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Tra sabato e lunedì decine di voli fuori orario.

4 giugno 2008 - La Repubblica

Il Cub Trasporti: «Servono nuove assunzioni»

Ancora ritardi nella consegna dei bagagli mentre Giacchieri tratta Marconi Handling

di LUIGI SPEZIA

 

Bologna -

 

 

 

 

Bologna - NUOVI disagi al Marconi nell´ultimo week-end, dopo quelli del primo maggio, per aerei in ritardo e consegna bagagli difficoltosa, anche a causa di un nastro trasportatore che continua a non funzionare. «E´ un aeroporto al collasso - tuona Italo Quartu, coordinatore regionale dei Cub Trasporti - . Il personale è ancora insufficiente nonostante le nuove 11 assunzioni effettuate da Giacchieri. Il numero di effettivi è complessivamente sempre quello dei tempi di Doro Group. Gli operai del carico-scarico fanno straordinari pesantissimi. Bisognerebbe che il subappalto di Giacchieri venisse eliminato e che il personale passasse direttamente sotto Marconi Handling e Bas». I problemi si sono verificati soprattutto domenica pomeriggio. Sab conferma una quindicina di voli in ritardo (tra gli altri con destinazione Sharm-el-Sheik, Lamezia Terme, Palermo) con circa mezz´ora, mentre sono partiti con un´ora i voli per New York e per Palma di Maiorca. Sab comunque stima che i disagi siano stati inferiori rispetto a maggio e continua a far pressioni su Giacchieri per migliorare ancora il servizio. «Abbiamo rafforzato le squadre e sono anche diminuite le assenze per malattia - dice l´amministratore delegato di Giacchieri, Antonio Ferrara -. Il problema è, a parte il nastro ancora rotto, l´intasamento dei cieli e se arrivano, come è successo domenica, sei o sette aerei tutti in ritardo e allo stesso orario, non basta una squadra di 80 persone per affrontare la situazione. Gli aerei sono sempre più in ritardo e questo crea ulteriori ritardi». Ma mentre il sindacato vorrebbe che Giacchieri lasciasse, Ferrara conferma invece di essere interessato a rilevare la metà di Marconi Handling, che Sab ha messo sul mercato e che anche di recente è stata ripianata per le perdite di esercizio. «Abbiamo dato la nostra disponibilità a verificare la praticabilità di questa operazione - dice Ferrara -. Bisogna studiare bene il piano industriale, rivedere la politica delle tariffe e migliorare la professionalità del personale».

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