Se il Governo non interviene Alitalia alla fine dei giochi: almeno 2000 gli esuberi

Nazionale -

E’ atteso ad horas il piano Del Torchio che nei mesi scorsi aveva ipotizzato di rilanciare l’Alitalia ma dalle anticipazioni le nuove strategie sembrano essere di segno completamente diverso e ci ricordano un passaggio del 2008, quello dei provvedimenti presi transitoriamente dall’AD dell’epoca Maurizio Prato.


Si tratterebbe cioè del prospetto per la sopravvivenza di un’azienda che tenta attraverso la ristrutturazione da 100 milioni di stare in piedi da sola ma questo non è neppure pensabile. Si tratta di passare in altre mani, da quelle di capitalisti italiani scarsi e ignavi a quelle straniere di chi ha già dichiarato l' intenzione di tramutare questa compagnia in un vettore regionale.


Il tutto è sollecitato da Banca Intesa ancora una volta esposta in questo business senza capo né coda di cui ora si vuole liberare. C’è un passaggio su questo tema che vogliamo fare: Banca Intesa, che sosteneva l’Airone di Toto assai indebitata, ha manovrato l’operazione Alitalia Cai. Stavolta le carte sono tutte in tavola, non pensino questi signori di potersi scaricare dalla responsabilità di aver puntellato il piano Fenice all’origine del disastro.


La ristrutturazione riguarda tutti i settori dell’azienda e tutte le categorie, da quelle direttamente interessate perché proporzionali al numero delle macchine impiegate in linea, a quelle dei settori operativi di terra, allo staff. Si parla di messa a terra di aeromobili, di rivisitazioni contrattuali, dei trattamenti economici e dei salari ridotti del 20%, licenziamenti dei lavoratori con contratto a termine. Tagli lineari che sono solo riduzione di costi vivi. Già nel mese di dicembre è visibile una diminuzione delle ore di volo.


Se è questa la ricetta, saremo “di troppo” in parecchi. Senza interventi immediati e pesanti del Governo a pagare il prezzo di quest’ennesima ristrutturazione saranno i lavoratori, almeno 2000 e le loro famiglie.


Inconcepibile che il Governo non abbia ancora detto una parola su questo scenario. Riteniamo seria la situazione che, a causa delle notizie di stampa sulla crisi del vettore, vede ripercussioni nelle prenotazioni pari all' 8 %. E’ un dato che rende evidente l’incertezza di chi deve comprare un biglietto aereo e scommettere sul futuro della compagnia.


E’ pazzesco che i sindacati confederali, responsabili di aver cogestito insieme ad un management inadeguato i cinque anni di CAI, stiano in rigoroso silenzio, ciascuno concentrato su se stesso e tutti completamente avulsi da questioni generali e di prospettiva per l’azienda e per il settore.


Abbiamo visto assemblee cancellate, o fatte nelle stanze sindacali o riservate ai simpatizzanti. Ci chiediamo come intendono procedere le OO/SS che si fregiano di essere rappresentative del “polo dei naviganti”. Dopo il massacro nel trasporto aereo di migliaia di lavoratori e mentre siamo ad un passo dal collasso, ci chiediamo se l’unico movente sia la gestione degli esuberi. Questo sarebbe inaccettabile.


USB dichiara che non deve essere perso un posto di lavoro mantenendo la barra al centro sulle richieste fatte nel solco della solidarietà e dell’equità rispetto a sacrifici già fatti. Torniamo a chiedere con forza:


  • Intervento pesante da parte dello Stato per amministrare questa fase della crisi Alitalia con la verifica dei finanziamenti di Poste Italiane ed esercizio del controllo dell’assetto societario;


  • Riassetto del sistema del T.A. e dei vettori interessati da ammortizzatori sociali;


  • Adeguamento delle normative e dei sistemi di regole agli ambiti aeroportuali;


  • Organizzazione del sistema dei servizi attraverso sinergie con altre aziende dei trasporti;



Parlare oggi di come trattare altri licenziamenti o espulsioni forzate dal mondo del lavoro è semplicemente criminale. Noi ci dissociamo da questa impostazione. Chi è stato protagonista indiscusso e indisturbato del disastro, cioè dirigenza, sindacato e politica, oggi ha una responsabilità enorme. In questi cinque disastrosi anni abbiamo visto fallire Alitalia, poi è stata la volta di Wind Jet. I lavoratori di Meridiana Fly subiscono una cassa integrazione devastante. Blue Panorama è ancora con licenza provvisoria: non si può andare avanti così!

 

Alle categorie chiediamo invece cosa intendono fare. Se non ci sarà una presa di coscienza immediata, se non si riesce ad immaginare una storia diversa ed un epilogo diverso, se si rinuncia a lottare si ha già perso. Abbiamo imparato che aspettare e macerare nella frustrazione, non serve a niente.


USB è l’unico sindacato in grado di organizzare un’opposizione reale. Nei prossimi giorni organizzeremo un’assemblea presidio a Fiumicino.

L’unica cosa che non possiamo fare è rimanere fermi.



USB - Lavoro Privato T.A.





Fiumicino 11 Novembre 2013

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni