STATO DI AGITAZIONE NEGLI AEROPORTI DI PISA E FIRENZE MAXI PROFITTI DI POCHI, DISAGI E CATTIVE CONDIZIONI LAVORATIVE PER MOLTI.
Sciopero contro le 3 principali aziende del Galilei e del Vespucci In data 5 agosto 2026, USB ha chiuso negativamente la seconda fase delle procedure di raffreddamento contro le principali aziende degli aeroporti toscani, espletando così tutti i passaggi previsti dalla legge per indire uno sciopero contro Toscana Aeroporti SpA, GH Toscana Srl e Consulta SpA negli aeroporti di Pisa e Firenze. Il 4 agosto si è svolto un incontro presso la Prefettura di Firenze che sarebbe dovuto servire a conciliare le distanze tra le posizioni della scrivente o.s. e quelle delle tre aziende. Il confronto purtroppo è andato male: le aziende non si sono mostrate in grado di intervenire per risolvere le problematiche che denunciamo da tempo.
Toscana Aeroporti nega che ci siano criticità, e rifiuta di assumere un ruolo “materno” nei confronti delle altre aziende presenti negli aeroporti. Il problema è che se in un sistema aeroportuale viene a mancare il coordinamento dell’operato dei diversi enti, allora le condizioni lavorative diventano carenti, il servizio erogato non si rivela essere di qualità, non si assicurano i più alti livelli di Safety e Security, si innesca un pericoloso meccanismo di dumping salariale/contrattuale, e soprattutto non si garantiscono le migliori condizioni in termini di Salute e Sicurezza. Anche Consulta e GH Toscana negano l’evidenza di particolari criticità negli aeroporti di Firenze e Pisa.
Peccato che nel mentre si sono registrati alcuni incidenti e — senza alcun preavviso — al Galilei è stato attivato il sistema di check-in automatico (voluto dal vettore RyanAir), e al Vespucci sono comparse nuove colonnine per il self bag drop. Pare che la priorità delle tre aziende sia ridurre i costi di addetti e addette aeroportuali, piuttosto che investire in infrastrutture, mezzi, formazione e informazione. Per molti anni abbiamo assistito ad un generale disimpegno da parte di Toscana Aeroporti, ossia l’azienda che, secondo quanto previsto dall’articolo 705 del Codice della Navigazione, dovrebbe gestire il coordinamento di quelle unità produttive complesse che sono gli aeroporti di Firenze e Pisa. Invece di fungere da collante tra i vari operatori aeroportuali, Toscana Aeroporti continua a macinare record su record mentre ignora le richieste di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell’indotto, perché continua a trascurare l’inadeguatezza delle infrastrutture che mette loro a disposizione, e soprattutto continua a sottovalutare i rischi per la salute di chi lavora in pista derivanti dalle ondate di calore estremo.
Secondo USB, Toscana Aeroporti avrebbe dovuto seguire l’esempio di altre aziende che si occupano di gestione aeroportuale in Italia, le quali hanno accolto positivamente le istanze delle delle organizzazioni sindacali e hanno adottato soluzioni immediate per mitigare le conseguenze negative causate dal microclima caldo. Toscana Aeroporti predica “pazienza”, citando la possibilità di costruire un tavolo di confronto a settembre 2026. Il fatto è che settembre sarà tardi per risolvere i problemi di salute e sicurezza causati dalle elevate temperature dell’estate in corso. Sarà forse quella l’occasione di ricomporre una piattaforma di analisi e discussione condivisa con la Regione Toscana per la pianificazione di interventi concreti per migliorare le condizioni lavorative a Pisa e Firenze? In ogni caso, noi dobbiamo rispettare il mandato ricevuto dalle assemblee svolte nei mesi scorsi con i lavoratori e le lavoratrici. Perciò, in assenza di soluzioni immediate e in attesa di settembre, USB va verso lo sciopero contro Toscana Aeroporti, GH Toscana e Consulta.
USB Lavoro Privato