RFI DTP Roma : Prepotenza padronale

Roma -

Nella nostra Organizzazione nessuno pretende che le controparti padronali restino tranquille quando i lavoratori si riuniscono con i loro rappresentanti per organizzare un adeguata azione sindacale; sappiamo tutti per formazione ed esperienza che in certi salotti si preferisce la frantumazione delle categorie piuttosto che la loro solida unità, e anche che in realtà lavorative non sindacalizzate i padroni si permettono comportamenti non propriamente legalitari in tema di diritto del lavoro.


Ma, almeno fino a pochi mesi fa, sapevamo che in altre realtà lavorative, come per esempio le grandi società di servizio pubblico tipo le ferrovie, esisteva una dirigenza capace di gestire opportunamente le dinamiche del confronto sindacale, e nel proprio ambito e a suo modo rispettosa delle regole democratiche, non necessariamente scritte, che garantiscono la dignità dei lavoratori.


Per questo ci ha lasciati amaramente sorpresi l’iniziativa della società RFI DTP Roma che ha consegnato a diversi lavoratori una contestazione disciplinare per non aver timbrato l’interruzione e la ripresa del servizio in occasione delle assemblee promosse dalla RSU: ci sembra un esempio della più bieca prepotenza padronale che credevamo tipicamente isolata nelle realtà lavorative democraticamente più arretrate.


Ma tant’è: prenderemo atto che anche nelle società del Gruppo Ferrovie della Stato Italiane, il nuovo corso del diritto del lavoro indicato dall’azione di governo sta fomentando soggettività tipiche dell’era dei padroni del vapore ottocenteschi, e che offendono il senso democratico se interpretate da moderni dirigenti di moderne società di servizio pubblico, che per altro, come tutti noi, non sono padroni di altro che dei loro beni privati; non di certo delle ferrovie che sono un Bene Comune del Paese, e tanto meno del diritto sindacale dei ferrovieri.


E’ del tutto evidente che la ripresa dell’iniziativa sindacale mossa a contrasto dei peggioramenti lavorativi dovuti al cosiddetto accordo del 28 gennaio 2015, sta preoccupando i garanti societari e sindacali del patto per la sottrazione del diritto di parola dei lavoratori, un patto che da diversi anni sta agevolando obiettivi di impoverimento professionale e di attacco alle condizioni di lavoro dei ferrovieri.


Da parte nostra abbiamo già rilevato nelle assemblee, e avuto riscontro con lo sciopero del 20 febbraio scorso, che sempre più lavoratori della DTP Roma sono pronti a recepire indicazioni sindacali credibili e a contribuire direttamente alla difesa della propria condizione di lavoro: questa è l’unica indicazione che interessa la nostra Organizzazione.


Per questo annunciamo ulteriori iniziative di lotta nelle prossime settimane e la proclamazione di un altro sciopero del settore Manutenzione Infrastrutture nel mese di aprile per rafforzare le iniziative legali già intraprese contro il cosiddetto accordo del 28 gennaio 2015 e contro i comandi per le prestazioni notturne non concordate.


Invitiamo tutti i lavoratori della DTP Roma a prendere parimenti atto di questa ulteriore involuzione della capacità democratica della dirigenza di RFI DTP Roma e a solidarizzare con i colleghi colpiti da cotanta arrogante prepotenza aziendale.

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