tremendo incidente alta velocità Malaga – Madrid: Maledetti i padroni del vapore!
I ferrovieri di USB esprimono massima vicinanza ai loro colleghi spagnoli e cordoglio per le numerose vittime del tremendo incidente avvenuto nella serata di ieri sulla tratta alta velocità Malaga – Madrid.
Stante l’attuale scarsità di informazioni sulle cause del disastroso incidente , rileviamo che quello che deragliando ha invaso il binario opposto, è della società Iryo, il maggiore operatore ferroviario privato sulla rete spagnola, partecipato al 51% dalla società di trasporto italiana Trenitalia; cosa di cui, al momento non si fa menzione nei notiziari nazionali. Quella di omettere dati (per altro di pubblico dominio) rilevanti, ai fini di una, deontologicamente, corretta e esaustiva informazione, sembra diventata una abitudine, ormai caratteristica, del sistema informativo italico, anche pubblico.
Non vogliamo certo insinuare correlazioni tra il suddetto dato e il disastro ferroviario di ieri, ma evidenziare quanto l’interesse delle grandi imprese operatrici del settore sia ritenuta prevalente rispetto al fondamentale diritto pubblico a una corretta informazione.
Ci preme altresì tornare sulla denuncia delle nefaste logiche di privatizzazione che hanno interessato il trasporto ferroviario europeo nel corso dell’ultimo ventennio, contro cui i ferrovieri sono mobilitati da tempo, e che negli ultimi anni hanno avuto in Italia un significativo salto di qualità, giungendo a ottenere addirittura, recenti, modifiche (peggiorative) della legge nazionale sulle norme di primo soccorso ai lavoratori sui treni.
Logiche padronal/manageriali speculative che hanno puntato sulla banalizzazione della professione ferroviaria per giungere allo smantellamento degli assetti contrattuali (e di legge) a garanzia di particolari tutele per i lavoratori del settore, esponendo così questi a grave usura della salute per le assurde turnazioni di servizio, all’incremento dei rischi per la sicurezza e l’incolumità fisica per la riduzione sistematica degli addetti e relativo incremento degli orari e dei carichi di lavoro, e mettendo in discussione la stessa sicurezza del trasporto ferroviario. Di tutto ciò abbiamo tragica evidenza nell’Italia ferroviaria della strage di Viareggio, il 29 giugno 2009, e di Brandizzo, il 30 agosto 2023, solo per citare due picchi di assoluta gravità, tra cui si collocano una miriade di incidenti gravi, gravissimi e mortali che hanno interessato, e continuano a interessare, lavoratori e viaggiatori nel nostro Paese.
Così, mentre le alte sfere politiche europee blaterano di innovazione tecnologica capace di far viaggiare i treni a tutta velocità, in tutta puntualità e sicurezza, sui binari, le garanzie di tutela per viaggiatori e lavoratori delle ferrovie, sono sacrificate dalle più bieche pretese di profitto privato, applicate ai sistemi di manutenzione delle infrastrutture come dei treni, alle condizioni di lavoro nel settore come al trattamento di speculazione commerciale degli ambiti di pertinenza ferroviaria: le stesse pretese che, mutatis mutandis, stanno, attualmente, forzando le sorti del mondo verso i più nefasti esiti.
In attesa di maggiori informazioni sul disastro ferroviario di ieri, ribadiamo la nostra determinazione a rafforzare l’opposizione dei ferrovieri, italiani e europei tutti, verso i moderni padroni del vapore, mettendo a disposizione la nostra organizzazione per la costruzione di percorsi di denuncia legale ma, soprattutto, di lotta per una ferrovia e un mondo Beni Comuni di ogni comunità popolare in tutti Paesi.
Nessuno resti indifferente! Nessuno resti impunito!
USB Coordinamento Nazionale ferrovieri rfi