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ARTICOLI DI Rassegna STAMPA 4 Settembre 2008

 


4 settembre 2008 - La Nuova Venezia

Critiche e proposte dopo l'apertura ai turisti

“La Linea 3 è servita solo a far aumentare le tariffe”

Piovono le critiche all'indomani della decisione di Actv di aprire i “deserti” battelli di linea 3 anche ai turisti: disposizione su ordine del sindaco Cacciari, infuriato dal fatto che i vaporetti riservati ai titolari di imob girassero vuoti.

Ci sono i lettori, che si sfogano al telefono contro i continui cambi che in pochi mesi hanno investito la linea riservata ad abbonati e titolari di Cartavenezia.

Nell'ordine: cambi di percorso (fino San Marco per qualche mese, dal primo agosto fino al Lido) e di orario (prima ogni 20 minuti, da giugno ogni 10, ora nuovamente ogni venti), cambi di pontili, con la conseguenza che nessuno rischia di attendere la linea 3 per venti minuti, optando così per l'accelerato classico. La proposta più gettonata? “Riservare ai veneziani la tradizionale Linea 1, che tutti conoscono, e ai turisti la 3, tanto per cominciare”.

Tant'è, dopo la sfutiata del sindaco, Actv ha diramato un ordine di servizio, “per consentire l'accesso alla linea 3 a tutti gli utenti in possesso di regolare di viaggio, anche se diverso da abbonamento o Carta Venezia, in modo particolare negli approdi in cui transitano promiscuamente Linea 1 e linea 3, a condizione che il vaporetto presenti una adeguata residua capacità di imbarco”.

“Grazie tante, così si scarica tutta la responsabilità sul marinaio: è inammissibile”, replica piccato il segretario di Rdb-Cub, Giampietro Antonini, che racconta anche un episodio avvenuto in coincidenza con la sfuriata del sindaco: lunedì, un'avvocatessa ha schiaffeggiato un marinaio, “reo” a suo dire di aver permesso a una coppia di turisti di salire a bordo di un battello di linea 3. L'indomani la donna ha porto le sue scuse, ma è evidente – sottolinea il sindacalista – che la discrezionalità creerà ancora più confusione nei turisti. Antonini ha anche scritto una lettera aperta a Cacciari, ricordando come “con l'operazione linea 3 è stata colta l'occasione per giustificare l'aumento del costo dei biglietti, presentandola come servizio ai veneziani”. “La invito”, conclude Antonini, “a rivedere completamente l'assurda pretesa  di diversificare e ridurre il diritto alla mobilità di qual si voglia cittadino, invece di limitarsi a richiedere l'uso del buon senso  da parte dei lavoratori che svolgono compiti meritevoli di rispetto”.


4 settembre 2008 - Il Gazzettino

“Foresti” a bordo, schiaffeggia il marinaio

L'avvocato veneziana, di fronte a quei presunti “foresti” saliti sulla linea 3, è andata su tutte le furie. E dopo aver proferito l'immancabile “non sapete con chi vi siete incrociati” , ha pure schiaffeggiato il marinaio. Inconvenienti di un mestiere che, tra vaporetti riservati e regole mutanti, sta diventando sempre più ingrato per il per il personale Actv. Lo denuncia CUB Trasporti, in una lettera aperta in cui sottolinea come sia stato il sindaco ad aver voluto la linea 3. quello stesso Cacciari che, lunedì scorso, si è infuriato con il personale in servizio a San Tomà “ perchè si ostinava a fare diligentemente il proprio lavoro”, cioè ad applicare delle regole quantomeno difficili da far capire. Lo dimostra anche l'episodio dell'avvocato, che risale pure a lunedì. Il mezzo era semivuoto, ma la donna davanti a quegli stranieri sul “suo” battello si era comunque scagliata contro pilota e marinaio, a cui aveva chiesto i nomi. I due avevano fornito solo i numeri di matricola, chiedendo all'avocato di presentarsi. E a questo punto era partito lo schiaffo al malcapitato marinaio. L'avvocato, in realtà, poi si era pentita, tanto da andare il giorno dopo a scusarsi con gli ispettori. L'episodio resta comunque indicativo di un clima difficile. E la nuova disposizione sul 3 non farà che peggiorare le cose. “Si scaricano sui lavoratori le responsabilità – conclude Giampietro Antonini – quella dicitura sulla “residua capacità  di carico “ è sibillina”. E a Cacciari i CUB chiedono l' ”umiltà di prendere atto pubblicamente del fallimento di un'operazione, che si è rivelata d'immagine e i cui alla fine resterà solo l'aumento del biglietto”.


4 settembre 2008 - Il Gazzettino

LA DENUNCIA

Accademia , il tagliando appena venduto non ha i soldi. Sospetti sul bigliettaio, ma la colpa è di Imob

Per oltre un'ora il sospetto è stato che il bigliettaio di Vela si fosse intascato i 6 euro e 50 del titolo appena emesso. In realtà quei soldi sarebbero stati fatti “sparire” da Imob: registrati nel server, ma non biglietto elettronico che risultava vuoto. Una crepa nel nuovo sistema, su cui poggia tutta la nuova bigliettazione di Actv, e che apre interrogativi inquietanti per quanti (passeggeri e personale) debbono fidarsi di tessere che non sarebbero invece così affidabili. Questo è almeno il sospetto che solleva Cub-Trasporti.

L'occasione, un incidente capitato nel primo pomeriggio di ieri all'Accademia. Una turista romana acquista un chip on paper che però, al passaggio davanti alla validatrice, risulta vuoto. La donna si infuria, ne chiede conto al bigliettaio che replica di aver regolarmente venduto il biglietto con ricevuta, che però non si trova. La turista non molla e chiama la polizia: Per oltre un'ora proseguono le verifiche, con gli agenti sul posto, fino a quando il server dell'Actv non conferma la versione del bigliettaio: il titolo è stato venduto, ma perchè non sia comparso sul titolo di viaggio non si sa.

“In queste condizioni siamo intenzionati a chiedere la sospensione dell'Imob per tornare al cartaceo – spiega per Cub Trasporti, Giampietro Antonini -che è molto più sicuro per tutti”. A sentire Antonini, gli episodi sarebbero stati più di uno: sempre ieri, all'Accademia, un'altra turista ha riferito agli agenti di essersi trovata con un biglietto giornaliero vuoto, di cui però aveva conservato la ricevuta.

“Per non parlare del caso dei due verificatori i cui palmari davano risultati diversi per tessere identiche: La settimana scorsa avevamo già avuto una riunione su questi temi con l'azienda e il suggerimento era stato di emettere una ricevuta per ogni biglietto. Ma con che sicurezza si può lavorare in questo modo?”.    


4 settembre 2008 - Corriere del Veneto

Trasporti Il sindaco: «Così è uno spreco, cerchiamo soluzioni diverse come il potenziamento della linea 1»
Actv, linea 3 verso la soppressione
Imob, proteste per le tessere caricate e risultate vuote. Rdb proclama l'agitazione Ieri all'Accademia una giornalista romana ha chiamato la polizia perchè la card appena pagata non aveva il biglietto dentro
di Paola Vescovi (ha collaborato Giorgia Gallina)

VENEZIA – Le decisioni conclusive sono rinviate a metà settembre, ma l'aria che tira intorno al destino della linea 3 sembra soffiare in un'unica direzione, la soppressione. Lo lascia intendere lo stesso sindaco che ieri, nel giorno in cui la linea è stata ufficialmente aperta anche ai turisti, ha annunciato nuove ipotesi: «Di sicuro non torneremo alla situazione che precedeva l'introduzione della 3 per i residenti – ha detto Cacciari - ma si dovrà capire se vale la pena andare avanti così oppure cercare soluzioni diverse, per esempio una linea 1 potenziata con battelli ogni cinque minuti, sulla falsariga dei sistemi metropolitani ». Con il mese di settembre la città potrebbe dunque già dire addio alla linea 3 che nelka sua breve vita ha dato più dolori che gioie: tre milioni di euro investiti per una media di venti persone a bordo, anche quando (da agosto) è stata prolungata fino al Lido. Per stabilire il da farsi, l'amministrazione comunale attende entro la prossima settimana l'esito dei monitoraggi che Actv ha condotto in questi mesi sulla linea, ma intanto l'azienda sta già simulando, sulla carta, la riorganizzazione del servizio: sparirebbe la 3 e la linea 1 verrebbe rinforzata in certe fasce orarie e in alcuni tratti, per esempio al mattino il tragitto da Piazzale Roma a Rialto e quello inverso al pomeriggio; così il tratto San Marco-Lido potrebbe essere rafforzato nei mesi estivi e in particolari occasioni.
Da ieri intanto, come ha voluto il sindaco, i turisti possono salire sulla linea 3 a loro inizialmente interdetta, a patto che il vaporetto sia abbastanza sgombro da non far stritolare i veneziani. Tutto ciò a discrezione del marinaio che valuterà di volta in volta l'opportunità o meno di far salire a bordo i turisti: «Mi pare un suggerimento di buon senso – continua Cacciari - dal momento che i dati attuali ci dicono che i vaporetti della linea 3 sono semivuoti ». E farli viaggiare così, del resto, appare uno spreco anche al presidente di Actv Marcello Panettoni: «Considerato il flusso ridotto di passeggeri – spiega – avevamo la forte sensazione di sprecare risorse umane e tecniche». E infatti qualcosa come tre milioni di euro se ne sono effettivamente andati, scatenando le ire dei sindacati. «Quest'ultima novità è la dimostrazione che sono del tutto allo sbando – dice Walter Novembrini, Fitl Cgil - in tempi non sospetti avevamo detto che l'ideale sarebbe stato il potenziamento della linea 1 ma non siamo stati ascoltati. Ora il Comune non solo deve spiegare il fallimento ma anche giustificare gli aumenti tariffari». Sul piede di guerra anche Cub Trasporti che oltre ad accusare Cacciari di avere lanciato la linea 3 «per propaganda elettorale, fallendo in tutto e per tutto», ha anche proclamato lo stato di agitazione per i disservizi di Imob che ieri hanno complicato la giornata ad alcune utenti: una giornalista romana ha caricato all'Accademia la tessera elettronica per un viaggio al Lido, ma passandola davanti alla validatrice ha scoperto che risultava vuota. Arrabbiata ha chiamato il 113 facendo arrivare sul posto una volante. In effetti, dopo una serie di controlli al terminale, si è appurato che la donna era in regola e la macchinetta non aveva funzionato. Stesso copione per una signora veneziana scesa alla Ca' D'Oro: ha caricato un carnet di biglietti ma quando lo ha passato davanti alla validatrice risultava era vuoto. «Avevamo già segnalato a fine agosto il mal funzionamento del sistema senza avere riscontri dall'azienda – incalza Giampietro Antonin, Cub Trasporti – chiediamo l'immediata sospensione di Imob e il ripristino del cartaceo finché non si risolve il problema, altrimenti arriveremo allo sciopero».


4 settembre 2008 - La Nuova Venezia

Intanto un’Imob non si carica: polizia all’Accademia, ma era tutto regolare. Tensioni Cobas-Vela
Vaporetto in panne contro il pontile
San Stae, cambio in blocco. Forte impatto, nessun ferito. Danni a una barca

Venezia - Giornata turbolenta, ieri, in casa Actv: in mattinata, il cambio di un vaporetto di linea 1 è andato in blocco e il mezzo è andato a sbattere piuttosto violentemente contro l’imbarcadero di San Stae, mentre verso le 14 la polizia è dovuta intervenire al pontile dell’Accademia, chiamata da una giornalista che - acquistato un biglietto da 6,50 euro - al momento di «bippare» ha scoperto che la sua card era scarica, andando su tutte le furie temendo un raggiro.
Quanto all’incidente, il pesante impatto non ha avuto conseguenze gravi per i passeggeri - anche se un paio sono rovinati a terra - quanto piuttosto per un’imbarcazione ormeggiata accanto al pontile e «centrata» dal vaporetto.
Poco dopo, all’Accademia, è invece accaduto di nuovo ciò che i lavoratori di Vela avevano segnalato preoccupati giorni fa, ovvero, alcune possibili defaillance del sistema imob, che non sempre caricherebbe sulle card elettroniche quanto pagato, nonostante l’emissione di regolare ricevuta. Ieri, la situazione è degenerata anche perché la passeggera sosteneva di non aver avuto alcuna ricevuta di pagamento: alla fine, la situazione s’è chiarita grazie all’accesso al server del sistema, che aveva registrato l’emissione di biglietto e ricevuta. Mentre gli agenti erano ancora all’Accademia, si è avvicinata una turista (con scontrino) che ha scoperto di avere la card vuota nonostante avesse acquistato il biglietto alla Ca’ d’Oro. «Stiamo facendo tutte le verifiche, ma il server funziona regolarmente: se errore del sistema è stato si tratterebbe di un caso su migliaia di biglietti emessi al giorno», spiegano da Vela, «invitiamo comunque i passeggeri a custodire la ricevuta, sino a quando non avranno "bippato"». «Nessun disguido, ma la riprova che il sistema è fallibile: i lavoratori onesti non possono essere additati come ladri per errori altrui», commenta Giampietro Antonini, segretario Rdb-Cub. Da qui la richiesta del sindacato all’azienda di «immediata sospensione del sistema imob, sino a definitiva e positiva soluzione dei problemi» con ritorno al cartaceo.(r.d.r.)



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