Cari sindacati, cari lavoratori…per il lavoro immaginiamo qualcosa di diverso e mettiamolo in pratica.

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Lo sciopero di 24 ore di USB ha visto in tutto il settore dei trasporti e del comparto aereo un adesione imprevedibile. I lavoratori di compagnie come Meridiana e Alitalia si sono fatti sentire come quelli degli handlers, dei catering e di altre aziende. L’attività dell’aeroporto di Milano è stata bloccata e a Fiumicino, durante la giornata, sono stati cancellati circa 100 voli. Per USB questa risposta è data dal disagio estremo che si vive nel mondo del lavoro.


Proprio mentre si svolgeva lo sciopero, è arrivata la notizia del fallimento dell’ennesima azienda di handling: la Groudcare. USB in questi mesi non ha fatto altro che denunciare il rischio di chiusura dell’attività ma è rimasta inascoltata. Arriva ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la conferma dello stato del disastro.


Questo era precisamente il tema della mobilitazione: anni di privatizzazioni, sistemi senza regole, liberalizzazioni hanno prodotto una voragine occupazionale e il taglio dei salari senza precedenti. Un fiume di cassaintegrati, mobilitati e precari che aumenta giorno dopo giorno: si deve cambiare strada.


USB nei giorni scorsi ha consegnato a RENZI la proposta per il riordino del sistema dei trasporti. Un progetto che non può essere eluso. Nessuno può fare il finto tonto.


Nelle sue recenti dichiarazioni, il Presidente del Consiglio ha definito il tema del lavoro come “la madre di tutte le battaglie”. Se questo è, ci aspettiamo politiche incisive e di rilancio delle imprese soprattutto in questo settore che è il motore trainante di un pezzo dell’economia italiana. Così il sindacato ha il compito di contribuire con le proposte: il primo obiettivo è mantenere e meglio ancora, allargare la base occupazionale. Di fronte a questa crisi complessiva la prima cosa è capire che limitarsi alla gestione degli esuberi diventa un compito di “rimessa”.


In questi giorni si è saputo che il CdA Etihad avrebbe approvato l’intesa con Alitalia, e che l’accordo sarebbe previsto a breve, Renzi in persona potrebbe dare l’annuncio. Si parla di un ingresso con 560 milioni a fronte di 3000/2600 esuberi. Ecco che riemerge il punto drammatico. Il 2008 ha lasciato un segno che non si può dimenticare e non ci faremo dettare l’agenda da nessuno. Il sindacato non può solo essere il notaio che gestisce esodi. Le soluzioni per il ricollocamento si devono trovare. In questo c’entrano il Governo, il Ministro Lupi e i suoi uomini, protagonisti nella cabina di regia di quest’accordo tra Stati.


A questo proposito leggiamo un comunicato della presidenza Avia,che lancia un messaggio sul quale vale la pena di riflettere e che ci offre lo spunto per continuare un dibattito pubblico.


  • Primo: Avia dice di essersi imposta un “doveroso silenzio” in attesa degli sviluppi della vicenda. Per noi il mutismo non ha mai aiutato. Dire ai lavoratori che la segretezza è uno strumento di trattativa significa non ammettere che parte del confronto è altrove e precisamente a Palazzo Chigi. Questo non vuol dire che non ci sono spazi per esprimere la propria tesi, esistono e vanno utilizzati anche con forza, anche con il conflitto.


  • Secondo: è vero, c’è qualcuno che nega una realtà da affrontare. E’ un atteggiamento sbagliato, nello stesso tempo è necessario riconoscere che quest’azienda ha strutture e un capitale umano da conservare. Sono anni che parliamo di recupero dai bacini di mobilità secondo determinati criteri di anzianità. Questa proposta deve essere condivisa e portata avanti da tutti. L’AD Del Torchio, i dirigenti aziendali sanno bene perché e come siamo tornati al punto di partenza di sei anni fa in quest’orribile gioco dell’oca. Non sarà facile fare finta di niente.


  • Terzo: concordiamo che la guerra tra “bande” non ha senso, chi continuerà a ragionare secondo interessi di parte si assumerà l’ennesima responsabilità verso i lavoratori. Bisognerà vedere se dirigenti sindacali che hanno gestito Cai dal 2008 a oggi, saranno capaci di fare una sana autocritica, di aprirsi a soluzioni condivise e opportunamente, date le circostanze, rimandare i progetti faraonici del CCNL a un momento successivo. USB è intervenuta all’assemblea UIL della scorsa settimana precisamente per riaprire un confronto nonostante posizioni sindacali profondamente diverse, con lo scopo di trovare dei punti di tenuta sostenibili per la categoria alle richieste che saranno avanzate. Ci sono elementi strutturali dei salari che non si possono toccare altrimenti i contratti delle categorie, ne usciranno distrutti.


  • Quarto: sia ben chiaro, auspichiamo un accordo con la compagnia degli Emirati al più presto perché altre scelte non ce ne sono. Può ben testimoniare Avia mentre siede accanto a noi nelle trattative. che il senso di responsabilità non ci manca. Ben altro è dire che la questione degli esuberi deve essere affrontata con pragmatismo. Seppure il danno é di certo stato fatto da altri, dopo tutto quello che è successo abbiamo la responsabilità di portare soluzioni. USB non rinuncerà al suo ruolo e seguirà la trattativa fino in fondo continuando a tenere spalancata la porta del confronto con i lavoratori.


In ultimo: una cosa è sicura, la concretezza la useremo per proteggere i nostri iscritti e tutti quelli che si rivolgeranno a noi. Su questo concordiamo con Avia. Invitiamo Avia e tutto il sindacato alle battaglie di difesa dell’occupazione. La nostra identità è chiara, il percorso netto e le proposte sul tappeto. Cambiare mentalità, questa è la scommessa.


Due annotazioni. 1) Ci chiediamo perché la CGIL e la CISL abbiamo rilanciato la vertenza solo per EasyJet con uno sciopero di 24 ore in concomitanza con una vertenza generale laddove moltissimi altri vettori patiscono difficoltà date dal collasso del sistema. 2) Con lo stesso stupore abbiamo letto i volantini UIL e di altre Associazioni federate, relative alle problematiche di RSA AA/VV, per i quali giusto ieri USB scioperava, quali il ritardato pagamento degli stipendi, l’organizzazione del lavoro sul medio e sul lungo raggio, i trasferimenti, le basi, il trip trading etc. Ci chiediamo se non sarebbe stato più utile unire le forze invece che minacciare sfracelli che, però rimangono su carta. Pensateci colleghi e sindacalisti.


In fine ringraziamo le decine di assistenti di volo che hanno scioperato e ringraziamo gli associati a PAV che hanno aderito e tutti quelli che ci hanno dimostrato di voler cogliere un messaggio trasversale e che hanno reso possibile la ripartenza di questa categoria.


Il trasporto aereo è in crescita ma decine di migliaia di persone sono licenziate e le loro famiglie rimangono senza sostegno. Tra il 2007 ed il 2013 in Italia è stato bruciato un milione di posti di lavoro questo è il piccolo problema che abbiamo davanti. Cambiamo registro per modificare le politiche del lavoro puntando sullo sviluppo per le aziende e meccanismi di ricollocazione dei lavoratori.


Non sarà facile ma la forza è data dalla necessità.

Solo i visionari trasformano il mondo


Settore AA/VV USB Lavoro Privato

Fiumicino 31 maggio 2014