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Doveva essere l'incontro ...

4 dicembre 2007 Il Gazzettino

 

Mestre

 

Doveva essere l'incontro della possibile distensione e invece si sono lasciati a muso duro. La morale è che ieri pomeriggio, esattamente dalle 16 alle 19, i lavoratori Sav dell'aeroporto Marco Polo hanno incrociato le braccia garantendo soltanto le emergenze.

Uno sciopero che comunque rischia di venir riproposto a breve, annuncia Cub-Rdb Trasporti, «se non giungeranno risposte certe sulle condizioni di lavoro e di vita dei dipendenti, con le necessarie garanzie occupazionali per i servizi agli utenti».

Per circa tre ore, il "Marco Polo" ha dovuto fare i conti con dei servizi a terra piuttosto problematici considerando che Sav gestisce il 60 per cento dei voli giornalieri dell'aeroporto. E partendo da questo dato è chiaro che i disagi per i passeggeri non sono stati pochi ieri.

L'incontro che ha scatenato lo sciopero si è tenuto ieri pomeriggio alle 14 in Provincia davanti all'assessore Sabbiucciu. Presenti i sindacati, Save, Enac, Aviapartner e Sav.«Abbiamo fatto presente l'esigenza di rivedere le regole delle attività aeroportuali per dare ordine e per salvaguardare i posti di lavoro - spiegano i sindacalisti -. Il dato è che Lufthansa ha cessato il rapporto con Sav, e l'appalto ora l'ha preso Aviaprtner. Questo comporta la mobilità di 140 dipendenti (la procedura è stata aperta lo scorso 15 ottobre). Noi contestiamo il fatto che non esistono garanzie che tutti i 140 dipendenti trovino effettiva collocazione in Aviapartner. Senza contare, poi, che è pendente una verifica dell'Enac che riguarda gli handlers, e cioè se abbiano o meno i requisiti per poter esercitare l'attività di assistenza a terra (check-in, consegna e ritiro bagagli)».

Il sindacato autonomo chiede anche una rivisitazione dei modelli organizzativi degli stessi handlers: l'obiettivo è di capire se gli organici sono sufficienti per garantire alla clientela un servizio adeguato. «Verifiche che secondo noi avrebbero dovuto consigliare di sospendere la procedura di mobilità avviata il 15 ottobre scorso per dare maggior serenità al tavolo delle trattative».

Invece c'è stato un irrigidimento da parte degli handlers e una presa di posizione dell'assessore Sabbiucciu che potrebbe ora scrivere al prefetto per verificare se effettivamente gli handlers sono in possesso dei requisiti necessari. I sindacati temono che, avanti di questo passo, possa scatenarsi un processo di cessione di appalti a catena: «Basti un solo dato: c'è gente che ha già passato sei ditte, e ad ogni pasaggio ha perso un pezzo di anzianità e di salario».

La Sav procede comunque per la sua strada. «La situazione la conosciamo - spiega la società -. Come Sav intendiamo seguire le proedure che abbiamo già annunciato il 15 ottobre scorso, ovvero mantenere il concetto di mobilità secondo legge. È naturale che prospettiamo una soluzione positiva, e il mantenimento dei posti occupazionali nel rispetto delle leggi».

 

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