Aeroporto di Fiumicino, USB: primi contagiati tra il personale, nel silenzio assoluto di Aeroporti di Roma ed Enac

Roma -

La notizia che serpeggia da giorni tra i lavoratori aeroportuali di contagiati di Covid-19 tra i dipendenti impiegati nello scalo di Fiumicino è stata confermata nella serata di sabato e un lavoratore sarebbe purtroppo ricoverato in terapia intensiva.

 

Nell’aeroporto Leonardo da Vinci, nonostante il calo evidente del traffico aereo, i lavoratori di varie aziende lavorano insieme, si incontrano, passano allo stesso varco di entrata, condividono postazioni di lavoro.

E tante sono le denunce inviate da USB sul mancato rispetto delle norme emanate dai decreti e dal protocollo firmato tra governo e sindacati in merito alla salvaguardia della salute dei lavoratori, protocollo carta straccia che gli stessi firmatari non hanno provveduto a far rispettare.

 

Il trasporto aereo è considerato servizio pubblico essenziale, ma questo non significa che le aziende non siano obbligate a rispettare le norme emanate dai decreti e dallo stesso protocollo condiviso. Non significa soprattutto che i lavoratori non abbiano diritto al massimo della protezione in queste condizioni di estrema emergenza. A cominciare dal diritto a una corretta informazione su cosa succede sul proprio luogo di lavoro.

 

Il silenzio assordante del gestore Aeroporti di Roma e di ENAC, deputati alla direzione delle attività lavorative e al controllo e vigilanza sull’operato delle aziende, è inammissibile.

 

Ai telegiornali appaiono servizi di un aeroporto sotto controllo, pulito, sanificato ed efficiente. Ma la verità è che i lavoratori impiegati, già martoriati dagli effetti economici pesanti sulla loro retribuzione, sono preoccupati di contrarre il virus e contagiare i propri familiari.

 

USB chiede un intervento immediato ad Aeroporti di Roma ed ENAC che informi tutti i lavoratori di cosa sta succedendo in aeroporto e che intervenga a verificare il rispetto delle norme di sicurezza per tutti, dalla misurazione della temperatura in entrata, alle mascherine non consegnate, ai locali spogliatoi, bagni e sale ristoro non sanificati.

 

Lo stato di agitazione indetto nel trasporto aereo permane e se le incertezze che vivono i lavoratori sulla loro salute non vengono chiarite USB andrà avanti con ogni mezzo.

 

Esprimiamo la più profonda vicinanza ai lavoratori ammalati e alle loro famiglie.

 

                                                                                          Federazione Roma USB Lavoro Privato

 

 

                                                                            
Roma, 29 marzo 2020

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