Lutrario USB: lo sciopero in Atac del 7 agosto è perfettamente legale. Comune e Prefettura ascoltino i lavoratori

Roma -

“Vorrei regalare al nuovo assessore Esposito ed anche al prefetto Gabrielli – dichiara Guido Lutrario della Federazione romana di USB – un apparecchio acustico per sensibilità uditive medio - gravi. Negli ultimi anni a Roma gli autisti sia dell’ATAC che delle linee privatizzate hanno scioperato tante volte e con adesioni sempre molto alte, ma nessuno si è mai posto il problema di ascoltarli”.


“Cosa rispondono alle denunce dei lavoratori – prosegue Lutrario – che siano autisti o macchinisti della metro? Quando un autista denuncia che non può andare in ferie, che è costretto a fare straordinario da anni ininterrottamente, che le vetture sono spesso guaste e malandate, o che, come i dipendenti della Roma Tpl, gli stipendi vengono percepiti con almeno un mese di ritardo? Non rispondono e cercano di mettere i cittadini contro i lavoratori”.


“Lo sciopero che abbiamo indetto per il 7 agosto – continua Lutrario – è perfettamente legale, si svolgerà dopo 11 giorni dal precedente (la legge dice 10) e fuori dalle fasce di garanzie che vanno dal 28 luglio al 3 agosto e dall’10 al 20 agosto. Sarà l’ennesima protesta per ribadire quello che diciamo da anni, inascoltati”.


“L’assessore Esposito – segnala Lutrario – ha rilasciato un’intervista al Messaggero di oggi rivolgendo frasi offensive verso l’USB. Dice che scioperiamo contro la privatizzazione “che ancora non esiste” e poi poco dopo dichiara che non ci sono alternative all’ingresso dei privati. L’invito che rivolgiamo al neoassessore è di prendersi un periodo di riposo”.


“Noi siamo disponibili al confronto - conclude Lutrario - se dall’altra parte ci si dispone ad ascoltare le ragioni di chi lavora. Abbiamo sempre sostenuto che le ragioni dell’utenza e quelle dei lavoratori non sono in contraddizione tra loro. La nota stonata la fanno i super stipendi dei dirigenti, i frequenti casi di malagestione o gli utili di impresa, che in un servizio collettivo non dovrebbero essere contemplati”.


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