Busitalia Umbria; ancora una volta un autobus in fiamme. USB: “la sicurezza non può essere affidata alla fortuna”

Terni -

Un altro autobus di Busitalia prende fuoco. Ancora una volta non ci sono feriti, ma soltanto perché la sorte ha evitato, per l’ennesima volta, conseguenze ben più gravi. Quando gli autobus continuano a bruciare con questa frequenza, non si può più parlare di episodi isolati: è la sicurezza di lavoratori e passeggeri a essere messa sistematicamente a rischio.

Come organizzazione sindacale e come RLS di USB Lavoro Privato, siamo ancora in attesa di conoscere la relazione finale della commissione d’inchiesta sul rogo che, nel febbraio 2025, nei pressi di Tavernelle, distrusse completamente l’autobus Temsa 73188.

Un’attesa che diventa ancora più grave alla luce di quanto accaduto lo scorso 28 giugno, quando un autobus di ritorno da Montalto di Castro prese fuoco in piena marcia. Anche in quell’occasione, solo la prontezza e la professionalità dei conducenti, insieme alla fortuna, evitarono che si dovesse piangere una vittima o un ferito.

Quello di oggi è dunque l’ennesimo episodio di una lunga sequenza che continua a ripetersi con una frequenza ormai inaccettabile.

Da anni USB Lavoro Privato denuncia una situazione che non può più essere ignorata: manutenzioni insufficienti, investimenti inadeguati e una gestione nella quale la sicurezza sembra continuare a essere considerata una voce di costo anziché una priorità.

Ogni giorno conducenti e passeggeri vengono esposti a rischi che non possono essere considerati inevitabili. La sicurezza non può essere una questione di fortuna. Non può essere una roulette russa alla quale lavoratori e cittadini sono costretti a partecipare ogni volta che salgono su un autobus.

Quanto altro dovrà accadere? Quanti autobus dovranno ancora prendere fuoco prima che si intervenga concretamente? Quanti altri episodi dovranno verificarsi prima che la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini diventi una priorità assoluta?

Ancora più grave è il comportamento dell’azienda nei confronti degli RLS. Nonostante le formali richieste di acquisire le relazioni delle commissioni d’inchiesta sui precedenti episodi analoghi, la documentazione non è stata ancora consegnata. Si impedisce così, di fatto, agli RLS di svolgere pienamente il proprio ruolo e di verificare le cause degli incidenti e le misure adottate per impedirne il ripetersi.

Nel frattempo, mentre l’azienda rivendica risultati economici e di immagine legati ai grandi eventi, dalle Olimpiadi invernali ai Giochi del Mediterraneo ancora in corso, sulla sicurezza continua a pesare una logica che non possiamo accettare.

La sicurezza non è un costo da comprimere. È un diritto fondamentale dei lavoratori e dei cittadini e, per l’azienda, un preciso obbligo.

Nessun bilancio, nessun utile e nessun risultato di immagine possono valere più della vita e dell’incolumità di chi lavora e di chi ogni giorno utilizza il trasporto pubblico.

USB Lavoro Privato – Federazione Regionale Umbria