I sindacati: «Aeroporto al collasso»

3 novembre 2007 - La Nuova Venezia

Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cub scrivono a Cacciari e Zoggia. «Mobilità, precarietà e ritardi»

 

L’appello: «Enac e Save non possono disertare il tavolo delle regole»

LA VERTENZA I licenziamenti al Marco Polo

di GIANNI FAVARATO

 

 

 

 


Venezia - «Precarietà, licenziamenti, bagagli e voli in ritardo, mercato dei servizi di terra drogato dalla rincorsa al ribasso delle tariffe. L’aerostazione è al collasso e sta diventando pericolosa dal punto di vista della sicurezza». Una volta tanto, tutti i sindacati aeroportuali - dalle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, all’Ugl fino ai Cub Trasporti - sono d’accordo sulla necessità di sedersi attorno ad un unico tavolo, con la Save di Enrico Marchi e l’Enac diretta da Valerio Bonato, «per ridefinire regole, tariffe e rispetto dei diritti dei lavoratori e dei passeggeri». E, visto che tre anni fa Save non si era nemmeno presentata ad un analogo tavolo di concertazione, i sindacati hanno deciso di coinvolgere anche Comune e Provincia che, oltretutto, sono ancora azioniste della società che gestisce il Marco Polo. E’ stato l’assessore provinciale al Lavoro, Alessandro Sabiucciu, a decidere di convocare Save, Enac e sindacati per il 13 novembre prossimo, dopo che Sav non si era presentata nella sede della Provincia per il previsto incontro sulla procedura, da lei avviata, per la messa in mobilità di 140 dipendenti e il mancato rinnovo dei contratti interinali e a tempo determinato per altri 60 lavoratori.

«Il terzo scalo aeroportuale nazionale - scrive Giampietro Antonini dei Cub in una lettera inviata a Comune, Provincia, Save ed Enac - è contraddistinto ormai da troppo tempo da precarietà, licenziamenti e sevizi discutibili di consegna dei bagagli e di imbarco dei passeggeri».

Non meno pesante è la lettera inviata a Cacciari e Zoggia dalle segreterie provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, in cui si accusa Enac, l’ente di stato che dovrebbe controllare il rispetto delle regole negli aeroporti «di non aver fatto nulla per impedire che la liberalizzazione dei servizi venga alterata dal mancato rispetto di parametri di qualità da lei fissati».

«La quantità dei voli che partono in ritardo e la riconsegna dei bagagli che non rispetta i tempi posti da Enac - sostengono i sindacati - sono il risultato del mancato controllo di Enac che ha permesso una concorrenza al ribasso fra gli handlers, il degrado dei mezzi delle società che operano in pista e applicano tariffe ribassate alle compagnie aeree in forza di organici sottodimensionati, turni di lavoro massacranti, non rispetto degli accordi, bassi salari, precarietà». In questa situazione - continuano i sindacati - se un handler a Venezia volesse offrire servizi di qualità, professionalità e puntualità, sarebbe costretto ad applicare tariffe maggiori e, quindi, perderebbe i contratti con le compagnie aeree». Infatti - sostengono i sindacati dicendosi pronti «documentare» quanto dicono -, le tariffe di servizio di Sav, che ha accumulato un pesante deficit di bilancio e non ha rinnovato i contratti con Alitalia, Lutfthansa e Swiss, sono del 25/30 % maggiori di quelle applicate dagli altri due handler (Gh e Aviapatner) che operano al Marco Polo. «Sav per prima ha iniziato questa politica, trascinando anche gli altri due handlers in questa folle corsa al ribasso - spiega la lettera dei tre sindacati -. Ironia della sorte, ora, Sav è la prima a farne le spese, anche per colpa delle alte tariffe richieste da Save per l’utilizzo degli spazi (uffici, spogliatoi) e delle indispensabili strutture (check-in, officine, servizi informatici, parcheggi) aeroportuali».


LO SCIOPERO

«Voli a rischio il 6 novembre e nessuno avverte i passeggeri»

Venezia - Voli a rischio di ritardi e cancellazioni, martedì prossimo 6 novembre, per lo sciopero di 24 ore del personale di Save (la società che gestisce lo scalo di Tessera) e gli handlers, Sav e Gh. Allo sciopero, indetto dai Cub dei Trasporti, potrebbero aderire anche molti iscritti ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sopratutto alla Sav - la maggiore società di handling che ha annunciato che metterà in mobilità 140 suoi dipendenti e non rinnoverà i contratti a tempo determinato e interinali ad altri 60 - e alla Gh, dove i carichi di lavoro e la scarsità di personale e mezzi in pista e al servizio bagagli «sono - secondo i sindacati - all’ordine del giorno causano pesanti disagi alle compagnie aeree e ai passeggeri». Save ha già diramato un comunicato in cui avverte che in occasione dello sciopero del 6 novembre «potrebbero verificarsi rallentamenti nelle consuete procedure di assistenza ai passeggeri e agli aeromobili».

Ma il responsabile del Cub Trasporti veneziano, Giampietro Antonini, fa osservare - in una lettera inviata al Prefetto, all’Enac nazionale e veneziana, nonché alle tre società interessate dallo sciopero - «ad oggi non sono ancora stati indicati da Enac gli orari dei voli garantiti per i collegamenti con le isole e intercontinentali» e nemmeno ha «avvertito sui propri siti internet e sui mezzi di comunicazione di massa, delle difficoltà che troveranno nell’aeroporto veneziano» i passeggeri in partenza o transito.


3 novembre 2007 - Corriere del Veneto

Aeroporto

E lunedì prossimo lavoratori fermi al Marco Polo

VENEZIA — Un tavolo sulla crisi occupazionale e sulla gestione dell'attività dell'aeroporto Marco Polo. La Rdb Cub Trasporti di Venezia ha indirizzato al sindaco Massimo Cacciari e al presidente della Provincia Davide Zoggia la richiesta di apertura di un tavolo di confronto. Resta intanto confermato lo sciopero di 24 ore fissato per martedì 6 novembre, programmato dai dipendenti delle tre società di handling: Sav, Gh e Save. Alle rivendicazioni originarie — la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, il riallineamento della retribuzione, più sicurezza— si è aggiunta anche la preoccupazione per il rischio mobilità di metà dei lavoratori della Sav. Secondo Giampietro Antonini, del Cub Trasporti, la situazione allo scalo veneziano sta precipitando, con «l'avvio delle procedure di messa in mobilità — da parte di Sav — di 140 dipendenti su circa 250 e con il grave gesto dell'azienda stessa, che non si è presentata lo scorso 31 ottobre all'incontro con l'assessore provinciale al Lavoro Alessandro Sabbiucciu». Ma per il sindacalista, è inaccettabile che «il terzo scalo aeroportuale italiano, gestito da una società — la Save— che macina utili tanto da poter investire all'estero e in tanti altri settori, sia contraddistinto ormai da troppo tempo da precarietà, licenziamenti e servizi discutibili, come quello della consegna dei bagagli, che ricadono pesantemente e negativamente sui passeggeri.

La SAVE deve tornare ad essere coinvolta direttamente nella gestione dei servizi di handler».(Giu.Ga.)