FERROVIE DELLA CALABRIA: NESSUN IMPEGNO SERIO, DALLA REGIONE, PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLA MOBILITA'

Catanzaro -

La riunione tenutasi ieri a Catanzaro non ha fugato le perplessità espresse di USB Lavoro Privato in merito alla prospettiva di riuscire a garantire ai cittadini calabresi il diritto alla mobilità.


Siamo critici rispetto a percorso individuato per le seguenti ragioni:

non hanno trovato risposte le richieste di utilizzare il fondo perequativo per finanziare il Tpl nonostante queste risorse siano destinate a finanziare settori produttivi in crisi.

il superamento della crisi non potrà trovare soluzione in ambiti governativi perché l’attuale Governo Letta, sostenuto dalle AADD e dalle OO.SS concertative, opera in piena continuità con il Governo precedente presieduto da Monti, che ricordiamo al presidente Scopelliti è quello che ha tagliato le risorse mandando in crisi il sistema;


la delibera che prevede il taglio del 50% dei km/bus fino a settembre e del 30% per il rimanente periodo dell’anno 2013 è rimasta operativa, il che significa che le imprese non avranno a disposizione le risorse per garantire i salari alle lavoratrici ed ai lavoratori e i servizi ai cittadini;


non sono al momento strutturali le risorse necessarie a sostenere il sistema per il biennio 2014/2015 dentro il quale si dovrebbe concludere la riorganizzazione del settore e quindi la definizione di un piano organico di mobilità regionale.


Insomma stiamo per assistere all’ennesimo furto di diritti a danno dei cittadini calabresi.


Dalla riunione non ci aspettavamo la soluzione definitiva del problema; credevamo, dopo le rassicurazioni avute dall’assessore al ramo nella riunione del 24 u.s., che la Giunta regionale si attivasse a monitorare i vari capitoli di spesa allo scopo di reperire le risorse occorrenti a garantire il servizio fino a dicembre, senza aspettare la benevolenza del Governo centrale che sarebbe come dire “Campa cavallo che l’erba crescerà”.


A questo punto diventa ancora più urgente socializzare la lotta a sostegno del diritto alla mobilità e per tutelare i livelli occupazionali.


Invitiamo dunque i cittadini, che ancora non hanno compreso la gravità del momento, a farsi parte attiva, insieme alle loro rappresentanze istituzionali territoriali, a sostenere tutte le iniziative possibili a difesa del diritto alla mobilità che non è, come già detto, un problema solo per gli addetti ai lavori ma lo è per tutti i cittadini che dal mese di giugno saranno costretti, in questo difficile momento, a dover utilizzare, ovviamente per chi li possiede, i mezzi privati per i loro spostamenti ovvero rinunciare a recarsi al lavoro e/o raggiungere ospedali, scuole, università e strutture di interesse pubblico.


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