LA PROTESTA DEI DIPENDENTI SAV

27 novembre 2007 - La Nuova Venezia/Mattino di Padova/Tribuna di Treviso

 

Lavoratori in assemblea, disagi allo scalo

I sindacati: «Nessun passaggio di mano senza certificazione». Antonini (Cub): «Ci sono 140 lavoratori a rischio mobilità»

di Maurizio Toso

 

VENEZIA - Alla fine ce l’hanno fatta, sono saliti al terzo piano della sede Save di Tessera a esporre le proprie preoccupazioni. Così ieri, fuoriprogramma, è andato in scena un altro capitolo del confronto tra i vertici delle Save e i dipendenti della Sav, società di handling attiva al Marco Polo.

Prima del confronto, però, l’aeroporto di Venezia ha conosciuto qualche disagio, visto che con la proclamazione di un’assemblea sindacale non retribuita sono state bloccate le operazioni di carico e scarico dei bagagli. Conseguenza diretta, ritardi su alcune linee (attorno alle tredici ai voli in arrivo da Zurigo e Bucarest veniva assegnato un ritardo non quantificabile) ma nessun volo cancellato.

L’agitazione è terminata solo quando i delegati sindacali dei lavoratori sono stati ammessi al terzo piano della sede di Save. Prima di salire i dipendenti Sav avevano evidenziato la loro preoccupazione per il futuro. «Si parla di 140 lavoratori in mobilità», ha ricordato Giampietro Antonini della Cub, «abbiamo bisogno di chiarimenti». Alla fine l’incontro c’è stato. Al termine è stato ribadito un concetto: nessun passaggio di dipendenti da un’impresa di handling a un’altra prima che venga certificato l’handler stesso.

Se la giornata di protesta ha avuto il suo epilogo attorno alle quattordici, tutto era iniziato alle nove. In tutto i lavoratori che stazionavano sul piazzale antistante la sede Save erano una quarantina. Poco distante, carabinieri e polizia, una presenza pro forma visto il carattere civile che ha caratterizzato l’attesa dei dipendenti. Detto delle loro rivendicazioni, c’è anche da registrare le reazioni di Save e Sav. Partiamo da Enrico Marchi, presidente di Save. «L’incontro con i dipendenti di Sav è andato bene, già con l’assemblea che si era tenuta in Provincia nei giorni scorsi eravamo arrivati a un giro di boa», ha sottolineato, esprimendo però anche disappunto per il blocco delle operazioni di carico e scarico. «Sono contrario alle esibizioni di muscoli», ha spiegato Marchi, «che rischiano di essere un danno non solo per i clienti, ma anche per i lavoratori nel caso qualche compagnia decida di non avvalersi più del nostro scalo. Per quanto è successo oggi (ieri, ndr) si è lamentata in particolare la compagnia Emirates». E’ poi emerso anche un altro particolare sulle ultime «mansioni» del management di Save. «Per rendere l’idea del nostro impegno», ha detto sempre Marchi, «ho ricordato che nei giorni scorsi alcuni dirigenti di Save hanno effettuato le pulizie all’interno degli aerei impegnati nelle tratte intercontinentali». Il presidente di Save, infine, ha espresso la sua indisponibilità a incontrare il patron di Alpieagles Sinigaglia, che pure aveva chiesto di vedere Marchi.

E la Sav? Dura la presa di posizione dell’azienda, che giudica illegittima l’agitazione dei suoi dipendenti, in quanto non preannunciata. Sav, tra l’altro, tiene a ribadire che «continuerà a seguire le procedure di legge «al fine di garantire i livelli occupazionali.

 

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