Trasporto Pubblico Locale: incerta la sostenibilità della copertura economica per il settore; il 21 gennaio le Associazioni datoriali convocate dal Ministro dei Trasporti

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Le associazioni datoriali mettono subito le mani avanti ed invitano le aziende a sospendere il pagamento di quanto previsto dal rinnovo del CCNL scaricando, ancora una volta, il peso delle inadempienze del Governo, l’incapacità delle stesse Associazioni datoriali e l’ingordigia delle aziende verso i propri profitti sulle spalle degli addetti al settore.

Si tenta di aggredire ulteriormente i livelli salariali di un contratto nazionale che ha previsto un aumento salariale pari a circa il 6%, a fronte di un reale aumento del costo della vita stimato intorno al 19% negli ultimi anni.

Perdita netta di potere d’acquisto; bollette, affitti, carburanti e beni di prima necessità continuano a crescere, ai lavoratori viene chiesto di “attendere coperture”, di “avere pazienza” e persino di rinunciare a quanto previsto dagli accordi come dimostra l’invito delle associazioni datoriali alle aziende di disattendere l’erogazione di quanto stabilito nel dicembre 2024, questo senza tener conto che alcune voci fondamentali della retribuzione sono ferme da oltre 50 anni,  completamente slegate dall’attuale organizzazione del lavoro, dalle responsabilità crescenti, dai carichi operativi sempre più pesanti e dalle reali condizioni oggettive con cui oggi operano gli Autoferrotranvieri.

Le aziende continuano a chiedere flessibilità, disponibilità, produttività, senza però riconoscere economicamente il lavoro svolto, senza riconoscere i turni più gravosi e festivi; ricorrono sempre più spesso allo strumento del sub appalto penalizzando in modo drastico il salario già scarno delle lavoratrici e lavoratori.

La realtà è che le difficolta del settore nascono per la completa assenza di un piano nazionale di mobilità fondato sulle reali esigenze dei cittadini, dalle scelte scellerate delle politiche dei vari governi che si sono succeduti che hanno svenduto, e continuano a farlo, il patrimonio pubblico a privati senza scrupolo alcuno che hanno trasformato un servizio pubblico essenziale in un vero e proprio “bancomat” a proprio uso e consumo.

Che sia chiaro: se sul tavolo del 21 gennaio presso il Ministero dei Trasporti si è in cerca di far  "pagare il conto" a qualcuno per la situazione attuale del settore, i responsabili sono tutti intorno a quel tavolo.

I servizi pubblici essenziali vanno restituiti alla gestione pubblica;

OCCORRONO: risorse vere, stabili e strutturali, rinnovi contrattuali reali e condivisi dagli addetti al settore.

È il momento di rimettere al centro il salario, la dignità, la sicurezza e le condizioni di lavoro, perché se non c’è tutela dei lavoratori non può esistere alcun servizio pubblico efficiente.

 

Coordinamento Nazionale, USB Lavoro Privato – settore Tpl