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ARTICOLI GIORNALE "Il ministro Lanzillotta"

Sabato 17 Febbraio 2007

- Gazzettino Venezia

- Corriere del Veneto

- La Nuova Venezia

Venezia -

Gazzettino Venezia Sabato 17 Febbraio 2007

 

 

Il ministro Lanzillotta

«Impossibile la nascita della provincia del Veneto orientale»

Venezia - La Città metropolitana di Venezia potrebbe avere un confine territoriale inferiore a quello dell'attuale Provincia. Ma se così fosse, la parte restante del territorio dovrebbe decidere con chi andare, ad esempio se finire sotto la provincia di Padova piuttosto che di Treviso. Sicuramente non in Friuli perché il passaggio ad una altra regione deve seguire un diverso iter. Tutto questo significa che la nuova provincia del Veneto orientale non si farà. «Una nuova provincia è esclusa»: ha affermato il ministro agli affari regionali e alle Autonomie locali, Linda Lanzillotta, giunta ieri pomeriggio a Venezia per partecipare alla seduta straordinaria del consiglio provinciale convocato per parlare del nuovo Codice delle autonomie locali. Il ministro ha chiarito alcuni dubbi generati dal Codice: «Posto che la Città metropolitana è alternativa alla Provincia - ha detto Lanzillotta - i confini possono essere sia coincidenti che non coincidenti con quelli della Provincia». Supponiamo che non coincidano e che un pezzo del territorio, ad esempio il Veneto orientale, sostenga - nel caso specifico ribadisca - di non voler far parte del nuovo ente metropolitano: che succederebbe? «L'istituzione di una nuova Provincia è assolutamente esclusa - ha detto il ministro - anche perché il Codice delle autonomie locali prevede un esame delle attuali Province e l'idea è di andare a una semplificazione. Ad ogni modo, i Comuni che non volessero far parte della Città metropolitana di Venezia dovrebbero indicare subito in quale altra provincia passare: tutto deve essere chiaro nella proposta di istituzione da sottoporre poi a referendum».

Ad attendere il ministro Lanzillotta, oltre a parlamentari e amministratori veneziani, ieri c'era anche il Cub Trasporti: una decina di sindacalisti ha manifestato con un volantinaggio davanti a Ca' Corner e, con una barca, in Canal Grande per contestare il progetto di liberalizzazione di servizi essenziali quali acqua, energia e trasporti.

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17 febbraio 2007 - Corriere del Veneto

LINDA LANZILLOTTA IN LAGUNA

Il ministro spinge la Città metropolitana « Venezia governerà meglio i cambiamenti»

di Paola Vescovi

Gava: « Solo con le province di Padova e Treviso » . Zoggia: più federalismo fiscale VENEZIA — La città metropolitana è più vicina dopo che ieri il ministro per gli Affari regioanli Linda Lanzillotta ha detto: « Venezia è una delle città potenzialmente metropolitane perché è il centro di una delle grandi aree metropolitane italiane, e sicuramente è un punto di snodo di un sistema integrato dal punto di vista sociale, economico e urbanistico » . La rappresentante del governo è stata ricevuta ieri in Provincia per spiegare quali potranno essere le ripercussioni sul territorio e sulle istituzioni, confrontandosi con il sindaco l'assessore regionale Fabio Gava, il presidente della Provincia Davide Zoggia e una nutrita schiera di sindaci.

Il ministro ha spiegato che una volta approvata la legge « Venezia a avrà l'opportunità di modernizzare le sue istituzioni per renderle più adeguate a governare i processi di trasformazione urbana con strumenti istituzionali analoghi a quelli adottati in altri Paesi occidentali » . Su un punto però Linda Lanzillotta non transige, sulla creazione di nuove province, spegnendo i sogni di alcuni Comuni.

« I Comuni non rientranti nella città metropolitana verran no aggregati alle province già esistenti » , ha detto. Ma questo non fermerà di certo la voglia di alcuni Comuni di cambiare Provincia, non a caso Davide Zoggia sollecita una riforma fiscale in senso federalista: « L'introduzione di un nuovo assetto fiscale potrà rispondere alle esigenze di quella parte orientale della provincia di Venezia che oggi esprime tensioni diverse » . Un'urgenza, quella del federalismo fiscale, che Gava chiede di risolvere al più presto come prima condizione della città metropolita na e che vede concorde anche il ministro: « Un sistema equilibrato di federalismo fiscale va fatto in tempi brevi per arrivare a configurare en ti autonomi e fiscalmente responsabili » . Convergenze sostanziali fra Provincia e Regione anche sui confini della nuova città metropolitana: da entrambe un secco no ad un'area che coincida con l'attuale provincia di Venezia a favore di un territorio più vasto. L'assessore regionale ha ribadito con con forza la necessità di un allargamento della città metropolitana alle province di Treviso e Padova, sottolineando come Venezia non abbia titoli per fare da sé. Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari invece, nonostante la sua assenza dall'incontro, non nasconde le sue perplessità. « Sono discorsi vecchi di vent'anni - dice — Noi la città metropolitana la stiamo facendo di fatto con accordi di programma siglati con Regione e Provincia. Se nascerà bene, io ho lavorato anni a inseguire leggi e leggine e a questo punto non intendo perdere più un minuto di tempo su queste questioni » . E ieri all'esterno di Ca' Corner, anche la contestazione a suon di volantini del Cub Trasporti Venezia contro il progetto di liberalizzazione dei servizi primari, quali acqua, energia e trasporti.


17 febbraio 2007 - La Nuova Venezia

«La città metropolitana ci farà crescere»

Il ministro Lanzillotta a Ca’ Corner tra i dubbi dei forzisti e i cortei dei Cub

di Simone Bianchi

Venezia - «Benvenga la Città metropolitana, ma rispetto alle reali necessità di questo territorio, l’iter di approvazione rischia di essere troppo lungo per la soluzione dei nostri urgentissimi problemi». I dubbi sul progetto di cui ieri ha parlato a Ca’ Corner il ministro per gli Affari Regionali, Lidia Lanzillotta, sono concentrati nell’intervento del capogruppo di Forza Italia, il chioggiotto Carlo Alberto Tesserin. Davanti a una platea composta da sindaci della provincia, parlamentari tra cui il vice ministro Cesare De Piccoli, rappresentanti di categorie economiche e il consiglio provinciale in seduta straordinaria, Tesserin è andato oltre: «La città metropolitana a Venezia è più importante di qualsiasi altro posto in Italia per le infrastrutture che si stanno realizzando, Marghera, Porto, Aeroporto e per i perenni conflitti istituzionali esistenti. Sono favorevole a questa legge come politico ma dubbioso come cittadino. E se non si arriverà a un vero ed equo federalismo fiscale, non ci si stupisca se la gente punterà alla secessione».

Il ministro Lanzillotta - contestato dalla Cub Trasporti Veneto all’esterno di Ca’ Corner per le privatizzazioni dei servizi primari al cittadino, come appunto i trasporti - nell’affrontare il tema della città metropolitana ha ricordato che «non stiamo facendo nuove operazioni di centralizzazione, ma disegnando un modello organizzativo moderno che consenta sinergie e sviluppo sul territorio senza l’attuale frammentazione istituzionale». Una situazione che, quando verrà realizzata, non potrà veder coesistere la Provincia con la Città metropolitana - e qui si dovrà capire il futuro del sindaco del capoluogo - e che attraverso un referendum ne definirà i nuovi confini in base alla risposta dei cittadini. Positivi i commenti del presidente della Provinciale, Davide Zoggia, mentre l’assessore regionale Fabio Gava ha parlato di «svolta fondamentale per la macchina istituzionale, che si collega al federalismo fiscale. Un tema di interesse bipartisan». Il ministro si è poi trasferito sull’isola di San Servolo per la prima riunione del comitato scientifico - di cui è membro - dell’International Center for Subsidiarity promosso dalla Fondazione per la Sussidiarietà.


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