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Comunicato Stampa - Crisi del Trasporto Aereo: USB, 20 luglio 2014 sarà giornata di mobilitazione e scioperi per "esuberi zero", per il lavoro e per i diritti nel 6° mercato mondiale.

Nazionale -

USB Trasporti lancia una giornata di mobilitazione il prossimo 20 luglio per protestare contro la parzialità e insufficienza degli interventi del Governo nella crisi del trasporto aereo.

Le stesse modalità con le quali i ministri Lupi e Poletti si apprestano a gestire la crisi Alitalia-Etihad sembrano la triste replica di quanto già fatto negli ultimi anni e hanno permesso che il 6° mercato mondiale diventasse un cimitero di posti di lavoro, salari e diritti.


Ad oggi, infatti, sembra che si voglia gestire il disastro non solo ancora in una trattativa ridotta a Cgil, Cisl, Uil e Ugl, cosa che riteniamo un grave errore dato che una larghissima fetta di lavoratori del settore non si riconoscono affatto in tali sigle, ma anche continuando a parlare di che tipo di aspirina somministrare al malato piuttosto che affrontare le cause scatenanti la malattia.


Lo abbiamo già detto e lo ripeteremo all'infinito: oggi la più grande compagnia aerea italiana è quella composta da cassaintegrati, mobilitati, disoccupati provenienti da tutte le categorie e tutte le mansioni del trasporto aereo nel momento in cui si annuncia il raddoppio di passeggeri in pochi anni.


Abbiamo concesso che in un settore strategico ci fosse grande spazio per gli speculatori, gli sfruttatori, i furbetti e i bari, con il risultato di sottrarre lavoro, salario, diritti.


USB chiede da anni al Governo la riforma del settore, i requisiti di sistema, regole valide per tutti gli operatori, controlli reali e efficaci contro gli abusi e l'utilizzo di tutti gli strumenti disponibili per rilanciare l'occupazione, a partire dall'istituzione dei bacini di personale da reimpiegare, a scapito di chi sta producendo solo precarietà ai danni di tutto il Paese.

Oggi è il momento di assumersi una volte per tutte la responsabilità di cambiare rotta.


Reclamiamo il lavoro che c’è, non ammortizzatori sociali.


1 luglio 2014

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