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ARTICOLI DI Rassegna STAMPA 10 e 12 Agosto 2008


10 agosto 2008 - Corriere di Ragusa

Ragusa - Dal 15 settembre su decisione di Trenitalia Cargo
Chiudono dopo 115 anni gli scali merci di Ragusa e Comiso
La Cub trasporti lancia il grido di dolore. E i politici che fanno?

Dopo oltre un secolo la provincia iblea sprofonda nel passato, ai tempi dei carretti che percorrevano le polverose trazzere. La Divisione Cargo di Trenitalia ha difatti deciso di chiudere definitivamente gli ultimi due scali merci ancora attivi in provincia, quelli di Ragusa e Comiso. Il provvedimento entrerà; in vigore a partire dal prossimo 15 settembre. Al personale ferroviario delle due strutture ferroviarie è già stato comunicato il trasferimento a Gela. In provincia le merci arriveranno quindi solo su gommato, con un aggravio di costi non indifferente per le aziende. "Si conclude così una vicenda che deve fare vergognare l'intera provincia di Ragusa, a partire da chi la rappresenta - si legge in un comunicato della Cub Trasporti - a Roma, a Palermo, in provincia e nei Comuni. Sono anni che la Cub denuncia il progressivo smantellamento del servizio, che lancia allarmi e promuove incontri ed iniziative per bloccare il processo di dismissione di questa importante infrastruttura. Ebbene, cosa possiamo dedurre oggi che il misfatto si sta consumando (con decisioni prese come sempre nel mese di agosto), se non che quello che il sindacato di base ha denunciato, puntualmente non è stato preso sul serio da chi amministra questo territorio?".
"I ferrovieri della provincia di Ragusa - si continua a leggere nel comunicato della Cub Trasporti - sono amareggiati, delusi e arrabbiati. In questi anni si sono spesi con generosità per tenere alta l'attenzione sulla drammatica condizione dell'infrastruttura ferroviaria, in modo particolare quella del settore merci; anche a livello professionale hanno fatto ogni genere di sacrificio - scrive la Cub Trasporti - pur di salvaguardare la funzionalità degli scali, ma sono stati vittime di scelte scellerate che, smantellando il settore cargo delle Fs, penalizzano soprattutto le isole e l'intero meridione".
Alla luce di tutto ciò la domanda sorge spontanea: ma i nostri politici a Roma e Palermo cosa fanno? A pensar male si direbbe che scaldino solo le poltrone, visto che, a quanto pare, il loro peso è pressochè prossimo allo zero.

12 agosto 2008 - La Sicilia

L'intervento di Nino Minardo
«Adesso è il momento di reagire»
di Michele Barbagallo

Ragusa - Signori, si chiude. Dopo 115 anni gli scali merci di Ragusa e Comiso vengono cancellati dalla divisione cargo di Trenitalia. Lo denuncia in una nota la Cub Trasporti che sottolinea come dal 15 settembre anche il personale in servizio sarà trasferito a Gela. Dopo oltre un secolo, dunque, la provincia iblea sprofonda nel passato, ai tempi dei carretti che percorrevano le polverose trazzere. «Si conclude così una vicenda che deve fare vergognare l´intera provincia di Ragusa, a partire da chi la rappresenta - si legge in un comunicato della Cub Trasporti - a Roma, a Palermo, in provincia e nei Comuni. Sono anni che la Cub denuncia il progressivo smantellamento del servizio, che lancia allarmi e promuove incontri ed iniziative per bloccare il processo di dismissione di questa importante infrastruttura. Ebbene, cosa possiamo dedurre oggi che il misfatto si sta consumando (con decisioni prese come sempre nel mese di agosto), se non che quello che il sindacato di base ha denunciato, puntualmente non è stato preso sul serio da chi amministra questo territorio?». La Cub Trasporti critica la classe politica: «Le prese di posizione verbali, i comunicati stampa, le dichiarazioni, le promesse, il presenzialismo alle riunioni si sono rivelate solo una presa in giro, poiché mai nessuna azione incisiva, duratura, sincera e' stata portata avanti. Si fa un gran parlare di infrastrutture carenti, tanto che la nostra provincia è ultima in Italia in questo campo, eppure tutta la schiera di deputati e senatori che questa provincia ha avuto e ha, tutta la schiera di sindaci e amministratori, non ha mai intrapreso un'azione dura e conseguente per affermare il diritto di questo territorio alle infrastrutture che non ha e a mantenere quelle che ha. Abbiamo avuto presidenti regionali, sottosegretari ai trasporti, membri delle commissioni trasporti al parlamento nazionale, ma il risultato è lo sfascio totale e l'emarginazione economica e sociale del Ragusano». La Cub Trasporti contesta anche l'operato dei sindacati che «non hanno battuto ciglio» quando a fine luglio Trenitalia ha comunicato a Palermo la scelta di chiudere 13 scali in Sicilia. «I ferrovieri della provincia di Ragusa - si continua a leggere nel comunicato della Cub Trasporti - sono amareggiati, delusi e arrabbiati. In questi anni si sono spesi con generosità per tenere alta l´attenzione sulla drammatica condizione dell´infrastruttura ferroviaria, in modo particolare quella del settore merci; anche a livello professionale hanno fatto ogni genere di sacrificio - scrive la Cub Trasporti - pur di salvaguardare la funzionalità degli scali, ma sono stati vittime di scelte scellerate che, smantellando il settore cargo delle Fs, penalizzano soprattutto le isole e l´intero meridione». Per la Cub Trasporti forse si sarebbero potuti salvare i due scali merci di Ragusa e Comiso, prevedendo una riqualificazione. «Occorreva mobilitarsi - conclude il sindacato dei ferrovieri - assieme alle aziende che hanno continuato a trasportare su rotaia, come il Consorzio Marmi Comiso, Polimeri Europa, le aziende degli altri comparti del legno, dello zucchero e dei fertilizzanti».



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