FS CARGO: I TAGLI NON FINISCONO MAI!

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La divisione CARGO ha presentato in questi ultimi giorni l'ennesimo piano di ristrutturazione basato sui tagli al personale e alle strutture attraverso la chiusura e l'accorpamento di impianti, con l'obbiettivo di tagliare altri 1084 posti di lavoro a cui si aggiungono i 200 lavoratori che a fine dicembre sono stati forzatamente trasferiti in altre divisioni.

Si prende strumentalmente a pretesto la crisi economica del paese e le sue ricadute sul trasporto merci per sferrare un ulteriore

attacco ai diritti dei lavoratori e all'occupazione: a fronte di un calo della produzione industriale stimato nel 6,6% si prevede un taglio del 25% di posti di lavoro.


Mentre solo qualche mese fa l'AD di Fs Moretti spargeva ottimismo snocciolando cifre sugli utili prodotti dal gruppo, oggi si drammatizza la situazione dichiarando un deficit di 100milioni di euro che se non ripianati metterebbero addirittura a rischio il pagamento degli stipendi a partire da gennaio.


In realtà assistiamo nel trasporto merci alla stessa operazione fatta col trasporto passeggeri: separazione delle attività redditizie, quelle rivolte ai traffici internazionali su cui stringere partnership, dalle attività di rango inferiore senza interesse economico, da abbandonare al limbo della contribuzione pubblica.


Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, OrSa, UGL e Fast, da troppo tempo subalterni ai principi di politica industriale imposti dall'AD Moretti , grazie al contratto siglato sotto dettatura aziendale, hanno offerto all'azienda lo strumento con cui gestire la liberalizzazione-frantumazione societaria del trasporto ferroviario, senza preoccuparsi delle conseguenze.


Occorre porre un argine a questa situazione e per farlo serve uno strumento di difesa collettivo, perché sarebbe un errore pensare di potersela cavare da soli, serve il sindacato dei lavoratori!


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