Busitalia Umbria: il solito copione: i sindacati firmano un PDR da fame, i lavoratori pagano, l’azienda ride.

Perugia -

Questa mattina è arrivata la convocazione aziendale per la discussione e ratifica del PDR aziendale, firmato pochi giorni fa all'insaputa di tutti i lavoratori e della RSU aziendale dalle segreterie nazionali di CGIL, CISL, UIL, UGL e FAISA, che hanno subito sbandierato il "grande risultato" insieme al nuovo accordo per la prossima manifestazione internazionale dei Giochi del Mediterraneo.

Partiamo dal PDR.

Il risultato raggiunto parla di 500 euro medi a lavoratore, che possono diventare 600 se versati nel Welfare. Per quanto riguarda i Giochi del Mediterraneo, ai lavoratori verrà riconosciuto un premio aggiuntivo di 30 euro giornalieri.

Questo risultato da quale azione sindacale nasce?    Nessuna.

Chi ha accettato queste briciole è mai andato a vedere gli utili che Busitalia continua a incassare?

Secondo noi no.

Già negli scorsi anni abbiamo denunciato come il lavoro dei dipendenti Busitalia sia mal retribuito e spinto al massimo della produttività, e come le firme continue dei sindacati concertativi continuino a produrre ricchezza per l'azienda e povertà e sfruttamento per i lavoratori.

Ancora una volta l'azienda ridistribuisce briciole a chi produce utili per milioni di euro. Ancora una volta, tenere salari e retribuzioni sotto la soglia di povertà sembra essere per gran parte del sindacato una condizione "fondamentale", affinché i lavoratori siano costretti ad aumentare il proprio impegno e la propria produttività nel tentativo di sbarcare il lunario, regalando così all'azienda utili da capogiro.

Una azione sindacale seria avrebbe dovuto bloccare tutti i servizi a mercato per alzare la posta e ottenere un reale miglioramento delle condizioni economiche e lavorative dei lavoratori. Purtroppo, ancora una volta, chi firma beneficerà di laute ricompense, mentre i lavoratori saranno costretti ad aumentare la produttività in cambio di poche briciole di salario da portare a casa per sfamare le proprie famiglie.

 

USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria