USB: solidarietà a Micaela Quintavalle, licenziata dall'Atac per essersi battuta per i diritti dei lavoratori

Roma -

E' segno dei tempi questo licenziamento, che avviene a poche ore dall'approvazione del decreto sicurezza Salvini, che riduce gli spazi di agibilità per attivisti e movimenti sociali. Chi denuncia la cattiva gestione di un'azienda che peraltro rischia il fallimento, proprio per anni e anni di mala gestione, viene sbattuto fuori.

Su Atac, che resta ancora la più grande azienda italiana del trasporto pubblico locale, sono in atto da tempo operazioni che mirano al suo smembramento ed alla successiva privatizzazione e la partita è ancora apertissima. Tutte le voci che non possono essere controllate e che sfuggono ai meccanismi di potere vengono vissute come un fastidio o un pericolo.

Nelle Ferrovie dello Stato, solo pochi giorni fa abbiamo denunciato la sospensione di 5 giorni a Stefano Pennacchietti, delegato USB di Roma, reo di essere intervenuto nel pieno delle sue funzioni di responsabile per la sicurezza RLS, rilevando gravi mancanze da parte dell'azienda.

Quello che si vuole instaurare è un sistema di aggressione e intimidazione continua nei confronti dei lavoratori e degli attivisti sindacali, per impedire che la protesta si organizzi e che si facciano valere i propri diritti sul posto di lavoro. Contrastare questa manovra è una necessità per tutti quelli che vogliono difendere la democrazia nei luoghi di lavoro, a partire dalla richiesta di ritiro immediato di tutti i provvedimenti disciplinari.

 

Tocca uno tocca tutti

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