UBER REGISTRA LE CONVERSAZIONI: USB-Taxi si rivolge al Garante per la Protezione dei Dati Personali, all’Agenzia Cybersicurezza Nazionale e al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per contrastare questa assurdità.
“Attivata una funzionalità che capta l'audio nell'abitacolo, a rischio i dati di medici, avvocati, politici, industriali, istituzioni e di ogni cittadino. Chi lavora con la multinazionale rischia di diventare complice involontario perfino di uno spionaggio privato. Per questo USB-Taxi chiede che tale funzione venga messa al bando. Inoltre, anche questa nuova criticità evidenzia come l’inerzia nel contrastare la presenza di questa multinazionale all'interno del servizio pubblico agisca come una cancrena invisibile che corrompe e infetta il settore ogni giorno di più.”
USB-Taxi ha depositato una formale segnalazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali, indirizzandola per conoscenza all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). La segnalazione riguarda la funzionalità "audio recording" che Uber sta introducendo nella piattaforma, un sistema che registra l'audio all'interno dell'abitacolo dei veicoli durante le corse.
L'abitacolo di un veicolo adibito a trasporto pubblico non di linea è uno spazio in cui transitano quotidianamente professionisti, medici, magistrati, industriali ed esponenti delle istituzioni, con questo meccanismo, informazioni confidenziali, strategiche per l'economia e la sicurezza dello Stato rischiano di essere catturate all'insaputa degli interessati e inviate a server cloud esteri, sottoposti a normative extra-UE dove non si potrà vigilare (U.S. CLOUD Act).
Ecco perché USB-Taxi solleva osservazioni sulla legittimità di una simile operazione .
- Conducenti trasformati in "complici". Chi sceglie di lavorare utilizzando la piattaforma Uber rischia suo malgrado, di esser un complice involontario di un’effrazione della privacy nei confronti dei trasportati. In una deriva che rischia di gettare in un clima di diffidenza l'intero settore, danneggiando tutti i tassisti.
- Ci sono precedenti internazionali che dovrebbero far capire il rischio. Uber è già stata pesantemente sanzionata (290 milioni di Euro) in Olanda per trasferimenti illeciti di dati e, nei tribunali USA, è finita sotto accusa per la cancellazione non veritiera dei log a 30 giorni, considerata dai giudici americani una "sottrazione di prove". Lasciare file audio così delicati in mano a soggetti già condannati all'estero per situazioni sovrapponibili ci sembra una follia.
- Il paradosso di un “Governo sovranista". Arriviamo pertanto a un cortocircuito assurdo nel quale un Governo che parlava di sovranità nazionale come bandiera identitaria, nei fatti lascia che i dati sensibili dei suoi cittadini, possono esser colonizzati e sfruttati da colossi multinazionali senza muovere un dito?
La funzione va eliminata. Come USB-Taxi alla luce dei rilievi sollevati, riteniamo che sia incompatibile con la normativa vigente sia europea che italiana per cui deve essere censurata.
Chiediamo perciò che gli enti preposti vengano richiamati alle proprie responsabilità: il Garante della Privacy censuri e blocchi questa funzione; l'ACN intervenga a tutela della resilienza digitale del Paese; il Ministero dei Trasporti batta un colpo per difendere la regolarità del settore da ingerenze inaccettabili.
Come lavoratori del SERVIZIO PUBBLICO TAXI Non saremo mai schiavi (o spie) delle multinazionali.
USB-Taxi 1 giugno 2026