Ancora morte sul lavoro!
L’Unione Sindacale di Base (USB) esprime profondo dolore e le più sentite condoglianze alla famiglia del lavoratore morto nei pressi dello svincolo autostradale di Caserta poco dopo la mezzanotte, durante la protesta degli autotrasportatori. È un sentimento che si trasforma immediatamente in rabbia: ribadiamo con forza che non si può morire mentre si rivendica il diritto a un lavoro dignitoso e sostenibile. Questa ennesima tragedia è il risultato diretto di un clima di esasperazione alimentato da Governo e istituzioni che, con cinica indifferenza e sterili comportamenti di facciata, lasciano lavoratori e cittadini ad affrontare da soli i costi della loro economia di guerra.
Misure inefficaci e un’inerzia colpevole del Governo, hanno lasciato spazio alla morsa della speculazione finanziaria che, ancora prima che partissero i primi missili dell’aggressione all’Iran, faceva schizzare i prezzi ai distributori di carburante. L’assenza di interventi concreti per calmierare i prezzi e la mancanza di controlli lungo la filiera stanno portando anche l’autotrasporto al collasso.
Come se non bastasse, le misure di inizio 2026 sull’allineamento delle accise del gasolio, introdotte con il pretesto della transizione ecologica, si stanno dimostrando non solo inefficaci, ma rappresentano il colpo di grazia per le piccole imprese, favorendo viceversa la concentrazione monopolistica nel settore. È evidente la volontà del Governo di compensare l’aumento delle spese militari anche attraverso il mantenimento del gettito delle accise. Si tratta di logiche sciagurate che stanno determinando ricadute a catena, aggravando ulteriormente il carovita per le famiglie, e pesando direttamente sulla spesa quotidiana dei cittadini.
Una menzione a parte merita la Commissione di Garanzia sugli scioperi che, nei giorni precedenti alla tragedia, ha contribuito a mistificare i fatti e esacerbare i toni. La Commissione si è permessa in dichiarazioni preventive, non solo di delegittimare la protesta con un approccio distorto, scorretto e al di fuori delle proprie competenze, ma — come spesso accade — ne ha contrastato le forme scelte. L’operato di questo organismo appare sempre più come un elemento incostituzionale, volta a soffocare il conflitto nel mondo del lavoro e privare i lavoratori dei loro diritti.
USB, sulla Legge 146/90 e sulle decisioni di questa Commissione, ha più volte intrapreso battaglie concrete, l’ultima delle quali ha prodotto il recente pronunciamento del Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS).
Ribadiamo che il diritto alla difesa dei propri interessi e al conflitto non può essere limitato da chi ignora le ragioni dei lavoratori e agisce solo a sostegno di Governo e padroni. Stavolta siamo noi a gettarlo in faccia a chiunque voglia fermarci: “VE LO DICE PERFINO L’EUROPA CHE IL DIRITTO DI SCIOPERO IN ITALIA VIENE VIOLATO”.
Le nostre rivendicazioni:
- introduzione di misure immediate per il blocco dei prezzi dei carburanti a partire dalla sospensione di tutte le accise sui carburanti
- contrasto reale e concreto alle logiche speculative su energia e carburanti
- intervento immediato contro l'azione irregolare e repressiva della Commissione Scioperi.
Rilanciamo inoltre le iniziative che USB ha già in calendario contro gli inefficaci decreti del governo a fronte della pesante emergenza salariale; servono misure strutturali, una nuova scala mobile come strumento reale di adeguamento all’inflazione dei salari e delle pensioni .
29 aprile presidio a Roma, ore 15:00 Piazza Capranica
il prossimo 23 maggio, manifestazione nazionale a Roma
USB Lavoro Privato, Comparto Trasporti