INCIDENTE CARPATAIR - Basta con i voli a noleggio! Vogliamo sicurezza e lavoro per i colleghi in mobilità!

Nazionale -

Sabato sera, a Fiumicino, un aeromobile ATR72 della compagnia romena Carpatair è uscito fuori pista, ciò ha provocato feriti tra i passeggeri e i membri di equipaggio italiani, imbarcati sull’a/m must go. Gli ATR sono impiegati in centinaia di compagnie nel mondo intero. La Cai non volle mantenere la flotta di aeromobili EXPRESS ed ha bruciato le professionalità di piloti, assistenti di volo e tecnici mettendo il personale in cassa integrazione prima e in mobilità poi; quindi ha sostituito le tratte che erano parte del network Alitalia con appalti.

La prima denuncia di cessione di attività all’estero fatta da USB risale al 2010 quando si distaccò personale Alitalia sulle tratte effettuate dalla compagnia Air Dubrovnik. Infatti, Carpatair non è il primo vettore straniero che presta opera attraverso i contratti di wet lease. Abbiamo contestato da soli questo stato di cose anche a maggio 2012, nessun sindacato aveva la voglia e la forza di appoggiarci.

La compagnia Carpatair, negli ultimi mesi, ha avuto altri 4 d’incidenti, e é stato più volte sollevato il problema dei controlli per la sicurezza anche da altre organizzazioni. L’azienda ha sottovalutato le segnalazioni come pure osserviamo che gli enti dello stato preposti al controllo, non sono mai intervenuti.

Continua la sequela di errori di questo management che ha sempre perseguito solo la logica dei tagli e non ha mai iniziato quella degli investimenti. Non si può pensare di fare risparmio appaltando le linee e scaricando i lavoratori in mobilità.

Per proteggere la nostra azienda e il lavoro che facciamo quotidianamente conta la garanzia della sicurezza, assicurata dalla professionalità di tutto il personale, maturata attraverso l’esperienza e 60 anni di storia aeronautica.

Se la nostra critica fosse stata ascoltata per tempo, forse questo incidente non sarebbe accaduto. Diamo per scontato che il contratto sia rescisso immediatamente. Adesso quelle linee devono tornare a noi, riprendendo i colleghi in mobilità e non devono essere più cedute.

Noi dobbiamo fare un appello a tutto il mondo politico, prima che sia troppo tardi, a salvare un “asset” importante per il Paese come quella che una volta era la Compagnia di Bandiera conservare al Paese uno strumento indispensabile della sua logistica al quale l'Italia non deve rinunciare. Questa è la linea che il sindacato tiene da 4 anni e per questo siamo stati massacrati. Faremo di tutto per fermare questa vergogna.

 


USB Lavoro Privato

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