UN BINARIO UNICO - UN ERRORE UMANO DA ANDRIA A TRIESTE

Trieste -

L’Unione Sindacale di Base sta denunciando da anni che i processi di privatizzazione del welfare demoliscono le tutele dei lavoratori e della collettività; sacrificando quotidianamente la sicurezza sull’altare del profitto. Purtroppo solo quando accadono dei gravi incidenti, tutti sembrano rendersene conto, ma sovente accade che dopo qualche giorno di polemica e un capro espiatorio ricercato tra i lavoratori delle aziende, poi tutto sembra continuare come prima.

 

Anche a Trieste, così come in molte altre aziende di trasporto pubblico, da tempo, sono stati avviati degli interventi di riduzione dei costi di gestione, che hanno consentito ai soci pubblici e privati di realizzare ogni anno milioni e milioni di euro di utile, principalmente tagliando il numero dei lavoratori, riducendo una parte considerevole del servizio e delle corse, ma anche predisponendo delle notevoli modifiche alle procedure gestionali e manutentive sui mezzi e sugli impianti.

 

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma si notano soprattutto quando gli organi d’informazione iniziano ad elencare il numero dei feriti e di coloro che hanno perso la vita negli incidenti nei quali rimangono coinvolti i mezzi di trasporto pubblico.

 

Subito dopo inizia l’ipocrita giostra delle dichiarazioni relative: alla necessità di provvedimenti tempestivi, all’apprensione per le condizioni di salute dei lavoratori e dei passeggeri, alla volontà di vederci chiaro e alla possibilità di possibili errori umani.

 

USB è fermamente convinta che ci sia sì stato un errore umano e che questo vada primariamente individuato tra gli amministratori pubblici e privati, che nonostante gli stipendi da nababbo - non si sono attivati efficacemente per assicurare quel livello di sicurezza necessaria ad assicurare la salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori e degli utenti ed evitare il ripetersi di incidenti come quello accaduto nuovamente ieri a Trieste.

 

E allora, invece di fermarsi a misurare soltanto le responsabilità o i fraintendimenti dell’ultimo anello della catena, occorrerebbe puntare bene lo sguardo verso chi ha il dovere giuridico di adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare effettivamente e continuativamente l’integrità fisica dei lavoratori e dei cittadini, così come disposto dalle Normative ed affermato dalla Giurisprudenza.

 

Primario interesse di USB, non è certo quello di apprendere quale potrà essere il numero di vetture che circoleranno nei prossimi giorni, o quando potrà riprendere il servizio completo sulla linea. L’interesse basilare per USB - e non solo - rimane quello di comprendere se il Comune di Trieste – azionista di maggioranza dell’azienda di trasporto pubblico – intenderà porre in essere delle concrete e tempestive iniziative volte ad inibire il pericolo alla vita ed all’incolumità dei cittadini e dei lavoratori del trasporto pubblico.

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