30 ottobre sciopero generale contro guerra e carovita: difendiamo il diritto di sciopero!
Il Governo ha convocato USB su richiesta della Commissione; passo propedeutico per far emettere da parte del Ministro dei Trasporti un’ordinanza di precettazione ai sensi dell’art. 8 della legge 146/1990 per i settori dei trasporti con lo scopo di soffocare la mobilitazione e intimidire chi lotta.
A salari divorati dal carovita, condizioni di lavoro sempre più pesanti e servizi pubblici sempre più inaccessibili e privatizzati, il Ministero dei Trasporti risponde minacciando i Lavoratori e Lavoratrici di tacere sulla propria esasperazione. Questo dovrebbe avvenire proprio nel giorno in cui i portuali di più di 100 porti in 4 continenti lottano insieme per respingere la militarizzazione delle banchine e porre un freno all'economia di guerra.
Non possiamo accettare che il diritto di sciopero venga ridotto a una concessione del Governo e delle aziende.
Da oltre trentacinque anni la legge 146/90 ingabbia il conflitto con franchigie, vincoli e sanzioni, fino a rendere sempre più difficile organizzare uno sciopero capace di incidere davvero. Nei trasporti questa stretta colpisce chi ogni giorno garantisce la mobilità del Paese e rivendica salario, sicurezza e dignità.
La battaglia condotta da USB presso il Consiglio d’Europa ha portato alla seguente DECISIONE DEL CEDS (Comitato Europeo dei Diritti Sociali): sono stati evidenziate 3 limitazioni al diritto di sciopero in Italia che violano la Carta Sociale Europea. Tra queste limitazioni c'è l’estensione eccessiva dei "periodi di franchigia", proprio la motivazione che nel caso del 30 ottobre viene richiesta come condizione per l’ordinanza di precettazione.
Per mettere in discussione queste restrizioni, per cambiare una legge che comprime il conflitto, considerato che in questo caso anche l’Europa certifica questa necessità, serve organizzare una risposta collettiva nei luoghi di lavoro e nelle piazze.
Per questo motivo USB ha già provveduto a confermare lo sciopero nonostante le minacce dell’ordinanza del Ministro dei Trasporti accollandosi l’onere delle sanzioni per il sindacato che saranno elevatissime.
TUTELA LEGALE PER I LAVORATORI E LAVORATRICI:
L’inosservanza a questa ordinanza di precettazione può comportare per i singoli lavoratori e lavoratrici una sanzione individuale di tipo amministrativo va da 500 a 1.000 euro (1 giorno), aggiuntiva a quella prevista dalla violazione dei divieti della commissione di garanzia.
USB garantirà la copertura legale per la difesa contro gli eventuali provvedimenti sanzionatori, ma non coprirà economicamente le sanzioni individuali. È corretto da parte nostra assumerci la responsabilità di una scelta di trasparenza nei confronti delle categorie coinvolte sulle quali pesa la scure di sanzioni pesantissime e - a nostro avviso - illegittime.
La stessa organizzazione sindacale è chiamata a fronteggiare sanzioni economiche di particolare rilevanza, con conseguenze sulla propria capacità di sostenere l'attività sindacale e le singole vertenze. La solidarietà sindacale non si misura attraverso promesse irrealizzabili, ma nella capacità di organizzare il conflitto, sostenere i lavoratori, le lavoratrici e difenderne concretamente i diritti.
Ogni Lavoratrice e ogni Lavoratore deve poter scegliere con piena consapevolezza delle conseguenze. La minaccia delle sanzioni non può però chiudere la battaglia politica e sindacale per riconquistare il diritto di sciopero che sarà in ogni caso portata avanti da USB.
Il 30 ottobre unisce la lotta contro il carovita e lo sfruttamento con quella alla guerra e al riarmo, alla mobilitazione internazionale dei portuali e alla solidarietà con il popolo palestinese. Rafforzare questa convergenza significa costruire la forza necessaria per difendere i nostri interessi contro le scelte del Governo e delle imprese.
CONTRO LA PRECETTAZIONE E IL RICATTO DELLE SANZIONI,
SPEZZIAMO LE CATENE DELLA LEGGE 146/90.
RIAPPROPRIAMOCI DEL DIRITTO DI SCIOPERO!
USB - Comparto Trasporti
* loacandina e volantino in allegato