Mai più 2008

Nazionale -

Una Compagnia, una qualunque compagnia, che nasce su basi d'ingiustizia, sulle discriminazioni, sui licenziamenti è destinata a non avere alcun futuro. Un fatto dimostrato dalla storia degli ultimi 6 anni di Alitalia/Cai. Siamo convinti che neanche Etihad possa rappresentare un'eccezione a questa regola.

Quindi, qualsiasi futuro di sostenibilità e di rilancio deve essere basato sugli assiomi opposti a quelli perpetrati dal 2008 fino ad oggi.

Dopo il comunicato congiunto Alitalia-Etihad, stiamo assistendo al florilegio di dichiarazioni rilasciate da esponenti del governo e da sindacalisti. Pertanto, la struttura di Alitalia di USB Lavoro Privato ribadisce gli elementi essenziali con i quali affrontare l'ennesima drammatica vertenza:


Zero esuberi

Non ci interessa sapere se sono 2400 piuttosto che 2600 oppure 2513 gli esuberi richiesti da Etihad; non solo si tratta di numeri drammatici ma si calano in una realtà ancora più disastrosa fatta di migliaia di esuberi di Meridiana, Sea, Groundcare, Windjet, etc.. senza dimenticare i 2000 colleghi ex-Alitalia che stanno finendo la mobilità senza avere alcuna prospettiva. Stiamo parlando di quasi 10.000 esuberi; numeri ingestibili che si sommano a quelli chiesti da Etihad, rendendo ancora più ingestibile il problema, tra l'altro in una nazione che vede il tasso di disoccupazione quasi al 14%

Non dimentichiamo mai più che dietro ogni esubero c'è una persona e dietro ogni persona c'è una famiglia

Quindi tocca al Governo assumersi la responsabilità di affrontare il nodo drammatico degli esuberi in un settore che non solo non è scomparso ma si tratta del 6° mercato mondiale. Il lavoro c'è ma è stato appaltato a Compagnie che applicano contratti interinali con base estera, tanto per fare un esempio.

Non ci interessa sapere quali ammortizzatori sociali utilizzare, ma riconquistare il lavoro!

Tra l'altro, se fossero reali le prospettive di sviluppo futuro annunciate, è davvero incomprensibile parlare di esuberi strutturali, che invece dovrebbero essere riassorbiti in un futuro prossimo anche attraverso riqualificazione e riconversione del personale.

Non siamo d'accordo con chi quasi rivendica una nuova procedura 223; abbiamo la solidarietà e la cigs appena firmate; ci sembrano davvero più che sufficienti per gestire una fase transitoria.


Equità, solidarietà e transitorietà – partiamo dalla lista di anzianità!

Nelle assemblee abbiamo ripetuto fino alla noia che non deve mai più accadere lo sfacelo a cui abbiamo assistito nel 2008.

il principio di equità serve per ricomporre un tessuto sociale di categorie lacerate dai disastri degli ultimi anni attraverso criteri che non lascino più spazi all'arbitrio, da qualunque parte esso provenga.

Su questo tema, oggi USB lancia la campagna per la costituzione immediata di una lista di anzianità unica valida per tutte le basi e tutti i Coa del Gruppo Alitalia/Cai, quale primo passo per uscire dalla logica perversa dei “criteri oggettivi” e dei “destini sfortunati”, ribadendo l'obiettivo di non lasciare nessuno per strada!

La solidarietà non è una pia intenzione ma una necessità di tutti. La difesa di ogni singolo posto di lavoro e il recupero dell'occupazione persa è la prima garanzia per il futuro di chi lavora e non il contrario.

La questione transitorietà riguarda invece il bisogno che questa vertenza, senza nasconderne le difficoltà e la delicatezza, venga affrontata senza compromettere in modo definitivo i salari, i diritti e le prospettive di nessun lavoratore. Anche questa è la migliore garanzia per avere un futuro in un settore che lo sta divorando a tutti.


Invitiamo le altre Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Professionali a fare chiarezza su questi temi


4 giugno 2014