Trasporto Aereo, al Terminal 3 di Fiumicino un presidio riuscito per il lavoro e contro la privatizzazione di Enac

Roma Fiumicino -

Oggi 6 ottobre si è svolto presso il Terminal 3 dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma il presidio dei lavoratori del trasporto aereo, promosso da USB, per denunciare il rischio della perdita di migliaia di posti per l’emergenza Covid e contro il progetto di trasformazione dell’Enac in Ente Pubblico Economico (EPE).

 

I lavoratori e le lavoratrici di handlers, compagnie aeree, servizi aeroportuali, sicurezza ed indotto rivendicano una riforma del trasporto aereo che imponga regole generali e renda Enac più presente ed efficiente. Per USB non è pensabile riproporre ricette di tagli ulteriori sui diritti e sul salario com’è avvenuto negli ultimi 20 anni. Non è possibile che a pagare le conseguenze economiche del Covid19 siano sempre e solo i lavoratori.

 

Decine di migliaia di loro, a causa della crisi causata dalla pandemia, vivono infatti di CIGS e di CIGD con salari da fame. Il governo deve garantire politiche di sostegno e una riforma degli ammortizzatori sociali che includa la tutela dei precari e il blocco dei licenziamenti di uno dei settori più colpiti da questa crisi.

 

In questo contesto tanto più grave è il progetto di trasformare Enac in Ente Pubblico Economico, che di pubblico non avrà niente ma sarà invece il prodotto di una vera e propria privatizzazione, con i danni conseguenti a cui abbiamo già assistito.

 

Le aziende portatrici d’interessi enormi, cioè i giganti del business del trasporto aereo, avranno spazi impensabili. Tutte le categorie dei lavoratori subiranno le conseguenze di questo nefasto progetto: operai e addetti delle aree pista e aeroportuali, dipendenti dei gestori, manutentori, personale di terra e di volo, operatori della sicurezza. Si abbasseranno i livelli e le garanzie per le procedure di safety e security in favore del profitto. L'Enac diventerebbe un soggetto economico la cui delicata attività di regolazione, certificazione, controllo, vigilanza e sanzione sarebbe sottoposta alle necessità di bilancio secondo le regole di mercato. Il risultato potrebbe pregiudicare l'indipendenza e la terzietà di chi oggi assicura la regolarità e la sicurezza del trasporto aereo. Si tratterebbe di un’eccezione assurda in Europa, una riforma che nessun altro paese si è mai sognato di affrontare. Come se non fosse già bastata la privatizzazione di Enav.

  

I lavoratori oggi hanno dato un chiaro segnale di unità per cambiare le condizioni economiche che si sono abbattute sulle famiglie con il Covid-19 e riaffermare l'opportunità di avviare la riforma complessiva dell'intero sistema, che finora è tanto cresciuto nei profitti delle aziende, quanto ha distrutto lavoro, diritti e salari delle categorie coinvolte, proprio per la mancanza di una politica nazionale e di un corpo di regole uguali per tutti. Questo è il momento per spezzare il ricatto di una contrattazione al ribasso.

 

Il Paese ha bisogno da almeno 20 anni di un progetto per il trasporto aereo, più che mai urgente in questa fase drammatica. Vale per tutti gli addetti dell’aeroporto, sia per i vettori che per le aziende che hanno le commesse dalle low cost. Lo sanno gli attuali dipendenti e precari aeroportuali, inclusi quelli di Alitalia la cui partenza è bloccata per le nomine del board che non sta vedendo sbocchi.

 

USB chiede di avviare subito una campagna per il lavoro e una riforma che assicuri la giusta priorità all’occupazione, nella sicurezza del controllo di un Enac pubblico.

 

Fiumicino, 6 ottobre 2020

 

Unione Sindacale di Base - Trasporto Aereo