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Chimici, aeroporto e appalti ritorna il rischio di blocchi

29 ottobre 2007 - La Nuova Venezia

 

Il punto. Cresce la tensione per gli annunci di tagli e cassa integrazione alla Solvay e alla Montefibre Domani in sciopero le «tute blu» in subbuglio anche gli aeroportuali Intesa in Regione senza una firma

di Gianni Favarato

 

L’autunno «caldo» è appena cominciato. Il blocco del traffico di mercoledì scorso dei metalmeccanici degli appalti - che per due ore ha isolato piazzale Roma da Mestre - potrebbe ripetersi. Domani, in occasione dello sciopero nazionale dei metalmeccanici, potrebbero tornare in strada gli oltre 3 mila dipendenti delle imprese d’appalto che lavorano al Petrolchimico, in Finacantieri e nella raffineria dell’Eni. Se la Prefettura - avvisano i sindacati - non convoca, come promesso, un tavolo di trattativa con Unindustria su sicurezza e aumenti salariali negli appalti, i lavoratori sono pronti a tornare in strada Ai metalmeccanici potrebbero unirsi, domani o nei giorni seguenti, i chimici di Porto Marghera, a cominciare dai dipendenti di Montefibre e Solvay che temono centinaia di licenziamenti. Anche in aeroporto a Tessera la tensione è alta per l’annunci odi 140 licenziamenti alla Sav e le crisi di Alitalia e Apliealges; per il 6 novembre è previsto uno sciopero dello scalo indetto dai Cub, ma ancor prima potrebbero scoppiare protese, con fermate spontanee in rampa e blocchi stradali sulla Triestina. Domani è prevista la firma in Regione dell’ennesimo protocollo di intesa per lo sviluppo di Porto Marghera, ma la Cgil potrebbe non firmare.

Da Porto Marghera a Tessera, nelle grandi aziende veneziane - petrolchimica, cantieri navali, raffineria e aeroporto - è scoppiato l’autunno «caldo». Domani si potrebbe ripetere il caos del traffico di mercoledì scorso, per i blocchi delle «tute blu» in via Righi e il ponte della Libertà.

Intesa a rischio. Per ridare un futuro di Porto Marghera si dovrebbe firmare. Domani a Palazzo Balbi, l’ennesimo protocollo di intesa tra istituzioni, sindacati e industrie. Ma il segretario della Cgil, Sergio Chiloiro - raccogliendo gli umori dei metalmeccanici e dei chimici della sua confederazione - ha detto che non ha senso firmare quest’intesa in Regione se prima non si andrà al «tavolo nazionale con i ministri» per garantire l’applicazione dell’accordo per la chimica firmato un anno fa, dagli stessi soggetti, a Roma.

Chimica in crisi. Fiato sospeso per i 160 dipendenti di Solvay che oggi illustrerà ai sindacati il piano di ristrutturazione deciso dal recente consiglio di amministrazione della multinazionale del fluoro. Un piano che, a quanto pare, prevede il taglio di un centinaio di posti di lavoro nel reparto del «meforex», in passivo da tempo. Solvay potrebbe comunicare già oggi lenti della riduzione dei posti di lavoro, oppure rinviarla all’attesa della riconvocazione del «tavolo nazionale per la chimica di Porto Marghera», come fece un anno fa Dow Chemical quando rese nota, durante l’incontro al ministero dello Sviluppo, la decisione di chiudere l’impianto del Tdi che occupava poco meno di duecento dipendenti, buona parte dei quali è ancora alla ricerca di un nuovo posto di lavoro. Tensione alta anche alla Montefibre, dove i lavoratori continuano a bloccare la produzione dopo l’annuncio della cassa integrazione e la mancata presentazione di un «vero piano industriale».

Metalmeccanici in sciopero. Domani è in calendario il primo sciopero dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto nazionale e l’occasione potrebbe essere colta dai dipendenti delle imprese d’appalto di Porto Marghera, per ritornare in strada a chiedere a Unindustria il contratto integrativo unico. «Le aziende e Unindustria vogliono azzerare la rappresentanza sindacale e i diritti negli appalti, in tutta Porto Marghera - dice Giorgio Molin, della Fiom-Cgil veneziana -, per questo da due anni rifiutano qualsiasi trattativa collettiva su sicurezza e premio di risultato. Tanto meno hanno mai concesso aumenti salariali a livello aziendale».

Tagli in aeroporto. Non meno teso è il clima in aeroporto. Domani e dopodomani sono previsti due incontri con i sindacati della Sav, che ha annunciato 140 licenziamenti. Timore anche alla Alpieagles per l’ultimatum dell’Enac e i debiti della compagnia. Per il 6 novembre è indetto uno sciopero dei Cub che interesserà Save, Sav e Aviapatner.