Ferrovie: piattaforma contrattuale (c'era una volta)

Nazionale -

Pensare che non sarebbe neanche difficile predisporre una piattaforma per il rinnovo contrattuale scaduto ormai da oltre 4 anni, basterebbe chiedere l’applicazione degli accordi nazionali di settore e degli articolati contrattuali:

 

  1. accordo nazionale del 21.05.2004 relativo all’organizzazione del settore dove è prevista la presentazione dei “piani di attività”, contrattazione delle prestazioni notturne, organizzazione numerica e qualitativa dei reparti e impianti;
  2. accordo nazionale del 2010 relativo al processo di internalizzazione delle attività di rinnovo linea di contatto e rincalzatura rotaie, con adeguato piano di investimento per macchine e assunzione del personale;
  3. accordo nazionale del 05.04.2011 sulle zone SCC alta velocità con una trasparente manifestazione di interesse e risorse umane adeguate (15 ferrovieri circa per la DTP di Roma);
  4. manifestazioni di interesse a tecnico e capo-tecnico come da accordo DTP del 27.06.2011;
  5. maggiorazione del 20% dei riposi per coloro che effettuano la 3° notte (allegato 5 CCNL ‘98);
  6. applicazione dell’art. 2 dell’Accordo di Confluenza sulle relazioni industriali.

Ovviamente chiedere di rapportare lo stipendio al tasso di inflazione subito negli ultimi 4 anni (circa 300 euro mensili), con un adeguamento delle competenze accessorie ferme oramai da decenni.

Chiediamo fortemente l’internalizzazione delle attività manutentive e il giusto riconoscimento professionale riportato nelle declaratorie contrattuali e nella organizzazione produttiva che si è data la società, l’applicazione delle norme sulla sicurezza in riferimento ai riposi giornalieri e settimanali senza ulteriori lungaggini, dopo 4 anni di ritardi non e più possibile concedere credito a questa azienda che ha la sfrontatezza di chiedere enormi sacrifici, ulteriori flessibilità e soprattutto la scomparsa del ferroviere dovuta a una incessante politica di esternalizzazione.

Occorre avere il coraggio di dire no sui tavoli di trattativa e non sottoscrivere tutto quello che chiede la dirigenza e senza sentire i ferrovieri, quei ferrovieri che si devono riappropriare della rappresentanza attraverso il rinnovo delle RSU scadute ormai da oltre 4 anni e non essere rappresentati da personaggi che non ascoltano e rappresentano solo se stessi.

 

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