Tram deragliato a Milano: sicurezza, salute e dignità del lavoro non possono essere variabili secondarie

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In merito al drammatico incidente avvenuto a Milano, che ha causato due morti e decine di feriti, esprimiamo il nostro più profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e la nostra vicinanza a tutte le persone coinvolte.

Sulle cause del deragliamento sarà necessario attendere l’esito delle indagini. Tuttavia, al di là delle responsabilità che verranno accertate, una questione deve essere affrontata con chiarezza e senza ipocrisie: autisti e macchinisti del trasporto pubblico devono poter lavorare esclusivamente in condizioni di salute ottimali, sempre.

Chi conduce un mezzo pubblico non ha tra le mani soltanto un volante o una cloche: ha la responsabilità della propria vita e di quella di centinaia, talvolta migliaia di passeggeri ogni giorno. Sui mezzi pubblici viaggiano i nostri figli, le nostre madri, i nostri padri, studenti e lavoratori. La sicurezza collettiva non può essere subordinata a logiche di produttività o di risparmio.

Le parti datoriali, con l’avallo di CGIL, CISL, UIL, UGL e FAISA CISAL, devono smetterla di criminalizzare i lavoratori che restano a casa perché ammalati. È inaccettabile che chi segnala un malessere venga trattato come un problema organizzativo, subisca pressioni o rischi decurtazioni salariali. Non si può pretendere che chi svolge una mansione ad altissima responsabilità, peraltro sottopagata a causa di rinnovi contrattuali inadeguati, si presenti in servizio anche con sintomi che potrebbero comprometterne lucidità e riflessi.

Troppo spesso, quando accade una tragedia, il primo bersaglio è il conducente. Si punta il dito sull’anello più esposto, mentre si dimenticano turnazioni massacranti, carenze di personale, pressioni organizzative e un sistema che scarica sui lavoratori ogni criticità. E solo dopo, a tragedia avvenuta, si torna a parlare di possibili malori, stress, condizioni psicofisiche.

È tardi, sempre troppo tardi.

La sicurezza nel trasporto pubblico locale non può essere affrontata solo dopo gli incidenti. Servono investimenti concreti e strutturali: organici adeguati, turni sostenibili, tutela piena del diritto alla malattia senza penalizzazioni economiche o disciplinari, rinnovi contrattuali che restituiscano dignità salariale a chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale.

La salute dei lavoratori è un presidio di sicurezza per l’intera collettività;

ignorarlo significa mettere a rischio tutti.

L’USB, nel rinnovare il proprio cordoglio per le vittime di Milano, chiede un cambio di paradigma immediato: la sicurezza del servizio passa prima di tutto dal rispetto, dalla tutela e dalla valorizzazione di chi quel servizio lo svolge ogni giorno.

Coordinamento Nazionale  USB Lavoro Privato, settore TPL