Busitalia e sicurezza TPL: altra sconfitta in appello, prossima tappa Cassazione
Dopo la sentenza di primo grado a favore della nostra RSU in Busitalia Umbria, lo scorso 13 aprile la corte d’appello di Roma ha confermato il verdetto a favore di Gianluca Liviabella, assistito dall’avvocato Bartolo Mancuso; il contendere era una sospensione dal servizio di 30 giorni per aver rifiutato l’ordine di effettuare una manovra a dir poco pericolosa.
I fatti risalgono ad aprile 2023; Gianluca denunciava formalmente la problematica della pericolosità della manovra ai giardini Oberdan del comune di Todi; non trovò nessun appoggio dalle RSU delle altre sigle sindacali probabilmente intimorite dalle incandescenze del direttore, al quale fu evidenziato che la pericolosità di quella manovra sarebbe stata la causa per la quale il nostro delegato avrebbe fermato il servizio.
Detto fatto; sabato 3 giugno, la nostra RSU, veniva comandato a svolgere il turno sulla linea E di Todi e, giunto ai giardini Oberdan, arrestava il servizio in attesa che l’azienda comandasse personale di sussidio alla manovra.
L’azienda forte dei 5 rapporti disciplinari sulla materia, apriva una contestazione che sfociava in 30 giorni di sospensione che, ovviamente, portammo difronte al giudice della sezione lavoro di Roma.
La sentenza di primo grado fu già una grande vittoria, il giudice sentenziò che il lavoratore aveva fatto bene a non effettuare manovre contro il codice della strada, in più sottolineò la giustezza del lavoratore a non rispettare l’ordine di servizio definendolo illegittimo; nonostante una sentenza così chiara e determinata, la società Busitalia decise di ricorrere in appello e così lo scorso 13 aprile, la corte d’appello di Roma sezione lavoro, ha confermato la legittimità della sentenza di primo grado sottolineando, inoltre, che il datore di lavoro non può emettere ordini di servizio in netto contrasto con il codice della strada.
Una sentenza che mette in evidenza quanto poco sia di interesse per l’azienda Busitalia Sita Nord il fattore sicurezza, sia per quanto riguarda gli addetti al servizio sia per l’utenza e cittadini tutti.
Una sentenza che fa cornice all’arroganza di un sistema corrotto di relazioni sindacali dimostrando che fare sindacato in modo vero e determinato si può, e porta anche i risultati.
Una sentenza che riguarda tutti!
USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria