La guerra non è lontana. È già qui: autoferrotranvieri verso lo sciopero generale del 18 maggio ’26

Nazionale -

La guerra non è lontana. È già qui; è nei salari che non bastano più. Nei pronto soccorso svuotati, nei bus che non passano, nelle scuole che cadono a pezzi. È nell'affitto e nel pieno di benzina che ogni mese pesano di più.

Ogni euro che va alle armi è un euro tolto al tuo salario, alla tua sanità, alla tua pensione.

Non è una crisi passeggera. È una scelta politica precisa: comprimere i salari, privatizzare i servizi, precarizzare il lavoro, piegarlo agli interessi militari e industriali.

Siamo dentro un ultraliberismo più feroce, più autoritario, più armato. Le risorse pubbliche vengono spostate dai bisogni delle persone alle spese militari. La ricchezza che produciamo con il nostro lavoro finisce nelle mani di grandi gruppi finanziari, energetici, tecnologici e bellici.

Alle lavoratrici e lavoratori restano sacrifici, precarietà, servizi sempre peggiori.

Per questo il 18 maggio anche i lavoratori dei trasporti scioperano per 24 ore 

nello sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base.

Rompiamo la complicità dell'Italia con la guerra, fermiamo il riarmo; blocchiamo ogni catena — economica, industriale, logistica, tecnologica, accademica — che alimenta genocidio, occupazione e conflitti.

Vogliamo che quelle risorse tornino ad essere investite nei salari dignitosi, nei servizi pubblici, pensioni, sicurezza sul lavoro, diritto alla casa, sanità territoriale, scuola pubblica, ricerca libera.

Il 18 maggio fermiamo il Paese

Contro: guerra, genocidio, riarmo e repressione.

Per: salari, servizi pubblici essenziali, diritti, democrazia.

Il mondo del lavoro è chiamato a scegliere da che parte stare: dalla parte di chi produce guerra, o dalla parte di chi la subisce.

23 maggio — Roma: manifestazione nazionale

 

Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL

*volantino sciopero generale settore TPL in allegato