Ancora un omicidio sul lavoro nelle ferrovie
Verso le 13,00 di ieri, Maher Ghrasli, un lavoratore delle ferrovie di circa 45 anni, dipendente dell’impresa privata InRail che svolge servizi di manovra in Friuli, è rimasto ucciso da un treno in transito su un binario di corsa della stazione di S. Giorgio di Nogaro, dove stava effettuando servizio.
Come sempre il primo pensiero va ai familiari e ai compagni di lavoro del ferroviere rimasto ucciso, ai quali tutta USB si unisce in cordoglio.
Poi si avanza la nostra rabbia per l’ennesimo incidente mortale sui binari ferroviari del nostro Paese; un ambito lavorativo di grandi rischi e soggetto a rigide norme procedurali ma dove da tempo prevale la sconsiderata pretesa, delle imprese del settore, di piegare i criteri organizzativi alle logiche produttivistiche e ai risultati di profitto finanziario.
Nelle scarne notizie ufficiali si dichiara che, sceso (forse dalla parte bagliata) dal locomotore sui stava svolgendo la manovra, il lavoratore sarebbe scivolato e finito sul binario dove transitava il treno che l’ha travolto; una ricostruzione tanto sommaria quanto assurda che, come accade spesso nella cronaca di questi casi, non tiene conto proprio delle caratteristiche dell’attività in cui si è determinato l’incidente.
Prima di tutto:
- come è possibile che una, eventuale, distrazione del lavoratore possa essergli costata la vita?
- perché mentre si stava effettuando una manovra che prevedeva la discesa dal locomotore, sul binario di corsa attiguo è stato fatto transitare un treno a piena velocità?
- il lavoratore rimasto ucciso era da solo sul locomotore?
- perché in una delle ore più calde della giornata il lavoratore (tanto più se era da solo) era impegnato in una attività esposta al sole cocente di questo particolare periodo, malgrado vigano in tutta Italia ordinanze regionali che obbligano alla sospensione delle attività all’aperto, normalmente, dalle 12,00 alle 16,00?
Poche preliminari domande che auspichiamo si pongano anche gli organi di inchiesta e inquirenti nel lavoro di indagine sulle cause di questo ennesimo omicidio sul lavoro in ambito ferroviario.
Proprio le proibitive condizioni climatiche di questi giorni devono essere al centro dell’attenzione degli organi ispettivi sui luoghi di lavoro, perché sappiamo che in molte realtà lavorative vengono violate le prescrizioni di legge per la tutela dei lavoratori dal “rischio termico”, innescando così una dinamica dannosa che, oltre al pericolo dell’esposizione al forte calore, incidendo sulla sua condizione psico-fisica, pone il lavoratore in stato di bassa reattività rispetto a tutti gli altri rischi specifici del lavoro.
Per questo USB ha annunciato un pacchetto di 16 ore di sciopero da attuare, senza preavviso, nelle aziende dove vengono segnalate violazioni delle norme per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
A questo annuncio ha risposto perentoria la commissione di garanzia scioperi (commissione antisciopero), indicando il rischio calore come non sufficiente per l’indizione di scioperi senza preavviso (art. 2, comma 7, L. 146/90).
Lo diciamo subito e chiaramente che non saranno le rinfrescate pretese della commissione a farci desistere dalla proclamazione di scioperi in loro violazione, dove necessario anche senza preavviso, perché il nosttro primo obiettivo è la difesa del diritto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori: tutto il resto può attendere. Valuteremo nelle prossime ore l’opportunità di dichiarare uno sciopero per l’incidente in cui è rimasto ucciso il lavoratore Maher Ghrasli, mentre seguiremo d’appresso lo svolgimento delle indagini a cui daremo tutto l’apporto di cui abbiamo facoltà, sia come organizzazione sindacale che come lavoratori del settore ferroviario.
UNIONE SINDACALE DI BASE Lavoro Privato - Attività Ferroviarie