Vertenza Meridiana, la posizione di USB Lavoro Privato

Nazionale -

Nel contesto che si è venuto a creare con l’apertura da parte di MeridianaFly e Meridiana Maintenance della procedura per la messa in mobilità di 1600 lavoratori su poco più di 2000 e il successivo intervento dei Ministri del Lavoro e dei Trasporti, che hanno imposto la revoca della procedura, riteniamo importante definire quale siano i due punti qualificanti sui quali USB sta affrontando il tavolo aperto presso il Ministero del Lavoro.


Il primo punto è il NO secco a qualsiasi licenziamento coatto in tutte le aziende del Gruppo.

 

Il personale deve invece essere gestito con ammortizzatori sociali conservativi che sono disponibili e che permettano di avviare il rilancio industriale dell’azienda in un contesto di riforma del settore.

 

In tale logica, siamo disponibili a valutare le iniziative di esodi pensionistici e agevolati, in un contesto di chiarezza della vigenza e durata degli ammortizzatori sociali, e i progetti concreti di ricollocazione certa e concreta da parte delle Istituzioni governative e regionali presenti al tavolo.


Il secondo punto riguarda la ricostruzione di un nuovo piano industriale, che superi quello di riduzione dell’offerta presentato dall’attuale management che non è sostenibile da nessun punto di vista, il quale dovrà essere basato su due presupposti:


  1. Il superamento dell’attuale assetto aziendale a due aziende (MeridianaFly e AirItaly), procedendo alla riunificazione delle stesse;


  1. Il recupero in linea degli aeromobili attualmente a terra e la riacquisizione di quote di mercato e delle attività connesse, quali ad esempio i presidi di manutenzione pesante e call center, dello sviluppo e dei ricavi quale requisito essenziale per la sopravvivenza nell’attuale contesto di mercato, dove invece sono vincenti quei vettori ad alto potenziale di offerta. Tale piano non può essere disgiunto da una forte alleanza.


In questo contesto, s’imporrebbe la necessità della definizione di un unico contratto.


Questi punti ripercorrono l’ordine del giorno approvato nell’assemblea generale di Olbia tenutasi lo scorso 2 ottobre e la dichiarazione condivisa da tutte le sigle sindacali nella riunione del 3 ottobre presso il Ministero del lavoro.


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