Quale destino per CITYLINER, dentro o fuori dal gruppo Alitalia?

Nazionale -

In questi giorni si fa un gran parlare degli incontri tra Azienda e OO/SS rispetto al contratto e al costo del lavoro, ma forse si ignora l'argomento Cityliner, la piccola azienda regional del Gruppo Cai, che nel 2009 entra a far parte del gruppo Alitalia.


Questa realtà conta circa 400 dipendenti, fa parte in tutto e per tutto di Alitalia. Sono le stesse divise, la medesima livrea degli aeromobili, stessi standard di servizio.


Le caratteristiche dell’attività di volo comportano avvicendamenti, dove frequentemente sono programmate le 5 tratte, sveglie all’alba, le 4 tratte internazionali con transiti velocissimi dati dai numerosi cambi macchina, spinta ad un ritmo di lavoro forsennato.


Gli stipendi sono vergognosamente bassi e la mole di lavoro é aumentata immediatamente dopo il rehubbing su Fco accrescendo la fatica operazionale che nei mesi scorsi ha determinato un crollo della presenza sul luogo di lavoro dovuto ai ritmi serrati dell’attività di volo.


Non si contano i turni estensibili programmati al limite della normativa e i voli notturni come la Tiblisi e Orano, effettuati con aeromobili che rendono particolarmente faticosi gli avvicendamenti. Per tutte queste ragioni USB ha aperto la procedura di raffreddamento ed è in attesa di avere riscontri dall’azienda.


I lavoratori sono stanchi, si sentono discriminati rispetto a quelli di Cai pur facendo parte dello stesso Gruppo aziendale.


E' di questi giorni la notizia della sospensione dell’accordo sulle 63 ore di volo minime garantite per i piloti ma applicato di fatto a tutti i naviganti al quale si è trovata transitoria soluzione solo per il mese di gennaio.


Il 20 maggio 2010 Cisl, Uil, Ugl, UP e Anpav firmano il contratto stracciato che prevede uno stipendio base lordo per gli AVR2 di 625,00 euro e per gli AA/VV415,00. E’ uno fra i più bassi del panorama del trasporto aereo italiano e resta una pietra miliare della debolezza degli AA/VV del gruppo, proprio nel momento in cui Alitalia è l’unico vettore che ha mantenuto le deleghe ad Assaereo per il CCNL.


USB mantiene inoltre forti dubbi sulla legittimità della differenza dei trattamenti economici tra Cityliner e le altre società del gruppo in presenza di medesima attività svolta.


Noi riteniamo al contrario che dovremmo procedere al rinnovo a livello aziendale e proporre miglioramenti contrattuali dovuti per un’attività massacrante e solo dopo la soluzione della crisi Cai, andare a trattare minimi tabellari per tutti. Solo in questo modo potremo garantire una base salariale decente.


La nostra grossa preoccupazione è che il destino di questi lavoratori non entri della discussione sul futuro del gruppo Cai che per noi è un patrimonio complessivo e, infatti, per ciò che attiene il piano Stand Alone, e anche per la presunta acquisizione da parte di Ethiad, non è ancora chiara la missione industriale e quale sarà la sorte della piccola Regional.


USB denuncia questo stato di cose e non c’è stata nessuna comunicazione e accenno da parte delle OO/SS confederali o dalle associazioni professionali, troppo occupate a chiudere la partita Alitalia.


I lavoratori di Cityliner chiedono notizie, oltre che garanzie e rivendicano un contratto dignitoso, che garantisca i diritti a chi indossa la stessa divisa ed è impiegato sulle stesse tratte.


Avallare questo sistema e mantenere questo livello contrattuale, significa avere in casa il termine di paragone al ribasso per i stipendi e trattamenti. E’ necessario cambiare e lottare per la pari dignità e perché quel contratto non sia più un devastante riferimento per i lavoratori.


RSA AA/VV Cityliner




Fiumicino, 28 febbraio 2014

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