Regione Campania: si smantella definitivamente il trasporto pubblico locale

I risultati della politica dei tagli al TPL sono evidenti su tutto il territorio nazionale, ma quanto sta avvenendo in Campania è assurdo e paradossale.

Napoli -


Di fronte ad un accordo, siglato in sede di presidenza regionale, tra ASSTRA, ANAV, sindacati concertativi e parte politica, destinato a proteggere i livelli occupazionali e i km prodotti azienda per azienda, limitando i danni legati alla scarsezza di risorse economiche, i lavoratori TPL della Campania si trovano adesso in un vicolo cieco da dove non si riesce ad uscire.


I problemi sono di varia natura, mancata copertura economica dell'accordo da parte della regione, incapacità a gestire la crisi sul territorio da parte degli enti proprietari e del management delle aziende, il continuo e perdurante stato di deficit che influisce direttamente sul quotidiano, compromettendo manutenzione dei mezzi e garanzie salariali.

 

Sul territorio regionale vi sono diverse realtà in crisi sulle quali incombe lo spettro della chiusura o del fallimento, ACMS di Caserta, società interamente pubblica ceduta ad un piccolo privato, CSTP di Salerno messa in liquidazione, adesso ricapitalizzata ma ai quali lavoratori sono stati chiesti sacrifici improponibili nei piani industriali di rientro, come perdita della tredicesima e tagli salariale dei contratti di secondo livello, EAVBus, il polo regionale della gomma, fallita perché condannata in contumacia per una fattura di 300000 euro, le tre aziende su ferro, sempre controllate dalla regione che soffrono il fallimento di EAVBus ed il perdurare di una situazione manutentiva dei rotabili a dir poco assurda, con elettrotreni al limite della circolabiltà, ritardi sull'erogazione degli stipendi, accompagnato il tutto da una incapacità gestionale del gruppo dirigente, totalmente ingessato.


L'ANM del Comune di Napoli, in pieno indebitamento o con una situazione dei mezzi circolanti da far paura, che vede la mancanza di gasolio ed il mancato pagamento delle polizze assicurative i nodi cruciali su cui recuperare credibilità verso la cittadinanza.


L'azienda provinciale di Napoli, la CTP, che ha dato applicazione ai contratti di solidarietà ma con la crisi della giunta provinciale sta vedendo svanire gli effetti dei sacrifici richiesti al lavoratori.


Ed è per questi motivi, la crisi, la manutenzione dei mezzi su gomma e ferro, il taglio delle linee indiscriminato e senza una prospettiva di disegno di bacini di traffico, la costante mancanza delle spettanze dei dipendenti, prassi diffusa in moltissime realtà regionali del tpl che si sono generati i blocchi dei giorni scorsi, che hanno interessato alcune tra le più importanti aziende, come ANM, SEPSA, Circumvesuviana, Metro Campania Nordest e CSTP di Salerno.


Con la divertente parentesi che, nei giorni del blocco, il sindaco di Napoli insieme a l'amministratore di Trenitalia Moretti, hanno presentato il nuovo Frecciarossa, con una città completamente paralizzata!


L'USB intende partire dalla vertenza Campana per rilanciare la vertenza del TPL sul piano nazionale, prendendo ad esempio anche altre realtà regionali come quelle della Calabria e della Sicilia.