Per non mettere in vendita il Trasporto Ferroviario Regionale e i lavoratori

Bologna -

La messa a gara del trasporto ferroviario regionale è una scelta esclusivamente politica della regione Emilia Romagna che vuole privatizzare il servizio.


Dall’Alitalia, all’Ilva, alla Telecom per non parlare della Sanità o della Scuola, non c’è un solo settore che una volta privatizzato abbia dato i risultati sperati: Tutte le privatizzazioni hanno portato al peggioramento delle condizioni lavorative per gli addetti e al taglio del servizio e all’aumento delle tariffe per gli utenti.


La Regione Emilia Romagna ha attivato un confronto con le organizzazioni sindacali proponendo una clausola sociale che nulla garantisce ai lavoratori in questa operazione, se non un temporaneo mantenimento di alcuni diritti in cambio del via libera sindacale alla cessione del servizio e dei nostri diritti ad una gestione privata del settore.


Il confronto in questi mesi ha evidenziato con chiarezza quanto evanescente sia l'efficacia di questa clausola, che non offre di fatto alcuna garanzia per i lavoratori, dal momento che nessun vincolo viene posto al futuro gestore, evidenziando quindi il tentativo di rendere complici le organizzazioni sindacali nel processo di smantellamento del trasporto ferroviario, dei diritti dei lavoratori conquistati in tanti anni di lotte, e del diritto alla mobilità dei cittadini.


Sono proprio le lotte di questi giorni dei lavoratori di Genova e di Firenze che ci indicano chiaramente cosa significa dare in pasto un bene comune come il TPL a società private il cui unico scopo è il profitto.

Giova anche ricordare a tutti che la stragrande maggioranza degli italiani ha detto NO al referendum popolare contro la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali!
Il risultato è stato cambiare il termine privatizzare in liberalizzare, offendendo gravemente la nostra intelligenza e la nostra dignità.

 

La delegazione dell'USB presente alle trattative ha denunciato più volte questa operazione, tentando anche di riqualificare il confronto, inserendo ad esempio la conferma della residenza di lavoro, per tentare di frenare il progetto di trasformarci in nomadi pronti a spostarsi a seconda delle esigenze aziendali.


USB ha però anche evidenziato l'assenza di una reale esigibilità di questi vincoli, in una clausola che di fatto approva la messa a gara del ferroviario e che, per volontà della Regione, lascia comunque mano libera al futuro gestore sui nostri contratti.


Per il 18 dicembre è previsto il prossimo incontro in Regione, e potrebbe essere l'ultimo atto. Noi crediamo che la consapevolezza delle conseguenze in caso di condivisione di questo accordo, debba indurre tutte le organizzazioni sindacali ad una profonda riflessione.


Facciamo quindi appello al senso di responsabilità di tutte le OOSS affinché non vengano sottoscritti percorsi al buio che avranno pesanti conseguenze sui lavoratori e sul servizio.

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