Polemica sul ferry con il timone rotto nella traversata Pellestrina-Lido

«Manutenzione ed emergenza, che flop»

L’ex presidente dei capitani Actv: «Pericoloso quel che è successo lunedì «E la nuova motonave costata 6 miliardi di lire da quattro mesi è definitivamente bloccata in officina»

 

Venezia -

LIDO - «Quanto successo lunedì tra Pellestrina e Alberoni è stato estremamente pericoloso e paradossale. Basti pensare che se ci fossero state navi in transito nel canale portuale, il ferry impossibilitato a manovrare avrebbe creato enormi problemi per sé, i passeggeri e la navigazione in generale». Parte da questa osservazione l’analisi del capitano Eugenio Magliulo, membro del coordinamento di Rdb-Cub ed ex presidente dei capitani Actv.

«Anche se mettessimo in disparte il fatto che nulla di grave è successo, il tema della sicurezza e quello degli infortuni occorsi ai dipendenti sul lavoro», prosegue, «non ci si può esimere dal fare i conti con i disagi dei passeggeri e di chi poi è rimasto a terra per tre ore senza informazioni chiare. Non è ammissibile che tra tutti i servizi di linea non si sia riusciti a deviare in extremis un motobattello foraneo, che trasporta 330 persone alla volta, dalla tratta Lido-San Zaccaria per portarlo almeno a trasferire i pendolari tra le due isole. Gli equipaggi di riserva, oltretutto, sono alla Bragora vicino San Zaccaria. Così come adesso è discutibile l’avallo delle autorità marittime al servizio dei motoscafi di soccorso predisposto sei mesi fa da Actv, e che di fatto in questa occasione non ha funzionato, perchè il ferry è poi riuscito con grandi difficoltà a raggiungere in un’ora la sponda degli Alberoni senza alcun aiuto».

Il capitano ricorda come il ferry boat «Pellestrina» sia stato ristrutturato completamente dopo l’incendio che lo danneggiò gravemente mesi addietro. «E proprio per questo sarebbe dovuto essere molto più affidabile di quello che invece si è rivelato», aggiunge Magliulo. «Le avarie proseguono: sei mesi fa lo scalandrone bloccato e lunedì il timone in stallo. E questa volta non si parla di una pompa rotta che in corsa poteva essere eliminata in favore di un’altra, ma sembra di un danno ben più consistente. Una situazione inspiegabile, che ci riporta a riflettere sulla manutenzione dei mezzi a disposizione. Acquistare ferry boat nuovi? Prima di tutto i costi sarebbero elevatissimi così come la gestione, e poi ci si dovrebbe assicurare che Actv non ripeta l’operazione che ha visto anni fa l’acquisto della motonave Sandra Z. Da 4 mesi è abbandonata in cantiere: è stata già prima poco utilizzata in oltre almeno tre anni di disponibilità di servizio». Il mezzo fu comprato per sei miliardi di vecchie lire, più volte coinvolto in incidenti: da punta di diamante supertecnologica, si è trasformato in un costosissimo flop. «E per concludere» afferma Magliulo, «ricordo che è ancora in piedi la vertenza sul sesto uomo a bordo delle motonavi di linea LN. L’azienda ha perso il ricorso ma da due mesi non esercita l’obbligo indicato dalla sentenza. Il 4 aprile torneremo in Tribunale per esercitare un atto coercitivo verso Actv».

 

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