo stanchi di un sistema in cui siamo invisibili quando si tratta di vedere riconosciuti i nostri diritti, mentre su di noi gravano esclusivamente tutti i doveri e gli oneri. Non abbiamo mai fatto sconti a nessuno e non ne faremo, non possiamo accettare di essere semplici esecutori di scelte prese da chi ignora la realtà della strada. Questa mobilitazione è la risposta necessaria a una gestione assurda e prevaricatoria che, se non invertirà la rotta, troverà USB-TAXI pronta a proseguire la lotta in ogni modalità possibile e su ogni fronte.”</p>
<p class="text-justify"><strong>I punti della protesta:</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Il Far-West dell’abusivismo.</strong> Roma è terra di conquista per multinazionali e per un esercito di NCC – romani ed extra-provinciali – che operano senza prenotazione e con tariffe libere svincolate, in totale spregio delle norme che impegnano il servizio di piazza. L'inerzia del Comune davanti a tutto questo è un segnale di complicità.</p>
<p class="text-justify"><strong>CHIAMATAXI 060609. </strong>Uno strumento che dovrebbe rappresentare l’APP del “brand comunale”, viene lasciato in uno stato di abbandono inammissibile, per di più con l’aggravante che le multinazionali nel frattempo spesso operano taglieggiando l’utenza con algoritmi “tarati” per danneggiare il SERVIZIO PUBBLICO TAXI.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Decisioni unilaterali.</strong> La pianificazione del nostro lavoro, dai turni alle “seconde guide”, è espressione lampante di decisioni assunte dall'alto. È la fine di ogni traccia di democrazia, il Comune pretende di decidere sulla pelle dei tassisti, senza aver mai affrontato i temi in maniera costruttiva e responsabile. Trattando la nostra condizione lavorativa come una “sorta di subordinazione” senza regole, o diritti.</p>
<p class="text-justify"><strong>Caos urbano. </strong>La viabilità è un giostra infernale. La Stazione Termini è peggio dell’inferno dantesco. Piazza Venezia è un labirinto fatto di trappole e semafori deliranti, con il transito sui Fori Imperiali negato senza motivo. Golf car, monopattini e bici elettriche sfrecciano impuniti, ignorando regole e obblighi, mettendo a rischio quotidianamente l’incolumità dei cittadini e la nostra patente. Le corsie preferenziali sono zone di carico/scarico merci. Gli eventi sono una via crucis predisposta per penalizzare chi deve lavorare, mai un corridoio d’accesso o aree di sosta praticabili.</p>
<p class="text-justify"><strong>Aggiornamento tariffe.</strong> Un adeguamento tariffario che mentre ignora l’inflazione reale, raggira perfino quanto stabilito dal regolamento, che lo inquadrava come elemento di compensazione degli accresciuti costi di gestione.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>La beffa degli indennizzi.</strong> Per arrivare al gioco delle 3 carte finale, dove l’incremento di 1.000 licenze taxi, inutile per i cittadini, la cui evidente funzione era solo dare copertura alle lacune del trasporto pubblico di linea, assume le caratteristiche della commedia dell’assurdo, in quanto anziché sostenere i tassisti per la scelta errata del Comune, trattiene “fruttuosamente” nelle casse comunali quanto spetta ai tassisti.</p>
<p class="text-justify">Queste sono solo alcune delle ragioni che rendono necessario lo sciopero dei tassisti il 27 giugno. La città subirà disagi, ma la responsabilità non è di chi lotta, ma di chi ha trasformato il confronto in un monologo e le regole in carta straccia. Imporre decisioni scorrette e assurde a chi garantisce un servizio pubblico – pagandone interamente ogni costo – non può esser definito neppure “mala gestione”, è un’imposizione che vuole calpestare la dignità di un’intera categoria di lavoratori. Quando il dialogo viene mistificato da chi detiene il potere, lo sciopero cessa di essere una scelta e diventa l’unica voce possibile per chi non accetta di essere invisibile.</p>
<p class="text-center"><strong>Il 27&nbsp;giugno&nbsp;scioperiamo, perché pretendiamo rispetto. Quando l’ingiustizia diventa “legge” ribellarsi è un dovere.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato Taxi</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:09:23 +0200</pubDate>
                        <title>Incontro Occhiuto-Uber: la Regione Calabria svende il territorio a chi ignora le regole fiscali </title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/incontro-occhiuto-uber-la-regione-calabria-svende-il-territorio-a-chi-ignora-le-regole-fiscali-0920.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Lavoro Privato-Taxi esprime la propria preoccupazione e sdegno per la partecipazione all’incontro presso l’American Chamber of commerce in Italy a Roma tra il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e i vertici di Uber, ma soprattutto sulle affermazioni che ha rilasciato.</p>
<p class="text-justify">È inaccettabile che il massimo rappresentante delle istituzioni calabresi decida di “applaudire” una multinazionale nota a livello globale per le sue politiche aggressive e, soprattutto, per una prassi consolidata di elusione fiscale.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Forse al Presidente Occhiuto sarebbe utile un interprete per comprendere a pieno concetti come “<strong>Disregard”</strong></p>
<p class="text-justify">(ignorare le regole) “<strong>Legislative Capture”</strong> (dinamica con la quale prende il controllo del processo decisionale) “<strong>Too big to ban”</strong> (obbligare la politica a inseguire l’azienda per regolarizzare le sue azioni) per giungere alla sintesi, <strong>“Lawbreaking as lawmaking”</strong> (infrangere la legge per creare la legge). Concetti che potrebbe trovare pienamente esposti nei famosi UBERFILES pubblicati nel 2022 dai quali emergevano una serie di esempi concreti sull’utilizzo di questi concetti.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ecco perché ci sembra assurdo e sconfortante che mentre i lavoratori del comparto taxi operano quotidianamente nel pieno rispetto delle norme, versando tra l’altro regolarmente le tasse allo Stato e sostenendo a proprie spese i costi del servizio pubblico, il Presidente Occhiuto fa briefing con un interlocutore i cui bilanci, ampiamente documentati anche da inchieste internazionali, sono definiti “astrusi” rispetto alla mole di fatturato &nbsp;e ai profitti dichiarati.iii Ci chiediamo: quali sono le priorità del Governo regionale? La Calabria sta vivendo una crisi sistemica drammatica. La sanità è al collasso, il trasporto pubblico locale intercomunale è un servizio fantasma che isola le comunità e la situazione sociale, tra precariato e povertà dilagante, richiede risposte urgenti e concrete.&nbsp;<br /> Invece di concentrarsi sul rafforzamento dei servizi pubblici essenziali e sulla tutela dei lavoratori locali, il Presidente Occhiuto preferisce inseguire una visione miope, orientata esclusivamente a una concezione &quot;turistica&quot; della regione:&nbsp;una Calabria ridotta a parco giochi per multinazionali, dove le regole si piegano agli interessi dei grandi player digitali a scapito delle reali esigenze del territorio e del tessuto economico del territorio.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Promuovere Uber in Calabria non significa innovare, ma significa importare un modello di frazionamento dell’utenza che penalizza sia i lavoratori del servizio taxi che l’utenza che si rivolge a questo SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE. &nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Un drenaggio di risorse e un attacco alle regole di cui la Calabria non ha sicuramente la necessità.&nbsp;</strong><br /> USB Taxi chiede chiarezza immediata su quali siano stati i passaggi presentati nell’incontro e vogliamo verificare fino in fondo la piena e corretta applicazione della normativa vigente. Sentir parlare Tony West di volere un “quadro normativo” chiaro e flessibile di innovazione e liberalizzazioni per generare nuova occupazione, ci sembra come mettere una volpe a guardia del pollaio. Si tratta di capire se il “contadino” è complice della volpe o invece se intende difendere gli interessi della “fattoria”. Il territorio calabrese non ha bisogno di scorciatoie che bypassano il rispetto delle regole sia fiscali che quelle volte alla tutela dei lavoratori, ma di un sistema di trasporti pubblico, efficiente e dignitoso e rivolto a tutti, universale con tariffa amministrata e non con algoritmi orientati dal censo.&nbsp;<br /> Il presidente Occhiuto la smetta di cercare &quot;sponsor&quot; stranieri per nascondere i propri fallimenti e torni a occuparsi dei problemi reali dei cittadini.&nbsp;<br /> &nbsp;<br /> <strong>Quando l’ingiustizia diventa “legge”ribellarsi è un dovere.&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato -TAXI&nbsp;</em></p><table class="contenttable"> 	<tbody> 		<tr> 			<td style="height:0px; width:24px">&nbsp;</td> 		</tr> 		<tr> 			<td>&nbsp;</td> 			<td>&nbsp;</td> 		</tr> 	</tbody> </table><div><p>&nbsp; </p><div></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:26:09 +0200</pubDate>
                        <title>Rinnovo CCNL Autoferrotranvieri 2027 – 2029; USB presenta la piattaforma contrattuale e chiede l’apertura immediata del tavolo negoziale. </title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-ccnl-autoferrotranvieri-2027-2029-usb-presenta-la-piattaforma-contrattuale-e-chiede-lapertura-immediata-del-tavolo-negoziale-1628.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il Coordinamento Nazionale TPL, USB Lavoro Privato, ha trasmesso oggi a mezzo PEC, la propria proposta di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli Autoferrotranvieri e degli Internavigatori per il triennio 2027-2029. La piattaforma è stata inviata alle associazioni datoriali del settore – ASSTRA, ANAV e AGENS – nonché alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero del Lavoro e parti sociali.</p>
<p class="text-justify">Venerdì 12 giugno 2026, a Roma, i delegati USB del Trasporto Pubblico Locale provenienti da ogni regione d'Italia si sono riuniti in assemblea nazionale per discutere e votare la nuova piattaforma; il risultato è stato netto: approvazione all'unanimità. Una piattaforma costruita con e dai lavoratori del settore, traducendo in richieste concrete ciò che ogni giorno conducenti, operatori e addetti vivono su strada, in deposito, a bordo.</p>
<p class="text-justify">Il contratto attualmente in vigore scade il 31 dicembre 2026; USB LP ritiene indispensabile avviare il confronto negoziale con congruo anticipo, per scongiurare i ritardi e i vuoti contrattuali che hanno già colpito i lavoratori nelle precedenti tornate.</p>
<p class="text-justify">Negli ultimi tre anni l'inflazione ha eroso in misura dura il potere d'acquisto dei lavoratori, a ciò si aggiunge la scelta politica guerrafondaia del governo Meloni: ogni miliardo destinato agli armamenti è un miliardo sottratto ai salari, ai servizi pubblici, ai trasporti, alla sanità, all'istruzione.</p>
<p class="text-justify"><strong>La proposta di USB LP non si limita ad affrontare la questione economica e clausole normative, con determinazione si inserisce in un quadro più ampio rivendicando:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>la gestione pubblica del servizio come regola e non come eccezione;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il diritto alla mobilità come diritto fondamentale della persona, non come merce soggetta alle logiche di mercato;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il ricorso alla concorrenza e all'esternalizzazione come misura eccezionale, da motivare e circoscrivere.</strong></li> </ul><p class="text-justify">Una piattaforma contrattuale che affronta con decisione: aumenti retributivi congrui rispetto all'erosione del potere d'acquisto degli ultimi anni; introduzione di un meccanismo economico di adeguamento automatico dei salari al costo della vita, una nuova scala mobile capace di difendere stabilmente il potere d'acquisto delle retribuzioni; rafforzamento delle norme su malattia, malattie professionali e lavori usuranti; tutele concrete per il personale inidoneo; regolamentazione stringente delle esternalizzazioni e dei sub-affidamenti; potenziamento dei diritti sindacali e dell'agibilità delle RSU; misure efficaci contro le aggressioni al personale e per la sicurezza sul lavoro</p>
<p class="text-justify">Ai sensi dell'art. 3, comma 2 del CCNL 28 novembre 2015, USB LP ha richiesto formalmente l'apertura del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori 2027-2029..</p>
<p class="text-justify"><strong>Il trasporto pubblico locale è un servizio pubblico essenziale: le lavoratrici e i lavoratori che lo tengono in piedi meritano un contratto all'altezza, firmato in tempo, senza compromessi al ribasso.</strong></p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL </em></p>
<p><em>*<u><strong> Piattaforma inviata e sua sintesi - parti qualificanti -in allegato</strong></u></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:49:16 +0200</pubDate>
                        <title>Sentenza storica del Tribunale di Roma: COTRAL condannata. Bocciato l&#039;accordo OO.SS. firmatarie sulle ferie</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/sentenza-storica-del-tribunale-di-roma-cotral-condannata-bocciato-laccordo-ooss-firmatarie-sulle-ferie-1654.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Con sentenza n. 7116/2026 (RG 16484/2025, pubblicata il 17 giugno 2026), il Tribunale di Roma – Sezione Lavoro ha condannato COTRAL S.p.A. al pagamento in favore di 6 conducenti, riconoscendogli tutte le indennità nella retribuzione delle ferie, specificando le mansioni da includere: turni avvicendati, lavoro notturno e domenicale, indennità di nastro, presenza, ristrutturazione, agente unico, premio mancati sinistri, diaria e aggio autisti.</p>
<p class="text-justify">Il giudice richiama la giurisprudenza costante della Corte di Giustizia UE (art. 7 Direttiva 2003/88/CE): durante le ferie il lavoratore deve trovarsi in una condizione economica paragonabile a quella dei periodi di lavoro, perché qualsiasi decurtazione anche solo potenzialmente dissuasiva rispetto al godimento delle ferie è incompatibile con il diritto dell'Unione.</p>
<p class="text-justify">La sentenza non si limita ad accogliere il ricorso: boccia espressamente l'accordo nazionale firmato il 10 maggio 2022 dalle OO.SS. firmatarie del CCNL autoferrotranvieri, che ha introdotto un'indennità ferie forfettaria di soli € 8,00 giornalieri dal 01 luglio 20222. Il Tribunale lo definisce testualmente una <strong>&quot;misura forfettaria non correlata alle effettive componenti della retribuzione individuale&quot;, inidonea a garantire il mantenimento della retribuzione ordinaria.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Per essere chiari l’accordo, anziché applicare un principio di diritto ormai consolidato, lo ha penalizzato scaricando sui singoli lavoratori l'onere di rivolgersi al giudice per ottenere ciò che la contrattazione avrebbe dovuto già garantire.</strong></p>
<p class="text-justify">Non è un caso isolato. Si tratta dell'ennesima sentenza, dopo numerose pronunce di legittimità e di merito in tutta Italia, che conferma il principio della retribuzione feriale piena. USB Lavoro Privato ha promosso e sta promuovendo numerose cause su questo terreno, con esito largamente favorevole ai lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una contraddizione che non è nuova.</strong> La logica con cui le confederazioni firmatarie hanno negoziato questo accordo ricorda da vicino un'altra vicenda: quella della legge 146/90 sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, su cui il Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), a seguito di ricorso USB, ha già censurato non solo il legislatore e la Commissione di Garanzia, ma l'intero sistema di relazioni industriali che ha costruito e progressivamente irrigidito quelle restrizioni — con il concorso esplicito o implicito di CGIL, CISL e UIL.</p>
<p class="text-justify"><strong>Due vicende diverse, una stessa dinamica: diritti costituzionali, non comprimibili dalla contrattazione, che le confederazioni firmatarie mediano al ribasso — salvo essere smentite, di volta in volta, da un giudice o da un organo di garanzia internazionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato, Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:54:03 +0200</pubDate>
                        <title>Il servizio a chiamata non è trasporto pubblico; la resa della Regione Marche e il tradimento del diritto universale alla mobilità</title>
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		                        		https://trasporti.usb.it/leggi-notizia/il-servizio-a-chiamata-non-e-trasporto-pubblico-la-resa-della-regione-marche-e-il-tradimento-del-diritto-universale-alla-mobilita-1506.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Una scelta politica travestita da innovazione.</em></strong></p>
<p class="text-justify">Nei giorni scorsi la Giunta regionale delle Marche ha approvato una delibera che introduce in modo organico i cosiddetti servizi flessibili a chiamata nel trasporto pubblico locale, presentandoli come una misura di rafforzamento del servizio per cittadini, studenti e lavoratori delle aree a domanda debole, dei piccoli centri e delle zone interne. La stampa regionale ha accolto la notizia con il consueto entusiasmo acritico riservato a ogni annuncio istituzionale: titoli che parlano di “rivoluzione del trasporto pubblico”, di servizio che diventa “più efficiente, sicuro e sostenibile”, di una svolta che “rafforza” ciò che, nei fatti, da un decennio viene sistematicamente impoverito.</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato non si associa a questo coro. Quella delibera non è una misura di rafforzamento: è la formalizzazione di una resa. È la sostituzione del diritto alla mobilità con un servizio occasionale, residuale e strutturalmente inadeguato a garantire ciò che il trasporto pubblico di linea esiste per garantire.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il servizio a chiamata non è innovazione: è disinvestimento mascherato; la mobilità è un diritto, non un esercizio di contenimento della spesa.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Cosa dice davvero la delibera, dietro il linguaggio dell’efficienza.</strong></p>
<p class="text-justify">Il testo della delibera regionale definisce i nuovi servizi a chiamata come uno strumento che gli enti concedenti del TPL potranno attivare nell’ambito della propria autonomia organizzativa, con collegamenti a prenotazione, percorsi variabili, fermate dedicate e orari modulati in funzione delle richieste degli utenti. Il linguaggio utilizzato è quello, ormai consueto in questo tipo di provvedimenti, dell’efficienza, della capillarità e dell’utilizzo più razionale delle risorse disponibili.</p>
<p class="text-justify"><strong>Va detto con chiarezza ciò che quel linguaggio nasconde: </strong>l’introduzione del servizio a chiamata non nasce da un surplus di risorse da investire in più mobilità, ma dalla necessità di gestire un sistema di TPL che da almeno dieci anni subisce tagli strutturali, con risorse insufficienti rispetto ai costi reali del servizio, contratti di servizio bloccati che non riflettono l’aumento dei costi operativi, e un rinnovo del CCNL di settore le cui coperture finanziarie, pur annunciate dal Governo, non sono state effettivamente inserite nella legge di bilancio.</p>
<p class="text-justify">Per i pendolari sistematici – lavoratori con turni fissi, studenti con orari scolastici regolari – il servizio a chiamata rappresenta un declassamento radicale rispetto alla linea fissa: la rigidità della prenotazione anticipata è incompatibile con la natura imprevedibile della vita quotidiana –un ritardo, un cambio di programma improvviso – e la dipendenza da una soglia minima di prenotazioni rende il servizio vulnerabile alla sua stessa cancellazione nei giorni di domanda più bassa, cioè esattamente nei momenti in cui chi non ha alternative ne avrebbe più bisogno.</p>
<p class="text-justify"><strong>La trasformazione del servizio di linea in servizio a chiamata non è neutra sul piano occupazionale, e su questo punto la comunicazione istituzionale tace quasi sempre.</strong></p>
<p class="text-justify">Una rete di linea richiede una programmazione di turni stabile, conducenti assegnati a percorsi e orari definiti, organici calcolati sulla base di un’offerta certa. Un servizio a chiamata, per sua natura, richiede una disponibilità di personale variabile e proporzionale alla domanda effettiva: meno corse significano meno ore di guida necessarie, e quindi, nel tempo, organici ridotti o trasformati in forme di flessibilità contrattuale che replicano, sul lato del lavoro, la stessa precarietà imposta sul lato del servizio.Dieci anni di tagli progressivi, aziende del TPL in difficoltà strutturale; la sostituzione di corse di linea con servizi a chiamata non risolve la crisi occupazionale del settore ma <strong>la aggrava</strong>, perché riduce ulteriormente il fabbisogno di ore di guida stabili proprio mentre i lavoratori del comparto chiedono l’esatto contrario.</p>
<p class="text-justify"><strong>Usb Lavoro Privato rivendica:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Divieto di sostituire corse di linea esistenti con servizi a chiamata. </strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>Finanziamento adeguato e stabile del TPL come precondizione di ogni discorso sull’innovazione del servizio.</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>Piena tutela occupazionale dei lavoratori coinvolti in eventuali trasformazioni del servizio.</strong></li> </ul><p><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Marche</em></p>]]></content:encoded>
			
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